DNB, Le Finali, Girone C – Nord Barese-Roseto, la preview

DNB, Le Finali, Girone C – Nord Barese-Roseto, la preview

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QUI BNB (a cura di Francesco D’Introno)

La Bnb è finalmente arrivata ad un passo dal proprio obiettivo proclamato l’estate scorsa, al momento della nascita di questa nuova realtà: il presidente De Palma e tutti i soci non si sono nascosti dietro un dito, l’obiettivo era ed è la promozione in Legadue Silver, e con un roster così non poteva essere altrimenti.

La corazzata di coach Giulio Cadeo sembra tirata a lucido per l’appuntamento finale; la semifinale contro uno Scauri seppur privo di Lenardon, infatti, sembra aver cancellato tutti i dubbi che erano sorti nei pazzi mesi di febbraio e marzo quando la squadra aveva dato degli inaspettati segnali di cedimento con la disfatta di Coppa Italia a Cecina ad opera di Ravenna e le prime sconfitte anche pesanti (vedi proprio il match di Roseto), e gli scivoloni casalinghi contro Scauri e nel derby con Bisceglie.

I due precedenti stagionali sono da prendere con le molle, perché all’andata la Bnb vinse a Ruvo per 73-62 ma Roseto non aveva ancora Di Giuliomaria e nel Nord Barese militava ancora il Diego Corral ‘’pre infortunio’’ e che sembra un lontano parente di quello che scende in campo da qualche mese a questa parte.

Nell’incontro svoltosi al PalaMaggetti finito 92-73, invece, la Bnb vista sul parquet rosetano era troppo brutta per essere vera, concedendo oltre novanta punti e sedici triple agli avversari in giornata di grazia. La finale, in questo caso come non mai, avrà una storia completamente a sé.

Il roster della Bnb è ricco di nomi illustri, perlomeno nell’ambiente delle minors: si parte da quello che è molto probabilmente l’unico giocatore indispensabile a questa squadra, ovvero Leo Zaccariello, grande difensore (dodicesimo nella classifica delle palle recuperate in tutta la Dnb a 2.24 palloni di media) e guardia dall’altissimo quoziente intellettivo cestistico, che riesce a fare sempre la cosa giusta su entrambi i lati del campo; sarà lui l’incaricato a fermare il bomber rosetano Petrucci. Ha seguito Zaccariello anche in Puglia dopo l’esperienza a Trieste Innocenzo Ferraro, per lui, nativo di Atri, la finale contro Roseto è praticamente un derby. ‘’Inno’’ è arrivato in gran forma a questi playoff, nei quali sta fornendo un contributo sostanzioso da 13 punti e 6 rimbalzi di media, divenendo così uno dei fedelissimi di coach Cadeo che gli concede minutaggi molto alti.

Ferraro dovrà dare una mano a Corral e Ancellotti nella grande battaglia tra lunghi contro Caruso, Amoroso, Di Giuliomaria e Lillo Leo. L’argentino dovrà cercare di tornare in fretta e furia quello di inizio stagione, che andava costantemente in doppia cifra prima dei problemi al ginocchio; il reggiano, invece, dovrà continuare a dimostrare la sua crescita (quasi 10 punti e 10 rimbalzi di media nei playoff) dopo un ambientamento non facile nella nuova realtà e una regular season con alti e bassi.

In cabina di regia, invece, super sfida tra Mauro Stella e Nicolas Stanic. Il play mesagnese, nonché capitano della Bnb, dovrà provare a fermare con tutta grinta che lo contraddistingue il miglior assistman della Divisione Nazionale B. Stella ha un cambio di sicuro affidamento come il ventenne materano Daniele Merletto, salito a 9 punti di media nei playoff dopo aver chiuso a 5.7 la stagione regolare. Il jolly che Cadeo può giocarsi è ovviamente Giancarlo Palombita: il ‘’pistolero’’ triestino è tornato a centrare con costanza la retina avversaria, sia da oltre l’arco (38% da tre nei playoff) e sia in penetrazione, dimostrando che ormai il grave infortunio al ginocchio è un lontano ricordo. 

QUI ROSETO (a cura di Stefano Blois)

È la carica dei 3500 del PalaMaggetti a spingere la MEC Energy Roseto verso la finale di DNB: il palasport abruzzese, teatro di dure battaglie anche in Serie A, è stato infatti il fattore decisivo che ha consentito alla squadra di Melillo di superare sia Bisceglie nei quarti che Trapani in semifinale, oltre alla regular season (dove l’unica sconfitta interna, contro Gaeta, avvenne nella gestione-Francani).

Per riuscire a fare il salto decisivo, però, Roseto non potrà limitarsi a mantenere inviolato il suo palasport: il Basket Nord Barese, infatti, potrà avvalersi del fattore campo a favore in virtù del primo posto conquistato in regular season contro il secondo dei biancazzurri. Un vantaggio fondamentale se si pensa che nei nove scontri, tra regular season e playoff, che hanno visto incrociarsi le prime tre della classe ha sempre prevalso la squadra di casa. A ciò si aggiunge il rendimento non esaltante lontano da casa degli Sharks, un problema che neanche Melillo è riuscito a risolvere del tutto: non solo perché nei playoff Stanic e compagni non sono ancora stati capace di vincere in trasferta, ma soprattutto allargando il discorso all’intero campionato Roseto è sempre stata sconfitta fuori casa contro le prime 6 in classifica.

Ma l’entusiasmo con il quale gli abruzzesi si presentano a questa finale rende assolutamente possibile l’impresa, anche ripensando all’ultimo precedente stagionale tra le due squadre che vide probabilmente la MEC Energy più bella dell’anno distruggere i pugliesi con un roboante 92-73: vero che si giocava al PalaMaggetti e che il risultato di quella partita, risalente ormai a più di due mesi fa è utile ormai solo per gli annali, ma Roseto dimostrò di essere competitiva e in grado di giocarsela contro la squadra di Cadeo: deve ripartire da qui la squadra di Melillo, che se la giocò a viso aperto anche nel match di andata quando un orribile 20-6 di parziale nel secondo quarto la condannò alla sconfitta. Ma era una Roseto troppo diversa per essere paragonata a quella attuale, che vedeva ancora Francani in panchina (la sconfitta di Corato costò la panchina al coach rosetano) e Di Sante in campo (ceduto successivamente a Lanciano in DNC) ma soprattutto non aveva ancora Di Giuliomaria, tornato in corsa nella squadra di cui fu capitano non più di otto anni fa in Serie A.

L’uomo in più della MEC Energy nel match di ritorno contro i pugliesi fu Niccolò Petrucci, autore di un’incredibile prestazione da 28 punti e otto triple a segno. Ma da lì in poi la guardia romana ha visto calare il suo rendimento, non trovando quasi mai il tiro pesante nella serie contro Trapani, e costringendo Melillo a puntare continuativamente sul gioco sotto canestro: i risultati sono stati comunque ottimi, visto l’incredibile frontcourt a disposizione del coach americano ma ormai trapiantato nella cittadina abruzzese da anni (è proprietario di un edicola in pieno centro): al totem Leo, trascinatore assoluto contro i siciliani e capace di collezionare 18 punti e 8 rimbalzi di media grazie a una presenza fortissima nell’area pitturata (ma tira anche con il 50% da 3) si aggiungono il già citato Di Giuliomaria, meno decisivo di quanto si credesse ma comunque preziosissimo con la sua esperienza: sue infatti le giocate decisive in gara3 contro Trapani nell’ultimo quarto ma anche capitan Caruso, difensore solidissimo e giocatore sottovalutato ma molto importante, e “Ciccio” Amoroso, fratello del più famoso Valerio e delusione dell’anno per lunghi tratti. In semifinale (schierato insolitamente da ala piccola vista l’assenza di Marcante) è stato però decisivo il suo contributo, soprattutto in gara3 con quattro triple, e con una difesa stoica su Rizzitiello, miglior giocatore dei siciliani: fondamentale che la sua crescita continui nella serie finale, anche perché sul valore assoluto del giocatore non ci sono dubbi viste le tante ottime stagioni spese al piano di sopra.

Detto del reparto lunghi, senza dubbio il migliore dell’intero campionato, il compito di innescarli spetta al play Nicolas Stanic, italoargentino e altro extralusso per la categoria che nonostante le innate doti realizzative si dedica soprattutto a mettere in ritmo i compagni (4.5 assist di media in stagione) ma rimane un’opzione offensiva di primissimo livello. Al suo fianco agisce come detto Petrucci, dal talento indiscutibile e con un mortifero tiro da 3 ma tremendamente discontinuo e in crisi di rendimento negli ultimi mesi: chissà se ritrovare la BNB servirà a risvegliarlo ridando pericolosità perimetrale ad una Roseto che ultimamente si è servita pochissimo del tiro da fuori, anche perché aldilà di Petrucci non sono moltissimi i tiratori naturali dall’arco in casa biancazzurra.

Completa il quintetto Fabio Marcante, che mette al servizio di Melillo la sua grande esperienza e le ottime doti difensive facendo da collante tra i due reparti: nei playoff il suo impiego è stato praticamente nullo a causa di un infortunio patito in gara1 contro Bisceglie, ma lo staff tecnico degli Sharks conta di averlo in buone condizioni già per domenica prossima.

A cambiare gli esterni i giovani D’Arrigo, play/guardia argentino che ha il difficile compito di non far rimpiangere il connazionale Stanic nei suoi rari momenti di riposo (ma i due sudamericani possono anche giocare assieme) e il rosetano doc Pierpaolo Marini, dotato di talento e personalità e in doppia cifra già dieci volte durante l’anno: gli manca ancora un pizzico di continuità, ma nonostante sia solo un classe ’93 tiene già benissimo il campo (ed è migliorato molto anche in difesa).

Gli ingredienti per giocarsela contro il Nord Barese di coach Cadeo ci sono insomma tutti, e in gara2 (unica sfida in terra abruzzese della serie) si rivedrà nuovamente il PalaMaggetti delle grandi occasioni: uno spettacolo di categoria superiore, al quale Roseto spera di ripagare con una promozione sul campo che manca ormai da più di dieci anni.

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