NBA Top & Flop: Gennaio 2019

NBA Top & Flop: Gennaio 2019

Chi si è guadagnato la nostra approvazione in questo primo mese dell’anno, e chi la nostra disapprovazione?

di Raffaele Guerini

TOP

James Harden (43.6 punti, 8.7 rimbalzi, 7.6 assist)

La stella di Houston è il più serio candidato a MVP stagionale al momento, nonostante l’agguerrita concorrenza. Nel mese di gennaio è riuscito a non scendere mai sotto i 32 punti segnati e ad abbattere la barriera dei 60 punti in un’occasione. Dopo un inizio di stagione difficile, Houston si è ripresa bene e viaggia al momento come quinta forza ad Ovest. Il rientro di Chris Paul è un indicatore importante per il resto della stagione dei Rockets, mentre attendiamo la chiusura della trade deadline: chissà che Houston non aggiunga qualche pezzo dell’ultimo minuto. Improbabile, dato che i Rockets sembrano aver ritrovato il ritmo giusto, però mai dire mai.

 

Joel Embiid (29.2 punti, 13.8 rimbalzi, 2.0 stoppate)

Joel sta mettendo decisamente il suo nome a disposizione per vincere il titolo di miglior giocatore, se non altro ad Est. Un mese monstre per il centro di Philadelphia, con una partita da 6 stoppate nel mezzo (contro i Knicks). Due partite saltate, perché comunque Joel resta un giocatore dal fisico talvolta delicato, ma questa stagione sta giocando senza freno a mano medico, forse davvero per la prima volta nella sua carriera. I Sixers però si trovano comunque al quinto posto ad Est: forse troppo in basso per quello che ci si aspettava ad inizio stagione, ma la pausa dell’All Star Game servirà a dare la spinta decisiva per la fine della stagione. Arrivato via trade anche Tobias Harris, vedremo come uno dei migliori giocatori dei Clippers si integrerà negli schemi di Philly.

 

Russell Westbrook (23.1 punti, 11.2 rimbalzi, 12.2 assist)

Mister Tripla Doppia (impossibile trovare un nome diverso per Russell) è l’unico giocatore NBA a chiudere il mese di gennaio con una tripla doppia di media (successo in tutti i mesi della stagione finora, escluso ottobre). I Thunder si trovano al terzo posto ad Ovest non per caso, dato che la loro attuale stagione può essere considerata un successo da ogni punto di vista. Paul George è tornato il giocatore che portò i Pacers tra i posti alti della NBA, Steven Adams è uno dei lunghi più solidi della lega, magari non nei numeri impressionanti ma nella capacità di tenere botta contro qualsiasi avversario. Russell, infine, è il generale sul campo di questi Thunder: sempre un volume di tiri altissimo con percentuali non spettacolari, ma nemmeno lo spara-mattoni che qualcuno critica tanto.

 

Luka Doncic (22.4 punti, 8.1 rimbalzi, 6.4 assist)

Finisce in ogni classifica, pure quella delle votazioni per l’All Star Game: ci sarà pure tanta hype attorno allo sloveno teenager, ma giudicarla esagerata è davvero, davvero difficile. Gennaio resterà nella memoria di Luka per moltissime ragioni: le sue prime triple doppie sono arrivate entrambe a pochi giorni di distanza (l’aveva sfiorata in precedenza ma mai raggiunta); con una pazza trade, i Mavericks si sono assicurati le prestazioni di Kristaps Porzingis, ora infortunato ma che tornerà la prossima stagione. La tradizione degli europei continua a Dallas, con i tifosi che sperano possano seguire le orme di Dirk Nowitzki, capace di vincere un premio come MVP stagione e un titolo NBA nei suoi anni in Texas. Luka ha le carte in tavola per diventare uno dei migliori europei a calcare un parquet NBA e la gente lo percepisce: non si diventa uno dei giocatori più votati dai tifosi NBA per caso.

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