NCAA Weekly Recap: Kansas e Michigan State in vetta all’America

NCAA Weekly Recap: Kansas e Michigan State in vetta all’America

Andiamo a ripercorrere gli avvenimenti dell’ultima settimana di NCAA, con un recap comprendente le gare disputatesi tra l’1 ed il 7 Marzo.

Leon Halip/Getty Images

Per l’NCAA Weekly Recap hanno collaborato: Riccardo Gentilini (PAC-12, WCC), Davide Fina (Big Ten), Ario Rossi (AAC), Giovanni Bocciero (SEC, Big 12), Andrea Filoni (A-10), Alberto Buffin (Big East, altre).

#1 Kansas Jayhawks (27-4, 15-3 Big 12)
Chiude la regular season con il dodicesimo titolo di conference consecutivo, grazie ad una striscia di undici vittorie con cui i ragazzi di coach Bill Self sembra abbiano trovato la quadratura del cerchio. Al momento sono la favorita “number one” per la vittoria del titolo nazionale.

#2 Michigan State Spartans (26-5, 13-5 Big Ten)
Il n°2 non indica solamente la posizione occupata dagli Spartans nel ranking delle Top 25 della Division I, bensì sarà anche il seed che Valentine e compagni porteranno con sé al torneo di conference, alle spalle di una Indiana vera rivelazione della Big Ten. Poco importa però ai ragazzi di coach Izzo non essere in vetta al raggruppamento, perché Michigan State è tornata ad essere una seria candidata per la vittoria finale del Torneo NCAA. Da cosa dipenderà? Fondamentalmente, da Denzel Valentine e Bryn Forbes: se il primo continuerà a trascinare i suoi a suon di assist e leadership emotiva prima ancora che tecnica e se il secondo riuscirà a mantenere delle percentuali al tiro da tre punti “à la Curry” (per maggiori informazioni chiedere a Rutgers che in settimana si è vista recapitata 11 triple dal solo Forbes nel suo canestro) per tutto il mese di Marzo, potremmo davvero assistere ad un ennesimo trionfo di Izzo. D’altronde, lo stesso leggendario coach non si nasconde: delle sette squadre da lui portate alla Final Four, per tre di queste pensava avessero delle legittime chance di successo finale…”I’m putting my neck on the line, this is my fourth“.

#3 Villanova Wildcats (27-4, 16-2 Big East)
La squadra di Jay Wright si conferma in vetta alla Big East, ottenendo due successi in altrettanti incontri fronteggiando due compagini di livello inferiore come DePaul e Georgetown. Contro i Blue Demons a brillare nella facile vittoria è Kris Jenkins con 14 segnature, mentre nell’impegno casalingo contro gli Hoyas a ricoprire il ruolo di mattatore è stato Josh Hart, che con i suoi 18 punti ha firmato il 71-84 che conclude la stagione regolare dei biancoblù.

#4 Virginia Cavaliers (24-6, 13-5 ACC)
Due vittorie convincenti, all’inizio della parte più calda della stagione. I Cavs vincono prima su Clemson, nonostante il grande impatto sulla gara di Blossomgame che ne mette 31. Per Virginia sono i soliti due esterni, Brogdon e Perrantes a suonare la carica (18 e 13 punti con 4 rimbalzi ciascuno). La seconda W avviene in casa contro Louisville, con una vittoria schiacciante sui Cardinals di Pitino. Questa volta a guidare la squadra alla vittoria sono i lunghi di coach Bennett. Anthony Gill (4/6 al tiro) con 15 punti e 4 rimbalzi, assieme al compagno di reparto Tobey (5/8 dal campo) con 15 punti e ben 20 rimbalzi catturati.

#5 Xavier Musketeers (26-4, 14-4 Big East)
Nell’unico impegno settimanale per i moschettieri sono serviti i 24 punti di Myles Davis per superare la commovente resistenza di Creighton, in un match ad alta quota terminato col punteggio di 98-93 in favore dei padroni di casa.
#6 Oklahoma Sooners (24-6, 12-6 Big 12)
Sta attraversando un momento di certo non esaltante, un calo forse fisiologico in questa particolare fase della stagione. La doppia vittoria contro Baylor e Texas Christian ha decisamente rianimato i Sooners che devono comunque ritrovare lo smalto migliore.

#7 Miami Hurricanes (24-6, 13-5 ACC)
L’uragano Miami si schianta contro la Notre Dame di Demetrius Jackson fermato a 7 punti con 3 canestri dal campo. Il mattatore della partita è Angel Rodriguez con i suoi 19 punti e 5 assist, assieme al centrone Tonye Jekiri (7/14 dal campo) con 14 punti e 9 rimbalzi. Miami che cade clamorosamente in casa di Virginia Tech sul punteggio di 62-77, sotto i colpi di Justin Bibbs (19 punti, 7/10 al tiro). Brutta questa volta la gara di Rodriguez (5 punti e 2 assist) e di Jekiri (2 punti e 6 rimbalzi), mentre Reed e McClellan tentano di non fare affondare la nave.

#8 North Carolina Tar Heels (25-6, 14-4 ACC)
Settimana ancora una volta positiva per i Tar Heels. Nella prima uscita UNC batte Syracuse sul punteggio di 70-75. Il solito Brice Johnson chiude la sua gara con l’ennesima doppia doppia della stagione a 14 punti e 10 rimbalzi. Dalla panchina sono ben 53 i punti , con le doppie cifre di Berry, Meeks, Hicks e Jackson.
La seconda vittoria di UNC avviene contro Duke, nella seconda sfida stagionale tra i due college. 76-72 il risultato finale, con tutto il quintetto titolare in doppia cifra e ancora Brice Johnson top scorer con 18 punti e 21 rimbalzi, nonostante il 6/15 al tiro.

#9 Oregon Ducks (25-6, 14-4 Pac-12)
Due agevoli vittorie permettono ai Ducks di raggiungere il primo posto nel Torneo di conference che si disputerà a breve. Contro UCLA ed USC è Tyler Dorsey show: il promettente freshman mette a referto 20 e 19 punti nelle rispettive partite e regala due vittorie molto importanti ad Oregon poco prima del periodo più caldo della stagione NCAA.

#10 West Virginia Mountaineers (24-7, 13-5 Big 12)
Ha continuato a tenere un rendimento assai elevato anche sul finire della stagione regolare, dove ha chiuso al secondo posto nella propria conference alle spalle di Kansas. I ragazzi di coach Bob Huggins hanno infilato quattro vittorie consecutive, tra cui contro Iowa State e Baylor.

#11 Louisville Cardinals (23-8, 12-6 ACC)
La gara vinta su Georgia Tech la chiude Damion Lee con i due tiri liberi che danno un vantaggio di tre lunghezze e 10 secondi dalla fine. Lee che chiude a 14 punti totali. Top scorer per i Cards è Onuaku, in doppia doppia da 17 punti e 11 rimbalzi, oltre alle 3 stoppate.
La sconfitta arriva per mano di Virginia, squadra dalle motivazioni ben più consistenti. Sconfitta netta per 46-68 per i Cards.

#12 Indiana Hoosiers (25-6, 15-3 Big Ten)
Era la settimana della possibile consacrazione per Indiana, totalmente inattesa in posizioni così elevate del ranking e con la panchina di coach Tom Crean sempre scottante. Gli Hoosiers rispondono “Presente!” all’appello e si candidano a mina vagante del prossimo Torneo NCAA con due vittorie in settimana di assoluto prestigio: sul campo di una Iowa (#16) in crisi d’identità e in casa nel season finale contro una enigmatica Maryland (#14), Indiana mette la firma sulla seconda vittoria in quattro anni del titolo della regular season in Big Ten.
Gli ingredienti di questa insperata cavalcata? Come sempre, il mantra di Indiana è “circolazione di palla e tiro da tre punti”, e così è stato anche questa settimana: 8/11 dall’arco nel solo primo tempo contro Iowa, un primo tempo talmente prolifico contro Maryland da tenere a debita distanza i Terps per tutta la ripresa. Quei Terrapins favoriti della preseason per la vittoria del titolo di conference. E’ quasi ridondante sottolineare come, ancora una volta, sia Yogi Ferrell il leader spirituale e tecnico di questo roster: 20 punti contro Iowa (tra cui la tripla decisiva nel finale), 17 contro Maryland e il record dell’ateneo per numero di assist individuali ancora una volta ritoccato. Indiana non chiudeva la stagione imbattuta in casa vincendo la regular season della Big Ten dalla stagione 1992/93, ma nessuno avrebbe pronosticato questa prepotente ripresa dopo la rovinosa sconfitta del 3 Dicembre sul campo di Duke…Nel momento in cui vi scriviamo, fare un pronostico sul cammino al Torneo NCAA degli Hoosiers è pressoché impossibile. Ma intanto vanno doverosamente riconosciuti i meriti di Tom Crean.

#14 Maryland Terrapins (24-7, 12-6 Big Ten)
La chiusura della regular season è il manifesto più triste di una Maryland che assomiglia sempre più ad una bella e sempre più incompiuta realtà del college basketball: una vittoria agevole per onorare i propri senior in casa contro Illinois, poi una sconfitta dolorosa sul campo di Indiana, maturata con un distacco in doppia cifra che matura già nel primo tempo senza mai essere annullato, a manifestare una assenza di combattività preoccupante.
Ancora una volta, la panchina dei Terps è inesistente, Sulaimon fattura appena 4 punti e Trimble si ritrova costretto a forzare la bellezza di 17 conclusioni dal campo. Un brutto 8/24 dall’arco, le 14 palle perse e le meste parole di coach Turgeon “Non siamo stati in grado di finire bene né il primo né il secondo tempo” bastano a riassumere il senso di sconforto che si respira in quel di College Park. Rimane una settimana o poco più per ritornare quantomeno a combattere.

#15 Purdue Boilermakers (24-7, 12-6 Big Ten)
Della discontinuità di Purdue nella fase centrale della stagione abbiamo detto più volte negli scorsi recap, oggi ci troviamo (fortunatamente) a constatare che i Boilermakers cavalcano una striscia di tre vittorie consecutive grazie alle ultime due vittorie in settimana, in particolar modo con il prezioso successo su una Wisconsin (ingiustamente) non rankata ma lei pure in grande spolvero. Contro Nebraska, è Vince Edwards a fare la parte del leone con 20 punti a referto, ma nella senior night contro i Badgers sono gli underclassmen a rubare la scena. Per una volta, l’MVP dei Boilermakers non si chiama A.J. Hammons bensì Caleb Swanigan: il freshman nativo dello stato dell’Indiana fa registrare il suo career-high (27 punti con un quasi impeccabile 14/17 dalla lunetta) punendo costantemente Wisconsin nel pitturato, il tutto mentre P.J. Thompson (sophomore) colpiva con precisione dal perimetro con 22 punti (career-high anche per lui).
La vera arma di Purdue è il bilanciamento tra attacco perimetrale e interno, con tante frecce a disposizione nella faretra di coach Painter…E se queste frecce finalmente si rivelassero avvelenate per gli avversari?

#16 Iowa Hawkeyes (21-9, 12-6 Big Ten)
Scivolata di parecchio nella credibilità di addetti ai lavori e non solo, Iowa riesce in parte a riprendersi nel corso di questa settimana. La sconfitta casalinga in volata contro una Indiana incontenibile arriva solo dopo un parziale di 24-8 nel secondo tempo, capace di riportare gli Hawkeyes a lottare fino alla fine, come testimonia coach McCaffery: “Penso che abbiamo dimostrato di esserci ripresi. Non sono per nulla preoccupato: abbiamo lottato, eravamo nella posizione di vincere.” Ed infatti, nonostante le polveri bagnate dal perimetro (8/28 da tre punti), Iowa chiude la regular season con una buona vittoria sul campo di Michigan: 29 punti, 7 rimbalzi, 4 assist e 3 stoppate per un Uthoff tuttofare, 11 assist per Mike Gesell, segnale che la squadra ha ricominciato a trovare quella fiducia assoluta nella propria circolazione di palla. Quella stessa fiducia che aveva portato non più tardi di un mese fa Iowa nella Top 5 della Division I, scaldando i cuori dei cultori di un basket anacronistico e lontano dalla logica ormai imperante degli one-and-done.

#17 Duke Blue Devils (22-9, 11-7 ACC)
W contro Wake Forest per 71-79. Benissimo Grayson Allen con i suoi 30 punti (7/16 al tiro) 5 rimbalzi e altrettante palle rubate. Bene anche Ingram in doppia doppia (15 punti e 11 rimbalzi), oltre a Jones e Plumlee. Meno bene tutti i Blue Devils nella partita che contava, contro i Tar Heels di UNC.
Allen sfiora ancora i 30 punti, 20 anche per Kennard in uscita dalla panchina. Si ferma a 10 con 8 rimbalzi Ingram.

#18 Arizona Wildcats (24-7, 12-6 Pac-12)
Arizona chiude la sua regular season con due vittorie: la prima grazie ad una rimonta fantastica negli ultimi due minuti di partita contro California, mentre la seconda nettamente più agevole della precedente contro Stanford. In entrambe le occasioni, il senior Gabe York risulta l’uomo della provvidenza per la squadra di coach Sean Miller, perché se nella prima partita realizza “solo” 19 punti, nella seconda esplode per 32 punti segnando nove triple, in quella che è stata inoltre la sua ultima partita con la casacca dei Wildcats in casa.

#19 Baylor Bears (21-10, 10-8 Big 12)
Chiude la regular season con poche soddisfazioni cadendo sia con Oklahoma che con West Virginia. Tutto sommato i Bears hanno fatto la stagione che ci si aspettava da loro, ma adesso con la Big Dance che incombe a Rico Gathers e compagni si dovrebbe chiedere qualcosa in più.

#20 Texas A&M Aggies (24-7, 13-5 SEC)
Si aggiudica il titolo della propria conference con merito, gettandosi alle spalle quel poker di sconfitte consecutive che avrebbero potuto destabilizzare l’ambiente infilando una striscia di sei vittorie – tra cui Kentucky – che ha letteralmente rilanciato le ambizioni degli Aggies.

#21 Iowa State Cyclones (21-10, 10-8 Big 12)
Chiude una piuttosto complicata stagione regolare uscendo sconfitta sul campo di Kansas. Con poco più del 50% di vittorie, i Cyclones del nuovo corso di coach Steve Prohm inizieranno la fase più attesa della stagione di rincorsa, con Georges Niang che è ai saluti.

#22 Kentucky Wildcats (23-8, 13-5 SEC)
Ha chiuso in gran ripresa la regular season della propria conference, battendo convincendo Louisiana State del fenomeno Ben Simmons. A proposito di talenti, proprio nell’ultima gara ha finalmente fatto uno squillo Skal Labissiere autore di 18 punti (8/10 al tiro), 9 rimbalzi e 6 stoppate.

#23 Texas Longhorns (20-11, 11-7 Big 12)
La sorpresa che non t’aspetti, o almeno non in questo momento. Il lavoro profuso da inizio anno da parte di coach Shaka Smart ha iniziato a dare i suoi frutti forse con anticipo – logico aspettarsi i Longhorns in ottimo stato l’anno prossimo – e visto che si trovano, non vorranno certo smettere di stupire.

#24 Southern Methodist Mustangs (25-5, 13-5 American)
Ultime due gare stagionali per SMU, che non avrebbe comunque partecipato alla postseason in seguito alle sanzioni NCAA di inizio anno. La prima è la “senior night”, ultima gara casalinga della stagione, nella quale i ragazzi di coach Larry Brown asfaltano Connecticut: sugli scudi i due Sterling, da una parte Gibbs e dall’altra Brown, autori entrambi di 20 punti. Dopo 12′ il punteggio era in parità a quota 16, ma da lì alla sirena di metà gara UConn segna solo un canestro dal campo, contro i 22 punti dei padroni di casa, che vanno al riposo avanti 36-20. I Mustangs chiudono con un record di 50-4 al Moody Coliseum negli ultimi 3 anni. Tuttavia, la gara decisiva è quella di domenica. SMU e Temple sono appaiate al primo posto, ma nel caso di stesso risultato tra le due sarebbero i Mustangs a bissare il titolo di conference dello scorso anno. Bisogna quindi vincere a Cincinnati per essere sicuri della vittoria della AAC: nonostante il 29% al tiro dei Bearcats (1/19 da 3), SMU non riesce ad approfittarne, perdendo 17 palloni a fronte dei soli 6 dei padroni di casa. Nic Moore segna 14 punti in tutti i 40′ della sua ultima gara in maglia Mustangs, la sua centesima in carriera, mentre dall’altra parte Caupain lo emula. Avanti anche di 10 sul 46-36, Cincinnati si fa recuperare fino al 55-52 a meno di 2′ dalla fine. Una palla persa e due errori condizionano SMU e Cincinnati tiene vive le speranze per una chiamata al torneo NCAA (la prossima settimana si svolge l’AAC Tournament per decretare chi sarà tra le migliori 68 d’America). Il titolo della American Athletic Conference va a Temple (Enechionyia 18) che espugna il campo di Tulane e si guadagna l’accesso al gran ballo.

#25 California Golden Bears (22-9, 12-6 Pac-12)
Entrati in ritmo nel momento giusto della stagione, i Bears entrano meritatamente nelle Top25 d’America, e, nonostante la sconfitta di misura rimediata sul parquet di Arizona, vincono nel loro ultimo match di stagione regolare contro Arizona State (Wallace 24 punti + 7 rimbalzi + 5 assist).

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