NBA Playoffs Inside I Turno: Golden State Warriors – New Orleans Pelicans

NBA Playoffs Inside I Turno: Golden State Warriors – New Orleans Pelicans

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GOLDEN STATE WARRIORS Quintetto titolare: Curry, Thompson, Barnes, Green, Bogut Il quintetto di Golden State che ritroviamo adesso è frutto di un grande lavoro di ricerca fatto dal coaching staff. Steve Kerr, che ha sperimentato molto a livello di lineups durante il campionato, ha trovato la quadratura del cerchio nel “panchinare” Andre Iguodala e David Lee rimpiazzandoli con Draymond Green e Harrison Barnes. Le due ali si son dimostrati eccezionali collanti tra difesa e attacco, importanti non solo nella metà campo offensiva dove tolgono pressione e puniscono i raddoppi su Curry e Thompson, ma forse ancora più efficaci quando ad attaccare sono gli avversari (menzione d’onore per Green, candidato a Difensore dell’Anno). A guidare l’attacco i già citati Splash Brothers, e dulcis in fundo, chiude il quintetto il ministro della difesa Andrew Bogut, voglioso di rivalsa dopo che l’ultima postseason dei Warriors venne condizionata dalla sua defezione prima della serie contro i Clippers. Panchina: Livingston, Barbosa, Iguodala, Holiday, Lee, Speights, Ezeli A capo delle seconde linee di Golden State, gli “ex titolari” Iguodala e Lee. Il primo garantisce completezza e efficacia in ogni zona del campo, mentre l’ex Knicks sopperisce alla poca capacità difensiva con tanti punti e tanti rimbalzi nelle sue sapienti e bianche mani. Altro pedone fondamentale nella scacchiera è l’ala Marreese Speights, che con il suo gioco in post e i suoi sonetti dalla media distanza, può notevolmente impensierire la difesa interna dei Pelicans. Menzione per due veterani come Leandrinho Barbosa e Shaun Livingston, gente che ne ha viste di battaglie e che porterà lungo il viaggio l’innegabile valore dell’esperienza. Se poi anche il fratello di Jrue (Justin) ed Ezeli riuscissero a dare un apporto superiore alle aspettative, gli Warriors sarebbero ufficialmente a cavallo.

Punti di forza:

La squadra di Oakland ha dalla sua il fattore campo, che mai come in palazzetti caldi come l’Oracle Arena può avere un valore così importante. Senza dubbio, il team di Kerr arriva molto riposato all’appuntamento contro NOLA, a differenza di quest’ultimi, provati sia fisicamente che psicologicamente dalla corsa all’ottavo posto fino all’ultimo secondo di mercoledì notte. Anche il fattore esperienza può incidere eccome in favore dei ragazzi della baia, già nel giro della postseason da 3 stagioni; non si può dire lo stesso degli avversari, molti dei quali alla prima apparizione playoff.

Punti deboli:

I numeri parlano da soli, è molto difficile trovare dei punti deboli in questa squadra, o almeno che possano influire in questa serie contro New Orleans. L’unico fattore che potrebbe minare le sicurezze dei Warriors è un eventuale infortunio dell’injury prone per eccellenza Andrew Bogut, vero e proprio santone della difesa in maglia blu. Ai blocchi di partenza, sembra la classica serie da “Non vincono nemmeno se muore mezza squadra”, anche se non bisogna mai dire mai nella vita,e soprattutto scommettere contro uno come Anthony Davis.

NEW ORLEANS PELICANS   Quintetto titolare: Tyreke Evans, Eric Gordon, Quincy Pondexter, Anthony Davis, Omer Asik Balza subito all’occhio la scelta di coach Monty Williams di mettere Tyreke Evans playmaker titolare della squadra per sopperire all’assenza di Jrue Holiday durante la stagione regolare: decisione quanto mai azzeccata, perché se i Pelicans sono ai playoffs lo devono in gran parte al polivalente giocatore ex Sacramento Kings, che ha saputo giostrare la squadra in maniera quasi impeccabile (6.6 assist di media nell’ultima stagione). La stella della squadra è Anthony Davis, che assieme al già citato Evans ha trascinato di peso i suoi Pelicans ai playoffs, capace di essere un fattore sia in attacco che in difesa, aiutato sotto le plance dall’acquisto estivo dell’ultima free-agency Omer Asik, centro molto sottovalutato che garantisce un solido contributo di punti e rimbalzi. Eric Gordon è un’incognita data la sua incostanza, ma quando è in ritmo, è un giocatore da minimo 20-25 punti assicurati con un tiro da tre punti eccezionale, marchio di fabbrica della guardia di New Orleans. A completare il quintetto, l’ala piccola Quincy Pondexter, che porta tanta sostanza difensiva, unita ad un tiro da tre molto efficace. Panchina: Jrue Holiday, Alexis Ajinca, Dante Cunningham, Norris Cole, Ryan Anderson, Luke Babbitt, Toney Douglas, Jimmer Fredette, Jeff Withey Ora che è tornato dal lungo infortunio, Jrue Holiday è pronto a dare una mano ai Pelicans ai Playoffs, ma lo farà partendo dalla panchina, stando almeno alle indicazioni dateci da Monty Williams in queste ultime partite di regular season. Norris Cole e Ryan Anderson sono le principali fonti di punti da cui attingere oltre a Holiday, il primo che da quando è arrivato in Louisiana ha cambiato totalmente marcia rispetto al brutto inizio di stagione con Miami, mentre il secondo è un’arma molto utile per New Orleans, dal momento che è lungo con mani molto dolci e con tiro da tre che da sempre lo ha caratterizzato. Alexis Ajinca e Dante Cunningham garantiscono energia sotto i tabelloni, mentre Luke Babbitt, Toney Douglas, Jeff Withey e Jimmer Fredette potrebbero essere le sorprese che non ti aspetti, quest’ultimo in particolare. Punti di forza: Le armi principali di New Orleans per provare ad impensierire Golden State sono il tiro da tre punti, in cui in particolare Gordon, Anderson e Pondexter dovranno farsi trovare pronti sin da subito, la difesa in area, dove Davis e Asik lasciano passare poco e niente, e il devastante pick-and-roll centrale Evans-Davis, che tanto bene ha portato quest’anno ai Pelicans, dettato soprattutto dalle qualità atletiche del lungo ex-Kentucky. Punti di debolezza: Le principali lacune di New Orleans sono nella difesa sul perimetro, ossia dove guarda caso Golden State fa le fortune del suo gioco: appare arduo che Evans e Gordon riusciranno a tenere difensivamente le terribili guardie dei Warriors, che possono segnare in qualsiasi modo. Inoltre, le due panchine non sono proprio la stessa cosa, con i Warriors che possono contare su una second-unit di primo livello, mentre i Pelicans, seppur con una panchina niente male, dovranno giocare al massimo delle proprie possibilità per competere. KEY FACTORS: Nel football americano, durante i playoff, è praticamente certo che si verifichi il classico scontro “Best offense meets best defense”. Sebbene sia presente il migliore attacco secondo molti insiders, non è sicuramente il caso della serie in questione, anche se è chiaro di come New Orleans debba alzare, e tanto, l’asticella dell’efficacia e dell’intensità difensiva. Le probabilità che Eric Gordon diventi Gary Payton e Curry tiri col 20% sono abbastanza scarse, meno impossibile sarà vedere, almeno per una gara, salire in cattedra Anthony Davis nel pitturato della propria metà campo. L’unico modo per non farsi calare le braghe già da gara 1 sarà proprio l’atteggiamento difensivo della squadra di Williams, altrimenti, citando Troisi, “Non ci resta che piangere”. PRONOSTICO BASKETINSIDE: I Warriors sono la squadra che più ha stupito e giocato meglio in quest’ultima regular season, toccando quota 67 vittorie, e francamente non si vede come i Pelicans possano quanto meno dare loro fastidio. Golden State in 5.

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