Inside NBA Stories: Spud Webb, to fly or not to fly

Inside NBA Stories: Spud Webb, to fly or not to fly

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Sono almeno un paio d’anni che la NBA crede di aver dato una spinta non indifferente all’ All Star Game, perchè come succedeva in quello in versione ABA, è stata reintrodotta la gara delle schiacciate.
Nel 1984, ad imitare al meglio il genio artistico di Julius Erving, fu Larry Nance allora in maglia Suns, che raccolse il maggior favore e venne incoronato primo vincitore NBA di questa singolare competizione.
Ma la Lega doveva ancora fare i conti con quei 2 uomini che avrebbero inesorabilmente scritto la storia della gara con schiacciate memorabili e il primo arriva immediatamente l’anno successivo.
Quando nel 1985 la NBA fa la conoscenza di Dominique Wilkins e della sua inconfondibile “Windmill” (schiacciata a mulinello), è estasiata e sicura che uno schiacciatore così non si vede proprio da quando negli anni ’70 in ABA tali DR J, Artis Gilmore, George Gervin e David Thompson facevano la voce grossa in merito.
Naturalmente si sbaglia alla grande, perchè i contropiedi di Michael Jordan, conclusi sempre con dei voli sopra al ferro da far rabbrividire chiunque li veda, entrano nel cuore dei tifosi che si aspettano di vederlo alla gara delle schiacciate dell’anno successivo. Michael alla terza partita di stagione regolare di quell’anno, si infortuna gravemente al piede sinistro e deve stare 4 mesi in panchina e così all’ All Star Weekend non può partecipare allo Slam Dunk Contest.

La gara si apre con un giocatore che non dovrebbe essere lì, ovvero Spud Webb, playmaker degli Atlanta Hawks. La sua altezza sotto la media NBA, fa sorridere partecipanti e pubblico della manifestazione, convinti del fatto che si tratti solo di una trovata pubblicitaria. Quando però il giocatore si toglie la tuta e afferra la palla, diventa chiaro che forse dopotutto i conti è meglio farli con l’oste. Spud Webb prende una bella rincorsa e decolla dal suo metro e 67 centrimetri verso il canestro, affondando una schiacciata come pochi altri saprebbero fare. Il problema è che la palla colpisce la sua testa ed esce dal canestro… ma è solo l’inizio. Il pubblico è in assoluto delirio. Il fatto che un giocatore di quella statura possa partecipare e dare spettacolo a una competizione di quel tipo è un’assoluta sorpresa, anche per gli altri concorrenti che ad ogni schiacciata di Spud Webb sgranano gli occhi per lo stupore.
Il numero 4 in maglia Hawks si produce in giri a 360°, schiacciate al volo a 2 mani e di rovescio e il pubblico non si è mai divertito così tanto.
Fioccano i 10 ad ogni affondata del piccolo Webb che vince la gara delle schiacciate, battendo in finale il suo compagno di squadra Dominique Wilkins ed entrando ufficialmente nella storia della Lega come il giocatore più piccolo ad aver vinto questa competizione.

 

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