Appunti Universitari #17

Appunti Universitari #17

Purtroppo due gravi infortuni, quelli di Tre Jones e di Pierfrancesco Oliva, hanno funestato l’ultima settimana mentre Virginia e Texas Tech viaggiano su mondi paralleli e Markus Howard sforacchia le retine…

di Carlo Perotti
l'infortunio di Jones
l’infortunio di Jones

Devastante… semplicemente devastante l’infortunio alla spalla di Tre Jones per i sogni dei Blue Devils che, in attesa di sapere se è recuperabile o meno entro il fine della stagione (difficile), hanno perso il giocatore più essenziale per il loro gioco, perché è vero che gli altri tre freshmen sono stati più cavalcati dalla stampa e dai tifosi ma Jones era colui che faceva realmente la differenza. Non solo mettendo in ritmo i tre tenori Zion Williamson, RJ Barrett e Cam Reddish in modo da farli rendere al meglio ma Tre era anche l’architrave di una difesa di Duke finalmente aggressiva ed efficace come non si vedeva da qualche anno. Anzi ripetiamolo tutti quanti in coro: Tre Jones è il miglior play difensivo mai visto a Durham.

Ed ora chi andrà ad occupare il suo posto in cabina di regia? L’unico play di ruolo a roster è Jordan Goldwire che sicuramente è un buon difensore ma anche un gregario da 5-10 minuti a partita, Cam Reddish e Alex O’Connell sono esterni più portati al tiro e soffrirebbero spostati nell’impostare il gioco e peraltro O’Connell è anche un difensore mediocre. Molto probabilmente toccherà così a RJ Barrett a prendersi la responsabilità, lo ha fatto anche nella sconfitta con Syracuse soffrendone non poco, ha talento e personalità strabordante, persino troppa tanto da finire spesso in Hero Ball Zone. La prima prova senza Tre Jones contro la celeberrima zona 2-3 di Cuse è andata male con percentuali disastrose da tre (Barrett 4 su 17 Jack White 0 su 10!) e la prossima è persino peggio: di nuovo al Cameron Indoor Stadium contro la terrificante difesa di coach Bennett.

Tony Bennett
Tony Bennett

Virginia è l’ennesimo capolavoro di Tony Bennett, da almeno cinque stagioni i Cavaliers presentano la miglior difesa della NCAA: un vero clinic per come mettono pressione sulla palla sia a tutto campo che a metà campo, sull’impostazione tecnica difensiva dei giocatori e su come costringono le avversarie a viaggiare alla ridicola media di 52 punti a partita. Ed in attacco, dove come al solito di talenti da NBA se ne vede solo uno, Bennett massimizza i pregi dei suoi giocatori che hanno il piacere, prima che il dovere, di passarsi la palla con cura ed attenzione.

Il talento di cui sopra è De’Andre Hunter una guardia-ala di due metri che impressiona per la naturalezza con cui riesce a fare di tutto in campo, al secondo anno di college viaggia a 14.4 ppg con ottime percentuali dal campo, il leader invece è Kyle Guy, junior, con la classica faccia da guardia bianca ed il miglior tiro da tre della ACC (46%) per oltre 15 punti a partita e davanti una carriera alla Matt Jenning cui somiglia per le movenze e le caratteristiche. Sotto canestro poi c’è da Conakry, Guinea l’atletico Mamadi Diakite ed in regia l’esperto Ty Jerome. La sfida con Duke profuma già un po’ di titolo della ACC, se gli imbattuti Cavaliers sbancano la casa dei Blue Devils sarà poi arduo andare a riprenderli.

Davide Moretti
Davide Moretti

Se c’è una squadra nella NCAA che ricorda Virginia quella è senza ombra di dubbio Texas Tech: stessa pressione difensiva, anche se ad un livello di fiisicità inferiore, medie di punti concessi simili e persino migliori percentuali di tiro concesse sia da due che da tre. Anche la struttura di squadra è simile con una sola stella lanciata verso la NBA di nome Jarrett Culver e come nel caso di Hunter siamo di fronte ad una guardia-ala sui due metri che piace per come sa essere la prima punta senza mai uscire dal sistema di gioco, viaggia a 18.7+6.4 e spreca pochissimo. Lo danno come scelta di lotteria al termine di questa sua stagione da sophomore. E come Diakite anche qui troviamo in area Tariq Owens un lungo esile ma molto atletico con pochi punti nelle mani ma che da due anni è il miglior stoppatore della Big12. Il nostro Davide Moretti è al secondo anno ma grazie all’esperienza in A2 è come un senior (e si vede) ed ha preso a segnare in doppia cifra con regolarità, la sua leadership va oltre i 9.8 punti ad allacciata di scarpe. E per finire con le similitudini pure nei Red Raiders troviamo un play scafato come Matt Mooney, un graduate transfer alla sua quinta stagione NCAA dopo le esperienze a South Dakota State e American Fence University. Una solidità estrema che abbiamo ammirato nella vittoria dei Red Raiders contro gli arcirivali statali dei Longhorns di Texas per 68-62, non una vittoria banale visto che Texas Tech non vinceva ad Austin dal lontano 1996 e lo hanno fatto con una squadra pure interessante con Jaxson Hayes in continua ascesa (il lungo lanciato verso la NBA ha la clamorosa statistica di aver segnato il 70% dei suoi canestri… con schiacciate!) ed un buon Kerwin Roach II.

Markus Howard
Markus Howard

Chi è Markus Howard balzato alle cronache la settimana passata? Trattasi di combo guard junior di 1.80 che ha una facilità impressionante nel far canestro tanto da segnare in questa stagione 53 punti a Creighton e 45 a Buffalo e Kansas State per un totale di 24.4 ppg con percentuali di tiro rispettabili attorno al 44% sia da due che da tre, non male considerando che si prende quasi 17 tiri a partita e le difese lo aspettano con il coltello fra i denti. Per stile di gioco e velocità di esecuzione ci ricorda tanto (ma proprio tanto) il Mike James di Milano. Con una differenza sostanziale: Howard i time out di coach Steve Wojciechowski, mitica point guard tutta grinta della Duke anni 90 e pupillo di Coach K, li ascolta senza far facce insofferenti.

Oliva
Oliva

Non abbiamo avuto il coraggio di guardare il terrificante infortunio di Pierfrancesco Oliva che si è lussato il ginocchio sinistro, devastandolo. Non ci siamo riusciti. Possiamo solo augurargli tutto il bene e di rivederlo su un campo di pallacanestro dopo l’intervento di ricostruzione dei legamenti e la rieducazione, perché il talento tarantino ci piace come giocatore e pure parecchio. Forza Oliva!

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