Vite da NBA: Jeremy Lamb

Vite da NBA: Jeremy Lamb

nbapassion
E’ la sera del 27 ottobre 2012, una tranquilla giornata di pre-season con la stagione regolare ormai dietro l’angolo. Tutte le dirigenze aspettano quindi, nella totale tranquillità, l’inizio della stagione…tutte tranne una. Sam Presti, GM dei Thunder, ha infatti un bel problema da risolvere: il contratto di James Harden. La dirigenza ha già formulato numerose offerte, arrivando ad offrire un quadriennale da 55 milioni totali, ma niente da fare, la risposta di Harden e del suo agente è sempre stata la stessa: ” O il massimo, oppure se ne riparla la prossima estate “. Sam non vuole riparlarne, e rimane fermo sulla sua volontà di non offrire il massimo salariale ad Harden. La soluzione è quindi una sola: spedire Harden altrove e cercare di ricavare il più possibile. Nelle ultime settimane erano arrivate tante proposte a Presti, ma in particolare una lo aveva colpito, quella degli Houston Rockets. Morey era infatti pronto ad offrire una scelta al Draft, Kevin Martin e Jeremy Lamb. E allora si forma nella mente del buon zio Sam quello che sarebbe stato lo sviluppo futuro dei Thunder dopo la trade : ” Allora, la scelta la trasformiamo in un lungo al Draft. Martin dalla panchina per questo primo anno non dovrebbe darci troppo meno di Harden, poi scade e anno prossimo lanciamo Lamb da scorer dalla panchina. ” Sam e il preparatissimo reparto scouting dei Thunder avevano già seguito Jeremy prima del Draft. Aveva segnato 17 punti di media nella scorsa stagione a UConn, ed era forse uno dei migliori scorer puri del Draft…però, con Harden e Sefolosha, non c’era spazio per lui, e in più sarebbe stato scelto prima del loro turno. Con l’addio di Harden, lui e Martin sarebbero stati perfetti per cercare di mantenere stabili gli equilibri che avevano portato i Thunder alle Finals nella stagione precedente, e in più si liberava una buona fetta di cap cosi da poter rinnovare Ibaka senza troppi problemi. Apparentemente, un piano perfetto. Apparentemente. Lamb non si è mai dimostrato all’altezza del ruolo che Presti aveva designato per lui. Certo, non ne ha avuto neanche la possibilita, trovando spazio in fasi alterne e mai in maniera continua…sembra assurdo, ma OKC, la squadra che aveva raggiunto le Finals con un’età media poco superiore ai 24 anni, non era più una squadra per i giovani e oltre a lui anche Perry Jones, talento d’elite ai tempi di Baylor, ne aveva subito le conseguenze. Ma forse, c’è ancora tempo.
cloudfront.net
Facciamo però ora un passo indietro: Jeremy nasce il 30 Maggio 1992 a Norcross, in Georgia, ed è il terzo di quarto fratelli. Il padre, Rolando Lamb, è un prete cristiano, ma anche lui aveva praticato la pallacanestro ottenendo tra l’altro buoni risultati. Dopo aver giocato 4 anni nel college di VCU era anche scelto al Draft dai Seattle Supersonics al terzo giro del Draft 1985, non riuscendo però mai a giocare un minuto in NBA e decidendo quindi di darsi alla vita ecclesiastica. Il basket è sempre stato, come la chiesa cristiana, nella vita dei quattro fratelli Lamb: infatti, oltre a Jeremy, anche suo fratello minore Zach ha ottenuto una borsa di studio a Cal State, non riuscendo però ad arrivare al piano di sopra. Giocò anche un’ottima stagione da freshman, ma successivamente decise di intraprendere la professione di ” artista ” ( sembra, tra l’altro, cavarsela anche abbastanza bene ). In tanti han provato a diventare professionisti nella famiglia Lamb, Jeremy è stato l’unico a riuscirci. Jeremy inizia quindi a giocare a basket fin da piccolo, ma la sua vera carriera cestistica inizia nella Norcross High School, dove diventa capitano già dal suo primo anno. Il suo talento esplode però nella sua ultima stagione liceale, nella quale guida la sua scuola con 20 punti e 6 rimbalzi di media ad un record di 27-3 e al titolo regionale. Per Lamb diventa quindi possibile ottenere una borsa di studio per un college, magari non in un ateneo molto blasonato; tuttavia, partecipando ad un camp estivo, viene notato da James Calhoun, l’ex allenatore di UConn. Calhoun rivede Rip Hamilton nel gioco di Lamb e, essendo lui l’allenatore che ha forgiato Hamilton come giocatore, vuole assolutamente Jeremy nella sua squadra. Jeremy, naturalmente, accetta.
bleacherreport.net
Inizia quindi l’avventura del nostro Geremia nella University of Connecticut, dove troverà fin da subito una squadra di altissimo livello pronto a lottare per il titolo Nazionale. Coach Calhoun aveva infatti a disposizione giocatori come Alex Oriakhi, Shabazz Napier, Roscoe Smith ma soprattutto la superstar Kemba Walker, unico sicuro del posto al piano di sopra; tuttavia Lamb trova fin dalle prime partite un posto in quintetto e ottiene man mano più responsabilità, e nonostate la non ottima stagione regolare di Uconn chiude la stagione con 11 punti e circa 5 rimbalzi di media. Molti scout NBA iniziano quindi a notarlo, e il nome di Lamb inizia ad apparire in qualche mock draft, nonostante avesse reso chiaro fin da subito che non si sarebbe dichiarato per il Draft 2011.
zimbio.com
La cavalcata di UConn nel torneo NCAA è trionfale, e sorprendente. Lamb e Walker alzano ulteriormente il loro livello di gioco: Jeremy segna 24 punti nella partita delle Sweet16 contro San Diego State, e arriva alle Finals 4 con 16 punti di media e 11/15 da 3 nel torneo ( nessuno mai ero riuscito in tale impresa ). Gli Huskies arrivano all’appuntamento finale della stagione da sfavoriti contro Kentucky, ma riescono anche questa volta nell’impresa riuscendo a sconfiggere la squadra di coach Calipari per 56 a 55 in una bellissima partita. L’unico ostacolo tra UConn e la vittoria del torneo diventa il modesto college di Butler allenato da Brad Stevens, che viene però spazzato via per 53-41. Gli Huskies sono, contro ogni pronostico, campioni nazionali.
ucon.edu
Dopo il titolo dell’anno precedente, Lamb decide di rimanere a UConn anche per l’anno da Sophomore. Con l’addio di Walker, Lamb diventa la prima opzione offensiva di coach Calhoun nonostante l’arrivo del super prospetto Andre Drummond, che mostra però da subito i suoi limiti nella metà campo offensiva. La stagione di UConn non è esaltante e si chiude con una prematura eliminazione al primo turno del torneo, tuttavia le quotazioni di Lamb crescono vertiginosamente; il nativo di Norcross chiude infatti con le medie di 17.7 punti con il 49% al tiro e 4.9 rimbalzi, attestandosi definitivamente come uno dei migliori giocatori della nazione. E quindi, di conseguenza, salgono anche le sue quotazioni nei mock Draft ( molti lo danno addirittura nelle prime 6/7 scelte ). Lamb decide di non rischiare un altro anno, e di dichiararsi per il Draft 2012 sapendo che sarebbe stato scelto sicuramente in lottery. A prenderlo, con la scelta n.12 è Houston, ma Jeremy non giocherà neanche una partita con la maglia dei Rockets. Dopo due mesi arriva la famosa trade che porta Harden a Houston, e Lamb è spedito dai campioni della Western Conference in carica, i Thunder di Kevin Durant e Russell Westbrook.
knowconcussion.org
Davanti a lui nelle rotazioni ci sono Thabo Sefolosha e Kevin Martin e quindi Lamb passa la prima stagione giocando solo esclusivamente in garbage time. Forse si sarebbe aspettato qualcosa di meglio, ma per un rookie fare di più in una contender è difficile, soprattutto se davanti a te hai il pupillo del tuo coach e uno dei migliori “6th man” di quest’epoca. La stagione dei Thunder si chiude con un’imprevista eliminazione al secondo turno per mano dei Memphis Grizzlies, complice l’infortunio di Westbrook che comunque non porta benefici al minutaggio di Jeremy. Ma la stagione 2014 inizia con ben altre premesse. Martin scade e firma con i T’Wolves e il declino di Sefolosha è ormai evidente. L’idea diffusa è quella che Lamb si sarebbe affermato come 6 uomo e come leader offensivo della second unit, come fatto da Harden prima e da Martin nell’anno precedente…purtroppo, la stagione di Lamb sarà ben diversa. Si, gioca 1000 minuti in più, segna anche 8.5 punti di media, ma non fornisce mai il contributo che realmente serviva ad OKC, che viene sconfitta da San Antonio nelle Finali di Conference. Cominciano quindi ad esserci dubbi sul reale potenziale di Lamb, che vengono poi confermati durante la stagione 14-15, disastrosa per i Thunder, e forse ancora più disastrosa per Jeremy che perde ulteriormente minuti e che non mostra passi avanti nel suo gioco. La carriera di Jeremy è quindi ora ad un bivio, e le prossime 2-3 stagioni saranno decisive. Tutti sanno quello che può fare, lo ha già dimostrato, ha già dimostrato di poter star benissimo in questa lega. Forse, era un problema il rapporto con Brooks? Lo scopriremo presto, visto che Brooks è appena stato esonerato da Presti e che l’allenatore dei Thunder nella prossima stagione sarà Billy Donovan. Forse ha bisogno di cambiare ambiente, e magari di andare in una squadra in ricostruzione? Quel che è certo è che Jeremy Lamb ha ancora tanto, tantissimo tempo per raddrizzare la sua carriera, avendo solo 23 anni. Sta a lui, lavorare sul gioco e prendere le decisioni giuste per la sua carriera, per essere almeno ricordato come un giocatore di buon livello NBA. Altrimenti, sarà ricordato come ” quello buggato in NBA2k14 ” o come quello a cui Westbrook lanciava brutte occhiate. Believe in Jeremy, e HappBDay!

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy