NCAA 2015-16 Previews | #8 – Indiana Hoosiers

NCAA 2015-16 Previews | #8 – Indiana Hoosiers

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Indiana Hoosiers

2014-15 (20-14, NCAA Round of 64)

 

Punti segnati: 77,5 (18°)
Punti concessi: 71,7 (299°)
Percentuale dal campo: 46,6% (48°)
Percentuale da 3 punti: 40,6% (6°)
Percentuale ai tiri liberi: 71,9% (81°)
Rimbalzi: 36,0 (88°)
Assist: 14,0 (76°)
Stoppate: 3,2 (207°)
Palle rubate: 5,1 (310°)
Palle perse: 11,5 (77°)

 

Gimme Five!

Yogi Ferrell, Robert Johnson, James Blackmon Jr., Troy Williams, Thomas Bryant

 

Team Scout

Squadra da corsa gli Hoosiers, storicamente piuttosto leggeri ma molto dinamici, guidati per l’ultima volta da Yogi Ferrell, ormai arrivato alla sua annata da senior. Toccherà a lui dirigere uno degli attacchi più divertenti e pericolosi dell’intera nazione, possibilmente armando la mano di un James Blackmon Jr. chiamato al definitivo salto di qualità dopo una convincente annata da freshman (15,7 segnature ad incontro). Peserà la perdita di Hanner Mosquera-Perea (approdato ad East Tennessee State), il cui posto in quintetto verrà presumibilmente occupato dal novizio Thomas Bryant, lungo dal fisico già maturo per competere ad alti livelli, che proverà a dare una mano ad un frontcourt non impeccabile a rimbalzo. L’allenatore Tom Crean, spesso criticato, ha comunque ottenuto discreti risultati sia sul parquet che durante il periodo di recruiting: se riuscirà a tenere alta l’intensità sul perimetro evitando che i lunghi si carichino di falli, sarà già un mezzo successo.
Pros

– Fase offensiva intrigante, percentuali dal campo incoraggianti;

– Dinamismo e forza atletica in elementi provenienti da Troy Williams;

– Potenzialmente un cliente scomodo per compagini dal gioco macchinoso;
Cons

– Troppo leggeri sotto canestro, la perdita di Mosquera-Perea non aiuta;

– Agressività perimetrale insufficiente, bisogna mettere più pressione;

– Panchina discreta ma senza un lungo di spessore in caso Bryant non si dovesse ambientare nell’immediato;

 

La chiave: Troy Williams

Indiana dipenderà soprattutto da adattamento di Thomas Bryant alla realtà collegiale, ma abbiamo deciso di indicare il junior classe 1994 come la chiave di svolta per questi Hoosiers. Miglior rimbalzista della squadra (7.4 a partita) nonostante i soli 199 centimetri di altezza, se il prodotto dalla Phoebus riuscirà a dare un seguito all’ottima passata stagione (13.1 punti di media) anche la banda di Tom Crean potrà dire la sua nella postseason.

 

Vedo e prevedo

Il futuro è più incerto che mai per questi Hoosiers. Con ogni probabilità l’ottava piazza da noi assegnatali è oltremodo eccessiva, ma siamo fiduciosi sulle capacità di un gruppo dinamico e siamo pronti a scommettere sul talento di Bryant. Ecco perché le Sweet Sixteen non sono affatto un’utopia, sempre che siano Blackmon e Ferrell a prendere per mano i compagni.

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