NCAA Weekly Recap: Maryland e North Carolina alla ricerca di un’identità vincente, Kansas è già March-ready

NCAA Weekly Recap: Maryland e North Carolina alla ricerca di un’identità vincente, Kansas è già March-ready

Andiamo a ripercorrere gli avvenimenti dell’ultima settimana di NCAA, con un recap comprendente le gare disputatesi tra il 15 ed il 21 febbraio.

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#1 Villanova Wildcats (24-3, 13-1 Big East)

Non si ferma la numero 1 Villanova, che prosegue nel suo cammino trionfale battendo prima Temple grazie ai 25 punti della guardia Jalen Brunson, e successivamente Butler con una prova di grande sostanza (Josh Hart 22 punti + 12 rimbalzi).

#2 Kansas Jayhawks (23-4, 11-3 Big 12)

Sulla scia della vittoria strepitosa in casa di Oklahoma, i Jayhawks annichiliscono anche i cugini dei Sooners, ovvero i Cowboys di Oklahoma State. Con i parziali di fine primo e secondo tempo quasi identici (47-34 e 47-33), Kansas riesce a prevalere in maniera perentoria contro un’Oklahoma State inerme con ben sei uomini in doppia cifra, guidati dai 18 punti della guardia Wayne Selden Jr. I Jayhawks non si fermano, e continuano nella loro opera di distruzione battendo anche i cugini di Kansas State nel derby grazie ai 16 punti di Frank Mason III.

#3 Oklahoma Sooners (21-5, 9-5 BIG 12)

Dopo la sconfitta per mano di Kansas, Oklahoma cade anche contro Texas Tech dopo una partita combattuta fino all’ultimo secondo. Con la parità a 57 a 4 minuti dal termine Cousins e Woodward tentano di chiudere i conti, ma i Red Ralders riescono a mettere la testa avanti negli ultimi due minuti con Keenan Evans, autore dei cinque punti decisivi. A tre secondi dallo scadere è Spangler a cercare la vittoria ma il suo tiro non va a buon fine. Sooners che si riscattano più tardi contro West Virginia grazie ad un Buddy Hield ritrovato da 29 punti .

#4 Iowa Hawkeyes (20-6, 11-3 Big Ten)

Campanello d’allarme assordante in casa Hawkeyes, con Uthoff e compagni che sprecano la ghiotta occasione di stare da soli comodamente in cima alla Big Ten godendosi una settimana tranquilla in cui Penn State era l’unica avversaria da affrontare in sette giorni. Invece, il Bryce Jordan Center di State College, Pennsylvania, si rivela una “Waterloo” per Iowa: ben 10 errori dalla lunetta, uno scarso 33% al tiro da tre, due soli giocatori in doppia cifra (19 per Uthoff, 28 per un superbo Jok) e la necessità di dover fermarsi un attimo a riflettere su cosa si è inceppato negli ingranaggi di quella macchina ben oliata capace a cavallo tra il 2015 e il 2016 di 9 vittorie consecutive, 4 delle quali contro squadre della Top 25. Calma e sangue freddo, Hawkeyes.

#5 North Carolina Tar Heels (22-5, 11-3 ACC)

La prima sfida stagionale contro Duke non da i risultati sperati, ma regala comunque grande spettacolo. Il risultato finale da ragione di Blue Devils, che vincono di misura per 74-73. I tiri liberi di Grayson Allen a un minuto dalla sirena chiudono di fatto i giochi, poiché Meeks prima e Berry poi non riescono a dare la zampata finale alla partita. Ottima, tuttavia, la partita di Brice Johnson, vero e proprio trascinatore di questi Tar Heels, che chiude a 29 punti e 19 rimbalzi.
UNC si riscatta più tardi contro Miami, schiacciandola per 71-96. Johnson sempre protagonista con l’ennesima doppia doppia della sua stagione a 16 punti e 15 rimbalzi e Justin Jackson da 15 punti e 8 assist.

#6 Maryland Terrapins (23-5, 11-4 Big Ten)

Se dovessimo dire il nome di una persona nei cui panni non vorremmo mai essere, questo nome è Mark Turgeon. Già, perché il coach della squadra che occupa attualmente la posizione n°6 della Top 25 di Associated Press, è uno dei soggetti con più pressione addosso nell’intera Division I: ha una squadra colma di talento, ha grandi aspettative sulle spalle da quando è arrivato a College Park (sede dell’ateneo), ha aggiunto un paio di transfer che hanno scelto Maryland per provare a chiudere la loro carriera collegiale con un titolo NCAA, ma ancora questo miscuglio di ottimi ingredienti assomiglia più ad un brodino che ad una corposa zuppa. E, francamente, iniziamo a chiederci con molto scetticismo se mai questi Terps diventeranno mai “un piatto da chef”. Metafore culinarie a parte, i due match della settimana di Maryland dovevano essere vinti e anche in modo convincente, se possibile…Il bilancio? Una vittoria casalinga stentata contro una rivale priva del suo miglior giocatore e una atroce sconfitta contro una squadra che non aveva ancora vinto una partita di Big Ten in questa stagione. Contro i Michigan Wolverines acciaccati e ancora senza Caris LeVert, Maryland tira con il 54% abbondante dal campo, ha la meglio nella lotta a rimbalzo eppure vince di soli 4 punti, rischiando grosso nel finale per via dell’ennesima dimostrazione di frenesia che porta a palle perse potenzialmente sanguinose negli ultimi possessi. Ancora peggio, sul campo di una atroce Minnesota sino ad allora capace di ZERO vittorie e TREDICI sconfitte, Maryland butta via la bellezza di 15 palloni (6 dei quali li perde il solo Trimble) tirando malissimo: il ritratto delle difficoltà dei Terps in questo periodo è proprio il suo giocatore più carismatico, nonché il leader offensivo, Melo Trimble, protagonista di un terribile 7/35 al tiro complessivamente nelle ultime tre partite. L’unica attenuante nella sconfitta con Minnesota è l’assenza del super freshman Diamond Stone, sospeso per una partita dall’NCAA per un duro fallo commesso nella sconfitta di settimana scorsa con Wisconsin. Ma se coach Richard Pitino dichiara dopo il match:”Finalmente posso andare dentro uno Starbucks e sedermi e non più passare e consumare al volo dall’abitacolo della macchina“, evidentemente non regge l’alibi dell’assenza di Stone per motivare una sconfitta di tale portata contro una squadra così mediocre. Mark Turgeon ha dichiarato a fine partita “Non siamo noi stessi“. E’ bene che abbia ragione lui e che trovi una soluzione in fretta, altrimenti i cori di scherno dei tifosi di Minnesota, “Over-rated“, potrebbero essere una sentenza che descrive al meglio il reale valore di questi Terps. Dicevamo, oggi non vogliamo essere nei panni di Mark Turgeon.

#7 Virginia Cavaliers (21-5, 10-4 ACC)

Unica uscita settimanale contro la NC State di un Anthony Cat Barber un po’ sottotono con i suoi 14 punti e 5 rimbalzi. Tutto facile, quindi, per i Cavs di Brogdon e Perrantes, rispettivamente da 22 e 19 punti, entrambi a 5 assist. Solito apporto positivo anche dei lunghi Gill e Tobey, quest’ultimo in uscita dalla panchina con 7 punti e 3 rimbalzi.

#8 Xavier Musketeers (24-3, 12-3 Big East)

Dopo la vittoria contro Butler della settimana scorsa, Xavier continua il proprio periodo positivo battendo con qualche difficoltà nel secondo tempo, dopo una prima frazione di gioco dominata, Providence, grazie ai 23 punti della guardia Trevon Bluiett. Nella successiva partita, i Musketeers distruggono Georgetown in trasferta complice la prova maiuscola di Edmond Sumner (22 punti).

#8 Michigan State Spartans (22-5, 9-5 Big Ten)

Nell’unico impegno settimanale, Michigan State piazza una vittoria fondamentale contro Wisconsin, squadra non rankata (ingiustamente) ma tra le più in forma dell’intera Division I con una striscia all’attivo di 7 vittorie consecutive (iniziata proprio il 17 Gennaio con il successo casalingo sugli Spartans). Striscia chiusa da Michigan State, trascinata da un Denzel Valentine sempre più candidato al Wooden Award e protagonista di una tripla-doppia sfiorata da 24 punti, 10 assist e 7 rimbalzi. Cifre che raccontano il totale controllo del gioco e il completo dominio del parquet: è Valentine che innesca i compagni e li mette in partita (su tutti un ottimo Forbes da 17 punti), prima ancora di prendersi lui stesso delle responsabilità offensive. Coach Tom Izzo finalmente può godersi i frutti di una difesa efficace che limita Wisconsin ad un 34% scarso al tiro (anche se la serata disastrosa di Hayes, da 1/13 dal campo, incide in modo determinante sulla statistica di squadra) e che ha saputo indirizzare la partita sin dai primi possessi, non concedendo mai davvero una chance di entrare in partita ai Badgers. Dopo le turbolenze di Gennaio, ora Michigan State è alla sesta vittoria nelle ultime sette partite: riusciranno gli Spartans a riprendere quella marcia apparentemente inarrestabile che avevano bruscamente interrotto con l’inizio delle sfide di Big Ten? Ai posteri l’ardua sentenza.

#10 West Virginia Mountaineers (20-7, 9-5 Big 12)

Brutta settimana per West Virginia, che perde entrambe le partite in programma contro Texas e Oklahoma. Inutili i 19 e 17 punti di Tarik Phillip nei rispettivi incontri.

#11 Miami Hurricanes (21-5, 10-4 ACC)

Facile la prima uscita di Miami contro Virginia Tech, col solito trio Rodriguez-McClellan-Jekiri. Ben più problematica la seconda gara settimanale contro UNC con i tre sopracitati fermi a 28 punti totali.

#12 Arizona Wildcats (22-5, 10-4 Pac-12)

Arizona ingrana la sesta vittoria consecutiva asfaltando nel derby i cugini di Arizona State: partita mai realmente in discussione, che vede i Wildcats dominare in lungo e in largo, guidati dall’ottima prestazione di Allonzo Trier, autore di 20 punti e 8 rimbalzi.

#13 Iowa State (19-8, 8-6 BIG 12)

Sconfitta contro Baylor dopo un tempo supplementare dopo non essere riuscita a chiudere la gara con Monte Morris. Nell’OT i Cyclones tolgono il piede dall’acceleratore chiudendo la gara con 9 punti di scarto (91-100). Cyclones che poi vincono facilmente su TCU con Niang da 27 punti, Nader a 24 e Burton a 23.

#14 Kentucky Wildcats (20-7, 10-4 SEC)

Vittoria facile per UK sempre avanti nel punteggio contro Tennessee, col solito Jamal Murray a suonare la carica con i suoi 28 punti e 9 rimbalzi e Derek Willis con 25 punti (7/11 da 3). Decisamente più problematica la gara contro Texas A&M, finita dopo un Overtime con la vittoria degli Aggles per 77-79. Il tecnico chiamato ad Isaac Humpries è costato la partita per i Wildcats, in vantaggio fino a 10 secondi dalla fine.  Danuel House mette i liberi del sorpasso, ma Labissiere rimette in parità la gara. Con 4 secondi sul cronometro il tiro di House non va a buon fine, ma sul rimbalzo offensivo il tap-in di Tyler Davis regala la vittoria a Texas A&M.

#15 Dayton Flyers (21-5, 11-3 A-10)

Brutto periodo per Dayton, che perde due partite su due disputate nell’ultima settimana contro Saint Joseph’s e St. Bonaventure nonostante le prestazioni da 16 e 22 punti della guardia Charles Cooke.

#16 Oregon Ducks (21-6, 10-4 Pac-12)

Dopo due sconfitte di fila rialza la testa Oregon, che piega nel derby i Beavers di Oregon State, nonostante quest’ultimi avessero rimontato gran parte dello svantaggio accumulato nel secondo tempo. Non è abbastanza però, e così i Ducks possono festeggiare una vittoria di fondamentale importanza per morale e classifica; protagonista della vittoria Tyler Dorsey (25 punti).

#17 Purdue Boilermakers (21-7, 9-6 Big Ten)

Altra settimana che passa, altra cartina di tornasole della stagione di Purdue che, per l’ennesima volta, spreca un’opportunità per fare il salto di qualità decisivo. Dopo la bella vittoria di una settimana fa su Michigan State, non riesce la doppietta contro squadre rankate: sul campo di Indiana (#22), i Boilermakers vengono massacrati dalla difesa avversaria perdendo 13 palloni, convertiti dagli Hoosiers in 20 punti off turnovers. Nonostante i 39 punti in tre messi a referto da Hammons, Swanigan e Haas, Purdue si arrende in volata dopo uno sforzo colossale per riacciuffare la partita dal -19…Insomma, ancora una volta bella squadra, ben allenata, con molte armi in faretra, ma resta l’amaro in bocca.

#18 Louisville Cardinals (21-6, 10-4 ACC)

Nonostante il futuro dei Cardinals sia già scritto per questo stagione, la squadra di Pitino continua a produrre grandi risultati, battendo prima Syracuse e poi Duke.
Contro gli Orange, Damion Lee guida i suoi con 15 punti, 6 rimbalzi e 4 assist, mentre in uscita dalla panchina Trey Lewis ne mette 14 con 5 rimbalzi e 2 assist. Buona anche la prestazione di Onuaku in doppia doppia da 13 punti e 15 rimbalzi. Contro i Blue Devils è ancora Damion Lee a portare i Cards alla vittoria con 24 punti, 4 rimbalzi e 4 palle rubate. Onuaku ancora in doppia doppia da 10 punti e 11 rimbalzi.

#19 Notre Dame Fighting Irish (18-8, 9-5 ACC)

Deludente sconfitta nel finale per Notre Dame. Il mattatore è Georges-Hunt, che mette il tiro della vittoria allo scadere, beffando i Fighting Irish sul risultato di 62-63. Non brilla Demetrius Jackson col suo 5/13 dal campo e 3 assist a referto.

#20 Duke Blue Devils (20-7, 9-5 ACC)

Il primo Big Match contro UNC va alla squadra di coach K, dopo una gara spettacolare e combattuta fino all’ultimo. I tiri liberi di Allen chiudono i conti con un minuto ancora sul cronometro. Allen che chiude la gara a 23 punti e 7 rimbalzi. Grande prova anche per Brandon Ingram, che sfoggia tutto il suo repertorio e chiude a 20 punti e 10 rimbalzi. Duke, però, cade contro i Cardinals di Louisville, pagando la stanchezza dopo la gara con UNC, ma soprattutto le rotazioni ridotte all’osso con sei soli giocatori a disposizione di coach K. 29 i punti di Allen, mentre Ingram si ferma a 8 con 5 rimbalzi.

#21 Southern Methodist Mustangs (22-4, 10-4 American)

I Mustangs cadono in casa di Connecticut con un Brimah dominante con 16 punti, 8 rimbalzi e 5 stoppate. Decisivo un 8-0 che ha portato gli Huskies sul 61-52 a 5′ dalla fine. I Mustangs tornano sotto con Nic Moore, che terminerà con 14 punti: sul 64-62 Kennedy va in lunetta per pareggiare il conto, ma ha sbagliato entrambi i liberi a 37″ dalla sirena. La tripla del possibile -1 di Shake Milton si è spenta sul ferro a 17″ dalla fine e UConn l’ha portata a casa. Basta il secondo tempo con East Carolina (Williams 20) per liberarsi dei Pirates. Miglior marcatore sempre il solito Nic Moore con ben 22 punti. Il dominio a rimbalzo (43-21) decide il match in favore di SMU che, dopo la partenza 18-0, sono 4-4 e rischiano di uscire dalla Top25.

#22 Indiana Hoosiers (22-6, 12-3 Big Ten)

Con la complicità di Iowa (#4) e Maryland (#6) e delle loro clamorose sconfitte settimanali di cui abbiamo parlato sopra, Indiana ne approfitta e si prende la testa della Big Ten con un record di 12-3 nella conference (con mezza partita di vantaggio su Iowa che è ad 11-3 con una partita in meno). Vetta della classifica conquistata grazie alle due ottime vittorie casalinghe della settimana, maturate contro Nebraska e Purdue (#17) e griffate entrambe Troy Williams: 37 punti complessivi perfettamente distribuiti (18 contro Nebraska, 19 contro Purdue), una presenza costante tanto in attacco che in difesa, con ben 13 “deflections” (deviazioni, palle sporcate) nel solo match contro i Boilermakers. Aggiungendo il solito Ferrell in doppia cifra (11 e 18 punti nelle due uscite), autore anche del canestro decisivo nel finale di partita contro Purdue, e considerando che Indiana sembra poter segnare dall’arco dei tre punti praticamente con qualunque giocatore (ben sette diversi realizzatori nel match contro i Boilermakers), è facile spiegarsi come Indiana non abbia ancora mai perso in casa in questa stagione (16-0 il record all’Assembly Hall).

#23 Providence Friars (19-8, 7-7 Big East)

Cade Providence, che nell’unica partita disputata non riesce ad evitare la sconfitta sul parquet di Xavier nonostante la prova superlativa del fuoriclasse Kris Dunn, autore di una prestazione da 23 punti, 11 rimbalzi e 6 assist.

#24 Texas Longhorns (17-10, 8-6 Big 12)

Texas non ha nessun timore reverenziale contro West Virginia, e la batte a sorpresa in quello che a tutti gli effetti è un upset grazie all’ottima prova di Isaiah Taylor, autore di 23 punti, 7 assist e 4 rimbalzi. Nell’immediata partita però Texas cade malamente contro Baylor (Shaq Cleare 14 punti).

#25 Baylor Bears (20-7, 9-5 BIG 12)

Grande vittoria in OT contro Iowa State grazie a un Motley da 27 punti e 10 rimbalzi. Bene anche Freeman, Prince e Medford tutti a 14 punti segnati. Bears scatenati, che vincono anche sul campo di Texas 78-64,ancora con Motley a 24 punti e Prince a quota 17.

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