Ecco il quintetto ideale allenato da Bo Ryan

Ecco il quintetto ideale allenato da Bo Ryan

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Si ritira dal College Basketball una leggenda delle panchine. Si tratta di Bo Ryan, 14 anni a guidare Wisconsin fino ai due viaggi consecutivi alle Final Four NCAA, culminati con la finale persa dell’anno scorso. Proviamo a delineare il quintetto ideale dei giocatori da lui allenati: Playmaker: Jordan Taylor Vecchia conoscenza del campionato italiano e della Virtus Roma in particolare, è stato il miglior realizzatore dei Badgers in quel ruolo: nella stagione 2010-11, infatti, ha chiuso con 18.1 punti e 4.7 assist di media. L’highlight della carriera fu contro Ohio State, all’epoca #1 del ranking: Buckeyes avanti di 15 con 13′ sul cronometro. 27 punti, di cui 21 nella ripresa, e 7 assist per abbattere OSU con un 15-0 propiziato e portato avanti dallo stesso Taylor. Guardia: Devin Harris Uno dei pochi a non concludere l’intero quadriennio collegiale (fece 3 anni) per entrare al Draft NBA. Ryan capì che se voleva aver successo al piano di sopra doveva giocare da playmaker. Così, da guardia tiratrice – 12.3 punti con il 36.6% dall’arco nell’anno da freshman – è diventato un play, cosa che nell’anno da junior gli ha fatto fruttare 19.5 punti e 4.4 assist di media. In quell’anno, 2004, fu Big Ten Player of the Year e venne anche inserito nel All-America Second Team.
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Ala piccola: Alando Tucker Nel 2007, suo quinto e ultimo anno, Wisconsin ne vinse 21 delle prime 22 e finì con un ottimo 30-6. 19.9 punti, 5.4 rimabzli con il 47% al tiro. Dopo aver segnato 40 bombe nei primi due anni, ne infilò 40 solo nel suo anno da senior. Diventò un tiratore quasi mortifero, ma poi in NBA non bastò per risaltare. Ancora OSU da #1, ancora battuta dai Badgers, ma quella volta costò cara per l’infortunio a Butch, che si rivelò decisivo per la corsa verso il titolo. Ala grande: Mike Wilkinson In ballottaggio con Jon Leuer (davvero decisivo solo nel suo anno da senior quando non c’era più Butch), ma la scelta è caduta sul #54 perché sapeva far tutto: passava, bloccava, difendeva, tirava, battagliava. 1532 punti e 856 rimbalzi in carriera, terzo nella storia dell’ateneo. Nel 2005, suo ultimo anno ai Badgers, Wisconsin ne vinse 25 a fronte di 9 sconfitte, fermandosi alle Elite Eight, restando il punto più alto toccato da coach Ryan prima delle due ultime stagioni. 14.3 punti e 7.4 rimbalzi in quell’anno per Wilkinson.
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Centro: Frank Kaminsky 63 punti in 35 gare il primo anno, fanno 1.8 di media. Alla fine del suo ultimo anno, era il miglior giocatore dell’anno di tutto il College basket. Di quelli che hanno vinto l’Oscar Robertson Trophy, forse solo Kenyon Martin (2.8 punti, ma ha giocato pochissime gare) e David Robinson (7.6 punti ma il suo corpo non era ancora quello per cui lo abbiamo conosciuto) avevano tenuto cifre basse nell’anno da freshamn. Attraverso il lavoro di coach Ryan, Kaminsky è migliorato esponenzialmente in tutte le parti del gioco. Ha chiuso il suo anno da senior con 18.8 punti e 8.2 rimbalzi, guidando Wisconsin al secondo viaggio alle Final Four NCAA, sconfiggendo in semifinale gli allora imbattuti Kentucky Wildcats. Non bastò per alzare il trofeo in cielo (lo vinse Duke), ma il #44 è il simbolo di tutto il lavoro fatto da Ryan.
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Sesto uomo: John Gasser Non è tra i sei migliori giocatori che Ryan ha allenato, ma Gasser è stato perfetto nel gioco da lui espresso. In attacco sapeva sempre cosa fare, non tirando mai se non necessario; in difesa, annullava o limitava tremendamente gli esterni avversari, sfinendoli. Una delle chiavi degli ultimi due viaggi alle Final Four NCAA.
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  Ripreso da sportingnews.com

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