Vite da NBA: Derrick Williams, troppo talento (ancora) inespresso

Vite da NBA: Derrick Williams, troppo talento (ancora) inespresso

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“LOOK OUT BELOOOWWW!!! OHHHH, IF YOU DON’T LIKE THAT, YOU DON’T LIKE NBA BASKETBALL!!!” Citiamo lo storico commentatore dei Sacramento Kings Grant Napear per cominciare questo articolo ed introdurre il personaggio di cui oggi si andrà a parlare.

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Derrick LeRon Williams nasce il 25 maggio 1991 a La Mirada, città di 50mila abitanti vicina a Los Angeles, California, uno dei luoghi di maggior riferimento per quanto riguarda il panorama cestistico americano. Dopo aver frequentato il liceo cittadino alla “La Mirada High School”, Derrick decide di iscriversi all’università di Arizona, preferendo i Wildcats a università come UCLA e USC: dopo due ottime annate in cui fa registrare complessivamente 17.8 punti, 7.8 rimbalzi, 0.9 assist, 0.8 palle rubate e 0.7 stoppate in 29.2 minuti a partita, tirando col 58,6% dal campo e il 42,5% da tre, vincendo anche il premio di miglior giocatore della Pac-12 nel 2011, si rende eleggibile al Draft del 2011.
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Proprio al draft parecchie squadre mettono gli occhi su di lui, tanto che i Minnesota Timberwolves con la seconda chiamata assoluta –scelta più alta nella storia della franchigia- decidono di selezionarlo, dato il suo enorme potenziale, il suo esplosivo atletismo, che lo rende uno schiaccitore eccezionale, e la sua duttilità, capace di ricoprire sia il ruolo di ala piccola tanto quanto quello di ala grande. In estate, firma il suo primo accordo di sponsor con l’Under Armour, che non si fa scappare l’opportunità di mettere sotto contratto la giovane stella. Nella sua prima stagione in NBA, Derrick parte dalla panchina come vice Kevin Love, avendo il compito di portare punti e forze fresche sul parquet: partecipa al Rising Stars Challenge assieme al suo compagno di squadra Ricky Rubio e anche allo Slam Dunk Contest, in cui ottiene il 19% dei voti. Chiude la sua prima stagione a 8.8 punti e 4.7 rimbalzi in 21.2 minuti di utilizzo, un bottino tutto sommato soddisfacente per un rookie.
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Nella seconda stagione tra i professionisti, complice un lieve aumento di minutaggio (24.6 minuti), Derrick Williams aumenta le sue medie statistiche che a fine stagione saranno di 12 punti e 5.5 rimbalzi, che tuttavia non convinceranno del tutto la dirigenza, la quale dopo due stagione si aspettava un’esplosione che realmente non è mai avvenuta, complice qualche frattura con l’allenatore e qualche comportamento non sempre esemplare. E infatti, all’inizio della sua terza stagione, dopo soli undici partite, il buon Derrick viene scambiato per Luc Richard Mbah a Moute dei Sacramento Kings, giocatore esperto ed affidabile, ma non comparabile a livello di talento del nostro ragazzo. La trade con Sacramento è un toccasana per Derrick Williams, che già al debutto con la nuova squadra mette a referto 12 punti, 6 rimbalzi e 4 assist nella sconfitta all’overtime con i Los Angeles Clippers, trovandosi apparentemente molto bene con i nuovi compagni; qualche settimana più tardi, realizza il suo nuovo career-high di 31 punti contro i Dallas Mavericks. A fine anno, chiude con 8.5 punti e 4.4 rimbalzi, con il 43,7% dal campo in 24.7 minuti: queste statistiche sembrano essere il preludio alla cosiddetta stagione della consacrazione per Williams, che sembra essere alle porte della stagione 2014-2015. Tuttavia, nella sua quarta stagione NBA, il prodotto di Arizona fatica ancora ad esprimersi come potrebbe e vorrebbe, complice anche un calo considerevole di minutaggio dovuto alla travagliata stagione della sua squadra, che era partita lanciata per una possibile qualificazione ai Playoffs, per poi ritornare nei bassifondi della Western Conference. La quinta stagione di Derrick Williams appare cruciale, perché questo potrebbe essere l’ultimo treno a sua disposizione: dopo averne già persi troppi, meglio dunque mettersi al lavoro. Il talento smisurato di questo ragazzo non si discute: va solo inserito nel giusto contesto di squadra, rendendolo il più possibile protagonista e parte del progetto. Chissà se proprio nei nuovi Sacramento Kings di coach George Karl, Derrick Williams riuscirà ad esplodere definitivamente mettendo in mostra tutto il suo talento: noi ce lo auguriamo, per il suo bene, perché un simile talento non va sprecato. Anzi.

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