Il pagellone NBA – Week #3

Il pagellone NBA – Week #3

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10 – DeMarcus Cousins He’s back! Finalmente, dopo un inizio di stagione tribolato causa infortuni e discussioni con coach George Karl, il big man dei Sacramento Kings è tornato a dominare sotto le plance. Tre partite di fila con più di 33 punti e 10 rimbalzi a gara. Come se non bastasse, durante l’estate ha lavorato molto sul tiro dalla lunga distanza e, dopo alcune partite da 0 su 4 da tre punti, Cousins ha iniziato a mettere qualche bomba da oltre l’arco. Se il vostro centro oltre a dominare sotto canestro si prende anche il lusso di tirare con il 45% da 3, allora è normale che le vittorie inizino ad arrivare. 9 – Chris Bosh Una vera e propria certezza per i Miami Heat. Se Wade continua ad essere l’uomo simbolo della franchigia della Florida, Bosh è sicuramente colui che guida il team a suon di punti e rimbalzi. Dopo una passata stagione tribolata, conclusa in anticipo per sottoporsi ad un’operazione chirurgica, CB1 si sta dimostrando la vera colonna portante degli Heat, quarti nella Eastern Conference con un record di 6-3. Grazie all’aiuto della dinamo Whiteside, Bosh sta letteralmente vivendo una seconda giovinezza, trascinando la franchigia della Florida nell’elite della povera Eastern Conference. Chissà che questi Miami Heat non spaventino più di una grande ai prossimi Playoffs.
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8 – Indiana Pacers E chi se li aspettava? Ok, il ritorno a pieno regime di Paul George avrebbe certamente aiutato, ma il completo smantellamento della squadra pareva aver fatto calare il sole sulla franchigia di Indianapolis. Invece, dopo una falsa partenza condita da 3 sconfitte di fila, ecco nell’ultima settimana arrivare un filotto di 3 vittorie contro Orlando, Boston e Minnesota (non certo corazzate inespugnabili). Con George che sta tornando ai suoi livelli dopo le perplessità riguardanti il suo ruolo in campo e con una schiera di giocatori non eccelsi, ma utili alla causa, i Pacers sono riusciti ad agguantare per ora il sesto posto ad Est, non male. 7 – Boston Celtics Discorso simile a quello appena fatto per gli Indiana Pacers: 3 vittorie nelle ultime 4 partite ed una fiducia sempre maggiore nelle proprie capacità. Dopo aver sconfitto in trasferta i Milwaukee Bucks, è arrivata la sconfitta per mano dei suddetti Pacers poi, in tre giorni, le imprese contro gli Atlanta Hawks e contro i Thunder (a Oklahoma City, un campo piuttosto complesso su cui giocare). Tutto questo probabilmente è dovuto al rientro del giocatore di maggior talento presente nel roster di Boston: Marcus Smart, combo guard di rosee prospettive. Insomma, la compagine allenata da Stevens sta maturando in fretta, meglio tenerla d’occhio.
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6 – Dallas Mavericks Buona settimana per i Dallas Mavericks che vincono tre partite su quattro disputate. Dopo la brutta sconfitta contro i Pelicans dovuta ad un primo tempo a dir poco negativo, Nowitzki e compagni si riscattano battendo in casa le due squadre di Los Angeles ed espugnando Houston. Coach Carlisle si gode la gran settimana di Dwight Powell che in uscita dalla panchina mette a referto 10.3 punti tirando giù 8.3 carambole a partita, e la classe senza età di un Dirk Nowitzki capace di vincerla praticamente da solo contro i Clippers con 31 punti (11/14 dal campo) e 11 rimbalzi. Ottimo anche Zaza Pachulia che contribuisce alla causa con 12,5 punti e 9.8 rimbalzi ad incontro. 5 – Cleveland Cavaliers Nulla di tragico per i ragazzi di David Blatt, ma c’è ancora tanto da migliorare. Vittoria di quattro lunghezze contro i Jazz subendone 114 e di appena 6 punti contro i Knicks, non il massimo per una squadra che punta al titolo. Poi la sconfitta contro i Bucks dopo due overtime complice un brutto 17/27 della lunetta (sei errori su dodici del solo James) che fa suonare un piccolo campanello d’allarme. La panchina ha fruttato poco più di 20 punti a partita tirando con il 25% dall’arco ed il 67% dalla lunetta complessivo dei Cavs è sicuramente un dato da migliorare. C’è tempo, aspettando il rientro di Irving, per migliorare il gioco. Intanto ci pensa il Re.
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4 – Spencer Hawes Il 27enne dal look stravagante non ha vissuto una settimana eccezionale. Nonostante i suoi Hornets siano comunque riusciti a vincere 3 partite su 4, l’ex Clippers ha chiuso la settimana con un brutto 2/15 al tiro (0/6 dal perimetro). Si salva con 3 punti e 3 rimbalzi di media, ma due canestri realizzati in 73 minuti non sono il massimo. 3 – Houston Rockets Pessima settimana per i texani che perdono tutti e tre gli incontri settimanali. Il record dei Rockets ora è 4-6 che peggiora se consideriamo le gare casalinghe (2-4), ma ciò che più preoccupa è la forma di Harden e compagni. Quasi 108 punti subiti a partita contro i 98 segnati, 26% da tre, 152-128 a rimbalzo ed un Ty Lawson da appena 5 punti, 5.7 assist e 2.3 rimbalzi in 34′ di utilizzo. Può bastare? 2 – Finale di Los Angeles Clippers-Memphis Grizzlies Le differenze di livello tra basket europeo e NBA si assottigliano anno dopo anno, ma per definizione il campionato americano resta sempre il migliore del mondo. Certo però che il minuto finale di Clippers-Grizzlies farebbe sentire a casa anche molti giocatori delle serie minori italiane… Tralasciamo la trascrizione del play-by-play per decenza, ma vi (s)consigliamo di dare un’occhiata al reperto video: basketball at its worst. 1 – Portland Trail Blazers L’addio di LaMarcus Aldridge ha ancora da essere assorbito per i Blazers, e se questa settimana il numero 12 ex University of Texas at Austin ha potuto festeggiare 3 vittorie su 3 partite con la sua nuova maglia Spurs, a Portland si contano i cocci: 4 L in fila per i rosso-neri, arrivate contro Denver, gli stessi Spurs, Memphis e Charlotte (sob). In tutte e quattro le gare gli avversari dei Blazers sono andati sopra ai 100 punti, e se da una squadra come i Nuggets ce lo si potrebbe aspettare, le altre tre compagini dovranno più ringraziare la difesa di Portland che vantarsi dei propri meriti in attacco… 0 – Tifosa otorinolaringoiatra Da Wikipedia.com: “I turbinati, altrimenti detti Cornetti o Conche nasali, sono formazioni carnose presenti nelle fosse nasali. I turbinati, generalmente, sono tre per ognuna delle due fosse nasali: superiore, medio e inferiore. Alcuni soggetti possono possedere un quarto turbinato denominato supremo.” Siamo certi che la signora (si fa per dire) faccia parte di questi soggetti.

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