NCAA Weekly Recap: Butler da record, promosse le majors

NCAA Weekly Recap: Butler da record, promosse le majors

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A cura di Davide Fina BIG TEN “Learn. Grow. Onto Sunday” è la didascalia scelta dal social media manager dei Wisconsin Badgers per commentare il risultato dell’esordio stagionale della formazione allenata da coach Bo Ryan. “Imparare” e “Crescere” sono i due diktat con cui ci sentiamo di aprire il paragrafo dedicato alla Big Ten Conference perchè, lo vedremo nelle prossime righe, è un leit-motiv che sarà valido per tante squadre del raggruppamento. Sicuramente lo è per Wisconsin (#17), a cui tocca riprendere le fila del discorso dopo una stagione trionfale, ma terminata bruscamente ad un passo dal sogno: dopo aver interrotto la cavalcata di una Kentucky sino ad allora imbattuta, i Badgers sono caduti in finale contro Duke, mancando per un soffio un appuntamento forse irripetibile con la storia. Poteva essere la vittoria di una pallacanestro di sistema, offensivo e difensivo, un basket ossessivamente metodico e per certi versi operaio (seppur con interpreti di assoluto valore tecnico): “Heart Over Hype” insomma, per utilizzare un noto slogan Adidas che campeggiava sul materiale tecnico di molti atenei sponsorizzati dalla casa tedesca. Invece no, niente vittoria e di nuovo in palestra a rimboccarsi le maniche per una stagione che si preannuncia durissima, senza Frank Kaminsky, Sam Dekker, Josh Gasser e Traevon Jackson. L’inizio, come avrete intuito dalla didascalia di apertura, è appunto difficile, perchè i Badgers cadono in casa contro una tutt’altro che irresistibile Western Illinois: non bastano i 17 punti di Bronson Koenig e Nigel Hayes (gli unici due superstiti del quintetto dell’ultima Final Four) a scongiurare quella che sarà la prima vittoria di sempre per una squadra della Summit League contro una della Big Ten. Wisconsin avrà tanto da imparare e crescere, ma la sensazione è che solo con un miracolo sportivo si potrà assistere ad una stagione non deludente in quel di Madison, considerando che, ad oggi, la rotazione comprende appena 8 giocatori e il contributo dei freshmen sarà tutto da valutare. La pronta reazione casalinga nel secondo impegno stagionale (contro Siena) fa ben sperare per una ripresa almeno emotiva prima che tecnica ma, se in panchina non sedesse Bo Ryan, non daremmo molte chance ad un roster simile. Situazione quasi identica ad Ann Arbor, dove Michigan (#25) ha esordito vincendo ma contro una squadra di Division II (Northern Michigan). Al di là del risultato, ciò che davvero può far sorridere Coach Beilein sono i ritorni di Caris LeVert e Derrick Walton: fuori causa dallo scorso Gennaio, con la loro dipartita la stagione dei Wolverines franò malamente, e i 18 punti con 5 assist e 4 rimbalzi di LeVert sono già un chiaro segnale sull’uomo da cercare per “togliere le castagne dal fuoco”. Nell’attesa del rientro di Zak Irvin dall’operazione alla schiena, starà agli altri due rientranti e all’esperienza di un tenace Spike Albrecht tenere in piedi la baracca e fare anche qualcosa di più. Proseguendo con il fil-rouge dell’apprendimento e della crescita, la squadra che, forse più di tutte in Division I, compie un percorso “manzoniano” da Novembre a Marzo è Michigan State (#13). I ragazzi allenati e formati a scalpellate dal materiale grezzo di partenza da Coach Tom Izzo, partono come sempre con pochi favori del pronostico: ad eccezion fatta di un veterano di grande talento come Denzel Valentine (13 punti, 9 assist e 8 rimbalzi all’esordio contro Florida Atlantic), il quintetto base mostra un “manovale” (passateci il termine) come Matt Costello, un sophomore praticamente mai visto l’anno scorso come Javon Bess, e due elementi chiamati ad un definitivo salto di qualità per compensare la perdita di Travis Trice, ovvero Bryn Forbes e “Tum Tum” Nairn Jr. Facile il successo contro Florida Atlantic, molto più interessante sarà la sfida di Martedì notte contro Kansas (#4), alla cui analisi vi rimandiamo settimana prossima. Occhio a Deyonta Davis, 22esimo miglior prospetto della classe 2015 secondo ESPN e, ci sbilanciamo, pronto tra qualche settimana a prendere il posto in quintetto di Costello (già una doppia-doppia all’esordio per lui in maglia Spartans, con anche 5 stoppate). Le tre squadre che invece sembrano aver imparato e sono ora chiamate ad una decisa crescita sono Indiana, Purdue e Maryland. Per le due squadre dello stato dell’Indiana il discorso è per certi versi simile: sia Indiana (#15) che Purdue (#23) possono vantare un roster con elementi tra i migliori 100 delle classi di reclutamento degli ultimi anni (Caleb Swanigan dei Boilermakers è il fiore all’occhiello, #9 della “nidiata” 2015 e già due doppie-doppie nelle prime due uscite stagionali contro North Carolina A&T e Vermont), con gli Hoosiers forse leggermente avvantaggiati in termini di talento puro grazie al backcourt assai prolifico composto da Yogi Ferrell e James Blackmon Jr (per tecnica pura, secondo a pochi in Division I). Entrambe fuori al primo turno nell’ultimo Torneo NCAA, hanno costruito più o meno a fari spenti (specialmente Purdue) dei gruppi solidi ma anche talentuosi, ed è ora il momento di riscuotere: Indiana dovrà correre ed essere letale dal perimetro (soprattutto in casa), Purdue forse ha una dimensione in più perchè, oltre alla pericolosità dal perimetro (citofonare a Davis, Stephens e al freshman a sopresa Cline) , è una delle squadre con il parco lunghi più profondo della Division I (Haas, Hammons, Swanigan e Edwards). I Terrapins di Maryland (#3) meritano però una menzione a parte per via di quel numerino così “pesante” che potete leggere accanto al nome. Già, perchè i ragazzi di Coach Turgeon hanno perso un giocatore esperto come Dez Wells (ha terminato la sua esperienza collegiale), ma hanno aggiunto due transfer preziosi come Robert Carter (da Georgia Tech) e, soprattutto, Rasheed Sulaimon, cacciato da Duke a sorpresa nella scorsa primavera. Ah, e ci sarebbe pure l’approdo a College Park di Diamond Stone, il sesto miglior talento della classe 2015 (e il secondo miglior centro dopo Labissiere di Kentucky)…Serve altro per spiegare quel numero 3 del ranking ESPN? Sì, perchè sono ritornati per un’altra stagione nel Maryland anche Jake Layman e Melo Trimble, a nostro modesto parere il candidato al ruolo di playmaker dell’anno insieme a Kris Dunn (Providence). Il risultato di questa opulenza cestistica è un esordio convincente contro la pur scarsa Mount St.Mary’s, con cinque giocatori in doppia cifra e quasi il 60% dal campo. Per il momento la carne al fuoco in Big Ten può bastare, tenendo d’occhio Iowa, Minnesota, Nebraska, Ohio State, Rutgers ed Illinois per capire chi può insidiare le squadre menzionate qui sopra nella lotta al titolo di Conference o comunque ad un buon piazzamento: chi più (Rutgers, Illinois e Nebraska), chi meno (Iowa, Minnesota e Ohio State), questi atenei attraversano un processo di rebuilding che difficilmente li vedrà lottare per alte ambizioni, con i Buckeyes che partono avanti rispetto alle altre squadre di questo gruppetto per tradizione, organizzazione ed un maestro della panchina come Thad Matta che ha festeggiato nella notte contro Mount St.Mary’s (si, ancora loro) le 300 vittorie da allenatore di Ohio State. Da segnalare la brutta sconfitta per Illinois all’esordio contro North Florida che, potrete comodamente sbeffeggiarci in primavera, ci sentiamo di candidare già oggi come potenziale Cinderella al Torneo NCAA, qualora dovesse riuscire a vincere il torneo dell’Atlantic Sun come già accaduto un anno fa.   A cura di Giovanni Foti ACC usa-today-8921501.0 Una delle conference, come al solito, più competitive inizia la stagione senza particolari sorprese, ad eccezione delle inaspettate sconfitte di NC State contro William & Mary e Virginia Tech contro Alabama State. La squadra al primo posto nel ranking: UNC, parte ovviamente senza problemi, viste le avversarie affrontate. North Carolina, infatti, schiaccia prima Temple, poi Fairfield, con due buone prestazioni di squadra, dove spiccano Meeks, Johnson, ma soprattutto un Berry II sicuramente in palla. Anche l’altra forza della ACC (Duke) viaggia tranquilla in queste prime partite di non conference, battendo Siena e Bryant. I ragazzi di coach K partono subito forte, senza accusare la perdita di tre giocatori fondamentali nello scorso anno, grazie ai quali Duke ha trionfato nella finale del torneo: stiamo parlando di Okafor, Jones e Winslow. A prendere le redini della squadra adesso c’è un Grayson Allen più maturo, assieme al compagno Amile Jefferson, atteso nella stagione della consacrazione, ma soprattutto Brandon Ingram, il freshman che tutti attendevano. Anche Virginia, nell’unica gara giocata finora, si è dimostrata solida, con una buona base su cui lavorare per tenare di arrivare alla Final Four. I presupposti ci sono tutti, e la squadra è rodata da un paio di anni, con il solito duo di lunghi Tobey-Gill, con Brogdon e Perrantes in regia. L’altra presente nel ranking col numero 19 è la Notre Dame che ha tanto stupito nella scorsa stagione e vuole ripetersi nonostante la perdita del suo giocatore migliore: Jerian Grant. Nella vittoria su St.Francis (PA) Demetrius Jackson si è vestito da Grant, mettendo 27 punti e Zach Auguste 15 punti e 14 rimbalzi. Bene anche Louisville e Miami, due squadre da tenere sempre d’occhio per l’intensità di gioco. Gli Hurricanese sono rimasti quelli dello scorso anno con i soliti McClellan, Rodriguez e Jekiri a guidare la squadra nella vittoria su Texas-Pan American. Anche per Louisville è facile passare su Samford con un Damion Lee da 14 punti e 5 rimbalzi. Vittoria anche per Syracuse su Lehigh, col solito Gbinije coadiuvato da Cooney. Dopo la sconfitta con William & Mary, NC State si riscatta vincendo contro South Alabama. La perdita di un giocatore come Trevor Lacey è pesante, ma giocatori come Barber, Martin e Anya sono in grado di prendersi responsabilità. Da segnalare, inoltre, le vittorie di Florida State su Nicholls State e Georgia Tech su Cornell per 116-81. Clemson fa due su due, con North Carolina Central e UTSA, grazie al solito Blossomgame. Due vittorie anche per Wake Forest, che passa prima su Maryland-Baltimore County, con Devin Thomas e Kostantinos Mitoglu sugli scudi, poi su Bucknell, questa volta grazie ai colpi di Wilbekin e Crawford. Per ultima la vittoria agevole di Boston College su St.Francis (NY), con 23 punti di Carter e 19 di Robinson.   A cura di Ario Rossi AMERICAN ATHLETIC Debutto non facile per Temple, che nella prima gara stagionale va in casa di una delle favorite per la vittoria finale, North Carolina. Coleman chiude con 19 punti e un buon 5/11 al tiro ma non basta per battere la ben più attrezzata UNC. Vittorie senza sudare per UConn e Cincinnati, che hanno steso rispettivamente Maine e Western Carolina. Per i Bengals, Clark ha segnato 21 punti con 9/10 al tiro, suo career high. Cincinnati bissa il successo con Robert Morris, asfaltata 106-44 in una gara senza storia fin dalla palla a due. Le imitano anche Tulsa (98-81 su Central Arkansas), Southern Methodist (85-50 su Sam Houston State) e Memphis (67-49 su Southern Mississippi con 15+9 di Shaq Goodwin). Grambling State mette in difficoltà East Carolina, ma poi i Pirates hanno la meglio grazie a Caleb White che tra i suoi 21 punti c’è anche la tripla che chiude il match a 90” dal termine. Central Florida cade sul campo di Davidson 90-85. I Wildcats conducono per buona parte della gara, ma UCF ha la forza di rientrare ad inizio ripresa (60-61, unico vantaggio esterno), ma 9 punti in fila di Gibbs – chiuderà con 35, a soli due punti dal suo career high – riallargano la forbice ed i Knights non riescono più a mettere la testa avanti. Cadono, invece, in casa South Florida con Troy e Tulane con Alabama A&M. Avanti anche di 14 sul 44-30, i Bulls si bloccano e Troy rientra. Ancora avanti di uno a 2’30” dalla fine, Troy ne segna 9 di fila che chiudono il match. Tulane perde in overtime (parziale di 3-2…) contro Alabama A&M dopo esser stata sotto anche in doppia cifra durante l’incontro.   A cura di Giovanni Bocciero SEC Kentucky mette a segno il primo back to back stagionale, e neanche a dirlo sono subito i neo Wildcats di coach John Calipari a sigillare le due vittorie. Contro Albany superata per 78-65 con una prestazioni non esaltante, a tratti addirittura timorosa, è stato fondamentale Jamal Murray che ha chiuso la serata con 19 punti (8/15 al tiro), 8 assist, 3 rimbalzi e 3 recuperi, mentre Derek Willis con i suoi 14 punti e 5 rimbalzi uscendo dalla panchina è stato l’autentico coniglio dal cilindro. Ventiquattro ore dopo è toccato a NJIT cadere alla Rupp Arena per 87-57. Dopo un primo tempo equilibrato i Wildcats se ne sono andati via nella ripresa (51-29 il parziale) in cui Skal Labissiere è stato chirurgico con il suo 10/12 al tiro per complessivi 26 punti a cui ha aggiunto 5 rimbalzi. Doppia-doppia uscendo dalla panchina per Isaiah Briscoe, che aveva saltato il match con Albany per infortunio, da 11 punti e 12 rimbalzi. Inizia bene la stagione per Vanderbilt che quasi doppia nel punteggio Austin Peay visto l’80-41 finale. Sono ben dieci i Commodores di coach Kevin Stallings che realizzano in questo match, in cui però brilla Luke Kornet con una doppia-doppia da 13 punti ed altrettanti rimbalzi condita da 4 stoppate e 3 assist. Frenata dai falli la gara di Damion Jones che chiude con 12 punti (6/12 al tiro) e 5 rimbalzi in 16′. È già un bel vedere il freshman Ben Simmons con la casacca di Louisiana State che supera McNeese State con il punteggio di 81-70. L’australiano colleziona la prima doppia-doppia da 11 punti (4/7 al tiro) e 13 rimbalzi oltre a 5 assist e 2 stoppate. Il top scorer per i Tigers è l’altro freshman Antonio Blakeney che segna 22 punti e raccoglie 10 rimbalzi. In luce anche Brandon Sampson, anch’essi al primo anno, con 18 punti (4/6 da tre) e Tim Quarterman con 11 punti, 6 rimbalzi e 3 assist. Texas A&M schiaccia South Carolina Upstate con il punteggio di 104-64, realizzando 52 punti per tempo. Gli Aggies vanno a referto con ben sei uomini in doppia cifra, di cui quattro sono i freshman Tyler Davis (16 punti), D.J. Hogg (20), Elijah Thomas (11) e Admon Gilder (16), ma soprattutto dominano a rimbalzo (46 a 28) e negli assist (32 a 12). Il leader dei texani Danuel House mette a referto 15 punti. Mississippi State vince nell’opening game contro Eastern Washington grazie al risultato di 106-88. Al debutto in panchina per coach Ben Howland, i Bulldogs devono fare a meno del freshman Malik Newman fermato da un’infortunio di preseason, ma sono letteralmente trascinati dal duo Gavin Ware e I.J. Ready che siglano rispettivamente 26 punti e 13 rimbalzi il primo e 25 punti e 6 assist il secondo. Mississippi State scappa nel secondo tempo quando mette a segno un parziale di 20-0. Inizia con un successo l’era di coach Mike White a Florida che vince on the road contro Navy per 59-41 una partita per niente bella da vedere, dove si è tirato con percentuali bassissime e si sono commessi tanti errori. I Gators si sono aggiudicati la battaglia sotto le plance (47 rimbalzi contro i 33 degli avversari) dove la coppia Dorian Finney-Smith e Devin Robinson ha afferrato 22 rimbalzi insieme. Robinson è risultato anche il miglior marcatore con 13 punti uscendo dalla panchina. Vince all’esordio anche Ole Miss che ha battuto Northwestern State per 90-76. I Rebels sono trascinati da un Stefan Moody che realizza 29 punti, tirando 10/23 dal campo, e che aggiunge 5 assist e 5 rimbalzi. L’esterno di coach Andy Kennedy è stato ben supportato dall’ala Sebastien Saiz che ha fatto registrare 16 punti e 14 rimbalzi. Fatale l’overtime per Georgia che ha alzato bandiera bianca in casa contro Chattanooga per 90-92. Partita a fisarmonica con i Bulldogs costretti ad inseguire, poi a gestire e poi nuovamente a rimontare con Charles Mann (17 punti, 7 rimbalzi, 4 recuperi, 3 assist ma anche 7 perse) che manda la gara al supplementare in cui non basta un J.J. Frazier da 22 punti e 8 assist per conquistare la “doppia v”. South Carolina riesce a domare una Norfolk State sempre a contatto grazie all’84-69 finale. Coach Frank Martin ha avuto dai suoi Gamecocks quasi lo stesso bottino in termini di punti tra starting-five (46) e panchina (38), in special modo dalla coppia Thornwell-Chatkevicius (27) per i titolari e Notice-Silva (26) per le riserve. Solo 7 punti (3/7 al tiro) con 4 rimbalzi, 3 assist e 3 recuperi per il freshman P.J. Dozier. Vincono anche le altre formazioni della SEC quali Arkansas (con un Moses Kingsley da 22 punti, 12 rimbalzi e 5 stoppate) contro Southern per 86-68; ed Alabama (con 18 punti di Obasohan e 16 di Ingram) contro Kennesaw State per 77-64. Vittorie al rush finale per Tennessee su UNC Asheville per 82-78 grazie alla freddezza dalla lunetta di Kevin Punter (31 punti con 10/14 al tiro); ed Auburn su Alabama-Birmingham per 75-74 grazie prima alla tripla di T.J. Lang (1/2 da tre) e poi alla giocata difensiva di Horace Spencer. Anche Missouri esordisce in stagione vincendo contro Wofford per 83-74, in cui la differenza l’hanno fatta i punti arrivati dalla panchina (42 a 26 con Wright che ne segna 18) e quelli nel pitturato (34 a 14 con Puryear che ne realizza 20 in gran parte in area). I Tigers hanno bissato il successo con Maryland-Eastern Shore grazie al punteggio di 73-55 con quattro uomini in doppia cifra (Clark 15, Puryear e Phillips 13, Walton 11).   BIG 12 Nell’opening game della stagione Kansas si sbarazza all’Allen Fieldhouse di Northern Colorado con il punteggio di 109-72 grazie ad una prestazione balistica che si può riassumere nel 58% da tre punti. Grande protagonista Brannen Greene che uscendo dalla panchina ha realizzato un chirurgico 5/5 dai 6,25 per 18 punti totali in 14′ di utilizzo. Fantastico! Bene anche i due play Frank Mason e Devonte Graham in cabina di regia, che hanno combinato insieme 24 punti e 17 assist. Vittoria anche per Iowa State del neo coach Steve Prohm, che supera Colorado sul campo neutro di Sioux Falls con il risultato di 68-62. Il primo impegno dei nuovi Cyclones non ha esaltato più di tanto i puristi del gioco perché si sono visti tanti 1vs1, poca circolazione della palla e canestri a dir poco estemporanei. Monte Morris si vede solo nel primo tempo ed alla fine chiude con 12 punti, 5 rimbalzi, 4 assist e 3 recuperi, così come va a folate Georges Niang (17 punti e 4 rimbalzi). Il più positivo per ISU risulta essere alla fine Abdel Nader che realizza 14 punti e i canestri decisivi per la prima “doppia v” stagionale. Baylor rifila 42 punti (97-55) a Stephen F. Austin, sorpresa degli ultimi due Tornei NCAA, tirando meglio da tre punti (56% contro il 21% con McGlure 3/4 uscendo dalla panchina), prendendo dieci rimbalzi in più (37 a 27 con Wainright che ne ha raccolti 9) e soprattutto smazzando quasi il doppio degli assist (31 a 16 con Medford che ne ha servite 9). Top scorer per i Bears di coach Scott Drew è stato il pivot Rico Gathers con 18 punti. West Virginia non ha lasciato scampo a Northern Kentucky, battuta con il punteggio di 107-61. I Mountaineers di coach Bob Huggins hanno letteralmente surclassato i rivali recuperando 20 palloni e raccogliendo 47 rimbalzi. Miglior marcatore Jevon Carter con 24 punti, 6 assist e 5 recuperi, bene anche le due ali Devin Williams e Jonathan Holton che insieme hanno realizzato 32 punti e preso 27 rimbalzi, e Daxter Miles che ha chiuso con 19 punti. Hanno festeggiato all’esordio le altre formazioni della Big 12 come Oklahoma State (24 punti per il cecchino Phil Forte) che ha superato Tennessee Martin per 91-57, Kansas State (doppia-doppia da 23 punti e 10 rimbalzi per Wesley Iwundu) che ha battuto Maryland-Eastern Shore per 80-53, Texas Tech (top scorer Devaugntah Williams con 26 punti e 8 rimbalzi) che ha avuto la meglio su High Point per 77-73, e Texas Christian (trascinata da un Brodziansky da 19 punti, 10 rimbalzi e 5 assist) che ha vinto contro Southeastern Louisiana per 90-77. L’unica sconfitta del primo weekend per questa conference è arrivata per mano di Texas che nella gara giocata a Shanghai, in Cina, si è arresa a Washington per 77-71. I nuovi Longhorns di coach Shaka Smart hanno ancora molto da lavorare con il solo playmaker Isaiah Taylor che ha fatto di tutto per evitare la sconfitta, realizzando 29 punti con 12/15 dalla lunetta ed afferrando 7 rimbalzi senza però distribuire neppure un’assist. Troppo solo o troppo egoista?   A cura di Riccardo Gentilini PAC-12 Si riparte (finalmente). E lo si fa da dove avevamo interrotto qualche mese fa, ovvero con la solita sinfonia di #12 Arizona a dettar legge. Tra nuovi innesti, come il nuovo arrivato Ryan Anderson (tre anni a Boston College, 18 punti con 8/11 al tiro e 12 rimbalzi in 26 minuti), e facce conosciute ai più (Gabe York 13 punti), i Wildcats travolgono nel primo test ufficiale della stagione Pacific. Partita sostanzialmente mai in discussione (+17 all’intervallo per i ragazzi di coach Miller) contro una squadra di evidente inferiorità. Chi parte altrettanto forte e con alte ambizioni quest’anno è #14 California, che lascia le briciole a Rice complice un Tyrone Wallace formato superstar che chiude con 20 punti (9/12 al tiro), 8 assist e 6 rimbalzi. Oltre alla prestazione all-around del senior dei Golden Bears, sottolineiamo l’ottima prova dell’intero quintetto di California, tutti in doppia cifra, tra cui citiamo in particolare i 28 punti del freshman Ivan Rabb in contumacia all’altro top recruited Jaylen Brown. Chi parte male è invece UCLA, che viene sorpresa in casa da Monmouth in un finale da thriller. Nonostante la prestazione monstre di Tony Parker (19 punti e 19 rimbalzi), UCLA è molto imprecisa, soprattutto all’inizio, dove finisce anche sotto di undici lunghezze, poi ricucite dal già citato Parker e Bryce Alford (22 punti, ma 5/17 al tiro). Nel secondo tempo è battaglia vera, che prelude ad un finale in volata che vede i Bruins mettere il naso avanti più e più volte, ma sempre ripresi dai mai arrendevoli ragazzi di coach Rice: si arriva all’overtime, dove UCLA è avanti di cinque punti, prima di subire un 9-2 di parziale che chiude i conti. Nonostante la cocente sconfitta casalinga, i Bruins si rialzano contro Cal Poly grazie all’ottima prova del sophomore Tom Welsh (22 punti –career high- con 10/12 dal campo) e dell’altro lungo, Tony Parker (16 punti conditi da 14 rimbalzi). Stanford, come l’anno scorso parte bene, e azzecca due partite su due contro Green Bay e Charleston Southern, in cui prima Christian Sanders (23 punti di cui 8 nell’overtime) e Dorian Pickens (20 punti) trascinano i Cardinal alla vittoria. #16 Utah, dopo un primo tempo sofferto, riesce a battere Southern Utah, grazie al trio Poeltl-Loveridge-Kuzma, autore di ben 73 punti sugli 82 messi a referto dagli Utes, mentre anche Oregon (Dorsey 20 punti) parte forte annichilendo Jackson State. I cugini dei Ducks di Oregon State partono anch’essi col piede giusto espugnando il parquet di Northwest Christian, mentre cadono Arizona State (contro Sacramento State) e Colorado (contro Iowa State). A completare il quadro, USC (McLaughlin 20 punti), che parte fortissimo e annienta San Diego limitandola a soli 45 punti segnati, Washington e Washington State, vittoriose rispettivamente contro Texas e Northern Arizona.   A cura di Andrea Filoni ATLANTIC 10 Non si fa trovare impreparata al primo impegno della stagione una delle squadre più forti dell’Atlantic 10, ovvero VCU, subito in campo contro Prairie View. Virginia parte infatti molto bene, decidendo la partita sul finale di primo tempo con un parziale a favore di 16-9. Mattatori dell’incontro per VCU sono Melvin Johnson e Doug Brooks con 13 punti ciascuno, insieme a Tillman, che fa registrare una doppia doppia da 10 punti e 11 rimbalzi. Anche Dayton non ha difficoltà a vincere la prima partita stagionale, chiudendo la partita contro Southeast Missouri State già nel primo tempo, finito 46-16 in favore dei Flyers. Da segnalare la buona percentuale al tiro di Dayton, che chiude col 52% dal campo. Ottime le prove di Ryan Mikesell (21 punti con 5 canestri dalla lunga distanza) e Darrell Davis (15 punti per lui). Parte nel modo migliore Saint Joseph’s, che in questo primo weekend fa due su due battendo prima di misura Drexel 82-81 e poi Niagara per 73-62 . Nella prima partita molto tirata l’MVP di serata e sicuramente Bembry, che ne segna 23 col 50% dal campo. Ottima la prova di Miles, che chiude in doppia doppia con 13 punti e 10 rimbalzi. Anche contro Niagara i protagonisti non cambiano, con Miles e Bembry che chiudono rispettivamente a 15 e 12 punti. Ottima prova di Brown, anche lui in doppia cifra con 15 punti. Bellissima partita quella che vede La Salle vincitore contro Towson per 78-76 grazie al game winner di Schuler che consegna le chiavi della vittoria con un layup e due tiri liberi segnati. Ad un secondo dalla fine Towson ci prova dalla lunga distanza con Hawkins, che però non centra il bersaglio. Mvp della gara è sicuramente jordan Price che registra una prestazione mostruosa con 27 punti finali. Partenza sprint anche per Davidson, che supera 90-85 UCF con un’ottima prestazione dell’Mvp Jack Gibbs (saranno 35 al fischio finale per lui) che diventa così il primo giocatore dopo Stephen Curry a segnare più volte più di 30 punti (l’anno scorso aveva centrato già due volte l’obiettivo). Da segnalare delle buone vittorie per George Washington, con Kevin Larsen che registra un career high da 27 punti, e con Cavanaugh (fuori tutto l’anno scorso dopo il trasferimento da Wake Forest) con 15 punti; vittoria facile inoltre per Duquesne che porta ben 5 giocatori in doppia cifra tirando col 55% dal campo. Infine bella gara anche di UMass, che vince nella notte di Sabato contro Howard grazie ad un parziale tutto nelle mani di Trey Davis che segna 10 punti di fila per Massachussets, e che, insieme a Jabarie Hinds, chiuderà con 19 punti segnati. Non bastano i 30 e i 27 punti di Daniel e Miller per regalare la vittoria ai Bison.   A cura di Alberto Buffin BIG EAST Nel Grande Est, la stagione inizia sotto il segno di Seton Hall, che si porta in vetta alla classifica vincendo le sfide contro Dartmouth e Wagner. A farla da padrone è stato il promettente sophomore Isaiah Whitehead, che in entrambe le occasioni ha terminato a quota 18, risultando sempre il miglior marcatore dell’incontro. Nella gara contro i Big Green di Dartmouth, è stato l’impressionante il 62% dal campo per i Pirates ad incanalare la contesa sui binari biancoblù, mentre per superare i Seahawks è servita una prestazione superlativa dalla lunetta (solo 4 errori su 28 tentativi per Delgado e soci) per avere la meglio degli avversari. Per #24 Butler invece ben più facile la pratica The Citadel, superata con un agevole 144-71, frutto di ben 92 punti provenienti dal pitturato contro i 18 dei rivali. Nella sfida tra “Bulldogs” a brillare è stato Kellen Dunham, con 24 segnature, grazie alle quali i suoi hanno battuto il record all-time per punti segnati in una singola partita. Tra le altre, Villanova scopre Jalen Brunson (12 punti) e ottiene conferme da Ryan Arcidiacono (12) nella larga vittoria su Fairleigh, mentre Xavier supera Miami (OH) con un Jalen Reynolds da 16 punti. Male invece Georgetown, che cede al secondo supplementare contro Radford a causa della tripla messa a segno con 1,5 secondi sul cronometro da Rashun Davis. Anche Marquette al tappeto contro Belmont, nonostante la grandissima prova del rookie Henry Ellenson (21 punti, 16 rimbalzi). Ma c’è anche spazio per una piacevole sorpresa in questo avvio di stagione: la Big East scopre Federico Mussini, autore di 18 punti ed un paio di pregevoli giocate contro la malcapitata Wagner, consegnando a Chris Mullin la prima vittoria in carriera da allenatore.   MOUNTAIN WEST   Guardano tutti dall’alto, Nevada e New Mexico, grazie ad un cammino finora privo di intoppi e costituito per entrambe da due partite, al contrario dei rivali divisionali che ne hanno disputata solo una a testa. Partiamo con i Wolf Pack, che hanno cominciato forte l’annata grazie a Marqueze Coleman ed AJ West, entrambi superlativi nelle sfide contro le modeste Coastal Carolina e Montana State. Decisamente più entusiasmante la settimana di New Mexico, costernata da gioie ma anche da grossi spaventi: la favola di Elijah Brown, transfer da Butler, appartiene alla prima categoria, mentre l’infortunio di Devon Williams ha lasciato di stucco il pubblico di Las Cruces per qualche minuto. Brown, sophomore, ha collezionato un bottino di 47 punti nelle due gare contro Texas Southern e New Mexico State, dopo una prima annata senza mai aver visto campo con i Bulldogs, e nella gara contro i Tigers ad un certo punto è corso ad abbracciare coach Craig Neal come segno di riconoscenza per avergli aperto le porte dei Lobos. Williams invece è bloccato in ospedale, con un infortunio al collo del quale non si conosce la gravità. Può sorridere anche Colorado State, che con i 16 punti del trio Gillon – De Ciman – Clavell pone la parola fine alla striscia interna di Northern Iowa, che si conclude a quota 18. A sorpresa cade anche Boise State nonostante i 23 punti di Drmic, insufficienti per prevalere su Montana, mentre UNLV si gode un Zimmerman brillante alla prima uscita (12 punti, 9 rimbalzi) che consegna ai Rebels la prima gioia stagionale ai danni di Cal Poly.   NCAA Weekly Recap offerto dalla redazione di HoopScience.

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