[ESCLUSIVA] The Italian Job – Intervista a Roberto Vercellino

[ESCLUSIVA] The Italian Job – Intervista a Roberto Vercellino

L’ala dei Northern Colorado Bears ci racconta il suo primo anno in NCAA, tra studio e pallacanestro

di Andrea Cassini, @AKCassini

Roberto Vercellino ha un pedigree cestistico che non teme confroni. Torinese, cresciuto nella squadra del CUS della sua città, nel 2013 entra nel prestigioso vivaio della Virtus Bologna e comincia il percorso nelle nazionali giovanili. Dallo scorso autunno la sua carriera si è spostata in America, a Northern Colorado. Scopriamo i motivi della sua scelta e le sue sensazioni.

Noi ti seguiamo dall’inizio della stagione, ma i Northern Colorado Bears non sono tra le squadre più conosciute per il pubbico italiano. Raccontaci qualcosa sulla squadra e sull’ambiente.

V: La nostra squadra è giovanissima e molto interessante. Quest’anno soltanto due giocatori avevano precedenti esperienze in NCAA, e insieme a me c’erano altri due ragazzi europei [Kai Edwards e Kyle Carey, NdR]. Inoltre, dopo una serie di situazioni spiacevoli che si sono verificate lo scorso anno, lo staff è completamente rinnovato con allenatori che provengono da programmi vincenti. Spesso abbiamo peccato d’inesperienza, cedendo nei finali punto a punto, ma abbiamo formato un gruppo molto unito e non possiamo che migliorare. L’obiettivo è ambizioso: vincere la nostra Conference, la Big Sky, e accedere alla March Madness all’interno di questo ciclo. Per quanto riguarda l’ambiente, mi sono trovato subito a mio agio. Greeley, la sede del campus, è una città da circa centomila abitanti, molto moderna ma non differente per dimensioni da una tipica città italiana. Per questo motivo, si avverte da vicino l’affetto del pubblico. C’è molta fiducia per il nuovo corso della squadra.

Ti sei già cimentato ad alti livelli in Italia e in Europa, ma questa è stata la tua prima esperienza oltreoceano. Com’è stato l’impatto?

V: Fin dal primo giorno mi sono reso conto che il basket NCAA ha davvero una marcia in più; lo si nota dal livello atletico e dal ritmo di gioco. Per stare al passo sto lavorando duramente. A maggio mi concederò un mese di pausa in Italia, poi ripartirò ad allenarmi sul tiro e sulla preparazione fisica, più altri dettagli riguardanti la tecnica che abbiamo discusso con coach Jeff Linder.

Quanto ha influito sulla tua scelta la possibilità di studiare in un college americano?

V: Moltissimo. Diventare un giocatore di basket professionista è ovviamente l’obiettivo ideale per tutti, nonché un sogno per ogni appassionato, ma non si può contare solo su quello per vivere. Nel nostro sport, basta un infortunio o un’annata sfortunata per perdere il treno, allora è indispensabile avere un piano B. Restando in Italia non ero sicuro di riuscire a coniugare sport e studio mentre in America questa possibilità è più concreta. Ho valutato l’opportunità che mi offriva Northern Colorado con un occhio agli indirizzi di studio disponibili [Roberto ha scelto Ingegneria, NdR], e poi non ho avuto dubbi nella direzione da prendere.

Un bilancio della tua stagione da freshman? Si può dire che hai chiuso in bellezza, con il massimo di punti, 13, fatto registrare nella vittoria su Sacramento State.

V: Ho ancora molto da lavorare per rafforzare il mio ruolo nella squadra, ma sono soddisfatto di com’è andato questo primo anno e ho ottime prospettive per il prossimo. Mentre mi adattavo alla pallacanestro che si gioca qui, sono riuscito a mantenere dei buoni voti in tutte le materie e questo mi rende molto fiero.

Insieme a coach Linder hai già individuato la tua posizione ideale in campo? C’è un “progetto tecnico” particolare per il futuro?

V: Sono arrivato qui come un 4; mi sono subito messo a disposizione della squadra ma anche il coach si è convinto che questo sia lo spot dove rendo meglio [Roberto è alto 202 centimentri, NdR]. Non sono un giocatore perimetrale ma anche gli interni oggi devono partecipare alle spaziature, quindi gioco spesso situazioni di pick and pop. Per questo motivo, come ti dicevo, lavorerò sul tiro e sul fisico per competere vicino a canestro.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy