Il Pagellone NBA / Week #6

Il Pagellone NBA / Week #6

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10 – Phila Posto che in pressoché tutti i pagelloni di questo inizio di stagione la prima posizione in classifica sarebbe dovuta andare di default ai Warriors, questa settimana ci si è affacciata un’occasione che non potevamo farci scappare: premiare i Philadelphia 76ers. E se, in una stagione fallimentare come questa, premio dev’essere, facciamo le cose in grande e omaggiamo la loro prima vittoria con un bel 10. Già, perché martedì scorso i Sixers hanno finalmente potuto festeggiare dopo la sirena finale, ai danni dei malcapitati Lakers e chiudendo la serie di sconfitte consecutive a quota 18. Serie prontamente riaperta già a partire dalla gara successiva, non temete.  
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9 – Dwyane Wade A poco più di un mese dal suo 34° compleanno, il numero 3 di Miami sta vivendo una seconda giovinezza, vieppiù vivace in quest’ultima settimana: nelle ultime tre gare infatti ne ha messi 25.7 di media col 52.5% dal campo in 31 minuti abbondanti di gioco, compresa la vittoria contro OKC in cui ha segnato gli ultimi 8 punti dei suoi Heat. Suoi e di Chris Bosh, a dirla tutta, ma dopo l’addio di LeBron è Wade a essere tornato vero e proprio trascinatore di Miami, nel corpo e nello spirito. E il Prescelto e D-Wade saranno amiconi, ma possiamo solo immaginare la soddisfazione del secondo nell’aver battuto i Cavs (mentre il primo stava seduto in borghese) guadagnandosi la prima posizione momentanea a Est… 8 – San Antonio Spurs A proposito di vecchietti, s’è appena conclusa un’altra ottima settimana per gli Spurs: 3 vittorie su 4 gare, due delle quali con scarti di almeno 20 punti (in casa contro Milwaukee e a Memphis), e seconda posizione ben salda a Ovest. La prima di Curry & co. più che salda sembra saldata, ma con 4.5 partite di vantaggio su OKC, coach Pop può anche cominciare a valutare eventuali riposi per i suoi ultra 30enni. Ovviamente non ci sono solo Spurs a fine carriera: Kawhi Leonard sta vivendo la stagione della definitiva consacrazione e ha chiuso l’ultima settimana con 20 punti, 6.7 rimbalzi e 9/17 complessivo da tre punti. Questi non muoiono mai, anzi. 7 – Kyle Lowry I Toronto Raptors non navigano in buonissime acque (al momento sono settimi a Est con solo mezza gara di vantaggio sui noni), ma con un Lowry così possono ben sperare: 29.3 punti di media per il prodotto di Villanova, a cui ha saputo aggiungere 6.7 assist, 4.7 rimbalzi e 3.3 rubate. C’è anche da dire che nelle ultime tre uscite il buon Kyle s’è preso 59 tiri dal campo e 27 liberi, roba da far concorrenza a James Harden, ma sembra che squadra e coach si appoggino volentieri su di lui. Toronto sembra soffrire particolarmente le avversarie della Western Conference (6 delle 9 sconfitte stagionali sono arrivate contro squadre del Ponente), ma l’ultima L raccolta per soli 3 punti di scarto contro i soliti Warriors può far ben sperare per il futuro.  
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6 – Utah Jazz Guidati da un Gordon Hayward finalmente costante (24, 24 e 22 punti nelle tre gare settimanali per lui) e con un Derrick Favors da tre doppie doppie consecutive (23+10, 12+10, 35+13) a non far rimpiangere l’assenza di Gobert, questi Jazz hanno sì perso due delle ultime tre, ma una delle sconfitte è arrivata contro Golden State (sì, sempre loro), e anche loro hanno ceduto ai campioni in carica per soli 3 punti di scarto. Zitti zitti, questi Jazz occupano la settima posizione a Ovest; è ancora molto presto, ma non stupiamoci se riusciranno a mantenerla fino ad aprile… 5 – Washington Wizards La settimana scorsa abbiamo sbeffeggiato John Wall, che ci ha tosto fatto ingoiare le nostre parole: 28.5 punti, 10 assist e 3.5 rubate nelle quattro gare della scorsa settimana, giusto per gradire. I Wizards non hanno viaggiato nemmeno tanto male in settimana, con due vittorie e altrettante sconfitte… Però una delle due L è arrivata con i Los Angeles Lakers, e questo fa precipitare i capitolini nella parte bassa della classifica. Inoltre sottolineiamo che il sopracitato Wall ha perso 19 palloni nelle ultime quattro gare, sai mai che lo stimoliamo a fare altri 30elli. 4 – Cleveland Cavs Periodo da dimenticare per i Cavs, usciti con le ossa rotte dalla prima settimana di dicembre: 3 sconfitte in fila contro Washington, New Orleans e Miami, non proprio tutte e tre squadre di vertice. Addio testa della Eastern, e occhio alla rimonta di Chicago in acqua tre. Due delle tre sconfitte sono inoltre arrivate alla Quicken Loans Arena, fino a 10 giorni fa ancora inviolata in stagione. Kevin Love sembra avulso dal gioco (9.3 punti con 0/12 da tre complessivo), Kyrie Irving ha ricominciato ad allenarsi al 100% ma è ancora ai box, e LeBron James ha già violato il fioretto di fine ottobre secondo cui giocare tutte le 82 partite in stagione, rimanendo fuori rosa per riposarsi contro gli Heat. I tifosi di Miami non si sono fatti pregare per farglielo notare:     3 – Nick Young Dov’è finito il giocatore più cool della lega? Dopo il 6/14 da tre di una decina di giorni fa sembrava essersi ritrovato, ma Swaggy P è presto tornato nell’oblio: 4 punti in 12 minuti scarsi nell’inopinata sconfitta contro Phila a cui sono seguiti due DNP-CD; per concludere in bellezza, questa notte contro Detroit ha malpreso un fallo tutto sommato nemmeno troppo violento su di lui da parte di Anthony Tolliver, reagendo andandogli col gomito dritto sul collo. Ma la frustrazione si paga: Flagrant 2 e via sotto alla doccia, proprio quello di cui avevano bisogno i Lakers.     2 – Brooklyn Nets Mettere i Nets in fondo alla classifica è un po’ come sparare sulla Croce Rossa, e a guardare i risultati sembrerebbe anche troppo severo: vittoria contro Phoenix e sconfitta contro NY e Golden State, tutto sommato non così malaccio. Ma nel derby della Grande Mela perso contro gli uomini di Fisher, Brooklyn è andata sotto di 30 (trenta) già nel secondo periodo… Abbiamo solo due parole da spendere: povero Mago. 1 – Liberi tutti DeAndre Jordan e Andre Drummond. Sono due dei centri più potenti e corteggiati dell’intera NBA, il primo è addirittura stato protagonista di una querelle ai limiti del tragicomico quando sembrava che dovesse trasferirsi a Dallas, per poi decidere di restare a L.A. all’ultimo secondo. Ma non sono solo lo strapotere fisico e la pettinatura scompigliata ad accomunare i nostri eroi: purtroppo ci sono anche le percentuali ai tiri liberi. Perché la pallacanestro non è solo rimbalzi, schiacciate e movimenti spalle a canestro, e quando si tratta di andare sulla linea della Carità i nostri non sono per nulla misericordiosi col ferro: in coppia hanno tirato 30/95 dalla lunetta (31.6%). Per decenza non ci permettiamo di separare le due statistiche, e poi mal comune mezzo gaudio. 0 – Suns “Bene ragazzi, questa settimana proseguiamo il tour di gare in trasferta andando a Brooklyn, Detroit, Washington e Memphis.” A queste parole di coach Hornacek, i suoi avranno pensato che come minimo un paio di vittorie non gliele avrebbero tolte nessuno, e sicuramente anche Jeff sarà stato di quest’idea… I Suns ne sono usciti invece con quattro L belle impilate, e seppur nessuna sconfitta abbia superato i 5 punti di scarto non ci si può giustificare sempre con la sorte avversa, il tiro avversario che è entrato per un pelo o la perturbazione artica che porta all’abbassamento delle temperature con possibili nevicate sull’arco alpino. Intanto il pareggio del record è sempre più lontano per Phoenix…   Fuori classifica – Settimana di career highs: comincia Marc Gasol con i 38 rifilati ai Pelicans, proseguono Paul George e Kyle Lowry, rispettivamente con 48 e 41 punti. – Pau Gasol è recentemente diventato il 116° giocatore a raggiungere quota 1000 gare in NBA. Per l’occasione, l’MVP degli ultimi Europei ha chiesto ai suoi follower su Twitter di postare la sua giocata che preferivano, mettendo in palio un premio segreto. Ecco il contributo di Dirk Nowitzki, che adesso aspetta di sapere cos’ha vinto:

  – Torniamo a parlare dei Cavaliers, e a sentire Tomofey Mozgov, mai nome fu più azzeccato:

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