NCAA Weekly Recap – Spartans all’arrembaggio, Mussini da urlo

NCAA Weekly Recap – Spartans all’arrembaggio, Mussini da urlo

A cura di Davide Fina BIG TEN I tornei di pre-season entrano nel vivo, e quasi ogni squadra della conference è impegnata in una delle tante rassegne. Nel borsino della settimana c’è chi scende e chi sale, ma nell’intero panorama collegiale quest’anno sembrano esserci poche corazzate, e la Madness con i suoi upset sembra andare in scena già a Novembre. Dopo gli elogi spesi in queste prime due settimane di stagione, Indiana (#13) ci smentisce subito sbarcando alle Hawaii con il piede sbagliato: esordio al prestigioso Maui Invitation con una sconfitta in volata deludente contro una Wake Forest che non è certo quella di Duncan prima e Chris Paul qualche anno dopo. K.O. degli Hoosiers che arriva addirittura dopo aver sprecato 8 punti di vantaggio a meno di 5 minuti dalla sirena, con i due protettori del pitturato Thomas Bryant e Troy Williams (16 punti, 5 recuperi e 2 stoppate) incapaci di respingere le scorribande al ferro di Wake Forest negli ultimi possessi. Magra consolazione, i ragazzi allenati da Coach Tom Crean ci mettono una pezza nel secondo match del Maui contro St.John’s: decisivo il solito Ferrell da 22 punti, 7 assist e 4 rimbalzi, insieme ai 19 punti di un Bryant sempre più in crescita esponenziale. Pezza tutt’altro che risolutiva, dal momento che la frenesia e le troppe palle perse (21) di una Indiana all’improvviso poco sicura di sè, la condannano alla seconda sconfitta in tre giorni al Maui: è UNLV a spuntarla in volata in una delle sfide di consolazione del torneo, e gli Hoosiers tornano piuttosto ridimensionati dalle fatiche hawaiiane. Michigan State (#3) è la squadra più in forma della nazione e, insieme a Kentucky, la più efficace. Nessuna discussione a riguardo. Il motivo? 4 vittorie in 7 giorni per gli Spartans, che assomigliano al momento ad una macchina perfetta: una comoda passeggiata casalinga contro Eastern Michigan, poi il percorso netto in California al DirecTV Wooden Legacy, mettendo in fila in rapida sequenza Boston College, Boise State e soprattutto Providence nella finale del torneo. Ciò che impressiona dei ragazzi di coach Tom Izzo è, a parte la completezza del candidato principale al Wooden Award, Denzel Valentine (26 punti di media nel trittico californiano, con una incredibile tripla-doppia da 29 punti, 11 rimbalzi e 10 assist contro Boston College), la maturità e la tranquillità con cui questi ragazzi amministrano qualunque avversario: movimento di palla metodico, paziente e chirurgico nel liberare sempre un tiratore sul perimetro, con ogni elemento del roster capace di mettere il proprio mattoncino quando conta. E’ il caso di Forbes che, con un Valentine limitato dai falli, tira fuori il suo season-high (18 punti) contro Providence, capace due giorni prima di piazzare l’upset ai danni di Arizona (#11) ed ancora imbattuta fino alla scorsa notte. E’ il caso di McQuaid, freshman dal sangue gelido che va a referto nel match coi Friars con appena 5 punti, ma mette la tripla che forse dà la spinta decisiva ai suoi nel parzialone decisivo degli ultimi 5 minuti. Gli Spartans possono permettersi di mandare sul parquet 11 giocatori, ciascuno dei quali capace di portare a casa un rimbalzo prezioso o di prendersi un tiro ben innescato: un lusso che, ad oggi, ben poche squadre possono vantare. Come anticipato nel pezzo della scorsa settimana, c’era molta curiosità attorno a Northwestern che, ancora imbattuta, si presentava in questi giorni al CBE Hall of Fame Classic. Il bilancio della due giorni a Kansas City? Una vittoria e una sconfitta, contro due programmi cestistici di grande tradizione: contro l’ex numero uno del ranking North Carolina (oggi #9) i Wildcats restano in partita fino alle prime fasi del secondo tempo prima di arrendersi, riscattandosi il giorno dopo con Missouri in un match che, a detta di coach Chris Collins, fino all’anno scorso sarebbe terminato con il risultato opposto. Dopo aver quasi distrutto i Tigers nel primo tempo, toccando anche il +20, Northwestern si è letteralmente spenta dopo l’intervallo, incapace di segnare un canestro su azione negli ultimi 6 minuti: compostezza e consapevolezza di doversi sporcare le mani sono i due fattori che inorgogliscono Collins, il segno di un processo di crescita che sta giungendo a compimento in quel di Evanston. Compie progressi notevoli anche il sophomore Scottie Lindsey che, con 26 punti (9/12 al tiro) con 5 rimbalzi nel comodo successo di Sabato contro New Orleans, garantisce un’altra arma in più ad un backcourt già temibile ed esperto grazie ai punti di Demps e McIntosh. Arrivano le prime sconfitte stagionali anche per Iowa, impegnata nell’AdvoCare Invitational di Orlando contro Dayton, Notre Dame (#17) e Michigan State (#3) è la squadra più in forma della nazione e, insieme a Kentucky, la più efficace. Nessuna discussione a riguardo. Il motivo? 4 vittorie in 7 giorni per gli Spartans, che assomigliano al momento ad una macchina perfetta: una comoda passeggiata casalinga contro Eastern Michigan, poi il percorso netto in California al DirecTV Wooden Legacy, mettendo in fila in rapida sequenza Boston College, Boise State e soprattutto Providence nella finale del torneo. Ciò che impressiona dei ragazzi di coach Tom Izzo è, a parte la completezza del candidato principale al Wooden Award, Denzel Valentine (26 punti di media nel trittico californiano, con una incredibile tripla-doppia da 29 punti, 11 rimbalzi e 10 assist contro Boston College), la maturità e la tranquillità con cui questi ragazzi amministrano qualunque avversario: movimento di palla metodico, paziente e chirurgico nel liberare sempre un tiratore sul perimetro, con ogni elemento del roster capace di mettere il proprio mattoncino quando conta. E’ il caso di Forbes che, con un Valentine limitato dai falli, tira fuori il suo season-high (18 punti) contro Providence, capace due giorni prima di piazzare l’upset ai danni di Arizona (#11) ed ancora imbattuta fino alla scorsa notte. E’ il caso di McQuaid, freshman dal sangue gelido che va a referto nel match coi Friars con appena 5 punti, ma mette la tripla che forse dà la spinta decisiva ai suoi nel parzialone decisivo degli ultimi 5 minuti. Gli Spartans possono permettersi di mandare sul parquet 11 giocatori, ciascuno dei quali capace di portare a casa un rimbalzo prezioso o di prendersi un tiro ben innescato: un lusso che, ad oggi, ben poche squadre possono vantare. Wichita State (#20): i Flyers e i Fighting Irish mettono a segno i primi due K.O. della stagione degli Hawkeyes ma, in particolar modo la sconfitta con Notre Dame, mette in luce una prova tutt’altro che disprezzabile da parte di Iowa, capace di un parziale di 16-0 nel secondo tempo e di una resilienza che vale il -1 a 4 minuti dalla sirena. Gli sforzi di Uthoff, Gesell e Woodbury sono invece più che sufficienti per schiantare Wichita State nella gara per il settimo posto del torneo: con 22 punti, 7 rimbalzi e 5 stoppate è sicuramente Uthoff l’MVP del match. Un risultato preziosissimo qualora Iowa arrivi “on the bubble” a giocarsi l’accesso al Torneo NCAA, maturato contro una squadra rankata ma che, senza l’infortunato Van Vleet, è la controfigura di uno dei roster più frizzanti d’America e, da oggi, non farà più parte delle Top 25. Segnali di risveglio per Nebraska, che in settimana vince due delle tre partite giocate, non sfigurando nel Barclays Center Classic: tralasciando la passeggiata contro Arkansas Pine-Bluff (appena 44 punti subiti), sul parquet del Barclays Center di Brooklyn (che dà il nome all’omonimo torneo di pre-season) i Cornhuskers mettono prima a dura prova una Top 25 come Cincinnati (#24), poi vincono nel match di consolazione contro Tennessee mandando cinque giocatori a referto in doppia cifra (doppia-doppia per Hammond da 11 punti e 10 rimbalzi, 18 punti per Tai Webster). Tre impegni settimanali anche per Michigan, che in quel delle Bahamas si giocano il Battle 4 Atlantis con UConn, Charlotte e Texas. La partita più complessa ed importante era sicuramente quella contro Connecticut (#18), ma l’upset in palio non è praticabile con appena due giocatori in doppia cifra in tutto il roster; decisamente meglio il proseguo della competizione, con un impressionante 102-47 ai danni dei 49ers (11 giocatori su 12 a segno) e soprattutto una prestazione convincente contro Texas. Avanti di 12 all’intervallo, i Wolverines tengono botta anche nel secondo tempo capitalizzando un 56% dall’arco dei tre punti e un 58% complessivo al tiro, frutto di un attacco fatto girare molto bene da Derrick Walton Jr. (13 punti, 7 assist, 5 rimbalzi e 3 recuperi). Fa il suo compitino Minnesota che vince, ma non convince, in un match ad altissimo punteggio (93-90 il risultato finale) contro Omaha nell’unico impegno della sua settimana; tutto facile anche per Purdue (#16), che asfalta Lehigh nonostante un disastroso 4/19 al tiro da tre punti: 24 punti con 5 rimbalzi per il solito Haas, 12 rimbalzi per Swanigan e tripla-doppia sfiorata da Edwards con 9 punti, 10 rimbalzi e 7 assist. Gioca tanto la #2 della nazione Maryland, impegnata in ben tre partite in sette giorni e, seppur abbia conservato la sua imbattibilità stagionale (6-0 il record) continua a non convincere del tutto: quel numerino così basso accanto al nome non è giustificato se soffri dannatamente per battere Illinois State (decisivi negli ultimi 4 minuti Sulaimon e Nickens con una tripla per parte) e vinci con qualche patema in casa con Cleveland State. Non basta neanche una vittoria più ampia con Rhode Island. Questi Terrapins hanno parecchio materiale entusiasmante, sono solidi e sufficientemente profondi ma…Resta sempre un alone di incertezza, che speriamo di scacciare definitivamente domani notte, nella trasferta di lusso sul campo di North Carolina (#9) in uno dei match della consueta Big Ten/ACC Challenge. Altra settimana complessa invece per Illinois, impegnata nell’Emerald Coast Classic in Florida: dopo una vittoria sofferta ai danni della modesta Chicago State grazie alla tripla sulla sirena del freshman Coleman-Lands, arriva un successo convincente contro UAB, grazie al recupero dai rispettivi problemi fisici Leron Black, Jaylon Tate e soprattutto Kendrick Nunn (18 punti e 5 rimbalzi dalla panchina). Difficile chiedere di più nella finale del torneo contro Iowa State (#4), contro cui i Fighting Illini hanno comunque tenuto botta per circa 30 minuti di gioco, arrendendosi solo ad un parziale mortifero di 18-4 nel finale. Da dimenticare completamente il momento di Rutgers, che perde in quel di Las Vegas contro Creighton e Clemson nel Men Who Speak Up Main Event (si, anche questo è un torneo prestagionale), con il freshman Corey Sanders che si fa anche male nel primo tempo del match con i Tigers. Non va particolarmente meglio a Penn State, che si fa asfaltare in casa da Radford prima di rintuzzare con una vittoria interna su Bucknell, ma va pure peggio ad Ohio State: i Buckeyes perdono infatti un match atroce in casa contro Louisiana Tech, e qualche giorno dopo perdono in overtime contro Memphis il match valido per l’Ars HoopHall Invitational, riscrivendo i libri di storia dell’ateneo in negativo. Quando Ohio State ha segnato almeno 75 punti in un match, non ha mai perso dopo la finale del Torneo NCAA 2007 contro Florida: contro Memphis cade un record durato più di 7 anni, e la terza sconfitta consecutiva segna il peggior inizio per coach Matta sulla panchina di Columbus. Un’altra nobile decaduta è Wisconsin, che in settimana si sbarazza agevolmente di Prairie View A&M prima di perdere mestamente sul campo di Oklahoma (#7): il 23.5% al tiro fatto registrare dai Badgers è la peggior prestazione al tiro dal 2006, e i 20 punti con 11 rimbalzi e 4 assist di Hayes non compensano minimamente il disastroso 3/14 da tre punti di Koenig e una rotazione che ad oggi vede appena otto giocatori.   A cura di Giovanni Foti ACC Screen-Shot-2015-11-27-at-8.54.34-PM Settimana poco impegnativa per le squadre che compongono la ACC. Duke passa tranquillamente su Yale e Utah State con Grayson Allen sempre più leader di questa squadra. Anche UNC non ha problemi nelle due vittorie settimanali su Northwestern e Kansas State, grazie ai punti di Justin Jackson (43 in due partite). La vera sorpresa della settimana è NC State, che batte prima la LSU di Ben Simmons all’overtime, con Barber da 20 punti, poi Winthorop, ancora con Anthony “Cat” Barber che firma il suo massimo in carriera a 37 punti segnati. Bene anche Louisville, vincente su St. Francis (NY), grazie a un Damion Lee da 21 punti, e su Saint Louis, questa volta con Trey Lewis e Mangok Mathiang protagonisti. Unica partita per Virginia con Lehigh, con i Cavaliers vittoriosi con Brogdon da 23 punti. Benissimo Syracuse, che ne vince tre su tre: Charlotte, Texas A&M e UConn, con Cooney e Gbinije a trascinare gli Orange. Due vittorie anche per Pittsburgh con Cornell e Kent State, sempre con Michael Young sugli scudi. Da rilevare le due vittorie inaspettate di Wake Forest e Georgia Tech rispettivamente su UCLA e Arkansas. Per i Demon Deacons il più prolifico è sempre Devin Thomas con i suoi 21 punti, mentre per Georgia Tech il trio Georges-Hunt, Mitchell, Smith è decisivo. I Yellow Jackets però non possono nulla contro una Villanova decisamente più equipaggiata. Miami, sicuramente la squadra più sorprendente della Conference, cade sotto i colpi di Northeastern con un tiro allo scadere di Quincy Ford che condanna gli Hurricanes alla prima sconfitta stagionale. Male anche per Notre Dame, che subisce due sconfitte per mano di Monmouth e Alabama, come Boston College, anch’essa sconfitta tre volte da Michigan State, Santa Clara e UC-Irvine. Clemson fa 1-1 in settimana, dopo la sconfitta con UMass si riscatta contro Rutgers con i lunghi Nnoko, Granthan e Blossomgame a dominare la gara. Virginia Tech, dopo la difficile gara con Iowa State risponde alla grande, battendo UAB dopo un tempo supplementare, con Seth Allen in uscita dalla panchina, autore di 23 punti.   A cura di Andrea Filoni ATLANTIC 10 Parte bene una delle prime in classifica al termine di questa settimana, cioè Davidson, che riesce a vincere contro una Mercer mai doma, grazie a 23 punti di Peyton Aldridge (7-10 complessivo dal campo e 6-6 dalla linea del tiro libero). Inoltre ottima gara anche di Jordan Barham, che chiude con 19 punti e 11 rimbalzi. Buona partenza anche per La Salle, scesi in campo lunedì notte nella partita che vede gli Explorers opporsi a Lafayette; gara molto equilibrata ma decisa da un devastante Jordan Price che realizza 33 punti con 6-8 dalla linea dei tre punti, continuando una striscia di partite molto positive e tenendo una media impressionante di quasi 30 punti a partita. Molto in forma anche Umass che apre la settimana superando agevolmente Clemson nell’evento principale del MGM Grand, distruggendo gli avversari a suon di triple; saranno 16 su 31 le triple segnate a fine gara dai Minutemen, con Clark e Davis che chiuderanno a 25 punti e Hinds a 21 punti. Alti e bassi in settimana per Duquesne, che dopo aver perso la prima lunedi notte contro Pepperdine ,Duquesne vince contro Wisconsin-Milwaukee in una gara spettacolare chiusa all’overtime. I migliori dei Dukes sono Mason e Colter, con 26 e 27 punti a testa. Vincono facilmente la prima partita settimanale i Colonials contro Gardner Webb con uno scarto di quasi 30 punti; migliori per George Washington sono Cavanaugh e Garino, con 20 e 16 punti. Bellissima gara invece quella di venerdi notte contro Tennessee, tirata fino all’ultimo e decisa da 18 punti di Cavanaugh, sempre piu fondamentale per coach Lonergan; per i Colonials è la seconda migliore partenza della sua storia, dopo quella del 2005-2006 dove vinse le prime otto gare consecutive. Serie positiva chiusa la notte dopo, dove i Colonials capitolano contro la numero 24 del rank Cincinnati, nonostante i 15 punti di Garino. La squadra più in evidenza della settimana è sicuramente Rhode Island, che si mette in luce nell’incredibile vittoria nella notte durante il Cancun Challenge per Rhode Island che batte di 6 la quotata TCU; prima è McGlynn a mettere una tripla decisiva a 40 secondi dalla fine, ma la ciliegina sulla torta è la stoppata a 10 secondi dalla fine di Martin che chiude definitivamente i conti con le Horned Frogs. Mvp del match è proprio McGlynn con 18 punti al fischio finale. Non riesce nel secondo miracolo in back to back Rhode Island che soccombe di 20 punti alla numero 2 del ranking Maryland; positive le prove di Iverson e Watson che chiudono a 19 e 17 punti. Bene George Mason, che disputa sicuramente la partita piu interessante di Mercoledì notte , ovvero quella che vede opporsi ai Patriots i Manhattan Jaspers, e viene decisa negli ultimi secondi da un errore del giocatore dei patriots Moore che perde palla e regala un facile layup agli avversari sancendo di fatto la sconfitta per il suo team di due sole lunghezze. Centrano invece il successo i Flyers che battono in una gara tiratissima Iowa al primo round dell’Advocare invitational, grazie al solito Cooke, nettamente l’uomo di maggiore qualità della squadra, che anche oggi chiude con 22 punti e due tiri liberi segnati a 50 secondi dalla fine, e altri due a 5 secondi dalla fine. Buone anche le prestazioni di Pollard e Davis che chiudono a 16 punti. Anche venerdì notte i Flyers centrano il successo contro Monmouth, sebbene faticando un po’ più del previsto, portandosi in finale dell’Advocare, dove affronteranno la numero 23 Xavier; MVP del match Scoochie Smith che chiude con 19 punti a referto. Non riesce però la ciliegina sulla torta a Dayton, che perde la finale malamente con uno scarto pari a 29 punti; i Flyers vengono surclassati immediatamente da Xavier non riuscendo mai a rientrare in partita. Buona prova individuale di pollard che chiude a quota 15. Settimana impegnativa quella di Richmond, che non riesce a centrare il successo con West Virginia perdendo nonostante una buona partita e un Allen da 20 punti durante il Las Vegas Invitational. Nonostante la sconfitta, la squadra si riscatta subito la notte dopo contro un avversario validissimo, cioè la numero 14 del ranking California, vincendo in seguito ai 34 punti (e career high) per il devastante Terry Allen, che cattura anche 13 rimbalzi; parole dolci da entrambi gli allenatori delle due squadre, che ne apprezzano in particolar modo la versatilità dimostrata sul campo e il talento incontenibile del ragazzo. Al contrario dei colleghi di Richmond, settimana tranquilla per i Rams, che raccoglie due vittorie tranquille contro American e Old Dominion. Sempre tra i migliori Melvin Johnson, che conferma il suo buon momento segnando 13 punti contro i Monarchs; buona anche la prova di Lewis dalla panchina che chiude con 16 punti segnati. Buona vittoria quella di Fordham nella partita di sabato notte contro Manhattan maturata grazie a due ottime prestazioni individuali di Thomas e Rhoomes, che mettono a referto 26 e 20 punti e confermando il buon momento della squadra ora con un record di 4 vittorie e una sola sconfitta. d--850x560   A cura di Riccardo Gentilini PAC-12 Clamoroso tonfo per #11 Arizona, che contro Providence coglie la prima sconfitta della stagione: i Friars si rendono protagonisti di un upset dal sapore “March Madness”, sconfiggendo i Wildcats che, nonostante avessero costruito un vantaggio di sette lunghezze nel finale, si devono arrendere al vero uomo partita, Kris Dunn, guardia di Providence, che segna gli ultimi dieci punti dei suoi, portando in paradiso per una notte i Friars. Dopo la cocente sconfitta, Arizona si rifà prontamente battendo –per la seconda volta in stagione- Boise State (Allonzo Trier 13 punti), sbrigando la pratica già nel primo tempo. Chi per ora non perde un colpo è #21 Oregon, che nell’unica partita disputata annichilisce Arkansas State: partita senza storia per i ragazzi di coach Altman, che nel secondo tempo devono semplicemente amministrare il vantaggio in doppia cifra accumulato nella prima frazione di gioco. Da segnalare per i Ducks, i 25 punti in uscita dalla panchina di Dwayne Benjamin, ma anche i 17 di Chris Boucher ed i 15 di Tyler Dorsey. Ancora senza sconfitte, la sorpresa Washington State, che seppur in attesa di test più probanti, mantiene la propria imbattilità battendo prima CS-Los Angeles e successivamente Texas Southern grazie ai 20 punti in uscita dalla panchina di Josh Hawkinson ed i 19 di Ike Iroegbu. Continua il proprio percorso netto dopo il brutto esordio contro Iowa State, Colorado, che batte Air Force e Northern Colorado grazie alle ottime prestazioni rispettivamente da 21 e 18 punti di Josh Scott, senior e veterano dei Buffaloes. Sulla stessa lunghezza d’onda di quest’ultimi anche Utah, che deve essenzialmente ringraziare Jakob Poeltl per quest’ottimo inizio di stagione: il sophomore austriaco in odore di lottery si è reso ancora una volta protagonista della vittoria dei suoi Utes, questa volta contro Idaho State mettendo a referto una doppia doppia da 19 punti e 11 rimbalzi. Settimana in parte da dimenticare per i quotati #14 California Golden Bears e USC: i primi che, dopo aver strapazzato Sam Houston State (Jaylen Brown 18 punti e 11 assist), perdono in maniera abbastanza banale contro San Diego State e Richmond, dove non sono bastati i 27 punti del solito Brown per vincere la partita, mentre i Trojans dopo aver battuto CSNorthridge e Wichita State, cadono contro Xavier e Monmouth. Anche Oregon State non se la passa tanto meglio di California e USC, perdendo nell’unica partita disputata contro Valparaiso nonostante la super doppia doppia da 25 punti e 11 rimbalzi di Gary Payton II. Capitolo UCLA: i Bruins si rendono protagonisti della bella vittoria contro UNLV (Welsh 20 punti con 9/12 dal campo e 8 rimbalzi), ma cadono rovinosamente contro Kansas prima e Wake Forest poi. UCLA non demorde e nella successiva partita annienta CSNorthridge grazie alla quinta doppia doppia in sette partite disputate quest’anno di Tony Parker (15 punti e 11 rimbalzi). Momento positivo per Arizona State, che vince contro NC State (Tra Holden 22 punti) e UC Santa Barbara, per poi venire sconfitta da Marquette sul filo di lana nonostante i 15 punti del solito Holden, mentre si ferma Washington, che viene sconfitta da Gonzaga e Texas, prima di rialzare la testa contro Charlotte, in cui il senior Andrew Andrews esplode letteralmente per 30 punti e 13 rimbalzi. Infine Stanford, che dopo aver perso la terza partita in fila contro Villanova, risorge contro Arkansas grazie alla monumentale prova di Rosco Allen, che realizza 25 punti (12/15 dal campo), con 9 rimbalzi catturati mettendo a segno il layup vincente a 2.6 secondi dalla fine della partita.   WCC

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Anche nella WCC è tempo di upset, ed a confermarcelo ci pensa niente meno che #10 Gonzaga. Dopo aver battuto Washington, i Bulldogs cadono a sorpresa contro #25 Texas A&M in un finale di partita a dir poco rocambolesco, nel quale a nulla valgono i 18 punti di Kyle Wiltjer. Gonzaga si rialza immediatamente vincendo contro UConn grazie ai 17 punti del solito onnipresente Wiltjer. Del crollo inaspettato di Gonzaga ne approfittano subito St. Mary’s e BYU. I Gaels rimangono l’unica squadra della WCC ancora imbattuta grazie alla rotonda vittoria ottenuta contro Cal State Bakersfield, in cui si segnalano la guardia Emmett Naar con 17 punti ed il centro Evan Fitzner, che realizza 16 punti conditi da 9 rimbalzi. BYU dal canto suo vince e convince contro Mississippi Valley State e Belmont, in cui si erge al ruolo di protagonista la guardia Nick Emery, che mette a referto rispettivamente 18 e 27 punti nelle due vittorie dei Cougars. Buon momento per Loyola-Marymount, che vince sul filo di lana contro CSNorthridge (Spiers 24 punti) ed in maniera più netta contro Southeast Missouri, mentre San Francisco perde contro UC Santa Barbara ed Eastern Washington. Tra le due sconfitte per i Dons, arriva la netta vittoria contro Delaware State (Devin Watson 18 punti), in cui San Francisco annienta gli avversari nella seconda frazione di gioco, vinta per 44-22. Settimana piena di incontri per Pepperdine, nei quali i Waves vincono contro Duquesne e Montana, ma perdono contro Murray State e Drake, mentre Portland dopo aver annientato letteralmente Alcorn State tirando con il 55% dal campo e sfiorando il 50% da tre (15/31), è costretta a cedere il passo a Colorado State e Southern Illinois. Si sbloccano finalmente Pacific, San Diego e Santa Clara, che ottengono tutti la prima vittoria stagionale: se per i Tigers di Pacific battere Notre Dame de Namur è stata una passeggiata, per i Toreros di San Diego ci ha pensato Marcus Harris coi suoi 14 punti a risolvere la sfida con Drexel, mentre i Broncos di Santa Clara hanno sbrigato la pratica Boston College in maniera più veloce del previsto grazie alla doppia doppia dell’ala Nate Kratch (12 punti e 10 rimbalzi).   A cura di Giovanni Bocciero

SEC
Continua il percorso netto di Kentucky (6-0) che sul parquet della Rupp Arena si sbarazza di Boston University con il punteggio di 82-62. Top scorer Skal Labissiere con 16 punti a cui aggiunge 7 rimbalzi e 3 stoppate; super Tyler Ulis con 15 punti, 6 assist, 6 rimbalzi e 3 recuperi; doppia doppia da 14 punti e 10 rimbalzi uscendo dalla panchina per Alex Poythress; doppia cifra per Jamal Murray (12) e Isaiah Briscoe (11). Successivamente i Wildcats sono stati dominanti all’American Airlines Arena in occasione del Miami Invitational, in cui a farne le spese è stata South Florida per 84-63. Top scorer Murray con 21 punti tirando 8/16 dal campo, con 3 rimbalzi e 3 assist; 17 punti con 5/8 al tiro per Labissiere che aggiunge 4 rimbalzi, 3 stoppate, 2 assist e 1 recupero; 11 punti dalla panchina per Charles Matthews. Vanderbilt (5-1) perde l’imbattibilità stagionale nella finalissima del Maui Invitational, l’annuale torneo che si disputa alle Hawaii. Prima della sconfitta, i Commodores hanno piegato molto agevolmente St. John’s con il punteggio di 92-55, con ben dodici uomini a referto in cui spiccano però Luke Kornet (13 punti, 7 rimbalzi, 3 assist e 2 stoppate), Jeff Roberson (11 punti con 13 rimbalzi), Camron Justice (11) e Nolan Cressler (10). È toccato poi a Wake Forest alzare bandiera bianca per 86-64, con i 17 punti a testa di Damian Jones, a cui aggiunge 10 rimbalzi, 2 assist e 2 stoppate, e di Wade Baldwin, conditi da 4 rimbalzi, 2 assist e 2 recuperi. Uscendo dalla panchina Roberson infila 10 punti e raccoglie 7 rimbalzi. Vanderbilt si è poi arresa ai Kansas Jayhawks per 63-70, in una partita che nel primo tempo hanno visto i Commodores sfruttare gli errori degli avversari e chiudere in vantaggio (30-26). Nella ripresa Kansas ha iniziato a giocare e i diversi valori sono venuti a galla. Bene comunque Jones (inserito nell’All-Tournament team) con la doppia doppia da 17 punti e 10 rimbalzi con 3 stoppate e 2 assist, Kornet con 14 punti, 4 rimbalzi e 4 stoppate, e Baldwin con 11 punti. Anche Texas A&M (6-1) perde la propria imbattibilità alle Bahamas, in occasione del torneo Battle 4 Atlantis. Gli Aggies nei quarti superano nel derby Texas per 84-73 con top scorer Danuel House (19 punti e 7 rimbalzi) ben coadiuvato da Anthony Collins (15, 6 assist e 5 rimbalzi), Tyler Davis (14), Admon Gilder (12). Al rientro Jalen Jones che firma 9 punti e 6 rimbalzi. In semifinale i ragazzi di coach Billy Kennedy battono Gonzaga interrompendo la striscia negativa di 26 k.o. contro team di Top10. Il 62-61 finale è frutto di una gara altalenante, in cui le squadre si sono superate in continuazione e alla fine Gonzaga ha visto infrangersi sul ferro il tiro della vittoria. 19 punti sono stati realizzati da House mentre 14 da Tonny Trocha-Morelos. In finale Texas A&M è caduta contro Syracuse per 67-74, che nei momenti decisivi ha avuto più cinismo oltre a tirare con il 44% da tre punti. 23 punti e 6 rimbalzi per Jones uscendo dalla panchina, mentre House ha realizzato 15 punti e raccolto 5 rimbalzi. Non bene gli altri. Louisiana State (3-2) incappa nel doppio k.o. al Barclays Center in occasione del Legends Classic, mettendo in evidenza tutti i punti deboli che sin dall’estate gli si imputavano: panchina corta e pochi centimetri nel pitturato. In semifinale con Marquette, persa per 80-81, non è bastata una super prestazione di Ben Simmons che ha flirtato con una tripla doppia da 21 punti (6/14 al tiro), 20, proprio così, 20 rimbalzi e 7 assist. In grande evidenza anche Tim Quarterman, fin qui un po’ sornione, che ha fatto registrare 20 punti (6/12 dal campo), 6 rimbalzi e 4 assist. Degli 80 punti totali solo 15 sono arrivati dalla panchina, mentre i lunghi Robinson-Malone hanno combinato la miseria di 2 punti e 1 rimbalzo in 18′. Nella finale di consolazione contro North Carolina State è arrivata la sconfitta per 72-83 dopo un overtime, con ancora protagonista Simmons che ha realizzato solo 4 punti (1/6 al tiro) ma il canestro che ha tenuto vive le speranze dei Tigers, mettendo insieme una doppia doppia da 14 rimbalzi e 10 assist con 3 stoppate e altrettanti recuperi. Ancora bene Quarterman (19 punti con 7/20 al tiro e 9 rimbalzi), mentre Robinson ha racimolato 4 punti e 4 rimbalzi in 21′ e dalla panchina sono stati realizzati 27 punti gonfiati però dai 18 di Sampson che era sempre partito in quintetto. Evidente che coach Johnny Jones ha provato a mischiare un po’ le carte per vedere di trovare nuove soluzioni tattiche. La settimana di South Carolina (6-0) è iniziata con il successo al Paradise Jam nelle Isole Vergini con la finale disputata contro Tulsa. Nell’83-75 finale ha continuato a brillare la coppia lituana Chatkevicius-Kacinas che ha combinato 28 punti e 11 rimbalzi; 16 punti a testa per Michael Carrera, con 9 rimbalzi, e Sindarius Thornwell, con 5 recuperi, 11 uscendo dalla panchina per Duane Notice, e 8 con 4 assist e altrettanti rimbalzi per il freshman P.J. Dozier. Proprio quest’ultimo ha disputato la sua miglior prestazione (11 punti con 5/11 al tiro, 6 rimbalzi e 5 assist) fin qui in maglia Gamecocks nella vittoria casalinga con Lipscomb per 92-76, in cui sono stati sei gli uomini in doppia cifra. Settimana trascorsa tra le mura amiche di Gainesville per i Florida Gators (5-1) che battono prima Vermont (86-62) e poi nel derby Florida Gulf Coast (70-50). Entrambe le partite hanno visto i ragazzi di coach Mike White prendere sin da subito la testa del punteggio senza girarsi mai indietro. Contro Vermont in evidenza Dorian Finney-Smith con 20 punti, 6 rimbalzi, 6 assist e 3 recuperi, 15 con 8 rimbalzi per Devin Robinson, 14 con 4 assist per Kasey Hill, e 13 con 7 rimbalzi per John Egbunu. Contro FGCU invece, Finney-Smith ha messo insieme 23 punti, 8 rimbalzi, 3 recuperi, 2 assist e 2 stoppate, mentre Egbunu ha realizzato una doppia doppia da 17 punti e 11 rimbalzi con 4 stoppate. Mississippi State (3-3) supera in casa Tennessee-Martin con il punteggio di 76-51 portando così il proprio record al 50%. Doppia doppia da 22 punti (tirando 9/12) e 10 rimbalzi oltre a 3 stoppate per Gavin Ware; 16 punti uscendo dalla panchina per Quinndary Weatherspoon mentre il freshman Malik Newman chiude con 5 punti (2/10 al tiro) oltre a 3 assist e 3 rimbalzi. Doppio successo per Ole Miss (5-2) che prima sconfigge Georgia State per 68-59 e poi Bradley per 67-54. Trascinatore per i Rebels Stefan Moody che nelle due gare combina 42 punti, 10 rimbalzi, 10 assist e 5 recuperi; 25 punti e 17 rimbalzi per Sebastian Saiz; 18 punti e 13 rimbalzi per Tomasz Gielo. Tennessee (4-3) non esce sicuramente ben messa da questa settimana. I Volunteers dopo aver battuto in casa Army (95-80) si sono trasferiti a New York per il Barclays Center Classic in cui si sono prima arresi a George Washington (70-73) e poi a Nebraska (71-82) nella gara di consolazione. Georgia (2-2) continua a faticare e non poco. I Bulldogs prima battono High Point per 49-46, ma il bottino di punti realizzati non può certamente far ben sperare; poi escono sconfitti in casa di Seton Hall per 69-62 dopo un match molto equilibrato. Auburn (3-1) schianta Northwestern State (119-81) nel suo unico impegno settimanale. Doppia sconfitta per Missouri (2-3) che al CBE Classic di Kansas City viene sconfitta prima da Kansas State (42-66) e poi da Northwestern (62-67). Ad Orlando, Alabama (4-2) di coach Avery Johnson ha preso parte all’Advocare Invitational perdendo ai quarti con Xavier (45-64), e vincendo successivamente in modo incredibile con Wichita State (64-60) e con Notre Dame (74-73) grazie al canestro vittoria realizzato a 8″ dalla fine. Arkansas (2-3) invece si piazza ultima al NIT Season Tipoff di Brooklyn perdendo prima con Georgia Tech (73-83) e poi contro Stanford (66-69). In questa settimana Kansas (4-1) si aggiudica il torneo hawaiano del Maui Invitational senza troppo faticare se non brevemente nella finalissima. La vittoria più importante, però, arriva fuori dal campo visto che la NCAA ha finalmente dato il permesso di giocare a Cheick Diallo dal primo dicembre. Tornando al Maui, sotto i colpi dei Jayhawks cadono prima i padroni di casa di Chaminade col punteggio di 123-72 (sette uomini in doppia cifra: 18 punti, 7 assist e 5 rimbalzi per Wayne Selden; 18 con 6/11 da tre per Sviatoslav Mykhailiuk; 15 con 3 assist, 3 rimbalzi e 2 recuperi per Devonte’ Graham; 14 con 7 assist e 6 rimbalzi per Frank Mason; 13 con 12 rimbalzi e 4 assist per Landen Lucas; 11 con 8 rimbalzi per Perry Ellis; 11 con 2 stoppate per Hunter Mickelson) e poi UCLA per 92-73 (24 punti con 9/12 dal campo e 6 rimbalzi per Ellis; 16 con 7 assist, 5 rimbalzi e 2 recuperi per Mason; 15 e 3 assist per Selden; 13 con 4 rimbalzi e 2 assist per Mykhailiuk). In finale i ragazzi di coach Bill Self hanno affrontato Vanderbilt vincendo per 70-63 nonostante un primo tempo da dimenticare, con tante piccole sbavature sia al tiro che in fase di costruzione. Nella ripresa i Jayhawks armano la mano dall’arco dei tre punti finendo per tirare con il 50% (8/16). Trascinatore Wayne Selden, nominato miglior giocatore del torneo, che realizza 25 punti (8/11 al tiro) e raccoglie 7 rimbalzi. Graham fa registrare 12 punti e 6 assist, mentre Mason 10 punti, 5 rimbalzi e 3 assist. Vittoria all’Emerald Classic disputato in Florida per Iowa State (5-0). Nel match preliminare della competizione i Cyclones si sono sbarazzati ad Ames di Chattanooga per 83-63, con una prestazione super di Nazareth Mitrou-Long che firma 24 punti con 6/9 da tre. Bene anche Georges Niang (19 punti, 5 rimbalzi e 3 assist), Monte Morris (14 punti, 10 assist, 3 recuperi e 2 stoppate) e Jameel McKay (8 punti e 17 rimbalzi). In Florida i ragazzi di coach Steve Prohm liquidano prima Virginia Tech per 99-77, con l’intero quintetto in doppia cifra (McKay 23 punti, 8 rimbalzi e 3 stoppate; doppia doppia per Abdel Nader da 16 e 11 rimbalzi; fantastico Niang con 14, 7 rimbalzi, 6 assist e 3 stoppate; Morris 14 e 7 assist; Long 12 e Hallice Cooke 11 uscendo dalla panchina) e poi battono in rimonta, con un parziale di 18-4, nella finale Illinois per 84-73. Top scorer Niang con 23 punti e 8 rimbalzi, coadiuvato da Morris con 20 punti, 9 rimbalzi e 6 assist, e da Nader con 18 punti, 5 rimbalzi, 3 assist e 2 recuperi. Oklahoma (4-0) inizia la propria settimana superando Incarnate Word con il punteggio di 96-63. Buddy Hield mette a referto 22 punti tirando 7/12 e aggiungendo 6 rimbalzi e 5 assist; doppia doppia per Ryan Spangler che confeziona 12 punti e 10 rimbalzi con 3 assist e 2 stoppate; doppia cifra anche per Jordan Woodard che segna 10 punti con 5 rimbalzi. Tra le fila dei Sooners sono comunque ben tredici i giocatori che mettono a segno almeno un canestro. Di ben altro rango l’impegno con Wisconsin, che vede comunque i ragazzi di coach Lon Kruger uscirne vittoriosi per 65-48. Già nel primo tempo Oklahoma quasi raddoppia i suoi avversari (34-19), e questo andazzo continua anche nella ripresa. Ancora doppia doppia per Spangler che mette insieme 20 punti e 14 rimbalzi; 14 punti con 3 rimbalzi e 3 assist per Isaiah Cousins mentre Hield realizza 12 punti tirando piuttosto male (5/16). West Virginia (6-0) conquista il Las Vegas Invitational superando in semifinale Richmond (67-59) ed in finale San Diego State (72-50) e soprattutto conservando la propria imbattibilità. Continua a brillare incontrastato Devin Williams che contro Richmond fa registrare 23 punti con 9/11 al tiro e 12 rimbalzi, mentre contro San Diego State timbra 10 punti, 9 rimbalzi e 4 assist. Bene per i Mountaineers di coach Bob Huggins anche Jevon Carter che in semifinale firma 13 punti mentre in finale 12; 12 punti per Jonathan Holton e 14 con 6 recuperi per Daxter Miles contro SDSU. In precedenza West Virginia aveva ospitato e battuto a Morgantown l’università di Bethune-Cookman per 97-44 (12 punti e 10 rimbalzi con 4 assist per Williams; 14 punti a testa per Miles e Jaysean Paige; doppie doppie da 13 e 10 rimbalzi per Elijah Macon e 11 e 11 rimbalzi per Holton). Settimana non più di tanto movimentata per Baylor (4-1), che ha ospitato e battuto prima Savannah State (100-61) e poi Arkansas State (94-72). Nelle due partite da sottolineare le prestazioni di Taurean Prince che ha combinato 45 punti, 14 assist e 14 rimbalzi, Johnathan Motley uscendo dalla panchina 34 punti e 12 rimbalzi, per Rico Gathers 26 punti e 20 rimbalzi, un Al Freeman da 33 punti e 10 assist, Ishmail Wainright ha messo insieme 13 punti, 11 rimbalzi e 8 assist mentre Lester Medford 16 punti, 10 assist e 9 recuperi, di cui 7 solo contro Savannah. C’è ancora tanto da lavorare per i Texas Longhorns (2-3), che arrivano sesti al Battle 4 Atlantis delle Bahamas. I ragazzi di coach Shaka Smart vengono sconfitti da Texas A&M (73-84) e Michigan (72-78), e trovano una sola vittoria contro Washington (82-70). Nel derby texano top scorer è il freshman Eric Davis Jr. che uscendo dalla panchina realizza 19 punti con 6/10 dal campo, bene anche Cameron Ridley con 14 punti e 5 rimbalzi, e Isaiah Taylor con 10 punti e 5 assist. Contro Washington invece, doppia doppia da 13 punti e 11 rimbalzi per Ridley; 15 punti con 5/8 al tiro per Davis; 14 punti con 3/11 dal campo, 3 assist e 2 recuperi per Taylor; 13 punti, 4 assist, 3 recuperi e 2 rimbalzi per Javan Felix. Infine contro Michigan miglior realizzatore è stato Taylor con 18 punti frutto di un 7/14 al tiro conditi da 8 assist; 12 punti a testa per Davis e Ridley che aggiunge 8 rimbalzi; 10 punti con 3 assist e altrettanti rimbalzi per Felix. Kansas State (5-1), partecipante al CBE Classic di Kansas City, ha prima battuto Missouri (66-42) e poi perso in finale contro la quotata North Carolina (70-80). Nell’ultimo weekend ha poi ospitato South Carolina State spuntandola di misura per 68-66. Texas Christian (3-2) raccoglie una sconfitta contro Rhode Island (60-66) ed una vittoria contro Illinois State (71-60) al Cancun Challenge, in Messico. Texas Tech (4-1) batte in casa Hawaii per 82-74. Oklahoma State (5-1) supera anch’essa tra le mura amiche Long Beach State per 79-73.
A cura di Ario Rossi
AMERICAN ATHLETIC
La #18 Connecticut batte agevolmente Michigan, dopo essersi costruita il vantaggio nella prima metà gara (36-22 al 20′). La quasi tripla doppia di Hamilton (16+9+9) guida 5 marcatori sopra gli 11 punti, mentre dall’altra parte il solo LeVert supera tale soglia con 21. Tuttavia perde le due gare successive nel Battle 4 Atlantis svoltosi nelle Bahamas: gli Huskies cadono con l’imbattuta Syracuse, nonostante l’ennesima super prova di Hamilton, autore di 18 punti, 12 rimbalzi e 7 assist, e contro la #10 Gonzaga. Sotto anche di 21, UConn mette in scena un ottimo secondo tempo che le consente di avere anche il tiro del possibile pareggio, ma Purvis lo sbaglia e gli Zags di un buon Wiltjer volano sul gradino più basso del podio. Inutili i 19 di Shonn Miller con 7/10 al tiro. La #24 Cincinnati rimane imbattuta in stagione (7-0), con la vittoria del Barclays Center Classic. Sono infatti arrivate le vittorie su SE Louisiana grazie ai 15 punti a testa di Evans III e Caupain, Nebraska con altri 17 di Caupain originario di Long Island, e infine contro l’ormai ex imbattuta George Washington in finale con altri 16 della guardia #10, eletto MVP della manifestazione. Southern Methodist, #25 del ranking, batte Brown anche non convincendo troppo. Senza i due Moore, è Keith Frazier a dominare, con 23 punti e 8/14 al tiro. Memphis cade inaspettatamente contro Texas Arlington, nonostante un tentativo di rimonta nel secondo tempo: sotto di 10 all’intervallo, sono anche tornati in vantaggio 50-44. tuttavia con un 14-5 di parziale TX-AR si è ripresa il vantaggio e non si è più guardata indietro. 21 di Tarrant ma con un pessimo 4/15 al tiro (16/54 totale per i Tigers). Temple trova la seconda vittoria stagionale in casa su Delaware. 16 di Enechionyia, capace di mettere 3 bombe consecutive che hanno dato il +15 a 10′ dal termine, chiudendo di fatto la contesa. In un incontro tiratissimo, South Florida batte Albany grazie ad una schiacciata di Chris Perry a 9” dal termine e la conseguente persa di Singletary, a cui la preghiera da metà campo non è stata accolta. 16 di Nunez con 70% al tiro. Nulla da fare con la #1 Kentucky, che l’asfalta nel primo tempo (42-21) per poi controllare nella ripresa: 13 di McMurray sono inutili di fronte al dominio della coppia Murray-Labissiere. I Bulls si sono poi rifatti contro Savannah State nel primo incontro di sempre tra i due atenei, con 17 di Peters: il 48% al tiro di squadra è record stagionale. East Carolina (Tejada 11, unico in doppia cifra) è stata stesa dagli Aztecs dopo un 44-21 nei primi 20′ di gioco. Con Arkansas-Little Rock i Pirates tengono nel primo tempo, ma crollano nel secondo (39-23 il parziale) e per loro il risultato non cambia: 12 di BJ Tyson, unico sopra i sei punti realizzati. Vincono finalmente contro Stetson una gara dominata dall’inizio con altri 22 di Tyson (7/10 al tiro). AR-LR abbatte anche Tulsa con un parziale di 15-0 che annulla il +12 creato dai ragazzi di Harrison, che finirà con soli 4 punti. Lo stesso che nella gara prima, persa contro South Carolina, ne aveva infilati 20, anche se con 4/11 al tiro: dopo esser stata sotto anche di 16 nella ripresa, Tulsa è tornata sotto fino al 76-71, ma la rincorsa si è fermata lì. Tulane cade con Mercer. Inutili i 16 del solito Dabney che però continua a tirare male (5/13): decisivo il 38-23 a rimbalzo a favore dei Bears. Vince al fotofinish contro Stephen F.Austin dopo che i Lumberjacks guidavano 59-52 a 3’40” dal termine: è stato l’ultimo canestro loro, prima dell’8-0 che ha consegnato la vittoria con il canestro – l’unico della sua serata – di Osetkowski a 16” dalla fine. Nella finale del Challenge in Music City di Nashville contro Liberty, i Green Wave non hanno nessun problema e conducono fin dall’inizio con un Jarreau in forma (15 con 6/8 al tiro in 21′). Central Florida perde con Miami (OH): decisivo il jumper di Eric Washington a 23” dalla sirena finale. Tacko Fall unico in doppia cifra per i Knights (10 punti con 4/4 al tiro). Houston gioca poco, ma quando gioca vince. Anche Louisiana-Monroe cade sotto i colpi di Rob Gray (career high a quota 22 punti, di cui 16 nella ripresa) e LeRon Barnes che ha chiuso con una doppia doppia da 15 punti e 11 rimbalzi. Era da 47 gare di fila che i Warhawks non subivano più di 75 punti. Vittoria dedicata a Guy Lewis, allenatore dell’università di Houston dal 1956 al 1986, dove passò anche Akeem Olajuwon.
A cura di Alberto Buffin
BIG EAST
Apriamo questo spazio dedicato alla Big East con la settimana da urlo di Providence, che vince tre partite su quattro e sfonda nel ranking nonostante la prima sconfitta stagionale. La sette giorni si era aperta con la grandissima prova di Kris Dunn contro NJIT, composta da 22 punti, 10 rimbalzi, 9 assist e 7 palle rubate, con un 9/9 dai liberi. Contro Evansville invece, a brillare è stato Ben Bentil, sempre più “fattore x” di questi Friars, con 24 punti. I Purple Aces non riescono mai a rimontare lo svantaggio di 8 lunghezze all’intervallo nonostante i 18 punti di Balentine. Ma il vero colpo la squadra di Ed Cooley l’ha giocato ad #11 Arizona, con Kris Dunn (19 punti) e Ben Bentil (21) che hanno trascinato di forza i Friars alla vittoria in una partita che, a causa dei 27 punti di Anderson per i Wildcats, sembrava persa. Nella finale del Wooden Legacy però, non sono bastati i soliti Dunn (21) e Bentil (20) per arginare un Brynn Forbes da 18 segnature, che hanno garantito la vittoria a #3 Michigan State. In vetta alla classifica ci sono però Xavier e Villanova, ancora imbattute a quota 7. Per i Musketeers un filotto di quattro partite da sogno, con i successi su Alabama, Northern Kentucky, USC e Dayton valevoli per il titolo dell’AdvoCare Championship, ottenuto nel segno di un Trevon Bluiett sempre in doppia cifra. Percorso netto anche per Villanova, che nel match più arduo, contro Saint Joseph’s di un Pierfrancesco Oliva da 7 rimbalzi, sfodera un Ryan Arcidiacono da 17 punti. A quota 5-1 troviamo Seton Hall, che batte le due compagini della SEC Georgia e Ole Miss grazie ad un Isaiah Whitehead da 39 punti complessivi. Anche Creighton si risolleva e raggiunge proprio i Pirates in classifica grazie alle grandi prove di Geoffrey Groselle. Infine, brutte notizie per Federico Mussini. Nonostante un crescendo in fase realizzativa (14, 17 e un career-high di 24), la sua St. John’s riesce a vincere solo una partita (contro Chaminade) nel Maui Invitational, venendo demolita da #19 Vanderbilt e #13 Indiana.
NCAA Weekly Recap offerto dalla redazione di HoopScience.
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