Nba, Best of the Week – Settimana 1

Nba, Best of the Week – Settimana 1

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Primo appuntamento con il meglio della settimana Nba; come previsto c’è un grande equilibrio e molte squadre potranno lottare per un posto ai playoff, alcune però stanno già tentando la fuga in testa alla classifica, mentre altre provano a guardare verso il basso per raggiungere al meglio il Draft 2014.

Iniziamo con il pagellone settimanale:

10 – Indiana Pacers (record 7-0; 4-0 in settimana): attualmente sono la migliore squadra Nba, anche senza Danny Granger. Paul George trascina Indiana in testa alla classifica, ma la vera forza dei Pacers è il gruppo, giocano a memoria ed hanno una grande difesa. Sono una delle franchigie che hanno cambiato meno rispetto allo scorso anno e lo stanno dimostrando con un grande inizio di stagione; hanno le potenzialità per arrivare sino in fondo.

9 – San Antonio Spurs (record 6-1; 4-0 in settimana): quattro vittorie, zero sconfitte, e una grandissima prestazione al Madison Square Garden. Durante l’estate Tony Parker ha portato la sua Francia alla vittoria degli Europei e ha raggiunto una leadership ancora più importante; ormai è lui a guidare gli Spurs e i risultati sono dei migliori. Circolazione di palla impeccabile e perfetta intensità difensiva hanno permesso agli uomini di coach Popovich di raggiungere la testa della classifica e mandare un messaggio a coloro che pensavano che le scorse Finals sarebbero stata l’ultima occasione per Duncan e compagni; ma si sa, i campioni non mollano mai.

8 – The Green week: non solo in Italia, ma anche dall’altra parte dell’oceano, questa settimana ha reso protagonisti i “Green”. Stiamo parlando di Gerald Green e Jeff Green, rispettivamente dei Phonenix Suns e dei Boston Celtics.

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Dopo l’infortunio di Goran Dragic, Gerald viene schierato in quintetto al fianco di Eric Bledsoe e la sua esplosività lo porta sopra il ferro con alcune delle schiacciate più spettacolari di sempre e soprattutto gli permette di concludere la settimana con ben 15 punti di media e aiutare i Suns a vincere 3 partite in settimana, con una sola sconfitta arrivata contro gli inarrestabili Spurs.

Jeff Green realizza 74 punti (18.5 di media) questa settimana e permette ai Celtics di vincere 3 partite di fila. Con l’assenza di Rajon Rondo, è Green il vero leader della squadra e gioca da vero protagonista con 2 schiacciate pazzesche ad Orlando e Miami e conclude in bellezza la settimana con la tripla allo scadere in faccia a Lebron e la vittoria all’AAA di South Beach.

7 – Oklahoma City Thunder (record 5-1, 3-0 in settimana): con il rientro di Russell Westbrook i Thunder provano subito a scappare dal centro classifica e vincono 3 partite su 3. Durant e compagni dimostrano di essere ancora una grande squadra, anche se dopo la partenza di K. Martin, perdono parte del loro potenziale offensivo, ma con Westbrook e Durant in campo, non c’è da preoccuparsi.

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6 – Celtics Pride: l’orgoglio che contraddistingue la squadra più titolata della Nba e che dimostra di non essere perduto dopo la partenza di Pierce e Garnett. Nonostante le quattro sconfitte iniziali, i Boston Celtics (record 3-4; 3-1 in settimana) riprendono la retta via e sconfiggono Jazz, Magic ed infine gli Heat in quel di Miami, con una grandissima intensità, che permette ad un roster certamente non di primo livello di raggiungere ben 3 vittorie consecutive, per la gioia dei fan dei Celtics; anche se alcuni preferirebbero la strada del tanking per provare ad accaparrarsi una delle migliori scelte al prossimo draft.

5 – Arrivano i Nostri!: gli italiani in Nba iniziano a carburare e vengono premiati con minuti in più sul parquet. Belinelli parte in quintetto contro i Knicks e dimostra di essere un giocare solido e di farsi sempre trovare pronto. Bargnani sfrutta l’infortunio di Chandler per avere più minuti da centro e prende tantissimi tiri dal campo, ma nelle ultime partite si notano le sue lacune difensive e non aiuta i Knicks a vincere. Datome realizza i sui primi punti e con una grande giocata in contropiede conquista Detroit e forse coach Cheeks, che certamente potrebbe concedergli qualche minuto in più.

4 – Detroit Pistons (record 2-3; 0-2 in settimana): giocano solamente 2 partite, ma le predono entrambe, settimana da dimenticare per i Pistons di Gigi Datome che pagano i grandi cambiamenti durante l’estate, con gli arrivi di Smith e Jennings (appena rientrato da un infortunio), che ancora faticano ad inserirsi negli schemi. La panchina ha tanti buoni giocatori, ma andranno definite delle gerarchie altrimenti si rischia di non raggiungere quella stabilità all’interno dello spogliatoio che permetta a Detroit di raggiungere quell’obbiettivo assente da troppo tempo, i Playoff.

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3 – New York Flop: le due squadre della grande mela iniziano la stagione con un enorme pressione sulle spalle, vengono definite come le due squadre candidate a raggiungere la finale di conference per impedire agli Heat un probabile Three-peat. Un inizio stagione da incubo per i Knicks (record 2-4; 1-2 in settimana) e i Nets (record 2-4; 1-2 in settimana), che si ritrovano all’ultimo posto della classifica nella Eastern Conference e con non pochi problemi per quanto riguarda l’atteggiamento in campo, in particolare per i New York Knicks che senza Tyson Chandler hanno una difesa semplicemente impresentabile.

2 – Sacramento Kings (record 1-5; 0-3 in settimana): nuova stagione, soliti problemi per la franchigia del neo-coproprietario Shaquille O’Neal. Nonostante le grandi prestazioni di Demarcus Cousins, e con il solo Thomas ad avere un rendimento accettabile, i Kings si ritrovano al penultimo posto della lega, con 1 sola partita vinta. L’inserimento di Ben Mclemore sembrerebbe più lungo del previsto e una Western Conference con tante grandi squadre, le sorti dei Kings sono probabilmente ad un bivio: rinforzare il roster tramite trade o puntare al tanking?

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1 – Anthony Bennett: voto 1, come i canestri dal campo realizzati dal giocatore dei Cavs. Scelto con la prima chiamata al Draft 2013, per il momento non ha dimostrato assolutamente niente. Uno dei peggiori inizi di stagione per una prima scelta assoluta Nba, e c’è chi già si domanda se i Cavs non abbiano fatto un errore, ma la verità si saprà solamente con ciò che farà vedere in campo Bennett, anche se il tempo stringe.

0 – Utah Jazz (record 0-7; 0-4 in settimana): inizio disastroso, completamente da dimenticare, e come sottolineato da Enes Kanter, “non divertente”. Probabilmente i Jazz sono una di quelle squadre che proveranno ad arrivare in testa alla famosa classifica al contrario, ma perdere sette partite di fila non è mai bello per nessuno. La realtà è però che attualmente gli Utah Jazz non sembrano in grado di vincere contro nessuna squadra, ma l’orgoglio dei giocatori saprà, come sempre, risolvere la situazione.

Ed ora i premi della settimana:

MVP: Kevin Love (24.7ppg, 14rpg, 4.2apg in settimana): semplicemente inarrestabile, punti e rimbalzi da vero leader per una delle power forward più forti del mondo. Inizio di stagione da brividi per Love con un rendimento costante e permette a Minnesota di vincere ben 5 partite.

Rookie of the Week: Michael Carter-Williams (17.2ppg, 7.5apg, 6,7rpg): continua il grande inizio della carriera Nba di MCW che prende in mano le redini dei 76ers. È sicuramente il miglio rookie dall’inizio della stagione e continua a stupire sempre di più. I suoi 76ers non potevano certo continuare a vincere tutte le partite, ma hanno comunque messo in difficoltà le avversarie, portando persino i Cavs al secondo overtime prima di arrendersi ad un mostruoso Irving.

Sorpesa della settimana: Phoenix Suns (record 5-2; 3-1 in settimana): hanno uno dei roster peggiori della lega, soprattutto dopo le numerose trade di pre-stagione, ma questa settimana dimostrano di saper vincere comunque, arrendendosi solamente agli Spurs di Tony Parker, che ribalta il risultato negli ultimi 30 secondi con due canestri di fila. Gerald Green e compagni sono sicuramente la vera sorpresa della settimana.

Infine vi lascio con la top 10 della settimana Nba!

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