Kerr: “Chi non viene scelto al draft ritorni al college!”

Kerr: “Chi non viene scelto al draft ritorni al college!”

Le parole del coach di Golden State.

di Ario Rossi

Secondo il coach degli Warriors, qualunque giocatore che non venga scelto durante il draft deve avere l’opportunità di tornare a giocare al college.

“Questa messa in scena deve finire”, è intervenuto Kerr parlando ai giornalisti. “Tutti sappiamo come funziona. Facciamo quello che è giusto per i ragazzi, facciamo in modo che NBA e NCAA lavorino insieme per trovare il sistema giusto. È una cosa fattibile se tutti aprissero i propri occhi di fronte a questa situazione”, ha continuato.

Ora come ora per entrare al draft bisogna firmare con un agente e, una volta firmato con l’agente, il giocatore non può più giocare al college. Kerr punge di nuovo: “Non è questo il punto. Una delle cose che la NCAA deve sbloccare è questa: se un giocatore firma con un agente ma non viene scelto al draft, deve avere l’opportunità di tornare al college. Parliamo sempre di dilettantismo e tutto ciò che ne consegue e poi se vogliamo fare qualcosa di buono per i ragazzi non lo facciamo? Se volete far crescere i ragazzi, date la possibilità a chi non viene scelto di tornare al college”, ha concluso.

Su questo fronte si inserisce anche il fatto degli one-and-done, cioè i giocatori che fanno solo un anno di college (o di campionato professionistico estero) perché per entrare in NBA bisogna avere almeno 19 anni. La NBA sembra andare verso una abolizione di questa regola, creando dei canali diretti con i giocatori della High School che desiderebbero dichiararsi per il draft direttamente senza iscriversi al college. LeBron James, vice presidente dell’associazione giocatori NBA, e pure Barack Obama, si sono detti favorevoli a questo ritorno al passato: se uno è pronto per la NBA è giusto che si dichiari quando lo sente più opportuno. Nel caso, sale l’importanza della G League che servirebbe come bacino di crescita per i giovani che guadagnerebbero un contratto NBA (probabilmente al minimo) e poi svilupperebbero la propria tecnica su un campo della lega di sviluppo.

Ci sono tante cose sul piatto, ora tocca a NBA e NCAA sedersi ad un tavolo e discuterle.

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