DNB, Le Finali, Girone B – Ravenna-Affrico, la preview

DNB, Le Finali, Girone B – Ravenna-Affrico, la preview

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LA FINESTRA (di Marco Pagliariccio)

Acmar Ravenna – Enegan Affrico Firenze è la finale più giusta per questo girone B del campionato DNB. I romagnoli, allenati da coach Lanfranco Giordani, hanno dominato in lungo e in largo la regular season, aprendo la stagione con 20 successi consecutivi, inframezzati anche dalla conquista della Coppa Italia, e concludendo con 12 lunghezze di vantaggio sulla seconda in classifica. I toscani, di coach Gabriele Giordani, hanno insieme ai giallorossi il roster più completo della categoria e giocano una pallacanestro di qualità assoluta.
Ultimo atto per il girone B di Dnb con la finale che scatta domenica sera (ore 19) tra i locali della Acmar Ravenna e la Enegan Firenze in un PalaCosta che ha fatto registrare il tutto esaurito in 4 ore (un migliaio saranno quindi i presenti). In palio un posto nella nuova Legadue Silver, campionato che prenderà il posto della Dna.
I giallorossi, dopo aver dominato la stagione regolare chiudendo con sole 4 sconfitte, hanno zoppicato in quarti e semifinale, limitandosi a vincere le partite interne ma andando sempre ko lontano da Ravenna. Nel primo turno, Ravenna si è sbarazzata per 2-1 della Abc Castelfiorentino, bissando poi nel secondo contro la Tramec Cento.
I gigliati, dal canto loro, dopo una regular season ad alti e bassi chiusa al terzo posto, hanno griffato un playoff fin qui perfetto, con due serie chiuse perentoriamente sul 2-0 a dimostrazione di una condizione fisica e mentale invidiabile. L’Affrico ha fatto fuori la Missardi Montecatini in due partite in quella che sembrava potesse essere la serie più equilibrata del primo turno, per poi superare di slancio anche la Virtus Siena, che era stata capace di ribaltare il pronostico, nei quarti, contro la Computer Gross Empoli giunta seconda in stagione regolare.
I due precedenti stagionali hanno visto due successi su due dei romagnoli. Nel match d’andata a Firenze, la Acmar si impose per 56-70 con 20 punti di Amoni, mattatore anche a ritorno, a Ravenna, dove i padroni di casa vinsero per 71-60 con 16 punti e 6 rimbalzi proprio del pivot umbro.
Da un lato Ravenna, forte delle sue certezze costruite in una stagione dominata, ma non più brillante come due mesi fa. Dall’altro Firenze, arrivata all’apice della forma nel momento giusto dopo una stagione sulle montagne russe. Chi avrà la meglio?

QUI RAVENNA (a cura di Riccardo Sabadini)

I PRECEDENTI IN STAGIONE REGOLARE – I due confronti di regular season non hanno avuto storia: Ravenna li ha dominati entrambi anche se sono arrivati in momenti particolari della stagione. Il match di andata, disputato alla nona giornata, mise di fronte gli imbattuti romagnoli contro una Firenze, priva di Fattori, ma in salute come testimoniato dalla striscia vincente di sette vittorie consecutive e il record di 7-1. Al Pala Affrico non ci fu partita con Ravenna, trascinata dalle straordinarie prove di Amoni (20 punti) e Broglia (12 e 8 rimbalzi), che prese il largo già nel primo quarto terminato 6-19 e amministrò il tesoretto durante tutto l’arco della partita, respingendo i tentativi di rimonta gigliati. Ancora più devastante fu il match di ritorno con Firenze orfana di Serena rimpiazzato da Lovatti che fu travolta nuovamente in un primo tempo a senso unico con Ravenna che volò addirittura a +29, addormentandosi poi nell’ultimo periodo e consentendo a Paparella e compagni di limare il disavanzo fino a un -11 assolutamente bugiardo.

IL PERCORSO PLAYOFF – Ravenna arriva a questa finale playoff dopo un percorso piuttosto travagliato ma che ha fatto leva su una certezza: l’inviolabilità del Pala Costa. Tra le mura del palazzo amico gli uomini di coach Giordani si trasformano sprigionando un’energia e una cattiveria sui due lati del campo che ha sempre spazzato via i dirimpettai. Nei quarti di finale il tabellone accoppia all’Acmar l’ABC Castelfiorentino che ha acciuffato il treno playoff proprio all’ultimo respiro, complice il suicidio di Cecina. Gara 1 non ha storia con Ravenna che vola sulle ali di un Cernivani inarrestabile (31 punti con 7/11 nelle triple) mentre in gara 2 è l’attacco di Castel Fiorentino a sorprendere un’Acmar che deve rinunciare proprio a Cernivani, bloccatosi durante il riscaldamento, e che non riesce ad arginare uno straordinario Venucci da 26 punti e 35 di valutazione. I tifosi giallorossi si presentano a gara 3 calorosi come non mai ma con qualche timore che viene prontamente spazzato via dal primo quarto di un’Acmar che chiude ogni via al canestro per i gialloblu e vola sulle ali di un Rivali tornato direttore d’orchestra dopo due prove sottotono ma anche realizzatore: saranno 18 i punti del playmaker pesarese, uniti a 8 rimbalzi e 8 assist per un 86-69 che regala ai ravennati un derby in semifinale contro i “cugini” della Tramec Riduttori Cento.
La semifinale vede ripetersi lo stesso canovaccio dei quarti con Ravenna che domina gara 1 sospinta ancora una volta da uno straordinario Eugenio Rivali ma deve arrendersi in gara 2, tradita dalle percentuali dalla lunga e dalla lunetta, alla voglia di vincere di una Tramec sospinta da un pubblico caldissimo. Gara 3 è attesissima sui due fronti con qualche schermaglia anche extra cestistica. Quando però viene alzata la palla a due, l’Acmar torna ad essere la straordinaria macchina schiacciasassi di sempre e con un secondo periodo al limite della perfezione scava un break irrecuperabile per Cento che deve alzare bandiera bianca, arrendendosi alla legge del più forte.

IL QUINTETTO BASE – Il roster dell’Acmar è di sicuro valore e può contare su sette giocatori intercambiabili che Giordani alterna senza che la qualità del gioco ne risenta assolutamente. Il playmaker è il fiore all’occhiello della rosa e risponde al nome di Eugenio Rivali: scuola Scavolini, 178 cm di intelligenza cestistica purissima è stato eletto all’unanimità MVP della stagione regolare che ha chiuso con numeri fantascientifici: 10.3 punti a partita con 3.9 rimbalzi, 4.0 recuperi (1° assoluto), 4.3 assist (2° assoluto) per 19.7 di valutazione totale (2° in assoluto) in 33.8 minuti sul parquet. Nei playoff è salita la media di punti realizzati (12 ma sarebbero quasi 15 senza contare la “virgola” in gara 1 dei quarti), la percentuale ai liberi (da 79% a 86%) mentre sono calati i recuperi ma quello che più impressiona è la capacità di Rivali di trascinare i compagni: quando il Genio giallorosso mette la faccia giusta tutta la squadra gira a mille e attenzione alla sua capacità difensiva, in grado di cancellare dal campo qualsiasi avversario, come successo a Di Trani nella decisiva gara 3.
In guardia parte Luca Bedetti, il cacciatore giallorosso, 16 punti di media nei playoff con il 64% da due, il 30% da tre e un insolito 52% dalla lunetta. Il suo atletismo sui due lati del campo può mettere in difficoltà l’Affrico, soprattutto quando attacca il cuore dell’area in penetrazione e in marcatura dove può tenere contro qualsiasi avversario.
L’ala piccola del quintetto ravennate è Giovanni Penserini, un playoff tutto in salita per via di un problema alla mano che sta pesantemente condizionando il suo rendimento ma che Pens ha completamente dimenticato in gara 3 contro Cento dove è stato semplicemente devastante. Difensore eccezionale, sta ritrovando feeling col canestro come dimostrato dai 15 punti dell’ultima partita; nei playoff viaggia a 6 punti di media, conditi da 2 recuperi a partita.
In ala grande per Ravenna c’è il capitano Francesco Amoni: 14 punti e oltre 6 rimbalzi di media in questi playoff per lui con uno straordinario 47% dai 6.75. Incappato a volte in problemi di falli, con la sua esperienza e la sua doppia dimensione può essere letale per gli avversari, come dimostrato nei due incontri in stagione regolare con Firenze.
Il pivot titolare è l'”enfant du pays” Giacomo Cicognani, centro classe 1992 che nella semifinale contro Cento è stato in grado di elevare il suo rendimento in maniera esponenziale. Oltre 10 punti di media con quasi 9 rimbalzi a partita per Cico che sotto canestro garantisce una certa intimidazione coi suoi lunghi tentacoli e l’ottimo timing per la stoppata.

LA PANCHINA – Broglia e Cernivani sono due giocatori che potrebbero fare i titolari ovunque ma che a Ravenna trovano spazio di rincorsa; l’ala ex Santarcangelo sta disputando playoff favolosi con 13 punti e 7 rimbalzi di media partendo dalla panchina, con percentuali super (69% da due, 63% da tre e 81% dalla lunetta), il tiratore triestino ex Civitanova invece, dopo un esordio col botto (31 in gara 1 dei quarti con Castelfiorentino) si è un po’ smarrito anche se è stato fondamentale in gara 1 di semifinale con tre triple pesantissime. Per lui quasi 10 punti di media con 55% da due e 39% da tre. Coach Giordani concede poi qualche minuto anche al bolognese Fabio Bastoni, playmaker che da fiato a Rivali, e ai giovani Frigoli e Locci, rispettivamente play-guardia e pivot.

QUI FIRENZE (a cura di Andrea Marasco)

E’ un’Enegan Firenze piena di ottimismo e speranza quella che si appresta ad affrontare lo schiacciasassi Acmar Ravenna, dominatrice del torneo. Percorso netto dei fiorentini in questi play off che si sono liberati col minimo sforzo, in sole quattro gare, delle due avversarie di turno: Montecatini e Virtus Siena. Al contrario delle previsioni invece l’Acmar ha faticato più del dovuto per arrivare alla meritatissima finale. Costretta alla bella in entrambi i turni ha però fatto valere inesorabilmente il fattore campo.

In regular season tra Enegan e Acmar non c’è mai stata gara. A Firenze i biancazzurri hanno sofferto oltremodo la maggiore fisicità degli avversari, che unitamente ad un tasso tecnico di assoluto livello ha permesso loro di aggiudicarsi tanto la gara di andata a Firenze che il ritorno a Ravenna. Pronostico già scritto dunque? A Firenze ci auguriamo di no nonostante i 19 successi consecutivi conseguiti dai ravennati in casa lasci poco spazio alla speranza.

Il roster fiorentino è di ottimo livello: due play di qualità, Serena (giocatore di formazione mestrina che non disdegna il tiro dalla lunga forte di una percentuale di realizzazione del 45%) e Lovatti, che permettono a coach Giordani di mischiare le carte in qualsiasi momento. Il reparto esterni può contare su l’italo argentino Paparella (ex Reggio Calabria e Latina), all’occorrenza play di emergenza e tiratore di rango assoluto(14 punti di media a partita col 45% dalla lunga), Cosimo Fontani e Daniale Grilli, sesto uomo di lusso, spesso letale da oltre l’arco (40% di media al tiro pesante quest’anno).

Il reparto lunghi, quello che sarà probabilmente maggiormente sotto pressione, potrà contare sull’esperienza di capitan Toppino, che potrebbe rientrare nei ranghi dopo l’assenza di gara due con Siena causa problemi ad un ginocchio, e di Fattori, ottimo tiratore dalla lunga oltre che eccellente lottatore sotto le plance, (in campionato 13 punti di media ed 1 stoppata a partita). Giocatore di grande esperienza, il lungo di Rosignano vanta infatti presenze in legadue con Scafati e in DNA con Latina. E’ stato quest’anno assente per tutta la prima parte del campionato causa polmonite. Con lui in campo forse le cose in casa Affrico sarebbero andate ancora meglio.

Firenze conta molto, sempre nel reparto lunghi, sulla vera rivelazione di quest’anno in generale e dei playoff in particolare, ovvero Mattia Udom 19 anni, prospetto di rango assoluto, gran fisico, ottimo rimbalzista con tanti punti nelle mani (12 punti a partita per lui quest’anno con quasi 10 rimbalzi il tutto partendo spesso dalla panchina). Determinanti contro Siena i suoi 20 punti e 14 rimbalzi in gara due. E’ probabile che una buona parte della prestazione di Firenze dipenda da lui.

Pronostici tutti dalla parte di Ravenna dunque, ma Firenze col morale a mille venderà sanz’altro cara la pelle, sperando in quel colpaccio che cambierebbe l’inerzia della serie.

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