Italiani a stelle e strisce: Gallo super, Beli titolare, Mago come al solito

Italiani a stelle e strisce: Gallo super, Beli titolare, Mago come al solito

La settimana degli italiani in NBA.

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Danilo continua il suo buon periodo di forma anche in questa settimana, a ridosso di un All-Star Game che forse avrebbe meritato di disputare. Stagione ad alto livello per l’ala piccola allenata da coach Malone, che in questa serie di 4 partite si è tolto delle grossissime soddisfazioni, soprattutto in quel di Chicago. La settimana però non inizia bene per le pepite, che perdono un potenziale scontro playoffs contro gli Utah Jazz, squadra ormai in netta ripresa dopo i recuperi di Favors e Gobert, fondamentali per le ambizioni future dei mormoni. In una partita dove sono state protagoniste le difese e non gli attacchi, il nostro beniamino ha messo a referto 24 punti, tirando però molto male dal campo (5-16) complice anche la buonissima difesa di Gordon Hayward, che non ha sofferto più di tanto la differenza di centimetri con il numero 8 avversario. Soffrono invece i Chicago Bulls due sere dopo al Pepsi Center, dove i Nuggets ottengono una importantissima vittoria con il risultato finale di 110-115. I poveri tori continuano ad essere martoriati dagli infortuni, e durante il corso del match hanno pure perso Jimmy Butler, uscito in carrozzina verso fine secondo quarto dopo una sua solita penetrazione al ferro. I Nuggets sembrano però non approfittarne andando sotto di 16 punti nel terzo quarto, per poi rimontare nell’ultima frazione di gioco grazie a Barton, Mudiay e Gallinari, quest’ultimo autentico mattatore della serata: 33 punti, 18-18 ai liberi e un canestro importantissimo nel finale in faccia a Tony Snell. Arriva un’altra vittoria per le pepite al Madison Square Garden 101-96, partita che ha condannato all’esonero Derek Fisher. Diciannove punti per Danilo e un buzzer beater di tutto rispetto da metà campo nel finale di primo quarto, abbellito dall’esultanza molto particolare insieme al suo compagno di merende Kenneth Faried. La sera dopo Danilo e Denver rimangono nella grande mela per sfidare i Brooklyn Nets al Barclays Center nel più classico dei back-to-back, contro una squadra mai da sottovalutare soprattutto tra le mura amiche. Al termine di un match davvero al cardiopalma, i Nuggets escono sconfitti complice il buzzer beater clamoroso di Joe Johnson in faccia proprio al nostro connazionale, incredulo come tutti dopo aver visto entrare in quel modo un tiro preso in posizione davvero precaria. Non bastano quindi i 24 punti e 7 assist del miglior marcatore europeo dell’NBA in regular season, che vede sempre più lontano l’obiettivo ottavo posto nella Western Conference.

Medie: 25.0 punti, 3.0 rimbalzi, 2.5 assist, 41% dal campo.

Proprio nel momento in cui ti conquisti finalmente il posto da titolare, le cose vanno a rotoli. Marco Belinelli si è conquistato la fiducia di coach Karl tanto da essere promosso come guardia titolare nello starting 5, forse più per cercare di cambiare qualcosa che per meriti assoluti del nostro Marco, in un momento davvero delicato per la squadra e per l’ex coach dei Denver Nuggets, che secondo fonti molto importanti sembra ormai prossimo all’esonero. I Sacramento Kings perdono tutte le partite disputate in settimana, e lo fanno davvero in malo modo, dimostrando ancora una volta i limiti difensivi e strutturali di un team costruito male in estate. Si incomincia con una sconfitta tra le mura amiche contro Chicago 107-102, dove il Beli, autore di 18 punti con un buonissimo 50% dal campo, è l’unico a salvarsi insieme a Collison e Cousins, autore di 30 punti. Due sere dopo arriva una bruttissima sconfitta al Barclays Center contro Brooklyn, che bombarda dall’arco i Kings con ben 18 triple di squadra messe a referto, un’anomalia considerando il fatto che i Nets sono una delle peggiori squadre da tre punti della lega. Non è un caso però che questa prestazione anomala dei padroni di casa sia arrivata proprio contro una delle peggiori difese perimetrali possibili, che ha fatto passare Bojan Bogdanovic come un cecchino dall’arco (7-9). Beli contribuisce con 13 punti, in una prestazione tutto sommato discreta. Stesso identico risultato domenica sera (italiana) al TD Garden di Boston, in una partita fotocopia rispetto a quella coi Brooklyn Nets. Marco gioca tanto (37 minuti) e mette a referto 16 punti, dimostrando comunque che il problema attuale non è sicuramente la fase offensiva per i Kings. Ultima partita della settimana in back-to-back a Cleveland: 120-100 il risultato finale per la squadra di LeBron James, capace di dominare l’incontro dall’inizio alla fine. Brutta la performance in questo caso dell’ex giocatore dei San Antonio Spurs (8 punti) come quella di tutta la squadra. Urgono cambiamenti in California..

Medie: 13.8 punti, 2.0 rimbalzi, 0.8 assist, 43% dal campo.

Su Bargnani davvero poco da dire, anche se piacerebbe a me come a tutti noi star qui a esaltare o celebrare le sue performance oltre oceano. Anche con il cambio di coach, le cose non sono cambiate in quel di Brooklyn: Andrea è visto come uno dei tanti, che più di 10 minuti sul parquet di gioco non può stare. Nelle partite contro Indiana, Sacramento e Philadelphia, gioca più o meno i suoi canonici 10 minuti senza riuscire a incidere nemmeno un po’: un vero peccato questo, perché nelle poche volte che lo abbiamo visto in campo per più di 20 minuti, qualche sprazzo del suo immenso talento lo ha mostrato. Nelle ultime ore poi è trapelata la notizia che l’ex Raptors potrebbe non esercitare la player option presente nel suo contratto in estate, che sarebbe forse la scelta più giusta da prendere in un periodo davvero delicato per il suo futuro in questo sport: stay strong Mago!

Medie: 2.6 punti, 1.6 rimbalzi, 0.6 assist, 36% dal campo, 10.3 minuti.

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