Oklahoma City Thunder Preview: sarà l’anno buono?

Oklahoma City Thunder Preview: sarà l’anno buono?

Commenta per primo!
http://cdn.fansided.com

Continua la nostra rassegna di preview per la stagione NBA 2015-16. Oggi illustreremo gli Oklahoma City Thunder, squadra a cui negli ultimi anni è sempre mancato soltanto un centesimo per completare il dollaro (alias l’anello). Dopo un anno travagliato, causa infortuni delle principali star, e terminato senza play-off, i Thunder si affacciano alla nuova stagione con molte aspettative. Analizziamo il loro roster:

Roster:

Nome Pos. Età Altezza (m) Contratto ($)
0 Russell Westbrook PG 26 1,91 $16,744,218
2 Anthony Morrow SG 30 1,96 $5,138,430
3 Dion Waiters SG 23 1,93 $5,138,430
4 Nick Collison PF 34 2,08 $3,750,000
5 Kyle Singler SF 27 2,03 $4,500,000
6 Steve Novak SF 32 2,08 $3,750,001
9 Serge Ibaka PF 26 2,08 $12,250,000
11 Enes Kanter C 23 2,11 $16,407,500
12 Steven Adams C 22 2,13 $2,279,040
14 D.J.Augustin PG 27 1,83 $3,000,000
21 Andre Roberson SG 23 2,01 $1,210,800
22 Cameron Payne PG 21 1,91 $2,021,520
33 Mitch McGary PF 23 2,08 $1,463,040
34 Josh Huestis SF 23 2,01 $1,140,240
35 Kevin Durant SF 27 2,06 $20,158,622

Starting five: Westbrook, Roberson, Durant, Ibaka, Adams

Head Coach: Billy Donovan, per 20 anni coach dei Florida Gators, al suo esordio in una panchina NBA quest’anno

Arrivi: Cameron Payne (via Draft), Josh Huestis (via D-League)

Partenze: Jeremy Lamb (Charlotte Hornets), Perry Jones III (Boston Celtics)

L’anno scorso parlavamo di OKC come di una delle grandi favorite per l’anello, ma qualcosa sicuramente è andato storto visto che sono arrivati noni nella Western Conference. L’infortunio di Durant (appena 27 presenze totalizzate lo scorso anno), gli acciacchi di Westbrook e Ibaka (rispettivamente 67 e 64), le difficoltà della panchina hanno fortemente compromesso la stagione appena trascorsa, ma quest’anno i Thunder si presentano più agguerriti che mai.

Un solo cambio importante: il nuovo coach, Billy Donovan, grandissimo allenatore in ambito NCAA ma all’esordio in una panchina NBA, al posto del mai pienamente convincente Scott Brooks, che è sempre sembrato troppo “Dynamic Duo” dipendente, specialmente nei momenti decisivi delle partite, e mai in grado di gestire al meglio l’aspetto offensivo del gioco con la palla a spicchi. Sarà il centesimo che manca per raggiungere il dollaro? Ai posteri l’ardua sentenza, ma sicuramente le premesse sono buone, come le cinque vittorie in cinque partite di preseason, o finalmente nuovi schemi offensivi (che analizzeremo in seguito).

Westbrook nella scorsa stagione ci ha deliziato con prestazioni statistiche da far strabuzzare gli occhi, con numeri “Oscar Robertsoniani” come la quasi tripla doppia di media mantenuta negli ultimi tre mesi, potendo fare la voce grossa senza (passatemi il termine) “l’ingombro” di KD35, che torna dall’infortunio voglioso di dimostrare di essere ancora l’MVP, e una delle chiavi di quest’anno sarà proprio il rapporto fra le due grandi stelle. Una percezione comune infatti è quella di un Westbrook stanco di essere nel cono d’ombra di Durant, e risultarne semplice controaltare, ma imperioso nel voler dimostrare di essere la vera guida del team: starà a Donovan riuscire a trovare il giusto equilibrio fra due dei più forti giocatori dell’NBA attuale. Il reparto guardie si completa con Waiters, altalenante ma con ottime potenzialità, Andre Roberson, uno dei migliori difensori perimetrali della lega e battezzato dai fan “the new Thabo Sefolosha”(partirà nello starting five per dare stabilità difensiva al team ma difficilmente giocherà più di 20-25 minuti a partita), Anthony Morrow, tiratore spaziale usato anche come tweener (ovvero sia da guardia che da ala piccola) per un gioco offensivo più spumeggiante, e i due playmaker di riserva, il sempreverde DJ Augustin e il rookie Cameron Payne, entrambi migliori nell’aspetto offensivo del gioco.

Reparto lunghi: ad oggi, dati per scontati Durant-Ibaka nelle posizioni 3 e 4, gli indizi portano per Steven Adams nel ruolo di centro titolare, con Kanter dalla panchina. Scelta azzardata, viste le stats del centro turco (18.7+11 in 26 partite con OKC)? A mio modesto parere no: Adams è un difensore di tutt’altro livello, nonchè un ottimo rollante con blocchi granitici, sebbene con problemi dalla linea della carità. Al contrario Enes è sicuramente un giocatore offensivo spaziale e completissimo, capace di giocare sia pick&roll che pick&pop come pochi altri nella lega, ma difensivamente presenta molte lacune, difficilmente accettabili per una contender assoluta. Proprio per questo il compromesso mi pare giusto: dalla panchina Kanter porta punti e early offense, mentre da titolare Adams garantisce organicità alla difesa. Ciò oltretutto si sposa bene con un Ibaka sempre più esterno nel proprio gioco: lo scorso anno ha sorpreso quasi tutti, segnando quasi una tripla e mezza a partita con un ottimo 37,6%, e dimostrandosi un vero e proprio stretch four, fondamentale in una lega sempre più three-pointer oriented. Dalla panchina partirà inoltre il sophomore McGary, che quando ha avuto spazio si è sempre dimostrato ottimo, con un ottimo connubio difesa-attacco, e che pian piano sta rosicchiando i già pochi minuti riservati al veterano Nick Collison. Infine abbiamo Kyle Singler, buon 3&D, come riserva di Durant, e Steve Novak e Josh Huestis a completare il roster.

Insomma: le premesse ci sono, sapranno dimostrare che questo è il loro anno? Di contro c’è una Western Conference sempre più agguerrita, di pro c’è sicuramente la voglia di rivalsa.

Possibile sorpresa: io giocherei i miei due dollari su Billy Donovan, nel difficile ruolo di dover dimostrare fin da subito di essere all’altezza del ruolo. Con tutte le sue pecche, Brooks aveva comunque dato una forte impronta alla squadra, sia dal punto di vista difensivo, che all’interno dello spogliatoio. La gestione comunque degli ultimi possessi, e in generale un gioco offensivo troppo incentrato sul tandem più forte della lega, sono risultati le vere mancanze di OKC negli ultimi anni, e una ventata di aria fresca era proprio quello che serviva.

Pronostico: 60 vittorie sembra essere il target da raggiungere, ed il trovarsi comunque nella division più facile della conference aiuterà certamente a raggiungere il risultato. Questione playoff: le aspettative sono alte, e la finale di Conference, con conseguente sfida extra-lusso con i Warriors, o gli Spurs, o i Clippers, pare raggiungibile. Chissà se, superato questo fatidico scoglio, si possa finalmente raggiungere l’agognato anello.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy