NCAA Weekly Recap: Bo Ryan lascia Wisconsin, Sabonis trascina Gonzaga

NCAA Weekly Recap: Bo Ryan lascia Wisconsin, Sabonis trascina Gonzaga

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A cura di Davide Fina Big Ten   Come preannunciato una settimana fa, si continua a giocare poco in Big Ten causa esami, ma il Sabato di college basketball ci ha portato in dote degli attesissimi verdetti ed emozioni allo stato puro. Purdue (#9) sarà riuscita a trionfare nel derby statale contro Butler (#17), firmando così la quinta partenza 12-0 nella storia dell’ateneo? Nel Crossroads Classic, che sul parquet NBA degli Indiana Pacers mette ogni anno di fronte le quattro migliori università dello stato dell’Indiana (Notre Dame e Indiana le altre due, di cui parleremo a breve), si conferma la maledizione che ha visto Purdue uscire sconfitta nelle quattro edizioni precedenti della competizione: la quarta miglior squadra della Big Ten per rapporto assist/palle perse (1.6), perde 18 palloni a fronte di appena 14 assist e, nonostante un frontcourt tra i primissimi della Division I (in termini di centimetri sicuramente il più alto, almeno tra le Top 25), i Boilermakers fanno peggio dei Bulldogs in quanto a punti nel pitturato (34-26 il dato in favore di Butler). Purdue ha lentamente perso le redini del match, toccando anche il -16 (peggior gap della stagione finora) a 10 minuti dalla sirena: vano il tentativo di ricucire lo strappo nel finale capitalizzando i tanti errori di Butler dalla lunetta, con un sontuoso Swanigan da 25 punti e 11 rimbalzi (ma pure con 7 palle perse). Coach Painter ha parlato a fine partita di “incapacità nel mostrare pazienza e disciplina nel costruire possessi offensivi e condurre la partita“, ciò che è certo è che questo è un primo forte campanello d’allarme contro una squadra ostica ma molto undersized, e uno stavolta deludente Haas da appena 4 punti e 7 rimbalzi non ha avuto certamente l’impatto auspicato in quel di West Lafayette. Nell’altro match del Crossroads Classic, Indiana trova una vittoria fondamentale, soprattutto per come è arrivata e, a detta di alcuni analysts di ESPN, potrebbe essere la svolta nella stagione degli Hoosiers. Sotto di 16 nella ripresa, Indiana chiude il match con un parziale di 17-2 e completa una rimonta insperata e quasi miracolosa, tra i fischi scoraggiati di molti suoi tifosi. L’eroe della serata contro Notre Dame? Troy Williams, che con 10 rimbalzi e 18 punti (16 dei quali nel secondo tempo) e una palla rubata negli ultimi possessi al go-to-guy degli Irish (Jackson), ha rivoltato il match come un calzino e ha capitalizzato l’asfissiante difesa a zona degli Hoosiers: questo l’altro fattore determinante del successo, a detta perfino di un sorpreso Coach Crean che mai avrebbe pensato di difendere così tanto con la zona 2/3 come nel match di Sabato sera. Così fanno quattro vittorie in fila per Indiana che viaggia ora ad un record di 9-3 e può guardare alle sfide di conference con una rinnovata fiducia dopo gli scivoloni di questo inizio stagione. Ma la sorpresa forse più inattesa della settimana, nonché uno degli upset più grandi di questa stagione di college basket, è il colpaccio di Ohio State su Kentucky (#4). Buckeyes che si presentavano al Barclays Center di Brooklyn per il CBS Sports Classic con un record povero da 5 vittorie e 5 sconfitte, e un’incapacità congenita di competere ad alti livelli dopo tante stagioni nell’élite della Division I. Eppure, Ohio State ha dimostrato finalmente di saper gestire la pressione: toccato il +16 (si, non è uno scherzo, anche in questo match è di 16 il massimo vantaggio toccato da una delle due squadre in campo) ad 11 minuti dalla sirena, la furiosa rimonta di Kentucky è stata arginata con la solidità difensiva e la compattezza di uno spogliatoio che sapeva di essere un underdog e una vittima designata dei Wildcats, e non aspettava altro che un’opportunità per smentire tutto e tutti. Nella corta rotazione di otto giocatori, nessuno dei ragazzi di Coach Matta avrà segnato meno di 6 punti a fine partita, con il frontcourt ad eccellere: 14 punti, 7 rimbalzi, 3 assist e 3 recuperi per Bates-Diop, 10 punti con 5 rimbalzi e ben 5 stoppate per  il centro Trevor Thompson. Per una volta, le due prime della classe della Big Ten non fanno notizia, con Michigan State (#1) che pareggia con 12-0 il miglior inizio nella storia dell’ateneo sbarazzandosi agevolmente di Northeastern nella prima true road game stagionale, e con Maryland (#6) che asfalta in casa propria Princeton grazie ad un finalmente incisivo Layman da 19 punti ed al career-high del sophomore Jaylen Brantley da 14 punti. Meritano invece uno sguardo in più alcuni degli atenei meno accreditati (almeno quest’anno) della conference. Tralasciando il successo di Minnesota sulla modesta Chicago State e la ripresa di Iowa che, dopo la delusione del mancato upset di settimana scorsa su Iowa State, si è imposta su Drake, gli altri atenei della Big Ten regalano più spunti di discussione: nel successo casalingo di Illinois contro South Dakota arriva il career-high (34 punti) per uno dei leader del roster come Malcolm HillPenn State riesce a rientrare dal -17 nel derby di Philadelphia con Drexel, scongiurando una figuraccia contro un’avversaria che aveva un record di 1-7 prima del match, ed infine Northwestern vince due match in settimana (il primo un +30 perentorio sulla ancora mai vincente Mississippi Valley State) suggellando con una vittoria preziosa in overtime sul campo di DePaul il miglior avvio di stagione (10-1) dalla stagione 2011. Malissimo Nebraska che cade in casa con Samford, non pervenuta Rutgers, che perde ancora, stavolta in casa contro i “folli panchinari” di Monmouth (rimediate subito su YouTube, se non aveste colto il riferimento di chi vi scrive). Va invece rilevato il buon momento di forma di Michigan che, nei due agevoli successi settimanali contro Northern Kentucky e Youngstown State, aggiorna il libro dei record dell’ateneo: raggiunti i 1000 punti in carriera da Caris LeVert, contro Northern Kentucky diventa anche il quarto Wolverine nella storia del programma cestistico dell’università a far registrare una tripla doppia (13 punti, 10 rimbalzi e 10 assist); lista che si allunga già nel secondo impegno settimanale, contro Youngstown State, quando è Derrick Walton Jr. (finalmente rientrato da un infortunio alla caviglia) a seguire le orme di LeVert con una prova da 10 punti, 11 rimbalzi e 13 assist; i 59 punti di scarto inflitti da Walton e compagni (105-46 il risultato finale) rappresentano il miglior differenziale in una vittoria di Michigan nelle ultime nove stagioni sotto la guida di Coach Beilein. Cifre interessantissime anche quelle del sophomore Duncan Robinson, una delle storie forse più interessanti della Big Ten di quest’anno: dopo un anno da redshirt in seguito al trasferimento da Williams College (addirittura squadra di Division III), per lui sono arrivate addirittura due partenze in quintetto nelle ultime due uscite dei Wolverines e, con il 61.9% dall’arco dei tre punti, Robinson è il terzo miglior tiratore da tre della nazione. “Sliding doors” in quel di Ann Arbor, con Robinson che scala le gerarchie proprio mentre il veterano Spike Albrecht, play tutto grinta e cuore che fece sognare i suoi tifosi (e non solo) nella finale del Torneo NCAA 2012 poi persa contro Louisville, annuncia il suo ritiro a causa dei ripetuti problemi all’anca che ne hanno limitato l’impiego negli ultimi mesi. Ma l’addio della settimana, e forse uno dei più toccanti degli ultimi anni è il ritiro inaspettato da parte di Coach Bo Ryan a Wisconsin: al termine del match vinto dai Badgers contro Texas A&M-Corpus Christi, uno dei più rispettati e amati coach del college basket ha annunciato il passaggio di consegne al suo assistente Greg Gard. E’ il segno della fine di un’epoca in quel di Madison, un’epoca gloriosa che volge al termine mentre il programma cestistico prova oggi a ripartire da otto freshmen a roster (record della Division I per la stagione in corso). Un impatto indimenticabile quello lasciato da Ryan sulla panchina dei Badgers dal 2001 ad oggi: il fresco 68enne (festeggia il traguardo in queste ore) ha totalizzato 364 vittorie alla guida di Wisconsin, portando la squadra al Torneo NCAA 14 volte (entrambi record d’ateneo per un singolo allenatore), culminate in due Final Four consecutive e la finale NCAA persa lo scorso anno contro Duke, una finale che Wisconsin non giocava dal 1941. Inoltre, nell’era Ryan, i Badgers hanno avuto il miglior record complessivo nella Big Ten, vincendo quattro volte il titolo della regular-season e tre volte il torneo di una delle conference più competitive della nazione, frutto di un attacco efficiente e perfettamente equilibrato ed una difesa ingiocabile: i 59 punti di media concessi agli avversari nelle ultime 14 stagioni, sono infatti un record per la Division I. Wisconsin dovrà oggi ricostruire, ma potrà farlo sulle solide fondamenta costruite da un grande maestro di pallacanestro che ha segnato l’ultimo decennio di college basket. Ci mancherai, Bo. PAC-12 Con tre vittorie nelle tre partite disputate nell’ultima settimana, 13 Arizona è decisamente la squadra del momento nella Pac-12. I Wildcats hanno sbrigato agevolmente le pratiche Missouri (+19 all’intervallo), Northern Arizona (+55 di scarto finale!) e UNLV, quest’ultima più dura del previsto ma ugualmente portata a casa dai ragazzi di coach Miller. Altrettanto calda è Colorado, giunta alla decima vittoria consecutiva: per i Buffaloes due facili vittorie contro Nicholls State e Hampton, nelle quali è risultato decisivo il leader carismatico e tecnico di questa Colorado, Josh Scott, autore rispettivamente di 20 e 21 punti. Dietro le prime due della classe, un gruppetto di ben quattro squadre a quota 9-2 di record: si tratta di California, Oregon, USC e Utah. I Bears schiacciano la modesta Coppin State (Rabb 13 punti + 9 rimbalzi), i Ducks battono UC Irvine, partita nella quale Elgin Cook pareggia il suo career-high di 26 punti, e Long Beach State, mentre i sorprendenti Trojans di quest’inizio di stagione annientano Cal Poly (Katin Reinhardt 29 punti) e gli Utes battono Savannah State prima di effettuare l’upset della settimana battendo la numero 7 Duke a New York. Protagonisti della bella vittoria contro i Blue Devils sono l’ala Kyle Kuzma (21 punti) ed il lungo Jakob Poeltl (19 punti + 14 rimbalzi). Settimana positiva per Oregon State, Washington State ed Arizona State: i Beavers, reduci dalla sconfitta con Kansas, battono CSFullerton e Tulsa (Gary Payton II 19 punti in entrambe le vittorie), i Cougars vincono all’overtime una partita difficile contro Texas State (Iroegbu 18 punti), mentre i Sun Devils vincono ad UNLV contro i Rebels (Holder 19 punti) e contro Houston Baptist (Justice 20 punti, career-high). Settimana grigia invece per Washington, che perde contro Oakland, 22 UCLA, alla quale non riesce quello che sarebbe stato il terzo upset stagionale contro North Carolina, sconfitta quest’ultima resa meno amara dalla precedente vittoria contro Louisiana-Lafayette, e Stanford, che vince contro DePaul, ma successivamente perde al cardiopalma contro Texas. WCC Dopo il brusco KO della scorsa settimana contro California, risorge Saint Mary’s, che annienta senza fare troppi complimenti Cal Poly (+30 finale) e Southern Utah (+56 finale!), e rimane saldamente in testa alla WCC. Subito dietro ad inseguire, forse la vera prima forza della divisione della Costa Ovest, ovvero Gonzaga: i Bulldogs, dopo un inizio di stagione balbettante e reduci dalla sconfitta interna contro UCLA, battono Saint Martins e Tennessee, partita quest’ultima che ha visto l’esplosione del vero uomo in più di Gonzaga quest’anno, Domantas Sabonis, autore di una scintillante doppia doppia da 36 punti e 16 rimbalzi. Terza forza è BYU, che nell’unica partita disputata annienta Central Michigan grazie ad una seconda parte di gara praticamente perfetta, chiusa 54-41 per i Cougars; da segnalare per BYU la tripla doppia da 12 punti, 10 assist e 10 rimbalzi di Kyle Collinsworth. Appaiate a 7-4 di record ci sono Loyola-Marymount, che batte Jacksonville State grazie ai 42 punti equamente distribuiti di Adom Jacko e Steven Haney, e Pepperdine, che batte Louisiana-Lafayette grazie ai 21 punti di Jett Raines. Buona settimana per San Francisco, Portland e San Diego: i Dons ed i Toreros battono rispettivamente Coppin State ed UC Davis, mentre i Pilots perdono contro Weber State, prima di rifarsi contro CSFullerton. Santa Clara non va oltre i 70 punti nella sconfitta contro Nevada, mentre continua il periodo buio di Pacific, alla quinta sconfitta di fila. A cura di Andrea Filoni ATLANTIC 10 NCAA-Basketball-Rhode-Island-Rams-850x560   Ad aprire la settimana per le squadre dell’Atlantic 10 è VCU, che non riesce ancora a trovare risultanti convincenti, e dopo le prestazioni scorse poco convincenti incassa ancora due sconfitte di fila, la prima contro Georgia Tech e la seconda contro la numero 23 del ranking Cincinnati. Contro gli Yellow jackets i Rams durano solo un tempo; nel secondo infatti non riescono più a contenere i giocatori di Georgia Tech ne a trovare soluzioni offenisve soddisfacenti, complice una buona difesa avversaria soprattutto su Melvin Johnson. Non va meglio contro Cincinnati, anche se i Rams ci hanno provato fino all’ultimo, con Billbury il migliore dei suoi con 22 punti, complice la pessima serata al tiro di Johnson che chiuderà con un sonoro 0-11 dal campo. Gioco più fluido per i Rams, un po’ imprecisi al tiro (9 tiri liberi sbagliati su 25 sono un po’ troppi), soprattutto su tiri importanti che potevano fare la differenza. Periodo ricco di soddisfazioni invece per Duquesne, che vince altre due partite in questa settimana. La prima vittima è South Carolina State che resiste un tempo per poi crollare nel secondo dove subisce 45 punti che non riesce più a recuperare. Migliore per Duquesne è Micah Mason, che chiude con 20 punti realizzati. Sono invece gli 11 liberi realizzati da Colter che permettono ai Dukes di superare per 72-65 Robert Morris, facendo passare in secondo piano le pessime percentuali al tiro di squadra. Duquesne dunque chiude la settimana prenatalizia sull’ottimo record di 10-2, migliore partenza dopo lo 10-0 della stagione 1979-1980. Sonora sconfitta nel Gotham Classic registrata da Davidson contro una solidissima Pittsburgh. Agli Wildcats non bastano i 40 punti in 2 di Gibbs e Aldridge, subendo un parziale di 23-4 letale per l’esito del match. Facile vittoria invece per Dayton che non ha particolari difficoltà a sbarazzarsi di Furdam per 70-50. Bella prova di Cooke che chiude con un record personale di 15 rimbalzi e 11 punti e un positivo McElvene anche lui da 11 punti. Continua anche la strabiliante stagione di Rhode Island che vince ancora, stavolta all’overtime contro Iona. Mvp della gara è sicuramente Martin, autore di 27 punti e della giocata che vale la partita. Infatti su un tiro di un compagno raccoglie il rimbalzo e segna su tap-in subendo fallo e realizzando anche il libero supplementare. Buone prove anche di McGlynn, Garrett e Terrell tutti con 12 punti. Non ha particolarità difficoltà neanche la nuova numero 21 del ranking nonché capolista dell’Atlantic 10 George Washington, che dimostra di avere un ottimo repertorio offensivo molto efficace ed equilibrato e una difesa solida e precisa. I due mattatori dell’incontro sono i soliti Cavanaugh (18 punti) e Garino (16 punti). La squadra onora così al meglio il posto assegnatoli per la prima volta dal 2005-2006 nel ranking, godendosi la meritata vittoria.   A cura di Giovanni Foti ACC london-perrantes-ncaa-basketball-villanova-virginia-850x560 Inizia a riscaldarsi l’atmosfera NCAA, avvicinandosi sempre di più il “folle” mese di Marzo. Tante sorprese nell’ultima settimana di basket collegiale, con molte squadre importanti clamorosamente cadute nella trappola chiamata “upset”. Tutto sommato la ACC ne è uscita a testa alta, ad eccezione della partita tra Duke e Utah, portata a casa dagli Utes dopo un Overtime sul punteggio di 77-75. Jakob Poeltl guida i suoi alla vittoria con una doppia doppia da 19 punti e 14 rimbalzi. Dall’altra parte è Luke Kennard a suonare la carica con i suoi 24 punti che non portano ai Blue Devils i frutti sperati. L’altra gara giocata dai ragazzi di coach K è quella vinta facilmente su Georgia Southern, con un Brandon Ingram in grande spolvero (26 punti e 14 assist per lui). Le altre forze della ACC non deludono le aspettative. UNC fa due su due, contro Tulane e UCLA. Con i Bruins è decisivo l’apporto di Brice Johnson, autore di 27 punti in 28 minuti. Anche Louisville fa il bis di vittorie, prima su Kennesaw State, poi su Western Kentucky, grazie ai soliti Damion Lee e Trey Lewis. L’altra sicurezza di questa Conference è Virginia, vittoriosa su Villanova col solito trio di esperienza formato da Brogdon, Gill e Perrantes, rispettivamente da 20, 22 e 19 punti. Unica partita anche per Miami contro Charleston che vede gli Hurricanes passare senza problemi, grazie ai 20 punti di Newton in uscita dalla panchina e i soliti McClellan e Jekiri da 14 e 10 punti. Bene anche NC State prima su High Point, poi su Missouri sempre col solito Anthony Barber a produrre numeri pazzeschi (26 punti nella prima, 33 nella seconda). Vittorie anche per Pittsburgh su Davidson (Young 22 punti), Boston College su Delaware con 20 punti e 10 assist di Eli Carter e Virginia Tech su Grambling State (Justin Bibbs da 31 punti). Clemson vince prima contro Presbyterian, ma poi cade in casa contro South Carolina, mentre Notre Dame perde l’unica partita settimanale sotto i colpi degli Hoosiers di Indiana. Bene, invece, Wake Forest su North Carolina Greensboro e Coastral Carolina e Florida State, che passa prima su Mississippi State e poi su Florida Atlantic.   A cura di Ario Rossi American Athletic #18 Southern Methodist abbatte Nicholls (Carpenter 12, unico in doppia cifra) con le doppie doppie devastanti di Ben Moore (22+15) e Tolbert (18+23). Da 40 anni un Mustang non prendeva almeno 23 rimbalzi, quando Ira Terrell ne catturò 26, record di ateneo. SMU bissa il giorno dopo con Hampton (Darden 18) che dura 25′, poi i Mustangs la chiudono segnandone 47 negli ultimi 15′: Tolbert continua a dominare con un tremendo 20+19. #23 Cincinnati passeggia su Norfolk State (Taylor 14), sospinta dalla coppia Clark-Cobb, autori di 39 punti in due con un ottimo 16/25 al tiro. Partenza super dei Bearcats sul 15-0, toccando in seguito anche il +26 sul 61-35. Vince anche contro VCU (Billbury 22+9) con il patema finale: avanti 57-47, subisce un 8-0 in 90” e si ritrovano solo sul +2. I Rams sbagliano due volte il possibile pareggio e poi Caupain trova Cobb – entrambi chiuderanno a quota 15 punti – fuori dall’arco che chiude i conti. #25 Connecticut comanda sempre, anche di 14 punti nella ripresa, con UMass-Lowell (Thomas 19) anche se non riesce mai a staccarsela definitivamente di dosso, tanto che i River Hawks tornano anche a -6 a 2′ dalla fine. 28 di uno scatenato Purvis e quasi tripla doppia – 12 punti, 11 rimbalzi e 7 assist – del tuttofare Hamilton. 64% al tiro per gli Huskies. Memphis fatica e non poco per aver la meglio di Southern (Sam 26+12 con 9/11 da 2). Se Dedric fatica (11+10 ma 2/9 al tiro), è l’altro Lawson, KJ, a prendersi la squadra in spalla, segnandone 16 dalla panchina, incluso il lay-up del +3 con 20” sul cronometro. Bene anche Burrell, con 15+8 sempre dal pino. Cade però contro Mississippi (Moody 21): pesante il -18 toccante nel primo tempo. Inutili i 29 di Tarrant e i 21+14+5 stoppate di Lawson, che riportano i Tigers al massimo a 2 possessi di ritardo, ma poi devono arrendersi. Houston in casa non ha intenzione di fermarsi e anche North Carolina Central (Cole 17) deve arrendersi, anche se stavolta il punteggio è più basso del solito. Una bomba di Barnes porta i Cougars avanti a 10′ dalla fine e poi non sono più stati in svantaggio. Stesso discorso per Eastern Illinois (Johnston 19) che subisce molto nella ripresa e si arrende ad un Johnson da 25 punti. Temple firma l’undicesima sconfitta di Delaware State (Haywood 21) in altrettanti incontri grazie alla doppia doppia di DeCosey, autore di 20 punti e 12 carambole: decisivo il dominio in area con 30/38 ai liberi e 48-33 nella lotta a rimbalzo. Tulsa si arrende ad Oregon State (Payton II 19+7+6) nel Far West Classic nell’ex Rose Garden, casa dei Blazers. Avanti per tutta la prima metà, Tulsa subisce due bombe consecutive di OSU che si porta a +7 e spezza le gambe ai Golden Hurricane, spinti dai 20 di Rshad Smith. Central Florida cade a Detroit (Jenkins career high 26+10) nonostante un AJ Davis da 23 punti (massimo in carriera anche per lui), 8 rimbalzi, 5 assist e 4 rubate. UCF va sotto anche di 15 prima di recuperare fino al -4 a 100” dalla fine, ma non riesce ad avvicinarsi di più e alza bandiera bianca. Tulane non ha grossi problemi con Praire View (Williams 13), ancora a zero vittorie nelle prime 9 gare disputate. 24 del solito Dabney, unico dei suoi in doppia cifra. Troppo forti i Tar Heels, #11 del ranking, che asfaltano i Green Wave con il career high di Bryce Johnson, 25+10 con 11/17 al tiro; altri 18 per Dabney. Contro Mississippi State (Newman 15), invece, perde dopo aver rincorso quasi tutta la gara, ma cedendo definitivamente solo nel finale. East Carolina batte North Carolina Wilmington (Flemmings 16) con 41 della coppia Tyson-White: prima vittoria esterna dei Pirates su NC-Wilmington dopo 10 anni. La corsa dei Pirates si ferma subito contro James Madison (Curry 23) che tiene nel finale e porta a casa la vittoria. Altri 20 di White per East Carolina. South Florida vince facile con Jacksonville (Babineaux 21): decisivo il +19 all’intervallo. McMurray a 22 guida tutto il quintetto in doppia cifra, con almeno 13 punti. Anche Alabama-Birmingham (Brown 23) passa al USF Sun Dome. Avanti di 10 a metà gara, UAB ha controllato fino alla fine. 18 per Nunez.   NCAA Weekly Recap offerto dalla redazione di HoopScience!

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