Inside NBA Stories: Michael Jordan, The Shot before The Shot

Inside NBA Stories: Michael Jordan, The Shot before The Shot

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Con Michael Jordan in campo qual è stata la cosa che ogni allenatore avversario ha provato a fare? Impedirgli di prendere il tiro decisivo o almeno rendergli le cose più difficili possibile.
La carriera di MJ è fatta di tanti tiri allo scadere e ancora più tiri decisivi e come ormai tutti sanno, quell’ultimo tiro in maglia Bulls, del 14 giugno 1998 a Salt Lake City, fu solo il coronamento di una carriera incredibile, cominciata 14 anni prima sui campi NBA. Quel tiro è conosciuto come THE SHOT, anche se a dire il vero c’era già un altro episodio della sua carriera conosciuto come tale.

Primo Turno, Playoffs NBA 7 maggio 1989

I Bulls sono impegnati contro i Cavs in gara 5, è la partita decisiva, perchè il formato prevedeva ancora il primo turno al meglio delle 5 a differenza delle successive di 7. Chicago è costretta a giocare la sfida in trasferta, visto che Cleveland è reduce da una stagione da miglior record della Lega, con Larry Nance, Brad Daugherty, Craig Ehlo, Ron Harper (lo stesso che con Jordan vincerà in seguito 3 titoli) e Mark Price a incarnare lo spirito di “Il futuro è adesso” per la franchigia dell’ Ohio.
Le squadre battagliano sul parquet per 4 splendide partite e alla quinta, con la sirena che si avvicina all’inesorabile conclusione, Michael Jordan segna il 99-98 per i suoi con il suo inconfondibile, immarcabile, divino palleggio-arresto-tiro. Mancano 6 secondi alla sirena e i Cavaliers dimostrano di non voler fare prigionieri, quando in uscita dal time out, disegnano una rimessa per Craig Ehlo che riesce ad appoggiare al tabellone con la difesa di Chicago che rimane a guardarlo e così la squadra di casa rimette la testa avanti di 1 lunghezza, 99-100 a 3 secondi dal termine.

Time out Chicago.
All’epoca, in panchina per i Bulls c’è Dough Collins, un uomo che con MJ (e la dirigenza della squadra) si è scontrato spesso anche in modo piuttosto forte. Escogita una rimessa per il tiro della disperazione e sulla panchina avversaria, coach Lenny Wilkens istruisce i suoi, intuendo che la palla andrà nelle mani di Michael, in quel momento già a quota 42, perchè lui non avrebbe mai sopportato l’idea di uscire dai playoffs a causa di un errore di un compagno. Gara e serie l’avrebbe decisa lui, in un modo o nell’altro.
Fischio arbitrale, le formazioni tornano in campo per l’azione decisiva mentre il pubblico è tutto nervosamente in piedi, forse sospettoso di quello che stà per accadere.

Tafferuglio per andare a ricevere la palla, l’azione è quantomai concitata, in un groviglio di braccia e gambe, Jordan riceve palla e parte a razzo palleggiando con la mano sinistra, verso la lunetta. Craig Ehlo lo insegue disperatamente, ma quando salta per stoppare il tiro che esce dalle mani del numero 23, in cuor suo sa già di non esser riuscito a contenerlo.
Michael scocca il tiro… Sirena… e palla che entra nel canestro.
101-100 Chicago e serie ammazzata sul 3-2.

I Cavs non fanno neanche in tempo a rendersi conto di quello che è successo, che il campo è un tripudio di maglie Bulls, con la panchina che si è svuotata per andare ad abbracciare Jordan, che dopo aver segnato decolla in un salto di esultanza liberatoria che i tifosi di Cleveland difficilmente dimenticheranno.
Quell’azione, diventa successivamente parte del celebre spot Gatorade “I wanna be like Mike” che forse qualcuno di voi si ricorda popolare gli stacchi televisivi pubblicitari negli anni ’90.
Fino al 14 giugno 1998, quel tiro fu ricordato proprio come The Shot, prima di essere spodestato dall’impresa del numero 23 a Salt Lake City… ma facciamo che questa è una storia che vi racconteremo un’altra volta.

“Non riesco a credere che abbia messo a segno quel tiro. Non so come abbia fatto a rimanere in aria tutto quel tempo” (Brad Daugherty)

“Nessuna tattica particolare, ho detto ai miei giocatori ‘Date la palla a Michael e levatevi dai piedi!’… un grande canestro!” (Dough Collins)

 

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