Vite Parallele: #WeTheNorth

Vite Parallele: #WeTheNorth

Il Velociraptor si è svegliato e fa paura.

A Toronto è successo qualcosa di strano, fino a pochi anni fa impensabile.

La squadra che storicamente ha spesso ricoperto il ruolo di cenerentola dell’Atlantic Division si trova oggi a poche giornate dalla conclusione della regular season non solo a vincerla, ma addirittura a contendere a LeBron e compagni il ruolo di prima potenza della Eastern Conference.

Impensabile? Probabilmente si.

Eppure il Velociraptor, simbolo della squadra, si è infine svegliato e fa paura.

L’era di Vince Carter è stata entusiasmante ma fugace e con Chris Bosh società e squadra non sono mai riuscite a sfruttare potenziale e risorse a disposizione per incidere profondamente nella lega; molti tifosi di Toronto continuano a domandarsi che cosa sarebbe successo SE alla prima chiamata della Draft Lottery del 2006 David Stern avesse pronunciato un altro nome (Aldridge, Rondo, Roy, Millsap) invece di quello del nostro connazionale Andrea Bargnani.

Con i se e con i ma non si fa la storia, lo sa bene la dirigenza Raptors che invece di demoralizzarsi e arrendersi non ha mai smesso di lavorare con impegno e perizia fino ad ottenere una squadra altamente competitiva e soprattutto carismatica, guadagnandosi il grande merito di aver dato un’ IDENTITA’ alla franchigia, riassumibile nell’ormai celebre #WeTheNorth.

Sfruttando il fascino misterioso e selvaggio del “Grande Nord” dato dalla Storia e riportato in auge dalla celebre serie televisiva “Game of Thrones”, la dirigenza dei Raptors, con un’operazione di marketing titanica, è riuscita a sfruttare a proprio vantaggio quella che è sempre stata la condizione sfavorevole e la sfortuna della squadra di essere l’unica al di fuori degli stati federati degli U.S.A. con notevole abilità. La campagna “We The North” ha dato ai tifosi una voce con cui identificarsi, l’Air Canada Center di Toronto è sempre tutto esaurito e dal punto di vista economico è stato un completo successo.

Il mercato dei Raptors infatti è in rapida e continua espansione, in patria come all’estero, con grande attenzione all’Oriente, specialmente alla Cina, per via della grande comunità cinese residente nella città di Toronto e in Canada.

 

warsaw.sportsblog.com

 

A completare la definitiva rinascita dei Toronto Raptors è stata la maestria nell’effettuare scelte mirate sul mercato per ottenere un roster di primissimo ordine, puntando su giocatori esperti e giovani scommesse 

L’intelligenza di un veterano rodato come Scola, la sensibilità sotto canestro del lungo lituano Jonas Valanciunas, che dopo aver eliminato la nostra nazionale ed essersi qualificato per le Olimpiadi di Rio de Janeiro sembra aver trovato la giusta quadratura anche oltreoceano, sono solo alcune delle scommesse vinte sul parquet dalla società.

In questo momento però, sono due i leader di questa franchigia:

DeMar DeRozan, 201cm x 100kg, nona scelta assoluta della Draft Lottery 2009, con 23.7 punti a partita e 4 assist sta sicuramente vivendo il momento di massima forma della sua carriera.Giocatore da isolamento e penetrazione, è riuscito quest’anno a migliorare molto nella gestione dell’azione, aumentando la pericolosità del suo gioco e risultando meno attaccato alla palla che nelle passate stagioni.

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La potenza e il corpo scolpito uniti alla sua rapidità e capacità di elevazione sembrano essere finalmente in perfetta simbiosi con la testa del giocatore che, come dimostrato dal divertente siparietto a Londra prima della partita contro Orlando di gennaio, certamente non sarà mai un professore di matematica, ma che, con la seconda convocazione all’All- Star Game del 2016, sembra finalmente esser stato consacrato tra le stelle della lega.

Sorridente e divertito per i problemi di calcolo di DeMar, primo a sbeffeggiarlo e punzecchiarlo, ma anche ultimo ad abbandonarlo in campo durante i momenti più difficili delle partite è la vera sorpresa di Toronto di quest’anno Kyle Lowry.

Compagno in campo ma soprattutto grande amico fuori, 183cm x 93kg, scelta numero 24 della Draft Lottery 2006 (ebbene si la stessa del nostro Andrea Bargnani) dopo alcune stagioni incolori a Memphis e a Houston, finalmente è a Toronto che è esploso in tutto il suo talento e l’infinito agonismo.
Chiude la stagione 2013/2014 a 17.9 punti e 7.4 assist a partita, ma la consacrazione arriva nella stagione successiva dove arriva la prima convocazione all’All Star Game per il prodotto di Villanova. Chiude la stagione a 17.8 punti di media portando i suoi Toronto ai Playoffs.
Il giocatore sembra essere nel momento migliore della carriera e la squadra sembra pronta a giocarsi il ruolo di mina vagante della Eastern Conference ai Playoffs, e invece no. Toronto prende un sonoro 4-0 da Washington e Lowry chiude la serie con 12 punti di media tirando con appena il 30% dal campo.

Sembra che l’arrivo dell’estate 2015 coincida con la fine della squadra del Grande Nord e di Lowry.

Ma poi…

http://espn.go.com/

 

Bro is that Kyle Lowry?” (“Ehi! Quello è Kyle Lowry?”), “Skinny Kyle Lowry” (Kyle Lowry scheletrico). E’ il 5 agosto 2015 e questo è il commento istintivo di J.J. Redick vedendo una foto postata da O’Quinn di Lowry. Redick, giocatore di grande intelligenza cestistica sa infatti cosa può voler significare la perdita di 7kg da parte del giocatore dei Raptors. Voce del verbo Dominare.

Nella stagione 2015/2016 che sta per concludersi Lowry sta decisamente volando, mettendo a referto 21.5 punti con 6.5 assist a partita e posizionandosi al secondo posto per le rubate (2.1).
E’ inoltre alla settima posizione per quanto riguarda il Real Plus-Minus a 7.35 saldamente davanti a un mostro sacro quale Kevin Durant. Ha ottenuto la convocazione per l’All-Star Game 2016 partendo addirittura da titolare, sintomo che ormai il suo talento è riconosciuto e apprezzato dai milioni di fans dell’NBA del mondo.

Mancano ormai pochi giorni all’inizio dei Playoffs 2016, l’incubo dell’edizione passata sembra ormai metabolizzato e la sfida ai Cleveland Cavaliers è lanciata. Se Lowry riuscirà a ripetere la partita del 26/02/2016 dove ha fatto registrare il massimo personale in carriera di 43 punti con il canestro della vittoria a un secondo dal termine in faccia a quel fastidioso difensore che è Dellavedova allora la squadra dell’Eastern Conference nella Finale NBA potrebbe non essere scontata.

Toronto sta vivendo un sogno, non svegliamola.

http://z1035.com/
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