Il Pagellone NBA – Week #21

Il Pagellone NBA – Week #21

La lotta Playoffs e il rilassamento per chi li ha già conquistati, passando per esultanze premature e triple doppie a go-go.

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10 – Quattro in un fazzoletto

I Cavs sono ormai inarrivabili e i Raptors lontani, ma sotto ci sono quattro squadre che lottano per le posizioni dalla 3 alla 6, racchiuse da una gara e mezza di differenza totale: Hawks, Heat, Celtics e Hornets.
11 W e 3 L è il computo totale della settimana appena trascorsa per le quattro compagini, che non mollano una virgola con l’obiettivo di guadagnarsi un posto al sole dei Playoffs. Al momento è Atlanta a sedersi sul gradino basso del podio a Est, ma Miami, Boston e Charlotte non stanno certo a guardare e sanno bene che bastano una vittoria o una sconfitta in più per avere il fattore campo nei primi due turni di post-season o per giocare sempre in trasferta le eventuali gare 7.
Sediamo e godiamoci questo anticipo di Playoffs!

 

9 – LeBron formato gigante

29 punti (col 56.4% dal campo e il 45.5% da 3), 8.5 assist e 8.5 rimbalzi di media nelle 4 gare settimanali per King James, che evidentemente sente già odore di Playoffs. Ci sono anche due triple doppie per gradire, e LeBron manca il massimo dei voti in pagella solo perché il suo 30ello di giovedì scorso non è bastato a evitare l’onta della sconfitta a Brooklyn.
Poco conta in termini di classifica, ormai la testa di serie dell’Est è in mano a Cleveland, che con un leader in tale forma può vantare legittime velleità di ritorno alle Finals.

 

8 – Rombo di Tuono

Le ultime tre vittime in ordine cronologico sono state Houston, Utah e San Antonio: due ossi duri che lottano per l’ottava posizione e i nero-argento, che non hanno bisogno di presentazioni. OKC sembra essere diventata un rullo compressore, con Westbrook che macina triple doppie e Kevin Durant in pieno ritmo da MVP, se non fosse per il solito numero 30 della Baia.
Sono quasi 25 punti di media con più di 8 rimbalzi e 5 assist per KD, con un 8/16 da oltre l’arco che fa presagire grandi cose tra aprile e maggio.

 

elitesportsny.com

7 – … E il terzo giorno risorsero

È solo la quarta volta in tutta la stagione che i Nets vincono due gare consecutive, l’evento va festeggiato con una bella sufficienza abbondante. Tanto più che sotto i colpi di Bogdanovic & co. sono cadute Cleveland e Indiana, mica pizza e fichi.
Oltre ai quasi 17 punti col 47.6% da 3 del bosniaco, si aggiungono i quasi 25 con 8 rimbalzi e 5 assistenze di Brook Lopez, vero leader dei suoi dopo l’infortunio occorso a Jack e la partenza di Joe Johnson.
Stagione da dimenticare, ma settimana da ricordare.

 

6 – Barbapapà

James Harden è sempre più il mattatore a Houston, ma se i risultati personali sono straordinari (29+11.8+8.3 di media), quelli di squadra fanno storcere nasi in Texas; 3 sconfitte su 4 gare, di cui almeno un paio (contro Utah e Oklahoma City) sanguinano ancora copiosamente.
Le palle perse sarebbero sempre il tallone d’Achille di Harden, ma non lo si può più di tanto biasimare se in settimana ha perso 5.5 palloni a partita visto che ha anche giocato quasi 42 minuti a sera e la stragrande maggioranza dei palloni transitano per le sue sante manine.
Come già abbiamo accennato in questa rubrica, tra le squadre che lottano per i Playoffs a Ovest i Rockets sembrano i più accreditati a finire anzitempo la stagione, con buona pace del Barba, che da solo non può cantare e portare la croce (rigorosamente con la sinistra).

 

www.poundingtherock.com

5 – Casa Spurs

Il record casalingo è 37-0, ma le ultime due trasferte degli Spurs corrispondono ad altrettante sconfitte, prima a Charlotte e poi a Oklahoma City. Il motore di San Antonio non dà segni di cedimento e a fine stagione regolare non è una novità che gli uomini di coach Pop perdano qualche partita in più del solito, una volta assicurato o quasi il posto nella griglia Playoffs. Vedremo se il turn-over di Popovich farà cadere anche l’AT&T Center prima dell’inizio dei Playoffs…

 

4 – Cuban crisis

Tre gare e altrettante sconfitte per Dallas, che scivola al momento al nono posto a Ovest. Portland, Golden State e Sacramento hanno avuto la meglio dei Mavericks, con un Nowitzki un po’ in debito di ossigeno dopo i bambini coi baffi sfornati nelle settimane precedenti.
Possiamo solo immaginare la reazione del vulcanico presidente di Dallas in caso di vacanze anticipate dei suoi…

 

3 – Splash brothers

Tre, come i punti persi per festeggiare in anticipo la tripla mai nata di Steph.

 

 

2 – Lowry spegne i motori?

Toronto siede al secondo posto della Eastern Conference e non crediamo che chiunque potrà spodestarla. Il loro uomo simbolo, però, potrebbe aver alzato il piede dall’acceleratore troppo presto: in settimana solo 13.3 punti di media per lui con un preoccupante 23.9% dal campo (5/26 per il 19.2% da oltre l’arco), che ha portato la W a New Orleans ma anche un paio di sconfitte contro Houston e OKC.
Occhio a confidare sull’inerzia del finale di stagione regolare, perché il motore potrebbe avere difficoltà a riaccendersi una volta iniziati i Playoffs.

 

1 – Pellicani a Oklahoma City

Stiamo scherzando, vero? Russell Westbrook, hai creato un mostro.

solecollector.com

 

0 – Tori spompati

Sembrerebbe proprio un addio ai Playoffs quello dei Bulls di questa settimana, che dopo una stentata vittoria in casa contro Sacramento hanno ceduto di schianto contro i Knicks in back-to-back e a Orlando. Avversarie decisamente alla portata, per tre vittorie che avrebbero lasciato accese le speranze di post-season di Rose & co.
Speranze ormai ridotte al lumicino, con solo la matematica a non condannare ancora una stagione con pochi alti e troppi bassi.
I Pistons per il momento ringraziano, dall’alto delle 2 gare e mezza di vantaggio su Chicago.

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