NBA Finals, le Pagelle di Gara 3

NBA Finals, le Pagelle di Gara 3

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  I Cleveland Cavaliers si portano sul 2-1 nella serie nonostante il rientro dei Warriors nel finale. Una partita con tanti spunti e dai mille volti che ci conduce ad una gara 4 già fondamentale per i ragazzi di coach Kerr. Ecco le pagelle di gara 3. Cleveland Cavaliers: Dellavedova: 8 Ancora una volta STREPITOSO! Che avesse cuore, grinta e attributi era già stato dimostrato nel corso dei playoffs, questa volta però ci aggiunge anche un bel ventello condito da 5 rimbalzi e 4 assist. E’ suo il +/- più alto dei Cavs, in una partita giocata su altissimi livelli e con la solita intensità difensiva che ormai lo distingue. Quando Curry segna il -1 lui inventa un canestro e fallo che la fisica non riesce a spiegare, a dimostrazione del fatto che il secondo violino di Cleveland ora è lui. Shumpert: 6 Svolge il compitino, non entrando mai in partita offensivamente: 1/2 al tiro e 0/2 dalla lunetta per 3 punti totali. Bene invece in fase difensiva dove è capace anche di recuperare 3 palle. Quando sbatte contro un duro blocco avversario esce dolorante: questa volta però sospiro di sollievo per LeBron e Blatt, nulla di preoccupante. James: 8 123 punti nelle Finals nelle prime tre gare non li aveva mai fatti nessuno nella storia, basta? Altro match di dominio netto fisico e psicologico. Controlla la partita dal primo all’ultimo secondo, segna 40 punti, prende 12 rimbalzi e sfiora la tripla doppia con 8 assistenze. Non si risparmia mai, gioca 46′ e quando la palla pesa trasforma 4 liberi su 4 tentativi. Riesce anche questa sera a guidare i suoi alla vittoria, dispensa sicurezza e grinta e gli altri apprezzano, prendono appunti ed eseguono. Thompson: 6.5 Finalmente in doppia cifra. Dopo i 4 punti messi a referto complessivamente nelle prime due uscite, questa volta ne scrive 10, raggiungendo la doppia doppia con 13 rimbalzi (ecco, questi non mancano mai). Fondamentale a rimbalzo offensivo, corregge due errori al tiro schiacciando la palla nel cesto e sembra impossibile per i Warriors strappargli un rimbalzo. Solida anche la prova difensiva dove riesce a tener bene Green e occasionalmente Barnes. Mozgov: 6.5 Sotto le plance domina, è difficile spostarlo, soprattutto per questi Warriors. Il tabellino recita 6 punti, 5 rimbalzi e 4 stoppate. Se in attacco lascia fare agli altri, in difesa è sempre pronto a dire la sua. Bogut in questa serie non riesce a tenerlo in entrambi i lati del campo, Ezeli ci prova con risultati migliori ma Mozgov per Golden State resta un problema da risolvere. JR Smith: 5.5 Non il solito JR, non spacca la partita e non riesce mai a trovare continuità. La sua “bravura” è quella di non strafare in una serata storta, lasciando la scena a chi è più in forma. Alla fine si dimostra più utile difensivamente che in avanti, cosa alquanto inusuale per il #5 dei Cavs. Jones: 6.5 Svolgere il compitino e farlo alla grande. Prima realizza un gioco da quattro punti quando i Warriors si riavvicinano sul 18-16, poi batte la sirena del secondo quarto con la tripla del +7. Si può fare decisamente peggio. Miller s.v.  
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  Golden State Warriors Curry: 6.5 Quarto periodo da paura, diciamo da Steph Curry. Ma questo non può e non deve bastare per la stella dei Warriors. Gioca tre quarti quasi con svogliatezza, perde palle che di solito distribuisce come cioccolatini con gli occhi bendati (alla fine saranno 6) e non è mai capace di rompere gli indugi. Poi il talento lo esprime, nel finale realizza una tripla dietro l’altra, penetra senza paura e dimostra di crederci. Ora i suoi sono sotto 2-1, in gara 4 c’è uno smisurato bisogno dell’MVP. Thompson: 5.5 Dopo un’ottima gara 2, Klay si perde chiudendo con 14 punti frutto di un rivedibile 6/16 al tiro. Curry inizia a giocare nell’ultimo periodo, lui invece resta impassibile e sembra quasi il primo ad arrendersi. Sfiora una palla recuperata di un’importanza capitale, ma alla fine gli arbitri premiano Dellavedova. Come diceva Rasheed: Ball don’t lie. Barnes: 4 Sdeng, sdeng, sdeng ed altre cinque volte sdeng. Non vede mai la retina (0/8), perde tre palle e chiude senza assist nè recuperi. Kerr non ci pensa due volte a farlo sedere in panchina, con appena 19′ giocati ed una partita che definire insufficiente è un complimento. Green: 4.5 L’intensità non manca (a volte anche troppa), ma Draymond di partite migliori ne ha disputate sicuramente quest’anno. Gioca un match da 2/10 al tiro, si fa strappare rimbalzi in difesa da Thompson con fin troppa facilità e subisce 3 stoppate. Il terzo violino dei Warriors deve ritrovare lucidità, ed in fretta. Bogut: 4.5 Per lui a dire il vero manca anche un po’ di intensità. Non riesce a tenere Mozgov nè ad imporsi offensivamente. Alla fine il referto recita 4 punti e 6 rimbalzi. Per lunghi tratti della gara Kerr gli preferisce Ezeli, e non ha tutti torti. Iguodala: 7 Il primo ad entrare in partita e l’ultimo ad uscirne. Cuore, esperienza e intensità al servizio dei Warriors, che magari dovrebbero annotare qualcosa e prendere esempio. Termina con 15 punti (10 nel primo tempo) tirando con il 50%, strappa 5 rimbalzi e distribuisce 5 assist di pregevole fattura. In 36′ non perde neanche un pallone, gioca con la testa sia in attacco che in difesa e pazienza se le polveri da tre erano bagnate: di provarci ci ha provato, ed anche con convinzione. Livingston: 6 Buon approccio alla partita, poi un lieve calo. Non è certo lui a dover guidare i suoi alla vittoria, ma regala esperienza ed anche qualche bella giocata. Barbosa: 6.5 Se alla fine i Warriors rischiano di pareggiarla è anche merito suo. Il +/- di +11 la dice lunga, Barbosa entra convinto in difesa e gestisce bene i possessi offensivi. Ezeli: 6.5 Mozgov è difficile da spostare, ma lui a volte ci riesce. Si dimostra un avversario tosto soprattutto in difesa, stoppa il lungo dei Cavs con un bel gesto atletico e 7 rimbalzi in 17′ non sono spicci. Decisamente meglio di Bogut, potrebbe continuare a trovare spazio nelle prossime uscite. Lee: 7.5 E’ lui il migliore giocatore dei Warriors. Ci avreste mai scommesso? Kerr lo mette in campo quasi come carta della disperazione, ed il buon David entra subito in partita. Bene in difesa e benissimo in attacco, 4/4 al tiro, 4 rimbalzi e 2 assist. Sembra poca roba, ma i numeri non spiegano quanto il #10 dei Warriors abbia cambiato la gara. Quando Kerr lo tira fuori Golden State crolla, quando rientra si rialza. Fa girare bene la palla, è lucido e dimostra doti da leader. Finora aveva segnato appena 18 punti in questi playoffs, ora sono 29 e potrebbe essere l’arma in più nel manico dei Warriors per il prosieguo della serie.

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