NCAA Second Round (19/3) – Thomas Bryant dice “no” a Kentucky, addio Ron e Fred

NCAA Second Round (19/3) – Thomas Bryant dice “no” a Kentucky, addio Ron e Fred

Grandi prestazioni per i lunghi in campo, mentre Wichita State saluta i suoi due senior.

Danny Wild / USA TODAY Sports

SOUTH REGION

#1 Kansas Jayhawks – #9 Connecticut Huskies 73-61

Dopo il folle Venerdì che ha visto andare a casa brutalmente una #3 (West Virginia) e la #2 Michigan State, per molti favorita per un posto alla Final Four, non tremano i Jayhawks. E contro una delle squadre più in forma dell’intera Division I, Kansas ci ricorda perché è sempre più la favorita per la vittoria finale: 44-24 il margine a rimbalzo, con un Landen Lucas a fare il vuoto sotto le plance (12 rimbalzi), percentuale di squadra al tiro del 49%, e il controllo assoluto della partita sin dal primo tempo (concluso sul +20). Non bastano a UConn i 20 punti di un ispirato Shonn Miller, così come non basta il flirt con la tripla-doppia di un Daniel Hamilton da 11 punti, 8 rimbalzi e 6 assist: impossibile per gli Huskies reggere l’onda d’urto con Wayne Selden Jr. (22 punti, 7 rimbalzi e 3 assist) e Perry Ellis (21 punti e 8 rimbalzi), troppo esperti, tecnici e atletici per andare in difficoltà in questo folle Torneo NCAA. Kansas ad oggi è questa, una squadra profondamente sicura dei propri mezzi che non si scompone minimamente di fronte al tentativo furioso di rimonta avversario, una squadra che può permettersi di concedere appena 6 minuti sul parquet all’MVP (Mykhailiuk) del turno precedente. In attesa di conoscere l’avversaria di settimana prossima, ovvero la vincitrice del match tra Maryland e Hawaai, Kansas continua a sognare un nuovo titolo NCAA dopo la vittoria del 2008.

#11 Wichita State – #3 Miami  57-65 (19-32, 38-33)

Avanzano alle Sweet 16 gli Hurricanes di Jim Larranaga, grazie ad un immenso Angel Rodriguez, che chiude il primo tempo con un bottino di 16 punti e 7/7 al tiro. Le squadre vanno negli spogliatoi sul 19-32 in favore degli Hurricanes, che nella ripresa vengono raggiunti e addirittura superati dagli Shockers con VanVleet (12 punti), Ron Baker (11 punti) e Shaquille Morris (12 punti). A 10 minuti dalla fine Miami riprende in mano la partita, ancora con Rodriguez e McClellan, che segnano rispettivamente 10 e 8 punti dei 33 totali della squadra nel secondo tempo. Alla fine Rodriguez chiuderà con 28 punti (9/11 dal campo, 3/4 da 3 e 7/8 ai liberi) con anche 5 assist.

EAST REGION

#4 Kentucky – #5 Indiana 67-73 (32-33; 35-40)

Partita di altissimo livello in quel di Iowa, che non sembrerebbe per nulla un match di secondo turno, tra i Wildcats di John Calipari e gli Hoosiers di Tom Crean, attuale Coach of the Year della Big Ten. Dopo una prima frazione di gioco estremamente combattuta, nel secondo tempo Indiana prende il controllo della partita grazie ad un parziale di 17-4 che permette agli Hoosiers di portarsi sul più dieci a quattro minuti dalla fine: i Wildcats tentano in tutti i modi di rientrare in partita, ma invano, perché uno scatenato Thomas Bryant realizza 15 dei suoi 19 punti totali negli ultimi otto minuti di partita, ricacciando indietro tutti i disperati tentativi di rimonta di Kentucky, costretta a salutare il torneo già alla seconda partita e a cui non basta la strepitosa prova del playmaker Tyler Ulis (27 punti). Indiana invece raggiunge le Sweet 16 per la prima volta dal 2013 e affronterà venerdì a Philadelphia un avversario decisamente tosto e agguerrito, UNC.

#9 Providence – #1 North Carolina 66-85 (30-34, 36-51)

Ottima partita di North Carolina che vince contro una discreta Providence; dopo un primo tempo equilibrato, i Tar Heels mettono la quarta e tirando con il 61% dal campo piazzano un parziale irrecuperabile per Kris Dunn e compagni. Brice Johnson chiude la gara con 21 punti e 10 rimbalzi (piazzando 10 punti di fila in un momento chiave del secondo tempo), e Joel Berry II ne realizza 15; fondamentale però anche il contributo di Justin Jackson che tutto da solo realizza 8 punti a inizio secondo quarto che danno il via alla fuga dei Tar Heels. Per i Friars non basta il solito Dunn che chiude con 29 punti segnati.

WEST REGION

#4 Duke – #12 Yale 71-64 (48-25; 23-39)

Duke parte fortissimo, mentre Yale fatica sensibilmente soprattutto da 3 (chiuderà con un misero 17%, contro il 48% degli avversari). I Blue Devils volano anche a +27, la partita sembra in ghiaccio. Non la pensano così i Bulldogs che mettono a segno un parziale allucinante con il quale si ritrovano sotto di 3 con un minuto da giocare. Poi, però, i liberi di Ingram e Allen – 54 punti in due, ai quali si aggiungono i 13 di Kennard – chiudono la contesa in favore dei campioni in carica. Krzyzewski è il primo coach a raggiungere le 90 vittorie nella storia del torneo. Inutile il dominio a rimbalzo di Yale (42-28, dei quale 20-5 offensivi), che perde solo la seconda partita stagionale dopo aver vinto la lotta sotto le plance. Ora Duke se la vedrà ad Anaheim con la vincente di Oregon-Saint Joseph’s.

MIDWEST REGION

#1 Virginia – #9 Butler 77-69 (23-25; 54-44)

I Cavaliers si assicurano l’accesso alle Sweet Sixteen superando in rimonta i Bulldogs, complici una gran prova di Malcolm Brogdon: il senior totalizza 22 punti senza nemmeno una conclusione dall’arco realizzata, ed assieme ai 19 punti con 8 rimbalzi di Anthony Gill trascina Tony Bennett e soci tra le migliori 16 squadre della nazione. Per Butler, pesa la prova di Dunham (solo 8 punti), ed il solo Chrabascz (25) non è sufficiente a tappare le falle sotto canestro (22-32 il computo totale dei rimbalzi in favore di Virginia).
#3 Utah – #11 Gonzaga 59-82 (29-44; 30-38)

I Bulldogs distruggono i rivali degli Utes con con una prova offensivamente impeccabile nella prima frazione. La differenza alla fine, oltre alle solite Twin Towers Domas Sabonis (19 punti, 10 rimbalzi con 8/12 al tiro) e Kyle Wiltjer (17 punti con 3/4 da tre punti), l’ha fatta Eric McClellan, 22 punti con 9/12 al tiro. Per Utah delude l’austriaco Poeltl, solo 5 punti e 4 rimbalzi per il miglior lungo della nazione. Entrambe le squadre si avvicinano al 50% dal perimetro ma la differenza è a rimbalzo: 34 per i Bulldogs, 24 per gli Utes.

#4 Iowa State – #12 Little Rock 78-61 (40-28; 38-33)

Terminano qui i sogni di gloria per i Trojans, mai in partita contro una Iowa State condotta tra le prime 16 d’America dal senior Georges Niang, autore di 28 punti con un solido 11/18 dal campo. I Cyclones tirano 11/21 da tre punti e mettono subito le cose in discesa, nonostante la prova contenuta di Morris.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy