Appunti Universitari #2

Appunti Universitari #2

Ecco la seconda puntata degli appunti sul college basketball da parte del nostro Carlo Perotti

di Carlo Perotti
  • Trae Young
    Trae Young

    *Candidato dell’anno a migliore Drama Queen della NCAA: il playmaker freshman degli Oklahoma Sooners Trae Young, ha tutto per divenire un idolo assoluto. Ha un senso altamente drammatico del gioco con passaggi rigorosamente no look, opera le scelte spesso più complicate possibili, tira da oltre sette metri anche quando può tirare comodamente dalla distanza da tre punti della NCAA ed il tutto condito da una dose di talento ridicola, ma nell’accezione anglosassone del termine. I Sooners sarebbero poi anche una squadra interessante ma rischiano di divenire il giardinetto giochi personale di Young con tutti i pericoli annessi di una personalità così straripante. Dai tempi di Sebastian Telfair non si vedeva qualcosa di simile.

  • *La sfida al Champions Classic fra Duke e Michigan State ha tutto dell’antipasto della prossima finale NCAA, al momento non vediamo altre due squadre con questa profondità e solidità. Le due attese stelle sono state annullate: Marvin Bagley III da una ditata nell’occhio da parte del compagno di squadra DeLaurier e Miles Bridges dai quaranta minuti filati di zona 2-3 ordinati da coach K per limitare le sue scorribande. Ed allora è stato il senior e leader dei Blue Devils Grayson Allen ad uscirne con una clamorosa prestazione da 37 punti “Mi pareva di allenare JJ Redick” dirà poi Mike Krzyzewski a fine gara… e se qualcuno chiede ad Allen come mai sia tornato per il suo anno da senior si sentirà rispondere da Allen “Non sono tornato perché non me ne sono mai andato…” Cuore da Capitano.
  • Nico Carvacho
    Nico Carvacho

    *Il nuovo diamante grezzo di coach Izzo è Jaren Jackson Jr freshman di 2.10 da Carmel, Indiana. Gli Spartans negli anni del coach italo-americano ci hanno abituati a mezzi-lunghi grossi e tracagnotti ma aggressivi e mobili però Jackson Junior è tutta un’altra storia. Alto, longilineo, scolpito per il basket, con tempismo per la stoppata e pure un gran bel tiro da fuori (3 su 5 da tre contro i Blue Devils) anche se con uno stile di tiro non bellissimo da vedere. Tom Izzo non ha mai avuto un simile talento fra le mani, siamo eccitati dal vedere cosa ne trarrà fuori.

  • *Nico Carvacho alto 2.10 pure lui, sophomore redshirted di Colorado State e figlio del ex portiere della nazionale americana Eduardo Eddie Carvacho, nelle prime due uscite viaggia a 17.5 rimbalzi a partita ed è attualmente il miglior rimbalzista della NCAA in questo primo scorcio di stagione, dopo aver combattuto in allenamento contro il pesarese Emmanuel Omogbo nel suo anno in redshirt ed in quello da freshman appare come un giocatore sulla rampa di lancio. Di origini cilene anche se nato in Tennessee ha giocato con la nazionale sudamericana ai campionati sudamericani viaggiando a 12 punti e 8 rimbalzi a partita. Da tenere d’occhio, rischia seriamente di diventare il miglior giocatore cileno di tutti i tempi. Non che sia complicatissimo…
  • Koulechov
    Koulechov

    *Mentre Egor Koulechov è (clamorosamente) il capocannoniere della NCAA grazie ai suoi 34 punti con 6 su 9 da tre all’esordio coi Gators, è un uomo ormai 24enne per i transfer da Rice (dove si è messo in luce segnando oltre mille punti ed arpionando cinquecento rimbalzi in due sole stagioni) e prima ancora da Arizona State. Ala piccola nato a Volgograd, chissà se Dmitry Gerasimenko lo ha notato, ed alto quasi due metri, Koulechov ha passaporto israeliano essendo di religione ebraica ed è cresciuto in un kibbutz dall’età di sei anni prima di giocare nel Maccabi Rishon LeZion ed infine tentare la carta dei college americani. Inutile sottolineare che è un giocatore che farà ingolosire i gm europei appena finita la sua carriera universitaria.

  • *Che vicenda patetica quella dell’arresto in Cina dei tre Bruins durante la tournée di UCLA nel paese asiatico, a causa di alcuni furti ai danni di negozianti locali. Patetico che tre giovanotti (LiAngelo Ball, Cody Riley e Jalen Jill) straviziati da genitori e dall’ateneo e certamente non poveri per “gioco” si mettano a rubare. Patetico che il presidente Donald Trump, dopo esser intervenuto col suo pari ruolo cinese Xi Jinping per chiederne la liberazione, chieda poi il loro pubblico ringraziamento “preventivo” per il suo operato, proprio lui che nei mesi scorsi si è fatto nemico tutto lo Sports System americano coi suoi tweet inopportuni. E patetico pure coach Alford che, dopo averli sospesi a tempo indeterminato, ha giudicato la loro bravata come un’imperdonabile mancanza di giudizio da parte di bravi ragazzi aggiungendo che negli Stati Uniti se la sarebbero cavata solo con un buffetto sulle mani… MA QUANDO MAI?!
0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy