Misure salvavita, entra in vigore il decreto: defibrillatori in tutti i campi sportivi

Misure salvavita, entra in vigore il decreto: defibrillatori in tutti i campi sportivi

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Mai più Morosini, mai più Ciotti. Questo sembra il proposito che da ieri, le istituzioni sembrano darsi, e in concreto. Ci sono voluti quasi due anni dalla scomparsa del giovane talento ciociaro, tutti gli sforzi della ONLUS a suo nome, fondata da papà Massimo, e più di uno dalla morte dll’ex calciatore del Livorno, ma stavolta la storia, triste, drammatica, di queste due vite spezzate, ha fatto scuola.

Nei campi di calcio e in quelli da tennis, nelle piscine e nelle palestre arrivano i defibrillatori semiautomatici. L’obbligo è stato introdotto dal decreto ministeriale firmato ieri dal ministro della Salute, Renato Balduzzi, di concerto con il ministro per lo Sport, Piero Gnudi.

Inizialmente previsti – e poi usciti – dall’artìcolo 7 comma 11 del decreto Salute e sviluppo dell’ottobre 2012, i defibrillatori e gli altri strumenti «salvavita», diventeranno obbligatori entro 6 mesi nelle società sportive professionistiche, ed entro 30 in quelle dilettantistiche. Dall’obbligo sono escluse le società dilettantistiche che svolgono attività «a ridotto impegno cardiocircolatorio», come bocce, biliardo, golf o ballo, pesca sportiva di superficie, caccia sportiva, sport di tiro, ginnastica per anziani, «gruppi cammino», e chi pratica attività ricreative come ballo o giochi da tavolo. A tutte queste persone è comunque raccomandato un controllo medico prima dell’avvio dell’attività.

Il decreto prevede che nelle strutture sportive sia presente personale formato e pronto a intervenire. Gli oneri per l’acquisto dei defibrillatori saranno a carico delle società: potranno anche associarsi se operano nello stesso impianto sportivo, ma è innegabile che queste disposizioni abbiano creato preoccupazioni nell’ambito delle associazioni e dei club più piccoli, perché l’acquisto degli apparati medicali e la formazione di chi dovrà usarli comporteranno un serio aggravio dei costi.

«La presenza obbligatoria dei defibrillatori e di operatori formati – ha spiegato ieri il ministro Balduzzi – è una garanzia importante proprio per tutti quelli che amano fare sport e che hanno diritto a poterlo fare in sicurezza anche se non si tratta di attività agonistica».

Per la formazione i centri saranno autorizzati dalle Regioni. Coni e Federazione Medico-Sportivo avranno quindi con specifici accordi (prima firma con la Lombardia) un ruolo centrale per organizzare i corsi ispirati al P.S.S.D. (Pronto soccorso sportivo defibrillato), il protocollo FMSI-CONI e Istituto Superiore di Sanità, che riguarda diverse emergenze, non solo quella cardiaca. E proprio il presidente FMSI Maurizio Casasco, alla Gazzetta dello Sport, spiega che la filosofia del Decreto «alza il livello di garanzia sul sistema dell’attività fisica». In pratica i non agonisti di Coni, Federazioni ed Enti di Promozione, compresi i partecipanti agli Studenteschi (salvo gli «agonisti» della fase nazionale), dovranno sottoporsi a una visita con «la misurazione della pressione arteriosa e un elettrocardiogramma a riposo».

Il decreto riforma anche la disciplina dei controlli e dei certificati medici. I soggetti non tesserati alle federazioni sportive nazionali, alle discipline associate, agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni, che praticano attività amatoriale devono sottoporsi a controlli medici periodici: gli uomini fino a 55 anni e le donne fmo ai 65 senza patologie e fattori di rischio potranno essere visitati da un qualunque medico e il certificato avrà validità biennale.

I soggetti che riportano almeno due delle seguenti condizioni (età superiore ai 55 anni per gli uomini e ai 65 per le donne, ipertensione arteriosa, elevata pressione arteriosa differenziale nell’anziano, l’essere fumatori, ipercolesteloremia, ipertrigliceridemia, glicemia alterata a digiuno o ridotta tolleranza ai carboidrati o diabete di tipo ii compensato, obesità addominale, familiarità per patologie cardiovascolari, altri fattori di rischio a giudizio del medico) dovranno, invece, essere visitati da un medico di medicina generale, un pediatra o un medico dello sport, con cadenza annuale.

Per chi  partecipa ad attività ad elevato impegno cardiovascolare (gare podistiche oltre 20 km, gran fondo di ciclismo, nuoto o sci) verranno effettuati accertamenti supplementari.Sono previste infine visite anche per gli alunni che praticano attività sportiva non agonistica nelle scuole: il controllo dovrà prevedere la misurazione della pressione arteriosa e un elettrocardiogramma a riposo. 

Certo, sarà bene aspettare la pubblicazione integrale del testo per capire come e quanto cambieranno le cose in questa parte del pianeta sport. Ma qualcuno lo vuole, nei fatti, ed è già un piccolo passo da segnalare, e sottolineare a dovere.

 

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