Punto DNB: Rieti riparte da Nunzi, Molfetta in crisi, Cento punta su Sillimbani

Punto DNB: Rieti riparte da Nunzi, Molfetta in crisi, Cento punta su Sillimbani

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La NPC riparte da Nunzi e dalla volontà di allestire un roster molto competitivo. Le idee del presidente Giuseppe Cattani che ha riconfermato il tecnico entrato in corsa lo scorso anno, dandogli ora la responsabilità di costruire la squadra, sono molto chiare in proposito.

All’attuazione di questo programma c’è, però, un pesante se. Tutto questo, infatti, avvererà a condizione che nel giro di dieci giorni Cattani riesca ad avere conferme al reperimento della quantità di risorse necessarie alla copertura del budget ipotizzato.

La Npc si è rivolta alle istituzioni cittadine, a cui ha chiesto di essere almeno introdotta presso realtà economiche che possano sostenere il movimento cestistico e la risposta degli amministratori che non possono, vista la grave situazione finanziaria in cui versano, contribuire direttamente, è stata positiva.

I prossimi giorni saranno dunque cruciali: se la società raccoglierà impegni tali da sostenere una stagione importante, Rieti avrà una squadra di alta fascia condotta da coach Nunzi, se malauguratamente la raccolta economica non fosse sufficiente al primo obiettivo, allora questo dovrà ridimensionarsi e Luciano Nunzi potrà avvalersi di una clausola che lo libererà da ogni vincolo contrattuale.

“Sono molto contento – dichiara Nunzi – che siamo riusciti a pianificare il cammino da percorrere insieme al presidente Cattani e spero fortemente che la situazione si possa risolvere positivamente e al più presto, in modo tale da intraprendere un nuovo importante viaggio”.

Oltre a verificare l’entità del budget da destinare alla prossima incipiente stagione, Giuseppe Cattani ed il suo staff stanno incontrando in questi giorni i tifosi che desiderano mettersi a disposizione per contribuire fattivamente alle attività di marketing.

“In questo momento decisivo – dichiara il presidente Cattani – è necessario l’aiuto delle istituzioni e dei grandi sponsor, ma è altrettanto fondamentale l’apporto che ognuno di noi può dare con il proprio personale impegno alla crescita della pallacanestro a Rieti. Una piccola cosa diventa grandissima se moltiplicata per tanti. Ringrazio tutti coloro i quali ci sono vicini, con la passione e con le azioni e tra tutti il gruppo degli “Amici della Sebastiani” sempre presente e partecipativo”.

La prima conferenza stampa della nuova stagione della Pallacanestro Molfetta si apre invece con le parole chiare e precise del presidente Antonio Pucci:

” Purtroppo in questo momento mi trovo a dover dire una cosa non piacevole, ma sono costretto a farlo. Un anno fa nella mia prima conferenza stampa avevo preso un impegno importante: far ripartire il basket a Molfetta. Credo di esserci riuscito.
Dopo le mie dimissioni date alla fine di questa straordinaria e vincente stagione, mi è stato chiesto di ricoprire ancora una volta la carica di presidente. Ho accettato l’incarico che però prevedeva importanti accordi. Purtroppo ora alcuni componenti non sono in grado di mantenere questi accordi. In poche parole sono rimasto solo, ed è un dato di fatto. In questo momento devo far prevalere la ragione e il buonsenso sulla Passione. Purtroppo non posso garantire nulla di certo, ragiono con i numeri, non con le chiacchiere. Ho cercato in tutti i modi di salvare il basket qui a Molfetta, facendo quadrare i conti (cosa non da poco). La promozione in serie B credo sia stata la dimostrazione lampante della riuscita del nostro impegno e del nostro lavoro”.

Le parole del presidente si fanno sempre più puntigliose, soprattutto quando ribadisce un tema fondamentale di questa conferenza: ” Tutti gli sport devono avere uguale importanza a prescindere dalla categoria in cui si milita. E credo che questo a Molfetta non avvenga. Il basket a Molfetta non è solo la prima squadra, ma è soprattutto quel numerosissimo numero di ragazzini e bambini che abbiamo. Una risorsa importante non per il sottoscritto, ma per l’intera città. Un serbatoio di giovani che purtroppo senza aiuti concreti rischia seriamente di scomparire. Rischia di scomparire una storia trentennale qui a Molfetta, rischia di scomparire la passione di tanti ragazzini”.

Puntuali e taglienti le parole di Pucci: ” Se entro il 30 Giugno non arriveranno aiuti esterni di qualsiasi tipo, sarò costretto a recarmi dal primo cittadino, la dott.ssa Paola Natalicchio e consegnare il titolo di B2( vinto sul campo) con tutto il settore giovanile, con la speranza che qualcuno si attivi per salvarlo.

Amara ma realistica la chiusa del numero uno societario: “Io farò il possibile per salvare ancora una volta la pallacanestro qui a Molfetta. Sono disponibile ad accogliere qualsiasi tipo di aiuto, come sono altrettanto disponibile a farmi da parte per il bene della pallacanestro. Ma devo essere sincero e onesto: da solo non posso farcela”.

Parole importanti e condivisibili. Seguiranno poi gli interventi del segretario Cirillo (a confermare quando detto dal presidente e ribadendo anche i problemi legati alle strutture sportive) e di alcuni genitori dei ragazzi del settore giovanile presenti, vogliosi di sapere cosa poter fare in un momento difficile come questo. È sempre il presidente a ribadire come quasi tutti gli sponsor (amici dello stesso) sono esterni alla città di Molfetta. E a sottolineare come, con l’aiuto CONCRETO di tutti, la situazione è ancora salvabile.

E ora? Ora tocca a tutti i molfettesi dimostrare il proprio attaccamento a questo sport. Serve l’aiuto di tutti. Un aiuto non solo verbale ma concreto. Un aiuto necessario e fondamentale. La sede societaria (luogo della conferenza) ieri era gremita e piena di ragazzini, increduli e dispiaciuti difronte alla dura realtà delle parole del presidente. L’idea di abbandonare e chiudere tutto non piace a nessuno. Tocca ad ogni singolo tifoso e genitore cercare di reperire risorse utili al mantenimento di questo progetto. Diversamente il 30 giugno si prenderanno le dovute decisioni e calerà il sipario sul basket a Molfetta.

Salendo di latitudine, invece, Nel tardo pomeriggio di Mercoledì, la società ha dunque convocato i giornalisti per tirare le somme della passata stagione sportiva, annunciare il suo “piano di battaglia” per il futuro, raccontare i retroscena della conferma di Giuliani in panchina e annunciare l’acquisto di Jacopo Silimbani. Ad aprire la conferenza è stato il presidente, Silvio Canelli: «Quando siamo partiti con questa nuova configurazione societaria eravamo circondati da sfiducia e pronostici nefasti, ma in seguito siamo risaliti dalla penultima posizione in classifica fino ad arrivare a far tremare i polsi della corazzata Ravenna. Fondamentali sono stati il lavoro e l’impegno di Corsini, Fava, Merighi, Salvi e Spera, oltre naturalmente ai 40 soci e a validi collaboratori come Manni, Testoni e Angelini, che hanno completato la nostra società. Per quel che mi riguarda, provo sensazioni bellissime. Dopo aver fatto il sindaco di Cento ho ricevuto decine di proposte per incarichi di rappresentanza, ma non ne ho mai voluto sapere fino a quando il dottore mi ha chiesto di diventare presidente della Benedetto XIV. Rifiutare questo incarico sarebbe stato come rifiutare un invito a cena da Belen. È stata la più grande soddisfazione della mia vita, ho provato – e tuttora provo – emozioni immense. Ho finalmente rivisto un palazzetto pieno come ai tempi delle finali per la A2, durante i playoff si parlava di basket in ogni dove e la gente si lamentava che i biglietti messi a disposizione dalle altre società non fossero abbastanza per poter seguire la squadra in trasferta. Questo è stato il primo anno, il secondo si apre con la riconferma di Giuliani, allenatore che Cento ama così come lui ama la nostra città, e l’acquisto di Jacopo Silimbani, fortemente voluto dal coach e già compagno di squadra di Bona e Di Trani a Castrocaro/Faenza. Anche quest’anno, al Maracanà del basket, ci toglieremo delle belle soddisfazioni.»

Canelli ha quindi passato il microfono al direttore sportivo, il Dott. Gianfranco Salvi: «Fermo restando che il cuore della Benedetto è Cento, riportare un campionato nazionale in città è stato facile, grazie al contributo di personaggi del calibro di Corsini, Fava, Merighi e Spera, che ringrazio e coi quali c’è stata piena sintonia sin dall’inizio anche sui metodi nel rispetto dei ruoli e delle opinioni di ciascuno, dato che ogni singola decisione è presa per votazione. Quest’anno ci siamo davvero divertiti, per il prossimo la priorità era la conferma del coach ed è bastata una chiacchierata. Per ringraziarlo gli abbiamo regalato Jacopo Silimbani: era il primo nome della sua lista, e in appena tre giorni abbiamo chiuso la trattativa, anche per amore di Cento, della Benedetto e dei suoi meravigliosi tifosi che sono sempre con noi. Non vedo l’ora di ricominciare perché sono certo che sarà un altro anno pieno di soddisfazioni. Non faccio pronostici poiché ancora non sappiamo in che girone finiremo, ma credo di poter dire che la squadra che stiamo facendo non ha niente da invidiare a quella dell’anno scorso e anzi abbiamo aggiunto qualcosa. Nelle scorse settimane abbiamo avuto in prova un buon numero di giovani ed altri ne avremo a fine Luglio: lascio che sia il coach a fare le sue valutazioni ma la squadra verrà completata da due “under”, probabilmente un playmaker e un altro esterno in grado di tenere il campo in questa categoria.»

Ha quindi preso la parola il coach, Gabriele Giuliani: «Sono contento e onorato di poter continuare il lavoro sin qui intrapreso, mirato a durare nel tempo e a tentare di conseguire obiettivi sempre più prestigiosi. Per quel che riguarda Jacopo, me lo sono spesso ritrovato di fronte da avversario e l’ho sempre stimato, pur non conoscendolo personalmente. Si tratta di un giocatore intelligente, che capisce la pallacanestro e ha importanti qualità comportamentali e tecniche. Una delle sue caratteristiche principali è la duttilità, per cui ritengo sia perfetto per il nostro sistema di gioco in quanto sa giocare nelle due dimensioni, sia fronte che spalle a canestro. Inoltre è un ottimo passatore e la sua carriera parla per lui. Dopo aver conosciuto il top a Santarcangelo è incappato in un anno negativo per la situazione, in quanto gli Eagles sono saltati a metà stagione e in seguito è passato a Matera per sostituire un atleta infortunato. Penso che una stagione difficile sia uno stimolo in più, per affrontare quella successiva. Sono davvero felice del regalo che mi ha fatto la società, ora andremo alla ricerca di un playmaker “under” che possa fungere da alternativa a Bona ma che possa anche giocare assieme a lui. Poi completeremo la squadra con una guardia o ala “under”.»

A chiusura dell’incontro, le prime parole “a tinte biancorosse” di Jacopo Silimbani: «Come si diceva in precedenza, quest’anno ho scelto di seguire l’allenatore che mi aveva valorizzato nel passaggio da Santarcangelo a Bologna, sia per stare vicino a casa che perché conoscevo già i suoi metodi di lavoro. Dopo due o tre mesi ci siamo ritrovati tutti quanti a piedi e sono passato a Matera dove ho sostituito un giocatore infortunato ma nella parte finale della stagione sono rimasto fermo nonostante avessi qualche richiesta, per cui cerco riscatto a Cento. Pur avendo dimostrato di valere la DNA ho scelto la Benedetto XIV poiché si tratta di un ambiente sano e fatto di bravi ragazzi, alcuni dei quali mi hanno già raccontato della società e dei tifosi. Sono lusingato dalla chiamata di una società con questa storia alle spalle. Il presidente, il direttore sportivo e il coach hanno già speso belle parole nei miei confronti, sspero di essere all’altezza dell’ambizione e delle aspettative della piazza. Da un punto di vista emotivo sono uno a cui piace farsi volere bene fuori dal campo, e che tende a privilegiare i rapporti umani. Da un punto di vista tecnico fino a 4 anni fa non avevo un gioco interno, ma ho lavorato molto su questo aspetto del gioco e i risultati sono arrivati, poiché l’anno della promozione ero il centro titolare di quella squadra. Comunque sono a disposizione dell’allenatore e non vedo l’ora di incominciare.»

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