NCAA March Madness, il pagellone del Torneo

NCAA March Madness, il pagellone del Torneo

Da 1 a 10, diamo i voti ai protagonisti del Big Dance.

di Andrea Indovino, @Andreaind3

Si è concluso il Torneo con la vittoria di Virginia in finale contro Texas Tech. Finale mozzafiato, come del resto tutta la competizione e c’era da aspettarselo. A bocce ferme, ‘diamo i numeri’ con il nostro pagellone. Ecco i voti da 10 a 1, per i protagonisti promossi e quelli da mettere dietro la lavagna:

Voto 10 – A Virginia, regina del Torneo, che a distanza di 388 giorni dallo scivolone clamoroso contro la sconosciuta UMBC, si è presa la rivincita, e che rivincita, conquistando il titolo al termine di una finale thriller. Senza prime donne, senza giocatori one&done, i C’s di Bennett hanno conquistato la Nazione meritatamente. Voto pieno anche agli sconfitti: a Davide Moretti, la cui abnegazione, sagacia cestistica, avrebbe meritato maggior sorte, il lieto fine. All’allenatore dell’anno Chris Beard e a tutta Texas Tech.

Voto 9 – Per Auburn, sorpresa del Torneo. Palle rubate, transizioni veloci e tiro da 3. Ci hanno fatto divertire i Tigers, che hanno messo in mostra buoni talenti, Harper e Brown su tutti. Un capolavoro, la vittoria ai danni di North Carolina alle Elite Eight. Nove pieno anche a Carsen Edwards di Purdue, la forza motrice della squadra. Talento da lottery, senza di lui i Boilermakers non avrebbero superato neanche un turno.

Voto 8 – A due squadre, Michigan State e LSU. Gli Spartans, tra tante peripezie, sono riusciti ad arrivare alle Final Four, spinti dall’esperienza di coach Izzo, bravo a riscattare un programma che sembrava essere in declino. Mentre Louisiana State si è fatta valere in campo, dovendo convivere con i noti problemi che hanno minato la serenità del gruppo.

Voto 7 – Alla creatura di Calipari, Kentucky, che è riuscita a spingersi fino alle Elite 8, non avendo tanto talento a roster fatta eccezione per Herro e Washington, gli unici che potrebbero costruirsi una discreta carriera al ‘piano di sopra’. Un 7 pieno anche a Ja Morant, stella di Murray State che ha deliziato la platea con due prestazioni sopra le righe, specie all’esordio contro Marquette con la tripla doppia da record.

Voto 6 – Sufficienza, nulla più per Tennessee, che sembrava poter spaccare il mondo ed invece ha approcciato il Torneo con la ferocia di un agnellino. Sulla carta fortissimi, ma hanno sempre faticato sin dal primo turno. Contro Iowa fortunati, con Purdue eliminati all’overtime. Da Schofield e Williams ci si aspettava di più. Sei, ma meno meno per UNC, capace di ben figurare nei primi due turni prima di essere spazzata via da Auburn.

Voto 5 – A Duke, piena di talento, ma povera di organizzazione. I Blue Devils hanno fatto un’ immane fatica a superare Central Florida e Virginia Tech, ed al primo ostacolo duro (MSU) sono crollati. Un’occasione sprecata per l’ateneo di Durham. Insufficienza anche per Gonzaga, perchè una volta battuta Florida State le porte per le Final 4 sembravano aperte ed invece gli Zags si sono arresi a TTU, con la prestazione dei suoi esterni altamente insufficiente.

Voto 4 – Grossa delusione Marquette, presa a schiaffi da Morant al primo turno. Howard e poi il nulla cosmico, in una squadra che fino a febbraio ha fatto faville per poi sciogliersi come neve al sole da marzo in poi. Solo dopo il recupero della ‘scatola nera’ dei Golden Eagles, capiremo realmente cosa sia accaduto.

Voto 3 – Alle due squadre del Sunflower State, e cioè Kansas e Kansas State. I primi fuori al secondo turno contro Auburn, sconfitta senza appello per i Jayhawks, al culmine di una stagione storta sotto tutti i punti di vista, mentre i Wildcats hanno dato l’addio al Torneo addirittura al primo turno, sopraffatti dalla piccolissima UC Irvine. Ok, mancava Wade, ma questa scusa non regge, la figuraccia è stata troppo grossa.

Voto 2 – Bassissimo il voto di Nevada, prima squadra di rango ad abbandonare il torneo, sconfitta da una modesta Florida. Spreco di talento, contro i Gators hanno sbagliato di tutto e di più. I fratelli Martin si sono congedati dal college nel peggiore dei modi.

Voto 1 – Ai media italiani, si, perchè è impensabile che una manifestazione così appassionante, avvincente, qual è la March Madness, non nutra un minimo di interesse a chi fa informazione nel nostro Stivale. Un peccato, davvero, ci auguriamo che il prossimo anno la musica possa cambiare.

 

 

 

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