Italiani a stelle e strisce: buon inizio e buona fortuna, Azzurri!

Italiani a stelle e strisce: buon inizio e buona fortuna, Azzurri!

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https://flic.kr/p/wJBKc3 NBA opening week. Finalmente. La massima espressione della pallacanestro a livello mondiale ha finalmente riaperto i battenti e quest’anno vedrà impegnati non più quattro Azzurri ma tre. Il capitano della nazionale Gigi Datome, come ben sappiamo, è tornato in Europa, in Turchia più precisamente, in un team molto competitivo come sarà il Fenerbache stagione 2015/2016. Anche Alessandro Gentile, dopo un ottimo Europeo, rimarrà per almeno un’altra stagione nel vecchio continente, nella sua Milano, sebbene già draftato da quei Rockets che tanto sembrebbero intenzionati ad avere il talento del capitano dell’Armani a roster il prima possibile. Sono rimasti oltreoceano Gallinari, Belinelli e Bargnani. I tre hanno saputo stupirci ed emozionarci a settembre nella manifestazione continentale, rispondendo presente alla chiamata della maglia azzurra. Ora però è il momento di tornare a indossare le casacche NBA, dove i loro percorsi stanno prendendo strade, a loro modo, diverse.

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Tre le partite giocate da Danilo Gallinari in questa prima settimana NBA con i suoi Denver Nuggets. Suoi, già, perché sembrerebbe l’anno dello step successivo per l’ala di Sant’Angelo Lodigiano. In Francia si ha avuto un’ulteriore conferma della maturità sportiva raggiunta e ormai consolidata di Danilo: commovente e rabbiosa la sua intervista finale dove, parafrasando, annunciava di averne abbastanza di perdere. È quindi pronto a prendere in mano un’intera franchigia NBA? Volendo essere obiettivi, le chances di vittoria del titolo per Denver rasentano lo zero, ma il “Gallo” ha i mezzi per essere il primo violino dei Nuggets che non dispongono di un roster stellare. Danilo si presenta alla prima partita con il bad-boy look alla De Niro in Taxi Driver mettendo a referto 23 punti con 8 rimbalzi; cruciali alcuni dei canestri del nostro “Travis Bickle” per quella che si tramuta nella prima vittoria di Denver in casa dei Rockets. Contro Minnesota e Oklahoma City le percentuali calano, 0/3 con i piedi dietro l’arco contro i T’Wolves e 23% dal campo contro i Thunder. Nonostante le percentuali non stellari, Danilo mette 10 punti nella seconda partita e 15 nella terza. Senza un grande aiuto a livello realizzativo da parte del resto del roster, se calano le prestazioni del Gallo calano anche quelle di squadra. Siamo solo alle prime tre gare e, si sa, la regular season è molto lunga, ma queste performances potrebbero iniziare a darci le prime indicazioni sull’importanza di Gallinari per Denver.
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Marco Belinelli, dopo un’ottima annata sportiva conclusasi, a livello di NBA, con la stupenda serie contro i Clippers persa dai suoi Spurs, ha invece accettato un oneroso contratto con i Sacramento Kings e ha fatto i bagagli in direzione della capitale californiana. Giocherà in una squadra piuttosto emblematica, con un quintetto rispettabile ma senza un grande apporto dalla panchina. A roster si leggono i nomi, su tutti, di Cousins, Rondo e Gay. Nelle prime tre partite Belinelli ha avuto un buon minutaggio, giocando una media di circa 30 minuti a partita e segnando quasi 9 punti. Le percentuali sono, però, rivedibili. Il 25% dal campo non rende onore al ragazzo da San Giovanni in Persiceto. Meglio dalla linea dei 3 punti, dove ha registrato un 42% e un 50%. Entrambe le partite sono state giocate contro i Clippers ed entrambe sono state perse. Belinelli si trova quest’anno ad affrontare un tipo di pallacanestro completamente diverso da quello che aveva interpretato negli ultimi due anni a San Antonio. Al di là delle differenti chances di vittoria finale, neanche comparabili, il sistema di Popovich lo aveva coinvolto in un progetto in cui si era, da subito, ambientato. A Sacramento non avrà un sistema tanto collaudato come quello Spurs in cui giocare, ma la crescita esponenziale a livello sportivo e umano gli permetteranno di trovare spazio e qualità ovunque.
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Molto difficili gli ultimi periodi NBA di Andrea Bargnani che, dopo lunghe assenze e difficoltà di franchigia, è approdato in settembre all’Europeo con tanta voglia di riscatto. In pochi avrebbero scommesso su simili prestazioni in Nazionale di Bargnani, che ha ricordato a tutti l’ottimo giocatore che ancora è. Nella partite con la maglia azzurra ci ha stupiti e deliziati e l’opinione pubblica ha avuto, nei suoi confronti, un’impennata notevole di consensi che, per troppo tempo, erano venuti a mancare. Il riscatto è passato anche da quelli che venivano considerati i suoi punti deboli, recuperando rimbalzi fondamentali, facendo sentire il fisico e giocando con grande grinta e determinazione. Inizia per il Mago quello che si spera essere un nuovo capitolo della sua storia NBA, che possa definitivamente chiudere i momenti bui delle passate stagioni, trascorse tra infortuni e prestazioni non convincenti. Cambia la casacca ma la città rimane la stessa, Bargnani approda ai Brooklyn Nets. La squadra non ha aspirazioni da titolo sebbene abbia a roster giocatori interessanti come Brook Lopez e il sempreverde Joe Johnson. Proprio con Brook Lopez potrebbe formarsi una interessante front-line, con l’americano in posizione di centro e Andrea da 4 dove a più riprese ha dimostrato di poter far bene. I Nets non hanno convinto nelle prime tre uscite racimolando un record di 0-3, contro Chigago, San Antonio e Memphis, franchigie di ben altro livello qualitativo. Andrea ha iniziato forte contro Chicago mettendo insieme 17 punti e 7 rimbalzi in 22 minuti. Cala il minutaggio nelle successive due sfide, scendendo a 15 minuti per partita. Rimangono buone le percentuali anche a fronte dei pochi tiri presi, appena 6 in 2 partite. Sebbene il potenziale di squadra di Brooklyn non garantisca grandi sorprese c’è tanta voglia di riscatto nel Mago che è pronto, una volta di più, a ricordaci l’ottimo giocatore che è.

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