Vite da NBA: Jerry West, The Logo

Vite da NBA: Jerry West, The Logo

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simbolo

/sìm•bo•lo/

sostantivo maschile

Segno corrispondente a contenuti o valori particolari o universali. Sinonimi: Logo.

 

Se oggi dovessimo chiedere ad un qualunque ragazzino appassionato di basket chi sia quell’omino stilizzato in bianco nel logo della NBA, lui risponderà quasi sicuramente “Boh. Micheal Jordan?”.

No, bocciato.

Ma, per certi versi, la sua risposta può essere comprensibile. Da sempre, o meglio dagli anni ’90 in poi, si è preso come segno di riconoscimento universale del Gioco il 23 dei Bulls. In lui si possono riconoscere la fusione quasi perfetta dei fondamentali dello sport. Però ci fu un giocatore, a cavallo tra gli anni ’60 e ’70, che in un certo senso rivoluzionò il gioco ancor prima di His Airness. Uno che, mentre quasi tutti tiravano nei più svariati stili, aveva uno jump shot come lo definiamo oggi. Uno che sapeva palleggiare magistralmente con entrambe le mani quando in NBA c’era ancora gente che la sinistra non la usava neanche per mangiare. Uno che la NBA nel 1969 ha scelto per rendersi riconoscibile in tutto il mondo. Jerry West, The Logo.

1 titolo NBA nel 1972, 1 MVP delle Finali nel 1969 (vincitore della prima edizione ed unico della squadra seconda classificata nella storia della NBA), 1 MVP dell’All Star Game nel 1972, Miglior Marcatore nel 1970, Miglior Assistman nel 1971, 14 convocazioni All Star, 10 All-NBA First Team, 4 NBA All-Difensive Team, Hall of Famer. Ha toccato i 31.3 punti di media a partita giocando da Playmaker e senza il tiro da tre. Le sue peggior stagioni sono quelle da Rookie e le ultime due in carriera. Nelle altre non è mai sceso sotto i 26 punti, i 4 rimbalzi e i 5 assist di media a partita.

Il soprannome Mr Clutch lo deve molto probabilmente all’incredibile Finale del 1969, persa 108-106 contro i Celtics di Bill Russel dopo un’incredibile ultimo periodo vinto dai Lakers 17-30 sotto la guida di un formidabile West, che a fine partita vedrà sul referto 42 punti, 13 rimbalzi e 12 assist, prestazione che gli varrà l’MVP nonostante la sconfitta, unica volta nella storia. Secondo miglior marcatore di sempre dei playoff con 29.1 punti di media, dietro solo a Michael Jordan. Ha giocato sempre e solo con i Lakers, che hanno ritirato la sua maglia n.44, e per i quali è stato dirigente, guadagnandosi anche il premio di Executive of the Year nel 1995 (ne vinse un’altro anche nel 2004 ma come GM dei Grizzlies).

Giocatore di un’intelligenza unica, stimato da compagni e avversari, stakanovista di prima categoria, celebre è la sua citazione “You can’t get much done in life if you only work on the days when you feel good”.

Oggi è il suo compleanno ed è giusto che tutto il mondo del basket gli dedichi un meritato tributo.

Happy birthday Mr. Clutch!

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