Inside NBA Stories: Warriors Nation, Class of ’75

Inside NBA Stories: Warriors Nation, Class of ’75

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Un altro basket, un’altra Era, per molti versi anche un altro pianeta… perchè 40 anni di distanza dai fatti che leggerete tra poco, non sono pochi e per la storia di uno sport nato da 124 anni, significa circa 13 della sua vita.

Vincere è complicato oggi, come lo era in passato… pure in quel 1975 in cui Rick Barry guidò i suoi Warriors al Titolo NBA, prima di un lungo e buio tunnel dal quale hanno cominciato a vedere l’uscita solo da qualche anno e uscendone definitivamente con la vittoria di qualche giorno fa.
Stà cambiando un po’ tutto nel mondo, che è baciato da un fermento artistico indimenticabile che coinvolge musica, cinema e sport…  gli anni ’70 della NBA rappresentano un decennio di passaggio del testimone tra il regno incontrastato dei Boston Celtics degli anni ’50-’60 (vincitori di 11 titoli di cui 8 consecutivi in 13 stagioni) e quegli anni ’80 in cui Magic Johnson e Larry Bird riaccendono la Lega a suon di vittorie sostanzialmente alternate tra Lakers e Celtics.

Nel 1975, i Golden State Warriors vincono 48 partite delle 82 totali ma si qualificano ugualmente 1° a Ovest per i playoffs. All’epoca, il regolamento prevedeva che le prime 3 classificate di ogni Conference saltassero il 1° turno, che veniva invece giocato solamente da 4° e 5°. La vincente di questa serie al meglio delle 3 gare, avrebbe poi giocato contro la 1° mentre la 2° e 3° si sfidavano direttamente per l’accesso alle Finali di Conference.

I Warriors incontrano i Seattle Supersonics, che hanno appena eliminato i Detroit Pistons, e vincono per 4-2 passando il turno, cosa che fanno anche i Chicago Bulls dopo aver battuto Kansas City.
La serie che deve decidere chi andrà alle Finals arriva fino a gara 7, ma Golden State la spunta.
A Est nessuno riesce a contenere i Washington Bullets, che a questo punto devono superare solo i Warriors per arrivare al Titolo.

C’è però un problema, l’ Oakland Coliseum, l’impianto in cui gioca Golden State, non è disponibile in quanto i proprietari lo hanno affittato per un altro evento non credendo che la squadra arrivasse anche solo ai playoffs, figuriamoci alle Finali… per cui, i Warriors vengono fatti giocare nuovamente nell’arena che li ha ospitati negli anni in cui erano di casa a San Francisco, più precisamente al Cow Palace.
Nonostante i Warriors siano classificati come 1 a Ovest, è Washington ad avere il record migliore e questo da la possibilità alla squadra, secondo il regolamento dell’epoca, di decidere come formulare la serie Finale:

Viene scelto di giocare gara 1 a Washington per poi farne 2 a San Francisco e poi nuovamente nella Capitale USA per la 4 ed eventuale 5, la 6 a San Francisco e la 7 ancora sulla costa Est.

Gara 1:
Washington va avanti anche di 14, ma quando si alza dalla panchina di Golden State tale Phil Smith, la festa finisce. Guidati dai suoi 20 punti in 31 minuti, i Warriors piazzano un parziale di 31-18 nel 3° quarto e 30-23 nel 4°, agguantando la gara di apertura della serie.

Gara 2:
Ci si sposta dunque al Cow Palace, davanti a meno di 13mila spettatori (molti meno rispetto alla capienza del Coliseum di Oakland dove avrebbero dovuto giocare)e Rick Barry con 36 punti guida i suoi alla rimonta dopo essere stati in svantaggio di 13. La gara si risolve all’ultimo secondo con i Bullets che sbagliano 2 volte il tiro del sorpasso.

Gara 3:
Rick Barry segna 38 punti, aiutato dai 10 con 9 rimbalzi del centro panchinaro George Johnson e qui diventa chiarissimo il fattore che rappresentano le seconde linee di Golden State, che in 3 partite hanno surclassato quelle di Washington in punti per 115-53 complessivi.

Gara 4:
Si torna a Washington che galvanizzata dal proprio pubblico riesce a issarsi sul +14, anche perchè la marcatura estremamente fisica di Mike Riordan su Rick Barry, tiene la stella dei Warriors sotto l’abituale media punti delle precedenti 3 partite. I Bullets sembrano indirizzati a vincere gara 4, ma qui succede qualcosa che non si vede proprio tutti i giorni: Sull’ennesimo contatto duro di Riordan su Barry, tra i 2 nasce un contrasto che stà per sfociare in rissa ma Al Attles, coach di Golden State, sa benissimo che se il suo numero 24 venisse espulso, le chances di vittoria diventerebbero nulle o quasi. Si avventa quindi lui stesso contro il giocatore dei Bullets impedendo di fatto a Barry di fare altrettanto. Arriva, come previsto, l’espulsione… Al Attles lascia il campo al suo vice ma il suo piano ha avuto successo. Con Rick Barry in campo, i Warriors recuperano e vincono anche gara 4, risolvendo la serie con un 4-0 che nessuno avrebbe mai immaginato.

E la squadra di Washington non era l’ultima arrivata… con Wes Unseld e Elvin Hayes (e Phil Chenier) era favoritissima e reduce da una stagione da 60 vittorie, ma occorre aspettare il 1978 per vederli vincere tutto. Per questo, il titolo del 1975 è ancora ricordato dai tifosi Warriors come il più incredibile tra quelli vinti.

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