Appunti Universitari #8

Appunti Universitari #8

Passate bene le feste? Digerito il panettone? Bene, è ora di rituffarci nel college basketball dove le cose cominciano a diventare serie. Molto serie.

di Carlo Perotti

*Ahi ahi… che brutta notizia la frattura al piede del nostro amatissimo Bonzie Colson in assoluto uno dei nostri idoli dell’ultimo quadriennio, l’orso buono dai piedi da ballerino è stato tradito proprio dalle sue fatate estremità. Ha provato a giocare sul dolore il giorno seguente l’infortunio occorso in allenamento sperando in un semplice stiramento ma le radiografie sono state una vera doccia fredda per il lungo di Notre Dame e coach Mike Brey che già deve guidare una squadra molto verde e dalla panchina corta. Due mesi out ed un infortunio molto insidioso per chi come Colson basa il suo gioco sui piedi perno e l’agilità. Rientrerà in tempo per i tornei post-stagionali?

il piccolo Frankie
il piccolo Frankie

*Se, come noi, avete amato il romanzo “La mia stagione no” di Pat Conroy allora vi è restato nel cuore l’ateneo paramilitare di The Citadel dove l’autore giocò come (scarso) play titolare nella sua stagione da senior con un rapporto a dir poco complesso col suo durissimo coach Mel Thompson. Il romanzo è ambientato nel college del South Carolina nella stagione 1966-67 ed è descritto come una caserma in cui il giovane Conroy faticava ad accettare la dura disciplina mentre la squadra era formata da volenterosi e mediamente bassi cadetti bianchi dalla forte volontà e dallo scarso talento. Nel terzo millennio la situazione è in parte cambiata ed ora vi sono anche atleti di colore, non è cambiato comunque lo scarso livello (The Citadel gioca nella Southern), la formazione militare ed il fatto che vi è un solo giocatore sopra i due metri. Li abbiamo periziati contro Furman e l’interesse è subito andato su Frankie Johnson che è detentore del record di presenze in quintetto nel suo anno da freshman ed è, ora da sophomore, il leader assoluto dei Bulldogs. La sua particolarità? Non supera il metro e sessanta centimetri, una sorta di neo Mugsy Bogues, e se gioca titolare in Division I con cotanta altezza vi posso assicurare che si tratta di un giocatore a suo modo speciale.

636508708667563026-ncstate0106*Poco più a nord delle Università ben più prestigiose invece faticano. Duke e UNC dopo le sconfitte con Boston College e Wofford hanno bissato nello scorso week end perdendo rispettivamente il derby minore con NC State e con Florida State e Virginia nel caso dei Tar Heels. Se Duke continua a non migliorare in difesa subendo anche 96 punti dai Wolfpack e non ha un Trevon Duval ancora pienamente in controllo della squadra, North Carolina semplicemente è in fase di ricostruzione ed i suoi due leader Joel Berry e Luke Maye sono buoni, forse anche ottimi, ma non così determinanti dal poter portare i campioni uscenti troppo lontano nella prossima March Madness. Questa notte le due powerhouses hanno preso un bel brodino strapazzando Pittsburgh e Boston College ma intanto nella ACC in fuga ci sta andando Virginia che, senza grossi talenti e seguendo solo la filosofia del loro coach Bennett, con la “solita” difesa sta mettendo a tacere squadre sulla carta ben superiori.

uno psichedelico Walton
uno psichedelico Walton

*Troppo urlante, spesso incomprensibile a parte per i classici “Are you kidding me?” o “it’s awesome baby!”ma tremendamente simpatico il buon Dick Vitale viene spesso considerato il miglior telecronista di spalla del college basketball ma il suo dominio sta per concludersi da quando Bill Walton ha cominciato ad occuparsi di NCAA. L’ex mitico centro di UCLA ha simpatia, enorme competenza, senso dell’umorismo e pure sensibilità a temi sociali ed è un vero spettacolo assistere alle sue telecronache. Un vero piacere per le orecchie… ed un inglese ben scandito e chiaro che aiuta non poco. Bill Walton per noi numero 1.

Dusan Ristic
Dusan Ristic

*Dopo il clamoroso tonfo che l’aveva estromessa dalla top25, punizione forse eccessiva, ora Arizona è tornata alla grande per candidarsi come una reale contender al Titolo NCAA nonostante la recente sconfitta contro Colorado per 80 a 77 a causa di uno sciagurato primo tempo in cui ha tirato col 30% dal campo. Abbiamo già parlato e bene di Deandre Ayton e Allonzo Trier destinati alla NBA e nel caso del centro come assoluto protagonista, ma vanno rimarcate le prestazioni dell’ex centro della Stella Rossa Under18 Dusan Ristic e dell’ala piccola Rawle Alkins. Ristic ha dinanzi a sé una solida carriera in Eurolega (se non vorrà provare il salto con la NBA) ed il classico settepiedi dalle mani educate in grado di fare tutto quello che ci si aspetta da un centro: una difesa fisica, presenza a rimbalzo ed in post ed un rispettabile tiro frontale. Mentre Alkins, al rientro dopo un infortunio ed in netta crescita, è uno dei pochi giocatori in grado di fare la differenza difensivamente ed è uno dei migliori fra i Wildcats dalla lunetta. Insomma, nonostante qualche passo falso la truppa di Sean Miller è decisamente attrezzata.

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