NBA Finals, le pagelle di Gara 1

NBA Finals, le pagelle di Gara 1

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GOLDEN STATE WARRIORS

Harrison Barnes: 7 1/2
Uno dei protagonisti a sorpresa di gara 1, infila tre bombe una più decisiva dell’altra (l’ultima è quella del +7 a un paio di minuti dalla fine del supplementare), ma quello che stupisce è la maturità nel sapersi far trovare sempre pronto per un rimbalzo o una difesa decisivi. Il +/- è una statistica poco significativa in gara singola, ma non è un caso se il suo +11 è il migliore dei 18 scesi in campo.

Draymond Green: 6 1/2
La solita energia, ma poco altro: impreciso al tiro, uscito presto per problemi di falli è comunque invisibile nei minuti dei due quarti centrali che passa sul parquet. Certo, la staffetta su LeBron ha coinvolto anche lui e ciò non può che pesare sulle gambe (e sulla testa, visti i risultati), ma di lui si ricordano quasi solo un paio di schiacciate con relativi urlacci.

Andrew Bogut: 7-
Il minutaggio è giocoforza ridotto, vuoi per la stazza che non gli permette sforzi eccessivi, vuoi per la scelta di coach Kerr di giocare molti minuti col quintetto basso. Ma nel primo quarto è uno dei pochi che non mostra riverenza nei confronti del palcoscenico, con due stopponi e un paio di passaggi niente male, oltre ai soliti rimbalzi. Poi come detto tende a sparire anche lui, e in effetti quando il ruolo è ricoperto da altri i parziali arridono ai padroni di casa. Resta un’arma tattica non da poco, farà sicuramente meglio nel corso della serie.

Klay Thompson: 7
Non ci aspettavamo il Klay da 30 e passa punti in un quarto, ma questo Thompson è l’ombra di quello visto per buona parte della stagione. Ciononostante, un paio di sue fiammate intorno alla metà di secondo e terzo periodo hanno dato la carica a compagni e pubblico, e alle percentuali scarsine (5/14 dal campo) risponde con 21 punti a referto. Se ci aggiungiamo una buonissima difesa a rotazione su play, guardia e ala piccola dei Cavs, i Warriors devono ringraziare la buona sorte che ha dato al loro Splash Brother una settimana di riposo dopo l’infortunio in Finale di Conference.

Stephen Curry: 7/8
È inutile, ogni volta che ha il pallone in mano si sprigiona una scarica di adrenalina percepibile sin dal divano di casa. Suo il primo canestro di Golden State in queste finali, e non poteva essere altrimenti, e sue anche le giocate più eccitanti della gara.
All’inizio tira male e sembra un pochino spaesato (si contano ben 2 palle perse dal palleggio, roba da cometa di Halley), quindi prende ritmo e legittima il suo titolo di MVP, chiudendo con 26+8. Il lay-up stoppato in recupero da Irving nel finale di partita è una leggerezza che sarebbe potuta costare caro, ma d’altronde il suo gioco è sempre stato di fioretto e non di sciabola. Con quella infilata stanotte fanno 13/14 nel tiro da 3 dall’angolo sinistro in questi playoff: viene da domandarsi come abbia fatto a sbagliare quell’unica volta.

Andre Iguodala: 8 1/2
La partenza non promette nulla di buono: riceve palla liberissimo sotto canestro e invece di appoggiare scarica per Bogut a 7 metri. Da lì in poi però è esiziale: 15 punti con 8 tiri, la maggior parte dei quali infilati nei momenti più caldi della gara; tra coloro che hanno provato a contenere l’esuberanza di James è stato il migliore, facendo trasparire tratti d’insofferenza nel Prescelto.
Iggy migliore in campo, se non altro per quel che riguarda l’impatto.

Shaun Livingston: 6
Quando entra nel primo tempo dovrebbe mettere ordine, invece forza un paio di conclusioni sbagliandole entrambe. Rimane però prezioso nelle piccole cose, e per essere un play va a rimbalzo come un dannato (5 carambole per lui in meno di 16 minuti).
Partita senza infamia e senza lode, ma come detto per Bogut può essere una pedina importante nel prosieguo della tenzone.

Festus Ezeli: 6/7
5 punti e 5 rimbalzi in 12 minuti di gioco, si dimostra sorprendentemente pronto a questi livelli, anche se in qualche occasione si lascia andare a ingenuità, come la palla regalata agli avversari cercando di recuperare un rimbalzo nel primo tempo.

Leandro Barbosa: 5
Un canestro con i piedi sull’arco nel momento critico dei suoi durante il primo quarto: questo l’highlight della gara del brasiliano, per il resto piuttosto confusionario nelle scelte e nei risultati. Coach Kerr prova a dargli fiducia, ma a un certo punto deve toglierlo per non rischiare di affogare.

Marreese Speights: 7+
Il terzo lungo delle rotazioni che ti fa stare a galla nel primo periodo, e che richiamato in campo nel secondo tempo continua a infilarla dalla medio-lunga distanza senza soluzione di continuità. Kerr deve accendere un cero al suo impronunciabile lungo, che lascia la timidezza sul cubo del cambio e si prende 8 tiri in altrettanti minuti, segnandone peraltro la metà. All’ennesimo piazzato che si trasforma in 2 punti sembra lui il più sorpreso, ma solo perché il suo avversario diretto non viene inquadrato.

 

CLEVELAND CAVALIERS

LeBron James: 8
44 punti, record personale per una serie finale, ma non sono bastati: LBJ parte subito con le marce altissime, chiudendo i primi 12 minuti in doppia cifra abbondante e sul +10 per i suoi Cavs. A fine terzo quarto ha già scollinato oltre il 30ello, mettendo dei canestri che lo possono solo definire “immarcabile”, ma alla lunga probabilmente soffre la fatica, e chiude l’overtime con un pessimo 1/4 al tiro e 2 perse.
Se gli si volessero fare un paio di appunti, sarebbero sempre gli stessi:
1) Perché fermare il pallone per 10/15 secondi cercando un tiro forzato, invece di far girare la palla e aspettare che gli si presenti occasione per un tiro o un 1vs1 più all’interno dei giochi?
2) Perché questi momenti di vuoto totale in difesa?
Resta la prestazione monstre, anche se gli haters gongolano…

Tristan Thompson: 6 1/2
Animale da rimbalzo nato: ne tira giù 15, quasi il doppio del secondo miglior rimbalzista (James con 8), ma in attacco è un pesce fuor d’acqua. Non gli si chiede certo di diventare Olajuwon, ma 2 punti con 1/4 in 47 minuti sono forse troppo poco anche per lui, e non ci sarà sempre un Mozgov così luccicante a fargli da spalla.

Timofey Mozgov: 7+
Il russo parte in quintetto e mai scelta fu più azzeccata per coach Blatt: il primo quarto di Timo è da stropicciarsi gli occhi tra rimbalzi, schiacciate, assist e presenza in generale. Per tutto l’arco della gara poi si fa trovare pronto a ogni chiamata, e forse è proprio per costringere i Cavs a tenerlo fuori che Steve Kerr gioca a tratti con Green e Barnes da 4 e 5. Oggi è il compleanno di Ilgauskas, il suo erede nel ruolo gli ha fatto un bel regalo.

Iman Shumpert: 5/6
Un paio di triple nel roboante inizio di Cleveland farebbero ben sperare sulla sua prestazione, ma da lì in poi non segnerà più. Sulla difesa non si discute e le 4 rubate lo stanno a dimostrare, ma l’impatto sulla gara di Shumpert è stato quantomeno discutibile. Ha avuto la chance di diventare l’eroe della serata sul tiro al volo da rimbalzo offensivo allo scadere dei regolamentari, ma il Diavolo c’ha messo la coda e la palla è andata corta di mezza unghia.

Kyrie Irving: 7+
In dubbio fino al penultimo minuto per una tendinite al ginocchio, il piccolo numero 2 dei Cavaliers è sceso regolarmente in campo, e non pago ha snocciolato una prestazione al bacio: seppur altalenante al tiro, finisce con 23 punti, 7 rimbalzi, 6 assist, 4 rubate e 2 stoppate, l’ultima delle quali nata da un guizzo dopo essere stato battuto da Curry, con rimonta e inchiodata al tabellone sul 98 pari a meno di 30 secondi dal termine.
Purtroppo, per lui e per tutti noi spettatori, su una penetrazione a metà del supplementare il ginocchio sembra aver ceduto in malo modo e lo ha costretto a lasciare il campo anzitempo, mettendo in serio dubbio la sua partecipazione a gara 2.

J.R. Smith: 4/5
Pronti, via: entra dalla panca e infila due bombe con la mano in faccia. Da lì in poi però segna un solo tiro (altra tripla lestissima uscendo da un blocco battendo la sirena del 2° quarto) sui successivi 11 tentativi, e per il resto è piuttosto abulico e fuori dai giochi. Dall’ex sesto uomo dell’anno ci si aspetta molto più che una pettinatura all’ultimo grido (del parrucchiere).

James Jones: 4
I problemi quando la palla è degli altri non sono una novità, infatti viene infilato a ripetizione dai diretti avversari ed è costretto a molteplici falli per rimediare alla scarsa propensione difensiva.
Il rovescio della medaglia perà è rappresentato da uno 0/1 da 3 con 0 punti, decisamente impalpabile.

Matthew Dellavedova: SV
Scorci di partita in cui sì smazza 3 assist, ma sembra chiaramente smarrito dietro a Curry o a chi per lui.

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