Inside NBA Stories: Sean Elliott, Memorial Day Miracle

Inside NBA Stories: Sean Elliott, Memorial Day Miracle

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“Nell’allenamento del giorno dopo, tutti provammo a ripetere lo stesso tiro… non siamo riusciti neanche a stare in equilibrio, figuriamoci segnare!” (Portland Trail Blazers)

Tiri all’ultimo secondo, tiri fuori equilibrio, tiri della disperazione… se ne vedono e se ne sono visti tanti in NBA. Quando poi la palla si insacca nel canestro, ci si sente testimoni di un miracolo o quasi.

Gara 2, Finali di Conference 1999

I Portland Trail Blazers sono a San Antonio per giocarsi la serie contro gli Spurs di David Robinson, il rookie Tim Duncan e altre glorie del passato della squadra texana come Avery Johnson e Sean Elliott. Dopo aver vinto gara 1 in casa, la squadra di coach Popovich pensa di poter cogliere un vantaggio decisivo prima della trasferta in Oregon, ma le cose non vanno esattamente come previsto. I Blazers di Arvidas Sabonis, Damon Stoudamire e Rasheed Wallace si dimostrano ossi più duri del previsto, tanto che all’inizio del 3° quarto hanno un vantaggio di 18 punti.
Qui comincia una delle più grandi rimonte della storia dei playoffs NBA, con gli Spurs che decidono di alzare la testa e uscire dal buio.
Con un parziale di 32-49 tornano clamorosamente in vista del traguardo, riuscendo a posizionarsi sul -1 in tabellone, col punteggio a 84-83 in favore del Blazers a 33 secondi dal termine.
Dopo un time out chiesto da Portland, Damon Stoudamire viene mandato in lunetta per un fallo subìto con la possibilità di portare a +3 i suoi con il cronometro pericolosamente vicino agli ultimi 10 secondi di gioco. Ma dopo aver mandato a bersaglio il primo tentativo, scaglia sul ferro il secondo e così gli Spurs possono a loro volta avere la palla dell’eventuale sorpasso con 12 secondi a separarli dalla sirena finale.

85-83 Portland… Tutto il resto succede in un battito di ciglia…

Rimessa effettuata da Mario Elie, la palla diretta a Sean Elliott vicino all’angolo destro viene quasi intercettata da Stacey Augmon. Elliott riceve, stà per perdere l’equilibrio a causa dell’intervento di “plastic-man”, fa un palleggio per ricoordinarsi e si gira. Gli basta una frazione di secondo per capire che si trova letteralmente sopra alla linea laterale con i talloni, che tenta disperatamente di tenere sollevati dal suolo. Se toccano terra, gli Spurs perderebbero possesso e partita.
Elliott spara da lontano, proprio mentre si oscura l’orizzonte per l’arrivo di Rasheed Wallace in tentativo di stoppata.

Solo rete.

L’Alamodome, impianto dove all’epoca giocava San Antonio, impazzito come mai prima di allora. 85-86 Spurs, con i Blazers che non riescono a replicare per agguantare una vittoria.
I miracoli accadono… sono rari, ma accadono.

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