L’angolo del coach – 4/11, Clippers-Rockets: partita di campionato o esibizione?

L’angolo del coach – 4/11, Clippers-Rockets: partita di campionato o esibizione?

Photo: spacecityscoop.com

I critici del basket NBA lo sostengono da anni: “oltreoceano sono delle esibizioni”, “non è un basket vero, passino anche le sfide playoff ma la regular season proprio no”, “nessuno difende, partite non preparate”, “gara a chi segna di più”. Poi c’è chi invece ama il basket NBA e queste cose non le ha mai pensate e non perché sia di parte ma perché sa bene, come lo stesso Ettore Messina ha avuto modo di confermare per esperienza diretta, che è tutt’altro che cosi. La realtà dei fatti parla di un professionismo estremo, di una preparazione minuziosa ed ossessiva su ogni singolo aspetto del gioco per ogni singola partita, una conoscenza totale degli avversari e di ore ed ore di video e lavoro di staff tecnico ma, come in tutte le cose, le eccezioni esistono.

Le eccezioni dunque esistono e Los Angeles Clippers – Houston Rockets del 4 Novembre scorso ne è stato di certo l’esempio lampante; le attenuanti possono certo essere molteplici (con partite a distanza di un giorno non è sempre umanamente possibile preparare con attenzione le partite, i lunghi viaggi, il rodaggio di inizio stagione ancora da completare ecc ecc) ma quanto visto allo Staples Center non ha precedenti (o quasi) e non è assolutamente giustificabile, anzi va in un certo senso ad offendere, forse in nome dello spettacolo (ma siamo sicuri poi che di spettacolo si tratti?), gli amanti di questo sport che vedendo primi tempi come quelli si chiedono se davvero stiano assistendo ad una partita vera e propria o ad un teatrino messo in scena da attori anche un po’ svogliati. E se è vero che le statistiche non sono tutto nel basket, a volte però aiutano a spiegare e descrivere un primo tempo da 78 a 66, una situazione paradossale, uno spettacolo difensivo che grida vendetta e che, letto nel dettaglio da un occhio un minimo esperto, fa davvero esclamare “eh no, questo è davvero troppo!”. I dati statistici esaminati sono 4 e partiamo da quello che potrebbe apparire meno eclatante per poi andare, in un crescendo Rossiniano, fino a dati da far cadere i capelli.

1) TAGLIAFUORI NON FATTI. Abbiamo calcolato i rimbalzi offensivi subiti dalle due squadre ma soltanto in quelle situazioni eclatanti dove è mancato alcun tipo di tagliafuori, ovvero dove un attaccante si è andato a prendere un rimbalzo offensivo senza alcun difensore nel raggio di 2 metri. Tale situazione, che in partite vere capita si e no una volta, si è verificata ben 7 volte sotto il canestro dei Clippers ed una volta sotto il canestro dei Rockets; e tutto ciò, è bene ribadirlo, nel solo primo tempo. E non fatevi ingannare dal solo errore rilevato ai Rockets che è immediatamente spiegato dalle inverosimili percentuali offensive dei Clippers nel primo tempo (frutto di atrocità difensive dei Rockets che fra poco vedremo). Il che tradotto vuol dire che Houston ha subito pochi rimbalzi offensivi semplicemente perché i tiri dei Clippers entravano con una continuità pazzesca e quindi, semplicemente, non vi erano rimbalzi!

2) CONTROPIEDI NON FERMATI. Per ben 4 volte a testa le due squadre non hanno fermato una chiara situazione di contropiede avversaria non dico con un buon rientro difensivo di squadra (che sarebbe chiedere troppo) ma nemmeno con un fallo tattico, nemmeno con un recupero di un solo giocatore, nemmeno quel tanto che bastava a costringere l’attacco almeno a dover fare un passaggio per concludere l’azione. Si non avete capito male, in sola metà gara, entrambe le squadre, per 4 volte a testa, a seguito di una palla persa, han consentito all’avversario indisturbato di cavalcare per tutto il campo chiudendo lui stesso in lay-up (e nessuna di queste 8 situazioni, ve lo garantiamo, è nata da un anticipo pulito che aprisse il campo al contropiede!).

3) PENETRAZIONI AL FERRO SENZA AIUTI e veniamo ora alle note dolenti, quelle davvero dolenti! Abbiamo rilevato che per ben 5 volte Houston e 9 volte Los Angeles hanno concesso penetrazioni incontrastate e senza il benché minimo accenno (o anche solo vaga intenzione) di aiuto, penetrazione concluse con il più semplice degli appoggi in sottomano al ferro da parte dell’attaccante. Questo dato, già di per sé eclatante, lascia ancora più allibiti se condito dal fatto che innumerevoli altre volte, la stessa penetrazione diretta al ferro, senza alcun tipo di aiuto, è stata fermata da un disperato fallo in recupero per evitare 2 punti già scritti. Capite quindi bene che il dato avrebbe potuto essere ancor più clamoroso ma tale pigrizia difensiva si riflette poi nell’ulteriore dato statistico che ne consegue ovvero i Tiri Liberi tentati dalle due squadre nel solo primo tempo, dato che non ha bisogno di ulteriori commenti: 23 TL tentati dai Clippers e 17 TL tentati dai Rockets!

4) TIRI APERTI NON CONTRASTATI e chiudiamo in bellezza con il più incredibile dei dati: abbiamo infatti calcolato tutti i tiri aperti concessi dalle 2 squadre (da vicino come da lontano ma esclusi i contropiedi) nei quali il tiratore avversario ha potuto concludere senza avere, nel raggio di 2 metri almeno, alcun difensore. Questa situazione che in qualsiasi gara “seria”, europea o americana che sia, è già difficile si verifichi una volta in tutta la partita, magari a seguito di un’incomprensione difensiva, ecco nella suddetta gara è avvenuta decisamente qualche volta in più ed esattamente: 9 volte per colpe dei Clippers e ben….. 15 volte per colpe dei Rockets…..nel SOLO PRIMO TEMPO! Ps: e capiamo adesso meglio anche il perché delle stellari percentuali dei Clippers e dei pochi rimbalzi offensivi catturati dai Clippers stessi, non certo sintomo di un impeccabile taglia fuori da parte di Houston ma semplicemente dato dall’assenza di “materia prima” catturabile dai loro avversari.

L’NBA è uno mondo strepitoso, il basket è uno sport strepitoso che noi tutti amiamo e come in tutti gli sport il pubblico vuole vedere spettacolo, questo è ovvio, scontato e fuori discussione. L’unica riflessione che va fatta, dopo partite di questo tipo, è che prima di tutto lo spettatore deve percepire di aver davanti ai propri occhi una partita vera, una competizione, una sfida tra due squadre che su un rettangolo da gioco si danno battaglia con ogni loro forza e sinceramente chi ha visto questa partita, e chi sa leggere queste statistiche, sa che in questo caso ciò non è avvenuto.

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