Il Pagellone NBA – Week #22

Il Pagellone NBA – Week #22

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10 – San Antonio Spurs Aprile? Dolce dormire, fragole, carciofi, allergie, giornate più lunghe e San Antonio Spurs. I texani al momento occupano la sesta posizione a Ovest, ma visto il ritmo che hanno ingranato non ci sarebbe da stupirsi a vederli tra i primi 3 quando si darà il via ai playoff: 4 vittorie in fila la settimana scorsa (che fanno 7 con le 3 di quella precedente), compresi i 45 punti nel primo quarto contro Denver e il pregevolissimo scalpo dei campioni di Conference. Sono quasi 18 i punti di media rifilati agli avversari da coach Pop e i suoi in settimana, e se come sempre ciascuno Sperone dà il suo buon contributo, è Kawhi Leonard ad aver annusato prima di tutti la post-season: 19.5 punti, 5.7 rimbalzi, 2.7 assist e 3.5 recuperi (gulp), e nella succitata vittoria contro i Warriors ha fatto registrare il record in carriera per punti (26) e rubate (7, di cui l’ultima a metà del terzo quarto). Come ciliegina sulla torta ricordiamo che Tony Parker ha giocato la sua millesima partita in NBA, e avendone vinte 718 detiene il record in questa speciale classifica. 9 – Chris Paul Altro animale da playoff, il play di L.A. ha messo giù 24.5 punti, 12.5 assist e 2.25 rubate di media nelle ultime 4 uscite, compresa una perla da 41+17 nella vittoria in quel di Portland. I suoi Clippers sono ad appena una partita dal record della seconda forza a Ovest (Houston) e siamo sicuri che da metà aprile in poi saranno un cliente scomodissimo per tanti. Tornando a Paul, purtroppo per lui la settimana appena trascorsa verrà ricordata per la lezioncina di crossover che gli ha rifilato Steph Curry, ma il nostro l’ha presa da gran signore e ci ha pure scherzato sopra sulla sua pagina Instagram.

Hey @kevinhart4real out of the 8 you sent me, this was the funniest one!! Now relax lol #GotMe #GottaLaughAtYourself

Una foto pubblicata da Chris Paul (@cp3) in data:

8 – Cleveland Cavs Solo 2 gare in settimana per i Cavaliers, ma entrambe vinte contro possibili avversarie dei playoff: prima Miami e poi Chicago sono cadute sotto i colpi di un ispirato James (23+7+8 e 20+12+10), un cecchino Smith (8/17 da 3 nella gara contro i Bulls, primo nella storia a infilare 8 bombe senza prendersi neanche un tiro da 2) e un sempre più maturo Irving (25 punti di media). Nel rush finale ai playoff Cleveland sembra la squadra più attrezzata (forse l’unica?) a Est per combattere lo strapotere Hawks, e se anche il signorino Kevin Love si svegliasse e desse il suo sano apporto alla causa, le Finals diventerebbero la più logica delle conclusioni. 7 – DeMarcus Cousins Siamo quasi a fine anno e ormai si può dire: DeMarcus Cousins è diventato una stella NBA. Oltre alle 11 partite stagionali con almeno 30 punti e le 18 con almeno 15 rimbalzi, l’obiettivo principale raggiunto da DMC è stato tenere a bada le intemperanze con arbitri, avversari e resto del mondo. Ma restando alla settimana tosto trascorsa, Cousins si è iscritto al ristrettissimo club di giocatori che hanno infilato due triple doppie consecutive da almeno 20+20+10: con lui solo Elgin Baylor e Wilt Chamberlain. E se il presente dei Kings non è per nulla roseo, con un fenomeno simile il futuro potrà riservare belle sorprese. 6 – Kyle Korver Bucks-Hawks, 51-56 a metà del terzo quarto, quasi quasi vado a prendermi una birretta al bar. Torno dopo 1 minuto abbondante e il risultato è 51-67, ma cos’è successo? Niente di che, solo Korver on fire.   5 – OKC Dura la vita, senza l’MVP. Parola di Russell Westbrook e di tutti gli Oklahoma City Thunder, che sembrano essere arrivati un po’ spompati alle ultime 2 settimane di stagione regolare. D’altronde non li si può biasimare per il calo, dopo che hanno dovuto combattere con gli infortuni (molti anche gravi) per tutta la stagione. Nelle ultime 3 gare RW ha segnato 29.7 punti di media con 10.3 assist e 9.3 rimbalzi, ma anche con 27/81 dal campo (33.3%), compreso un 6/25 da oltre l’arco: ne sono scaturite 3 sconfitte pesanti per le speranze dei Thunder di proseguire la stagione anche dopo il 16 aprile. 4 – Marc Gasol Caro Marc, se sbagli un jumper dai 5 metri dopo appena 3 minuti di gioco, sul 6-1 Memphis contro i derelitti Sacramento Kings (pure orfani DMC), forse non è proprio il caso di strapparsi le vesta.   3 – Kaman vs. Paul & Aldridge vs. Davis Lungi da noi il voler stigmatizzare una bella rissa, soprattutto in vista dei playoff. Ma una spinta da dietro per poi scappare facendo finta di nulla (Kaman) e un flop degno del peggior stuntman di Bollywood (Davis) devono essere indicate come esempi da NON seguire assolutamente. Eh, non sono più i tempi dei P.J. Brown di turno che ribaltano i playmaker avversari e li scaraventano in mezzo al pubblico.   2 – Scarpe Quale modo migliore di festeggiare la Santa Pasqua, se non quello d’indossare scarpe bruttissime? Postiamo solo quelle di Westbrook e Howard per non farvi andare uovo e colomba di traverso.

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P.S.: La signora bionda che s’intravede seduta tra le gambe di Westbrook sembra darci ragione. 1 – Los Angeles Lakers Anche tankare è un’arte, e pure in questa i Lakers stanno fallendo: vittoria di 2 punti contro Phila, e terzultimo posto assoluto che pare ormai lontano per i giallo-viola. Non osiamo nemmeno pensare quale potrebbe essere il commento di Kobe a riguardo. 0 – Shaun Livingston Livingston rimane accoppiato in post basso con Nowitzki, che decide di cavalcare il mis-match; purtroppo per il teutonico, però, il play di Golden State pensa bene di strizzargli i gioielli di famiglia, forse per intimorirlo o per tentare l’approccio. Dulcis in fundo: Livingston cornuto e mazziato con sospensione per una gara e con dichiarazione di Dirk, secondo cui lo stesso Shaun avrebbe magnificato le dimensioni private del biondone.   Fuori concorso – Ennesimo career high di James Harden con 51 punti (e 8/9 da 3). – Westbrook, Turner e Cousins hanno messo a segno una tripla doppia ciascuno nella stessa serata, non capitava dal 2003 quando furoni Allen, Sprewell e Terry a riuscirci. – Career high anche per Enes Kanter, 30 per lui. – Tornando a Dirkone nostro, 28mila punti in carriera raggiunti in settimana.

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