NCAA Weekly Recap: gli esiti dei maggiori Tornei

NCAA Weekly Recap: gli esiti dei maggiori Tornei

Andiamo a ripercorrere gli avvenimenti dell’ultima settimana di NCAA, con un recap comprendente le gare disputatesi tra il 9 ed il 13 marzo.

Big Ten
Nei cinque giorni di torneo di conference appena trascorsi ad Indianapolis, erano poche le squadre della Big Ten a giocarsi qualche obiettivo davvero significativo. Ma, come sempre in questa folle stagione di college basketball, le sorprese non hanno tardato a mostrarsi. Già al secondo giorno di torneo ci salutano infatti Wisconsin, che aveva già comunque fatto il suo “lavoro” acciuffando l’accesso al Torneo NCAA con una parte finale di regular season impressionante, e una sempre più enigmatica Iowa: se è pur vero che anche gli Hawkeyes erano ampiamente sicuri di un seed abbastanza tranquillo al Torneo, era forse auspicabile un miglior rendimento al torneo di Conference per evitare di vedersi assegnato una testa di serie bassa alla Selection Sunday. Tant’è, Iowa perde inopinatamente al secondo turno del torneo della Big Ten, contro una Illinois dal mediocre record di 5 vittorie e 13 sconfitte in sfide di conference, e la commissione NCAA concede agli Hawkeyes un seed #7 al Torneo NCAA in una parte di tabellone presidiata da Miami, Arizona e Villanova. Auguri.
Un’altra pseudo-delusione del Torneo della Big Ten è stata la vincitrice della regular season Indiana (tra poco vi diremo perché ha deluso), mentre mostra segnali di ripresa Maryland, che si arrende in semifinale per tre soli punti di scarto alla vincitrice Michigan State: i problemi dei Terps restano i soliti, quelli di una panchina totalmente assente e della coppia Sulaimon-Trimble che nelle ultime settimane spara a salve troppo spesso, ma almeno si conferma la combattività e la tenacia di un gruppo che è duro a morire anche in un momento particolarmente negativo della stagione. Nonostante un seed alto (il #5) al Torneo NCAA, non si può dire che coach Turgeon sia stato particolarmente fortunato: Maryland se la vedrà infatti al primo turno contro una insidiosa South Dakota State ma, soprattutto, sarebbe attesa al turno successivo o da una potenziale mina vagante (o Cinderella, se preferite) come Hawaii oppure da una delle squadre più talentuose dell’intero bracket, i California Golden Bears protagonisti di quest’ultimo mese di regular season. Ultima chiamata per Trimble e compagni, per salvare da un pesante flop la stagione, non c’è un’alternativa al giocare un Torneo NCAA perfetto sin dalla palla a due contro i Jackrabbits.
Dicevamo di Indiana che, da vincente della regular season della Big Ten e testa di serie n°1 in questo torneo, aveva la ghiotta occasione di strappare un seed piuttosto alto al Torneo NCAA…Com’è andata a finire? Ovviamente gli Hoosiers perdono alla prima partita disputata contro Michigan, di fatto regalando ai Wolverines un accesso al Torneo NCAA totalmente insperato (e anche abbastanza immeritato, lasciateci dire): Ferrell e compagni sembrano i lontani parenti della squadra che spazzò via Michigan qualche settimana fa con un parziale di 28-0, buttano via 15 palloni e regalano il tiro della vittoria a Kameron Chatman. Chatman che, prima dell’ultimo tiro, viaggiava a 7/27 da tre punti in stagione ma, si sa, Marzo è anche questo e la tripla dall’angolo a 2 decimi di secondo dalla sirena troverà il fondo della retina. Con la complicità di Indiana, i Wolverines evitano così la seconda annata consecutiva di assenza dal Torneo NCAA.
Se Michigan è la “vincitrice morale” del torneo della Big Ten, perché di fatto è l’unica squadra che aveva qualcosa da chiedere al cielo di Indianapolis e l’ha ottenuto, le due squadre che realmente hanno mostrato i migliori risultati sul parquet sono state Purdue e Michigan State. Complice l’upset sorprendente di Michigan ai danni di Indiana, Purdue si ritrova con un tabellone abbastanza agevole fino alla finale contro gli Spartans. Tra il dire e il fare, c’è sempre di mezzo il mare, e i Boilermakers dimostrano di aver ritrovato il filo del discorso e di essere pronti a mostrare alle 67 avversarie al Torneo NCAA quella solidità a rimbalzo e sul perimetro che ogni tanto si sono dimenticati di possedere: i 27 punti con 11 rimbalzi e 3 stoppate di Hammons nella semifinale contro Michigan sono il segnale chiaro e forte che finalmente questo ragazzone è pronto a trascinare un gruppo profondo e abbastanza esperto. Difficile chiedere a Purdue di battere una squadra oggettivamente più forte come quella allenata da coach Tom Izzo, ma saper recuperare uno svantaggio in doppia cifra e arrivare a lottare fino agli ultimi possessi contro una squadra da Final Four è un indicatore di quanto Purdue sia intenzionata a fare sul serio. Su Michigan State abbiamo invece poco da aggiungere rispetto a quanto detto nel corso della stagione: da settimane gli Spartans hanno ritrovato quella calma e quella sicurezza nei propri mezzi che avevano smarrito nel mese di Gennaio, ritornando a macinare gioco e attestandosi come una delle favorite alla vittoria finale del Torneo NCAA. Resta un mistero il motivo del seed #2 alTorneo NCAA assegnato loro dal selection committee, ma non temete: i 15 punti, 10 rimbalzi e 9 assist di Denzel Valentine nella finale del torneo della Big Ten con Purdue li rivedrete prossimamente sui vostri schermi al Torneo NCAA. Aggiungete le triple di Forbes e poi, dobbiamo ancora ricordarvi che dopo Gennaio e Febbraio viene “Izzo”?

ACC
Il torneo della ACC si apre con le due sfide tra le peggiori quattro della Conference. NC State sfida Wake Forest, mentre Florida St. se la vede con Boston College. Vittoria facile dei Seminoles per 88-66. Fa più fatica invece la NC State di Anthony “Cat” Barber che nonostante le difficoltà al tiro (7/21) mette a segno 22 punti, portando i Wolfpack al turno successivo per sfidare i Blue Devils di Duke. Barber è ancora protagonista, con 29 punti e 7 assist. Sono Kennard e Ingram nel secondo tempo a portare Duke alla vittoria e alla fase successiva. Florida St., invece, incontra Virginia Tech, che ha pochi problemi a battere i Seminoles per 85-96 con i 19 di Devon Bookert. Al secondo round del torneo troviamo altre due gare combattute: Clemson vs Georgia Tech, che la spunta sui Tigers grazie ai 29 punti di Georges-Hunt e la più entusiasmante Syracuse vs Pittsburgh, vinta dai Panthers nell’ultimo minuto grazie a James Robinson, autore dei 4 punti decisivi negli ultimi 60 secondi. Cameron Johnson chiude a 24 con 6 rimbalzi, per gli Orange non bastano i 24 di Gbinije. Ai quarti di finale passa Pittsburgh, che incontra la temuta UNC di un Brice Johnson ancora decisivo con la sua doppia doppia da 19 punti e 10 rimbalzi. Facile la vittoria dei Tar Heels per 88-71.
Il quarto di finale tra Virginia e Georgia Tech è una vera e propria passeggiata per i Cavaliers che vincono per 72-52 grazie ai 26 di Malcolm Brogdon, approdando in semifinale contro Miami, che la spunta su Virginia Tech sul punteggio di 88-82. La semifinale tra gli Hurricanes e i Cavs va ai ragazzi di coach Bennett, ancora con un Brogdon protagonista da 24 punti , 3 rimbalzi e 4 assist. L’altra semifinale è tra UNC e Notre Dame, con i Fighting Irish che vengono letteralmente schiantati dai Tar Heels con uno scarto di 31 punti alla fine. 5 giocatori in doppia cifra per UNC, con Hicks in doppia doppia da 11 punti e 15 rimbalzi.
La finale è tra North Carolina e Virginia. Una partita combattuta col primo tempo che finisce sul 28 pari. La ripresa è caratterizzata dalla mini fuga dei Cavs con Brogdon e Gill, ma Virginia viene subito raggiunta e negli 8 minuti finali è UNC a mettere la freccia del sorpasso e fare lo sprint finale con Johnson (12 punti e 9 rimbalzi), che porta i suoi alla vittoria. Una ACC che si presenta al torneo NCAA con ben 7 squadre: North Carolina e Virginia col seed #1, rispettivamente contro Austin Peay e Hampton, #3 Miami (vs Buffalo), #4 Duke (vs UNCW), #6 Notre Dame che sfiderà la vincente tra Michigan e Tulsa, e infine i seed #10 Syracuse (vs Dayton) e Pittsburgh contro l’imprevedibile Wisconsin.

American Athletic Conference
Temple non riesce nell’impresa di bissare il titolo della regular season e perde la finale da parte di Connecticut. Si parte subito con due sorprese: Houston e Tulsa, perdono malamente ai quarti di finale con Tulane e Memphis. La partita per eccellenza è il quarto di finale tra UConn e Cincinnati che vede le due squadre lottare per 60′ prima che gli Huskies abbiano la meglio: Kevin Johnson aveva portato avanti Cincy con una bomba a 0.8″ dalla fine del terzo overtime, ma Jalen Adams da 18metri l’ha pareggiata e poi UConn l’ha definitivamente chiusa nel supplementare successivo. In semifinale sono rimaste Temple-Connecticut e Memphis-Tulane. Due partite senza storia, con Huskies e Tigers che volano in finale. Un primo tempo di UConn da 32-19 indirizza la gara, che poi controlla fino al termine. Inutile la doppia doppia di Dedric Lawson da 21+11, infatti i campioni della AAC ne mandano 5 in doppia cifra, tra i quali c’è la solita prova all-around di Daniel Hamilton, che ha chiuso con 12 punti, 11 rimbalzi e 6 assist. Memphis paga la stagione regolare altalenante e viene esclusa dal torneo NCAA, mentre ci approdano Connecticut (vs Colorado), Temple (vs Iowa) e Cincinnati (vs Saint Joseph’s).

SEC
Il SEC Tournament che si è disputato in quel di Nashville ha visto vincere Kentucky, che così si è parzialmente rifatta di una regular season non del suo valore e piuttosto ballerina. Le prime squadre a scendere sul parquet per il primo round sono state Auburn e Tennessee, con quest’ultima che ha vinto in modo agevole. I Volunteers si sono imposti di misura anche agli ottavi di finale, estromettendo dal torneo addirittura Vanderbilt. Il resto del quadro degli ottavi ha visto Florida battere Arkansas e Georgia superare Mississippi State, con l’unico upset rappresentato dal successo di Alabama su Ole Miss. Ai quarti di finale sono entrate in gioco le quattro teste di serie, e Texas A&M forte della seed 1 ha avuto ragione di Florida che non si è però mai data per vinta lottando sino alla fine; Kentucky ha avuto vita facile contro Alabama vincendo di 26 punti; Louisiana State ha sbrigato la pratica Tennessee grazie ai 22 punti di Antonio Blakeney; mentre Georgia ha servito l’upset di giornata sconfiggendo South Carolina che dopo un inizio di stagione brillante è andata man mano in calando. Nella prima semifinale si sono affrontate Texas A&M e Louisiana State. Gli Aggies hanno letteralmente tranciato Ben Simmons e compagni arresisi con i, punteggio finale di 71-38, abbandonando di conseguenza le ultime e residue speranze di poter ricevere l’invito per il Torneo NCAA. Nell’altra parte del tabellone invece, si sono sfidate Kentucky e Georgia. I ragazzi di coach John Calipari hanno sofferto più del previsto nel primo tempo in cui i Bulldogs hanno guidato a lungo nel punteggio. Nella ripresa si sono scatenati però Murray e Ulis, autori rispettivamente di 26 e 25 punti, e così Kentucky si è conquistata la finale da disputare contro Texas A&M. La championship game è stata molto altalenante, con continui strappi da una parte e dall’altra. I texani hanno chiuso in vantaggio il primo tempo, mentre la ripresa è sembrata leggermente in favore dei Wildcats che avevano la vittoria in pugno a pochi minuti dalla fine. Per gli Aggies si è però scatenato Danuel House (32 punti e 6 rimbalzi) che quasi da solo ha ricucito il gap portando la gara all’overtime. Nel supplementare per la vittoria di Kentucky è stato determinante Tyler Ulis (30 punti e 5 assist) che ha realizzato i canestri decisivi.

Big East
Il Grande Est anche quest’anno non ci ha lasciati privi di sorprese, con #3 Seton Hall che ha trionfato in finale contro #1 Villanova. Ma facciamo un passo indietro, precisamente al primo turno, dove #8 Georgetown e #7 Marquette hanno rispettato i pronostici superando rispettivamente #9 DePaul e #10 St. John’s. Entrambe però, hanno terminato anzitempo la stagione perdendo con #1 Villanova (25 punti decisivi per Arcidiacono) e #2 Xavier (Bluiett sigilla il successo sui Golden Eagles con 24 segnature). Gli altri quarti di finale vedono poi #4 Providence trionfare contro #5 Butler, grazie alla sensazionale prova di Bentil che chiude con 38 punti, e #3 Seton Hall che conferma il buon momento di forma superando #6 Creighton grazie ai 27 punti di Carrington e i 24 di Whitehead. Le semifinali hanno poi visto #1 Villanova staccare il biglietto per l’ultimo incontro complice i 21 punti di Jenkins che affondano #4 Providence, e #3 Seton Hall compiere l’upset a sorpresa contro #2 Xavier, con ancora Carrigton sugli scudi (23 punti). La finale tanto attesa dunque vede i Pirates prendere lo scettro grazie al gioco da tre punti di Whitehead con 18 punti da giocare, a suggellare la sua prova da 26 segnature. Finice 69-67 per Seton Hall, che vola al Torneo assieme a Butler, Providence, Villanova e Xavier.

PAC-12

Per la prima volta nella storia della divisione occidentale, la testa di serie numero uno vince tutte le partite del torneo divisionale e diventa campione della Pac-12. Gli Oregon Ducks succedono nell’albo d’oro agli Arizona Wildcats, detentrici del trofeo nell’anno passato, e conquistano anche il seed #1 al prossimo torneo NCAA; ma partiamo con ordine, e vediamo cos’è successo nel dettaglio nella settimana passata a Las Vegas.

Negli ottavi di finale da registrare la pesante sconfitta dei Bruins di UCLA (#10) contro gli acerrimi rivali di USC (#7) in una partita senza storia, come per altro le vittorie di Colorado (#5) su Washington State (#12) e di Washington (#8) su Stanford (#9), mentre Oregon State (#6) batte non senza qualche difficoltà di troppo Arizona State (#11). Nei quarti di finale scendono in campo le grandi, ed ecco subito gli Oregon Ducks (#1) contro Washington: partita molto equilibrata che gli Huskies hanno il merito di tenere viva nonostante la superiorità evidente dei Ducks. Alla fine, nonostante i 19 punti di Andrew Andrews, Washington cede alla distanza, e così Oregon può festeggiare una sofferta vittoria che la proietta in semifinale. Stando nella parte sinistra del tabellone, è il turno dei campioni uscenti di Arizona (#4), che se le dovranno vedere contro i Buffaloes di Colorado: partita a due volti, che vede nel primo tempo dominare in lungo e in largo i Wildcats, complice una difesa che concede solo venti punti agli avversari, mentre nella seconda frazione di gioco si assiste al ritorno prepotente dei Buffaloes, che rimontano furiosamente e rientrano in partita. Sebbene lo sforzo prodotto da Colorado sia enorme, i Buffaloes non riescono ad impattare il match, e così Arizona, lucida nel finale e guidata dai 23 punti di Allonzo Trier, vince la partita. Nell’altra parte di tabellone la California (#3) dei ragazzi terribili di coach Cuonzo Martin incontra Oregon State in una partita alla vigilia molto combattuta: in realtà i Bears prendono il comando sin dalle prime battute e passano a condurre per larghi tratti del match. Una difesa arcigna permette a California di tenere a bada un Gary Payton II da 20 punti e 17 rimbalzi, mentre in attacco Ivan Rabb (21 punti + 15 rimbalzi) e Jabari Bird (20 punti) sopperiscono ad un Jaylen Brown in ombra; nel finale i Beavers sono imprecisi, al contrario di una California cinica e fredda, che a fine partita stacca il pass per le semifinali. L’ultimo ottavo vede di fronte Utah (#2), contro l’indomabile USC, squadra capace di esaltarsi contro le grandi squadre come più volte mostrato in questa stagione. Troppo forti gli Utes però per dei Trojans per nulla arrendevoli ma di livello evidentemente inferiore, che sono costretti a cedere il passo di fronte a Kyle Kuzma e compagni.

Alle semifinali dunque le prime quattro teste di serie, arrivate a questo appuntamento della stagione cariche e senza avere incontrato particolari difficoltà nelle partite dei quarti. Nella prima semifinale, Oregon sfida Arizona in una sfida spettacolare che promette scintille e tanto equilibrio. Equilibrio che tuttavia non sembra esserci, almeno nella prima frazione di gioco, perché Oregon comincia come meglio non potrebbe ed accumula un vantaggio di quindici lunghezze a fine primo tempo. Nel secondo tempo, esce fuori il valore dei Wildcats, che rimontano i Ducks fino a pareggiare la partita negli ultimi secondi di gara grazie ad un libero di Mark Tollefsen che spedisce la partita ai supplementari, dove Oregon ne ha di più, e, grazie ai 22 punti di Elgin Cook, resiste agli ultimi assalti di Arizona e vince una partita nella quale i Wildcats hanno avuto il merito di non aver mai mollato. La seconda semifinale mette di fronte due squadre molto divertenti da vedere, quali California ed Utah, che hanno saputo ingranare nel momento giusto della stagione. Partita fantastica, con sedici cambi di vantaggio tra le due squadre, che dopo quaranta minuti non volevano saperne di mollare, tanto che la contesa si risolve al’overtime. I 26 punti di Tyrone Wallace spingono California, ma dall’altra parte i 29 punti con 11 rimbalzi di Jakob Poeltl risultano più decisivi, perché alla fine Utah prevale in un supplementare in cui si segna poco ed in cui prevalgono le difese delle due squadre. La finalissima vede sfidarsi le prime due teste di serie, Oregon ed Utah, in una partita che si preannuncia scoppiettante. L’impeto dei Ducks è però troppo forte, e gli Utes non reggono l’onda d’urto chiamata Tyler Dorsey, che realizza 23 punti conditi da 9 rimbalzi, e porta i suoi già all’intervallo sul più diciassette; nel secondo tempo non c’è più partita, con Oregon che dilaga ulteriormente a fronte di una squadra come Utah inerme. Alla fine trionfano gli Oregon Ducks, che vincono per la quarta volta nella storia dell’ateneo la Pac-12.

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