La GIBA lancia il sussidio per giocatori senza squadra

La GIBA lancia il sussidio per giocatori senza squadra

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La GIBA, prima a farlo tra le associazioni degli atleti a livello europeo, ha istituito un sostegno per i giocatori senza squadra. Ad inizio stagione 2015-2016 ci sarà infatti la possibilità di accedere ad un vero e proprio sussidio di disoccupazione.

Si tratta di un progetto pilota, proposto dagli stessi giocatori in seno al Direttivo, che prevede una breve “cassa integrazione” per chi resta senza contratto.

Secondo il progetto, i giocatori di basket che saranno senza squadra nel periodo compreso fra il 5 e il 16 ottobre 2015, se in possesso dei requisiti, potranno usufruire di una somma giornaliera fino ad un massimo di 20 giorni, inviando una domanda alla GIBA in quello stesso periodo. Le richieste saranno vagliate in ordine di arrivo e soddisfatte a seconda del budget a disposizione.

Fra i requisiti, avere più di 23 anni, essere iscritto alla GIBA, aver giocato nella stagione 2014/2015 in Serie A, A2 Gold, A2 Silver o Serie B e aver giocato almeno 5 stagioni in campionati nazionali.

In merito al progetto, questo il pensiero del Presidente, Alessandro Marzoli: «Un giocatore disoccupato perde il suo status di lavoratore del basket, con tutto quello che di negativo ne consegue. Noi della Associazione Giocatori, oltre a volere una pallacanestro con maggiori sicurezze e prospettive per il futuro, abbiamo deciso di provare a fare qualcosa di nuovo nel panorama europeo. In coerenza con quanto stiamo portando avanti da due anni e mezzo abbiamo creato, da un’idea degli atleti, un progetto di solidarietà. Il sussidio di disoccupazione è il nostro modo per essere vicini prima di tutto ai più deboli e a chi attraversa momenti di difficoltà».

Questa invece la dichiarazione del Vicepresidente, Mario Boni: «La GIBA ha per scopo la tutela degli interessi sportivi, professionali, morali ed economici dei giocatori di pallacanestro e la promozione di iniziative utili alla categoria.  Ed è proprio per rispettare il primo e più importante articolo del nostro statuto, che abbiamo pensato a questo progetto innovativo e caldeggiato da giocatori in attività che non hanno problemi di contratto, ma che hanno un pensiero per i loro colleghi meno fortunati».

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