Appunti Universitari #18

Appunti Universitari #18

Duke vola nella ACC dopo le vittorie su Virginia e Louisville così come vola Ja Morant a canestro, mentre NC State gioca la peggior partita degli ultimi vent’anni e gli europei di Davidson continuano ad incantarci

di Carlo Perotti

Con una clamorosa rimonta nel secondo tempo, da meno venti-tre, Duke sbanca Louisville e fa un bel passo avanti verso la vittoria della splendida ACC, da qualche anno di gran lunga la conference più competitiva d’America, grazie anche alla netta vittoria di qualche giorno prima a Charlottesville contro Virginia ed il riscatto un paio di giorni dopo proprio dei Cavaliers in trasferta al Dean Dome sulla lanciatissima North Carolina con un gioco da quattro punti di Kyle Guy che ha chiuso la contesa ad un minuto dalla fine.

Cam Reddish
Cam Reddish

Ora Duke comanda con dieci vittorie ed una sconfitta inseguita dalle affiancate Virginia (9-2 entrambe le sconfitte coi Blue Devils) e North Carolina mentre si staccano Syracuse (8-3) e Louisville (8-4) che sono le due variabili impazzite della Atlantic Coast Conference. Se nella rimonta furiosa coi Cardinals il protagonista è stato il pressing a tutto campo di Tre Jones e del play di riserva Jordan Goldwire invece nell’impressionante vittoria a Virginia in cui Duke ha marcato ben 81 punti alla miglior difesa del college basketball sono stati altri due i fattori decisivi: il tiro da tre punti, che era considerato non a torto il punto debole dei Blue Devils, con un Cam Reddish da 17 punti e 5-8 da tre e RJ Barrett con 26 punti e 6-10 dalla distanza per un totale di 62% di squadra nelle triple ed ancora la difesa di squadra, se i Blue Devils giocassero ai ritmi di Virginia allora concederebbero solo 56 punti di media agli avversari, la difesa di Duke è troppo sottovalutata dai media ma è l’aspetto più importante in vista del Torneo NCAA.

 

Ja Morant
Ja Morant

Ja Morant è stato uno dei giocatori più sottovalutati in uscita dalle High Schools due anni fa tanto da non esser nemmeno incluso nei vari servizi di recruiting on line ma ora il playmaker di Murray State vola nel suo anno da sophomore verso una chiamata in lotteria al draft. Due anni fa ebbe solo un’offerta da un programma di primo livello ovvero dal suo college statale South Carolina ma senza troppa convinzione da parte dei Gamecocks di coach Frank Martin; fu così scoperto casualmente dal vice allenatore di Murray State James Kane che, in cerca di uno snack da mangiare, lo vide in una palestrina secondaria giocare 3 contro 3 e ne rimase incantato per poi convincere coach Matt MacMahon ad offrigli subito una borsa di studio. La forte volontà di coach McMahon di averlo a tutti costi nel piccolo college del Kentucky sarà poi il fattore decisivo della scelta di Morant.

Dopo un buonissimo anno da freshman con 12.7 punti 6.5 rimbalzi e 6.3 assist a gara, quest’anno Ja Morant è esploso viaggiando a quasi 24 di media, 5.4 rimbalzi e ben 10.2 assist a partita finendo anche spesso negli highlights di Espn grazie ai suoi salti esplosivi verso canestro e la sua velocità che lo rende irresistibile quando attacca il ferro, considerando che ha anche un buon controllo del corpo ed un’ottima visione di gioco è certamente un giocatore interessantissimo per i GM NBA anche se ha, al momento, un tiro piuttosto lento nel caricamento e le sue percentuali dalla distanza non sono ancora accettabili con uno scarso 30%.

 

Braxton Beverly
Braxton Beverly

La banda che suona un motivetto malinconico mentre i pochi tifosi restati nella PNC Arena si abbracciano e cantano consapevoli di aver visto la più brutta esibizione su un campo da basket da anni a questa parte. Un’apoteosi di mattoni lanciati verso il ferro, tiri mal costruiti, errori da principianti che non possono esser stati causati da due difese sì buone ma non asfissianti. Finisce con Virgina Tech che batte North Carolina State 47 a 24 coi Wolfpack che tirano col 16% dal campo e 7% (2 su 21) da tre così che gli Hokies passeggiano grazie al loro sontuoso 33% al tiro.

Eppure non è il peggior punteggio della storia di NC State poiché nel 1968 vinse 12 a 10 contro Duke… sì ma con un grosso ma … era l’epoca in cui non c’era l’orologio dei 30” e le squadre potevano congelare il risultato palleggiando e passandosi la palla per minuti e minuti, una scelta tattica in cui era maestro Dean Smith a UNC e pure una noia mortale tanto che il comitato NCAA si decise di introdurre il cronometro per rendere più interessante le partite per la televisione in grande crescita di ascolti. Ve lo immaginate oggi Dick Vitale urlare per venti minuti filati mentre i giocatori si passano la palla disposti nei quattro angoli?!

 

Kellan Grady
Kellan Grady

Abbiamo guardato una gara di Davidson, come sempre una squadra gradevole da ammirare, per capire le qualità di Kellan Grady, guardia che sta viaggiando a 17.2 punti a partita col 50% dal campo: si tratta di un tiratore di 1.95 dal tiro rapido e compatto che sa uscire bene sui blocchi per crearsi un tiro rapidamente.

Volevamo scoutizzare Grady ma alla fine come al solito abbiamo ammirato il nostro Jon Axel Gudmundsson che nella sfida contro Rhode Island ne mette 20 aggiungendo 12 rimbalzi tenendo il campo con la solita intelligenza ed attenzione: una gioia per i nostri stanchi occhi. Ma ha fatto bene anche Luka Brajkovic centro austriaco (chiaramente di origine slava) di 2.08 dalla clamorosa somiglianza fisica con Kevin McHale ed in grande crescita nelle ultime gare.

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