Harry Giles il sogno di Duke, Kansas, Kentucky e Wake Forest

Harry Giles il sogno di Duke, Kansas, Kentucky e Wake Forest

Harry Giles al camp USA Basketball (foto zagsblog.com)

Il 14 novembre sarà una data molto importante per tutto il mondo del college basketball, e non solo perché il giorno prima scatterà ufficialmente la nuova stagione agonistica. Per quel sabato, infatti, è prevista “the decision” di Harry Giles, secondo i più autorevoli addetti ai lavori il miglior prospetto della classe liceale del 2016. Il nativo di Winston-Salem, Stato del North Carolina, è già considerato una futura stella del panorama NBA e si sprecano i paragoni, da Kevin Garnett a Kevin Durant, essendo il classe 1998 un’ala grande con mobilità ed un tiro sul quale può lavorare ancora tanto. Già laureatosi due volte Campione del Mondo, nell’estate 2014 con l’Under 17 ai FIBA World Championship negli Emirati Arabi e in quest’ultima con l’Under 19 ai FIBA World Championship in Grecia, per il suo anno da senior in high school ha deciso di trasferirsi dalla Wesleyan Christian con cui ha vinto il titolo statale del North Carolina alla ben più prestigiosa Oak Hill Academy, liceo della città di Mouth of Wilson, nello Stato della Virginia, da cui sono usciti atleti del calibro di Jerry Stackhouse, Stephen Jackson, Josh Smith, Carmelo Anthony, Rajon Rondo, Ty Lawson, Brandon Jennings tanto per fare soltanto alcuni dei 25 giocatori professionisti che hanno avuto, appunto, una carriera in NBA. Di certo la notizia della notte che riguarda il suo infortunio ad un crociato che lo terrà fuori tutta la stagione fa perdere un grande protagonista dell’annata liceale, e per questo ci si augura che recuperi al più presto e meglio di prima.

Sulle tracce di Harry Giles c’erano almeno otto università pronte ad offrirgli la borsa di studio, ma da questa lista sono state depennate Ohio State, Syracuse ed UNLV. Restano in corsa per accaparrarsi le sue prestazioni sportive sostanzialmente quattro atenei, ovvero Duke, Kansas, Kentucky e Wake Forest, con North Carolina non ufficialmente tagliata fuori ma molto vicina a questa dura realtà. Duke punta ad inserire il giovane talento nella propria cristalliera in virtù della sua grande amicizia con Jayson Tatum, con il quale Giles ha condiviso le esperienze in Nazionale, e che è già stato reclutato da coach Mike Krzyzewski. Con Giles, Tatum e Frank Jackson i Blue Devils avrebbero un nuovo trio Jones-Winslow-Okafor e sarebbero automaticamente candidati per vincere il titolo nazionale. Wake Forest, da cui sono usciti campioni come Tim Duncan e Chris Paul, punta unicamente a trattenere il ragazzo a casa, essendo il campus dell’università ubicato proprio a Winston-Salem. E poi c’è coach Danny Manning, ex giocatore NBA, che in appena un anno sulla panchina dei Demon Deacons ha gettato le basi per un progetto futuro piuttosto intrigante, e di cui Giles potrebbe essere fautore e protagonista indiscusso.

Kansas e Kentucky hanno il blasone che le precede, indossare una di quelle maglie fa da se la differenza. Per quanto riguarda i Jayhawks di coach Bill Self, il reclutamento della classe 2016 non ha portato ancora nulla di veramente interessante al campus di Lawrence, e se Giles scegliesse l’università che ha avuto l’onore di essere allenata da James Naismith sicuramente risolleverebbe un po’ il morale. Dopotutto questo sarà l’ultimo anno per Perry Ellis, giocatore cardine di Kansas che occupa proprio lo spot di 3/4 che potrebbe essere rimpiazzato dal talento dell’Oak Hill Academy così da poter essere un protagonista nella sua quasi certa unica stagione universitaria. Scegliere di diventare un Wildcats invece, significherebbe poter giocare con la squadra che più di tutte sa regalarti notorietà. A Lexington non si è una stella qualunque, si è la “star” per eccellenza. Coach John Calipari nelle ultime stagioni sta lanciando almeno un poker di atleti nell’Olimpo del basket professionistico, ed Harry Giles sicuramente non sarebbe da meno. In quel ruolo sono stati già reclutati gli atleti Wenyen Gabriel e Sacha Killeya-Jones, entrambi Top 30, ma il paragone con il prospetto del North Carolina davvero non regge.

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