NBA Playoff Inside, II turno: la preview di Toronto Raptors – Miami Heat

NBA Playoff Inside, II turno: la preview di Toronto Raptors – Miami Heat

Due squadre reduci da serie-maratona collidono in questa sfida di secondo turno con in palio un posto alle finali di Conference. Pronostico tra i più incerti, ma la sensazione è quella di trovarsi davanti a una serie molto lunga.

Toronto Raptors

nationalpost.com

Quintetto: Kyle Lowry, DeMar DeRozan, DeMarre Carroll, Patrick Patterson, Jonas Valenciunas

Panchina: Bismack Biyombo, Cory Joseph, Norman Powell, Terrence Ross, James Johnson, Luis Scola, Jason Thompson, Delon Wright

Punti di forza mostrati nel I turno: I Raptors escono da una delle serie più difficili dei playoff finora, ma incontrano una Miami che anch’essa esce da una serie decisa a gara 7. Nel primo turno è stato fondamentale il lavoro sotto canestro di Valanciunas con 14 punti e 12 rimbalzi di media e sarà quindi molto importante lo scontro del Lituano contro il giovane Whiteside che, insieme a Draymond Green, ha insidiato Leonard per il titolo di miglior difensore dell’anno. Fondamentale per l’eventuale accesso alle finali di Conference per Toronto, sarà il fatturato offensivo di squadra e sopratutto di DeRozan e Lowry. In tutte le vittorie del primo turno i canadesi hanno sempre tenuto il proprio punteggio intorno ai 100 punti e il contributo delle 2 stelle è stato sempre superiore ai 40 punti complessivi. Se queste premesse verranno rispettate e dalla panchina arriveranno minuti importanti, Toronto potrà sfruttare il fattore campo per poter vincere la serie.

Punti di debolezza mostrati nel I turno:Il primo turno contro Indiana ha evidenziato 2 limiti per i Raptors: la difesa sugli esterni e le percentuali al tiro da fuori in trasferta. Hill e George sembravano a tratti immarcabili e hanno permesso a Indiana di allungare la serie fino a gara 7. Per quanto riguarda le percentuali al tiro da tre punti, notiamo una differenza netta tra il 28/30% delle partite di Indianapolis e il 40% abbondante di quelle in Canada; in una squadra dove il fatturato offensivo proviene sopratutto dalle mani degli esterni questo dato risulta fondamentale.

Miami Heat

fustorthepeople.com

Quintetto titolare: Goran Dragic, Dwyane Wade, Joe Johnson, Luol Deng, Hassan Whiteside

Panchina: Josh McRoberts, Gerald Green, Justise Winslow, Tyler Johnson, Dorell Wright, Josh Richardson, Udonis Haslem, Amar’e Stoudemire, Briante Weber

Punti di forza mostrati nel I turno:  Quella contro Charlotte si è rivelata una serie dai due volti, con gli uomini di Spoelstra in grado di raddrizzarla grazie ad una vittoria di carattere nella cruciale gara 6 in trasferta, per poi rifinire l’opera con un comodo successo che è valso il 4-3 finale. A rappresentare la costante della serie d’esordio degli Heat in questi playoff è stato il controllo di entrambi i tabelloni: 47 rimbalzi di media contro i 36 degli Hornets; il totem Whiteside leader nella classifica delle stoppate (quasi 4 a partita) e nelle percentuali dal campo (a un soffio dal 70%); una difesa solida in grado di tenere gli avversari al di sotto dei 100 punti in 6 dei 7 episodi della serie, seconda solo a quella degli inarrivabili Spurs, costruita sull’idea di mandare dentro gli esterni verso gli aiuti di Hassan e soci. Offensivamente il protagonista della serie, manco a dirlo, è stato capitan Wade, la cui classe ha di fatto deciso gara 6 con un canestro in fade away dei suoi. Positivo l’impatto della panchina, segnatamente di Winslow e Richardson, fondamentali per avere quell’iniezione di energia e atletismo in una squadra complessivamente agee.

Punti di debolezza mostrati nel I turno: Miami sembrava diretta a gonfie vele verso il passaggio del turno dopo le prime, agevoli gare in casa. La sorpresa è derivata dalla discontinuità, caratteristica che non dovrebbe far parte di una squadra esperta. Infatti, più che su di un discorso mentale, il punto interrogativo verte sulla tenuta fisica dei vari Johnson, Deng e Wade. Proprio quest’incognita porta ad una contraddizione all’interno del sistema Heat: pur avendo un’impalcatura moderna (4 esterni e un lungo) quelli della Florida vanno piano, a ritmo di 90 possessi a partita, proprio per rispettare i fisici spesso martoriati dagli infortuni delle sue stelle. Contro i loro prossimi avversari le basse velocità potrebbero comunque sopperire al gap di freschezza, puntando a sfide con pochi parziali dove l’esperienza dei lifer degli Heat possa essere determinante in finali punto a punto.

Pronostico Basketinside: Toronto Raptors in 7.

– di Nicola Malcontenti e Domenico Laudando

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