NCAA 2015-16 Scouting Report | Tyrone Wallace

NCAA 2015-16 Scouting Report | Tyrone Wallace

A cura di Riccardo Gentilini

Tyrone Wallace
Playmaker | California Golden Bears | Senior

Altezza: 198 cm
Peso: 90 kg
DOB: 10/06/1994
High School: Bakersfield

La visione di gioco di Wallace | cdn3.vox-cdn.com

Scouting Report

Pros

Profilo Fisico

Il suo profilo fisico è sicuramente un grande pregio e vantaggio per essere un playmaker: i suoi 198 cm per 90 kg, con un’apertura di braccia che sfiora i 210 cm, lo rendono un giocatore tanto forte in attacco quanto tosto in difesa, ambito nel quale è migliorato notevolmente negli ultimi anni. Nella metà campo offensiva sfrutta appieno il suo vantaggio fisico, utilizzando la sua stazza per penetrare e concludere al ferro resistendo ai contatti, ma allo stesso tempo rimane un pericolo costante anche in campo aperto nei contropiedi. La sua altezza inoltre gli permette di effettuare i cosiddetti passaggi “over the top of the defense”, ossia passaggi che tendono a scavalcare la difesa, grazie alla percezione fornitagli dai suoi 198 cm. Nella metà campo difensiva è un mastino, non molla un colpo, e grazie alla sua prestanza fisica riesce a limitare gli avversari, assorbendo i contatti e rispondendo colpo su colpo. Eccelle nella difesa sul pick’n’roll, dove con le lunghe braccia contesta i tiri avversari, mentre è molto bravo nella difesa in recupero, non tanto per gli scivolamenti, quanto piuttosto per la sua rapidità. Infine, dall’alto dei suoi quasi 2m, eccelle manco a dirlo pure a rimbalzo, dove nell’ultima stagione da junior ha viaggiato a quota sette di media;

Abilità realizzativa

In attacco è un realizzatore puro, dove realizza la maggior parte dei suoi punti grazie al pick’n’roll coi lunghi, che si conclude nella maggior parte delle volte con un layup facile facile. È ambidestro, e questo fatto lo rende pericoloso da qualsiasi lato del campo lui voglia attaccare; pecca in esplosività ma riesce lo stesso ad essere incisivo grazie ai suoi continui cambi di direzione e velocità. Conclude molto spesso l’azione personale con il floater, arma offensiva preferita da Wallace –l’anno scorso è stato uno dei tre giocatori in tutta l’NCAA a prendersi più di 110 floaters!;

Abilità nel passaggio

La sua abilità di passatore non deve passare in secondo piano, perché il ragazzo è dotato di buone mani e di buon tempismo sia nei pick’n’roll tanto quanto in transizione nel trovare i tiratori appostati come dei cecchini sull’arco dei tre punti. Le statistiche degli anni passati non devono trarre in inganno, poiché Wallace doveva principalmente occuparsi della fase realizzativa piuttosto che dispensare assist ai compagni, ma quest’anno con Jaylen Brown ed Ivan Rabb in squadra, mostrerà appieno le sue qualità come assistman –in quest’inizio di stagione viaggia a cinque assist di media a partita;

 

Cons

Tiro

Questa è la vera nota dolente del suo repertorio, che quasi sicuramente gli costerà le posizioni che contano veramente al Draft. In quattro anni passati al college, Wallace non è riuscito a costruirsi un tiro affidabile, che sia dalla media, da tre punti e perfino ai liberi. Parte tutto dalla sua meccanica di tiro, esteticamente non bella da vedere e poco efficace, come testimoniano le percentuali –in carriera ha il 60% scarso ai tiri liberi ed il 30% scarso al tiro da tre punti-, nella quale il rilascio della palla è affrettato a causa della posizione innaturale del gomito nell’atto del tiro. Nei cosiddetti tiri “off the dribble”, ossia i tiri presi dal palleggio, fatica enormemente, mentre nei “catch and shoot” aveva fatto intravedere qualche piccolo miglioramento, ma senza risultati soddisfacenti. Dovrà migliorare notevolmente il suo tiro se vorrà avere qualche chance al piano di sopra, partendo magari con un radicale cambiamento nella sua meccanica di tiro, che gli gioverebbe molto in termini realizzativi e non;

Esplosività

La mancanza di esplosività lo rende prevedibile in attacco, dove come già scritto precedentemente si affida ai cambi di direzione e velocità per realizzare in penetrazione. Questa tecnica non sempre paga, anche perché i difensori una volta capita l’antifona sono più preparati in futuro a contenerlo nel migliore dei modi, e quando succede ciò va in enorme difficoltà, delineata da tiri molto forzati dall’alto coefficiente realizzativo. La quantità smisurata di floaters che si prende evince ancora una volta la sua incapacità nel battere il difensore 1-vs-1, poiché quando Wallace capisce di non essere riuscito a battere il suo uomo, tira il suo classico floater risolvendo così la sua azione in attacco;

Decision Making

Prima vi avevamo parlato della sua abilità come passatore, ed è assolutamente così, ma talvolta si intestardisce ed esagera. Nonostante un’ottima visione di gioco, è propenso, soprattutto in transizione, a voler strafare preferendo il passaggio spettacolare al semplice passaggio, mentre a volte la voglia di percorrere il campo a tutta velocità lo costringe a banali palle perse. Per concludere, tende inspiegabilmente a rompere il pick’n’roll con il lungo, scontrandosi con gli avversari, anziché giocarlo nella maniera più classica.

 

Draft Stock

Data per certa la sua esclusione tra le scelte che comporranno la lottery, ci si attende una sua chiamata tra metà e fine primo giro, o nella peggiore delle ipotesi all’inizio del secondo. Il suo tallone d’Achille, come già detto, è il tiro, che se fosse stato quantomeno costante durante il suo percorso al college avrebbe fatto innalzare le sue quotazioni: ciò nonostante, rappresenta una valida alternativa nel ruolo di playmaker a molti giocatori che vediamo ora in NBA, e quindi un giocatore su cui si potrà fare affidamento sin da subito.

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