Il Pagellone NBA / Week #8

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10 – New New York La continuità non è il loro forte, ma questa settimana i Knicks si sono fatti valere con tre vittorie in altrettante partite; sommando la W guadagnata a Portland una decina di giorni fa, il conto totale di vittorie consecutive sale a 4, pareggiando la miglior striscia stagionale. Guidata da un Carmelo Anthony da 21+9+5 di media a sera, in settimana New York ha messo sotto Minnie, Phila e Chicago, segnando sempre 107 punti e tenendo gli avversari mediamente sotto ai 97. Non saranno a livello di Cavs, Spurs o Warriors (anch’essi imbattuti da lunedì scorso), ma sembra che i Knicks stiano finalmente trovando la quadratura del cerchio per tornare ad alti livelli. 9 – I nuovi Big Three Dicevamo dei Warriors imbattuti: dopo la prima sconfitta stagionale patita a Milwaukee il 12 dicembre, Golden State è stata impegnata solo due volte, chiudendo con un +25 contro Phoenix e un +9 nella rivincita contro i Bucks. Come al solito è il gruppo e il sistema Warriors a essere vincente, ma non si può tralasciare l’incredibile apporto del terzetto Curry-Thompson-Green: i Suns ne hanno presi 43 da Klay (con 8/13 da 3), 25 da Steph e 16+11+10 da Draymond, e due sere dopo Thompson si è limitato a 27 punti, mentre Curry e Green hanno fatto registrare rispettivamente 26+10+9 e 21+9+8. 8 – Wade Miami terza forza a Est, un obiettivo che solo qualche mese fa sembrava al di sopra di ogni più rosea aspettativa, è ora realtà. Gli Heat devono rendere grazie in particolar modo al loro leader, Dwyane Wade, che alla soglia delle 34 primavere sa ancora come far infiammare i cuori dei suoi tifosi: esclusa la gara da 7 punti con 3/16 al tiro contro Atlanta, in settimana Flash ha segnato più di 22 punti a gara con un superlativo 61.4% dal campo. E chi ha bisogno di LeBron per vincere?  
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  7 – Ricky, croce e delizia Da una parte ci sono 10.5 punti con il 31% dal campo, dall’altra 11 assist, 3.5 rubate e quasi 6 rimbalzi. Questo è Ricky Rubio, prendere o lasciare: viste le percentuali, gli avversari gli lasciano sicuramente spazio per tirare, ma lui sa prendersi la ribalta anche senza un tiro da fuori degno di un titolare NBA. D’altronde non è da tutti sfiorare la quadrupla doppia come ha fatto lui contro i Knicks (12+10+9+8)… 6 – J.J. Abrams è l’uomo del momento grazie al suo apporto alla causa Star wars, ma c’è un altro J.J., sempre nei dintorni di Hollywood, che sa come far parlare di sé: Redick è ormai uno dei tiratori più affidabili della lega, e un punto di riferimento fisso nell’attacco dei Clippers. 14/29 da oltre l’arco in quattro gare settimanali con un 51% complessivo dal campo, che gli sono valsi 21 punti di media; cifre da All-Star game, perché se per la domenica i candidati potranno essere altri, al sabato la gara del tiro da 3 non gliela dovrebbe togliere nessuno.  
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  5 – Portland Trail Blazers Nonostante un Lillard da 25 di media, nelle ultime quattro uscite i Blazers hanno raccolto solo una vittoria. Infatti hanno messo sotto solamente i Pelicans nella gara casalinga di lunedì scorso, mentre le tre trasferte successive non hanno arriso alla squadra dell’Oregon; la sconfitta a Oklahoma City ci può stare ampiamente, ma lo stesso non si potrebbe dire di quelle a Orlando e Miami, soprattutto se si hanno velleità di post-season nel selvaggio West. Prima di Natale Portland farà visita ad Atlanta e a New Orleans, vedremo se sapranno farsi un bel regalo da soli. 4 – These boots are made for walking Nulla da eccepire sulla settimana di Will Barton per quel che riguarda le cifre: più di 21 punti e 7 rimbalzi di media, ottimo e abbondante. Ma nella gara contro Houston s’è reso protagonista di uno spiacevole incidente, purtoppo non il primo nel suo genere: Trevor Ariza ha perso una scarpa, e per fare il simpatico il nostro Barton ha pensato bene di lanciargliela più lontano, beccandosi un tecnico. In quel momento della gara i Nuggets eraon sul +15, ma da lì in poi è partita la rimonta dei Rockets, arrivati a -2 con palla in mano nei minuti finali. È andata bene a Will che i suoi alla fine hanno portato a casa la W, ma resta comunque esecrabile il gesto.   3 – Galeotto fu il time-out e chi lo chiamò 90 pari, possesso Hornets, 5 secondi alla fine. La palla schizza via dalle mani del palleggiatore e finisce in quelle di DeRozan, che dopo 3 palleggi fa partire la preghiera da metà campo con meno di un secondo sul cronometro. Solo rete, pubblico di Charlotte disperato. Fermi tutti, il canestro non è valido. Kyle Lowry aveva chiesto un time-out mentre ancora il suo compagno di squadra stava palleggiando. Overtime in cui Charlotte passeggia, vincendo di 10. Ben fatto, Kyle.   2 – Manager di Cousins Che DeMarcus Cousins abbia un caratterino da prendere con le pinze, non è certo una novità. Ma che anche il suo manager fosse della stessa pasta, non era di dominio pubblico. Fatto sta che nel secondo tempo della concitata sfida tra Kings e Rockets, Jason Terry dopo un contatto con un avversario è finito tra il pubblico della prima fila, dietro al canestro; proprio dove si trovava Andrew Rogers, manager di DMC, che per non essere da meno del suo assistito ha strattonato il Jet. Tanto per cambiare, espulsione anche per lui. 1 – 10-18 I tifosi dei Bucks se la sentivano, e in occasione dell’arrivo dei Warriors a Milwaukee avevano fatto stampare delle magliette prevedendo la prima sconfitta stagionale dei campioni in carica. Idea divertente, e visto il risultato, anche azzeccata.
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I fans dei Warriors, forse ancora bruciati dalla sconfitta di qualche giorno prima, al loro turno di ospitare i Bucks hanno sfoggiato queste t-shirt, ma sfottere i più deboli non fa mai simpatia:
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  0 – Se piangi, se ridi… Chi non ricorda il bimbo tifoso dei Knicks, in lacrime all’annuncio dell’arrivo a NY dell’allora semi-sconosciuto Kristaps Porzingis? Per i più corti di memoria:   Pare che oggi quel bimbo (che obiettivamente ha i tratti somatici tipici del bambino antipaticissimo nei film) abbia cambiato idea, in perfetto stile tifoso dei Knicks…  
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  Fuori classifica:  – Enes Kanter ci dimostra tutta la sua forza fisica con questo tentativo di buzzer beater dalla difesa. Peccato che la palla finisca leggermente lontana dal ferro… – 5 vittorie consecutive, appena 88.9 punti subiti a partita, 15-0 in casa ed un giro-palla da stropicciarsi gli occhi: questi Spurs fanno davvero paura. – Prima della sconfitta contro i Lakers, i giocatori dei Milwaukee Bucks si sono concessi una serata “sobria” all’insegna della letteratura greca e dello studio degli integrali. Greg Monroe, dopo aver recitato il V canto dell’inferno, quello dei lussuriosi, si diverte a lanciare banconote verso delle spogliarelliste. “Che ci vuoi fare? So ragazzi!” cit.  

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