Il Pagellone NBA / Week #5

Il Pagellone NBA / Week #5

Commenta per primo!

https://thegamedayreport.files.wordpress.com
10 – James Harden Un quarantello e un cinquantello possono bastare per far balzare il Barba in cima alla nostra speciale classifica. Stanotte ne sono bastati 26 per regolare i rampanti Knicks, anche se lo 0 su 7 da tre punti urla vendetta. Houston non sembra ingranare, ma finché Harden sfornerà prestazioni come quelle offerte in settimana, le possibilità per una rimonta Playoff nell’agguerrita Western Conference resteranno vive.  
cdn.triangleoffense.com
  9 – Mr. Triple Double Escluso Steph Curry (che starebbe saldamente al numero 10 del nostro pagellone quasi ogni settimana), la vera anima degli Warriors non è il semi-deludente Klay Thompson, bensì Draymond Green. IL prodotto da Michigan State sta viaggiando a medie straordinarie in questa stagione, inanellando triple doppie su triple doppie. In settimana, contro Phoenix e Sacramento ne ha realizzate due (14+10+10 e 13+11+12). Noi sentiamo odore di All Star Game… voi no?   8 – San Antonio Spurs Siamo all’inizio della regular season e sappiamo la grande importanza che essa ha per la banda Popovich, però, zitti zitti, gli Spurs stanno viaggiando a gonfie vele verso i Playoff (non un traguardo impronosticabile). Miglior squadra per punti concessi agli avversari (89.7), sono secondi ad Ovest solo agli strepitosi Warriors e hanno una striscia aperta di 5 vittorie di fila. Il 26 gennaio ci sarà lo scontro diretto con Golden State, la data è moolto lontana e molto potrà cambiare da oggi a quel giorno, ma occhio a dare San Antonio per battuta in partenza.   7 – Minnesota Settimana molto positiva per i T’Wolves: 3 vittorie e una sconfitta il bottino per Wiggins&Co. Se la vittoria su Philadelphia parrebbe scontata, quella successiva contro gli Hawks è alquanto sorprendente. Chiude il cerchio delle 3 W di fila la buona prova a casa dei Kings, regolati 101 a 91, prima della comprensibile sconfitta contro i Clippers (ancora alla ricerca di se stessi). Una squadra strana quella di Minnesota, compagine costruita con ottime basi per il futuro, ma capace di dimostrare già il proprio valore (seppur a sprazzi). Ora i T’Wolves si attestano al nono posto nella Western Conference, ma il calendario sorride loro in quanto nei prossimi dieci giorni incroceranno Orlando, Portland, ancora Clippers e Lakers.  
https://nationalpostcom.files.wordpress.com
6 – Bene Lowry, anche se… Ci si attendeva parecchio da Kyle Lowry questa stagione e per ora le premesse sembrano buone, ma non troppo. Skinny Lowry era partito a mille in preseason, ma poi si è quasi fermato, dando la sensazione di non riuscire a fare il salto di qualità decisivo. La scorsa stagione è stata quella dell’esplosione vera e propria del prodotta da Villanova e per quest’annata ci si attendeva la consacrazione. Bene, c’è stato indubbiamente un miglioramento rispetto all’anno passato (segna di più e tira con più precisione dalla lunga distanza), ma la sensazione è che tutto ciò non basti. La sua settimana è stata positiva, però da lui ci aspettiamo grandi cose per tutto l’arco della stagione, quindi Lowry: bene, ma può e dovrà dare di più. 5 – Elfrid Payton Il play dei Magic non riesce a decollare nonostante un talento più volte dimostrato. La settimana inizia con 0 punti e 0/7 al tiro nella sconfitta contro i Cavs, poi arrivano due partite quantomeno discrete: 12 punti e 11 assist contro i Knicks ed un 22+12 rifilato ai Bucks (10/12 al tiro). Ma la continuità non è il suo forte e nella bella vittoria dei Magic sui Celtics arriva un inguardabile 2/12 al tiro. Ciò che salta all’occhio è la differenza tra gare di casa e match in trasferta. Nel primo caso si registrano 11.4 punti, 6.9 assistenze e 5.1 carambole di media con il 46% da tre, nel secondo le cifre calano a 9.3+5.9+2.6 ed un rivedibile 14% dal perimetro. Stesso problema dello scorso anno dunque, ma siamo certi che prima o poi si confermerà su ottimi livelli. 4 – Denver Nuggets Se il Gallo non canta non si vince. Cinque sconfitte per i Nuggets con almeno 11 punti di scarto e poco importa se gli avversari sono stati Warriors, Clippers, Spurs, Mavs e Bucks: così non va. Il fenomeno italiano non sta passando un ottimo periodo a livello realizzativo (18/61 al tiro in settimana) ma i suoi compagni non stanno certamente facendo di meglio. La situazione è confusionaria, il quintetto iniziale mai ben definito e le amnesie troppe. Basti pensare che Denver, nel match contro Dallas, è stata capace di realizzare appena 5 punti (sì, cinque) nel terzo quarto, cestinando un vantaggio di +4 e ritrovandosi sul -16 alla penultima sirena, realizzando peraltro giocate così…   3 – John Wall Dov’è finito il John Wall della passata stagione? Nelle quattro sconfitte settimanali dei Wizards, il #2 ha letteralmente spadellato (addirittura 6/25 contro i Raptors) perdendo 19 palle e non raggiungendo mai la doppia doppia. I 16.1 punti, i 7.6 assist, i 3.5 rimbalzi, le 4.3 palle perse, il 39% al tiro ed il 73% dalla lunetta sono tutti record negativi della sua giovane carriera, e Washington accusa inevitabilmente il colpo. Sembra abbia perso quella “fame” che lo contraddistingueva la passata stagione, fino al punto di passeggiare a metà campo mentre Cory Joseph piazza la tripla della vittoria: vedere per credere.     2 – Langston Galloway New York ha salutato la zona playoff con 4 sconfitte in altrettante partite, e con le sue prestazioni Galloway sembra offrirsi come capro espiatorio per il pessimo momento Knicks: quasi più falli che punti per lui in settimana (13 penalità contro 14 punti), con un sublime 6/32 dal campo (18.7%) che comprende anche un 1/13 da oltre l’arco. Da lui non ci si aspettano certo le cifre di Carmelo, ma giocando più di 23 minuti a partita di media in NBA si potrebbe far decisamente meglio… 1 – Jason Kidd Più di una volta Jason Kidd è stato protagonista di episodi spiacevoli, sia fuori che dentro al campo. Ricordiamo per esempio la pantomima in cui, ormai senza più time-out a disposizione in un finale di gara teso, chiedeva a un suo giocatore di urtarlo per far finta di farsi scivolare dalle mani un bicchiere pieno, che rovesciandosi sul parquet gli ha dato minuti preziosi per dare indicazioni ai suoi. E fecero 50mila dollari di multa. Stavolta invece Jason ha voluto tornare ai bei tempi di giocatore che furono, quando aveva più di 2 palle rubate di media a partita, sfilandola… all’arbitro. Espulsione e una gara di sospensione.     0 – Michael Carter-Williams Restando in Wisconsin e sempre in tema di playmaker, non siamo messi benissimo: se si esclude la gara di lunedì scorso in cui ha chiuso con 12 punti e 8 assist, nelle 3 successive ha totalizzato ben 3.3 punti a sera col 15.4% scarso dal campo (e solo 0/1 da tre), 2.7 assist e 3.7 palle perse. Non è neppure partito in quintetto nella sconfitta contro Charlotte, dopo la quale ha dichiarato: “If I’m a coach, I wouldn’t start me, either.” Voto zero anche alla sintassi.   Fuori classifica – Jahlil Okafor sta vivendo un autunno piuttosto tribolato: dopo aver avuto una discussione in cui pare che siano uscite anche delle armi da fuoco e dopo essere stato beccato mentre guidava la sua vettura a 108 miglia orarie (alla faccia di Doc Brown), l’altra sera si annoiava in quel di Boston e ha deciso di prendere a schiaffi uno sconosciuto…     – Kobe Bryant in settimana ha annunciato il suo ritiro a fine stagione, giusto 4 giorni dopo una data storica nella dinastia Lakers: nella gara contro Golden State, infatti, per la prima volta in 5301 partite non c’è stato nemmeno un gialloviola in doppia cifra. Sembra proprio il momento buono per chiuderla qui, Kobe…

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy