“Tacchi a Spicchi”, di Simona Nazzaro: a tu per tu con Francesco Riccò

“Tacchi a Spicchi”, di Simona Nazzaro: a tu per tu con Francesco Riccò

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Foto: Ciamillo Castoria

Riprende Tacchi a Spicchi, la rubrica con un velo di rosa, perché chi scrive è una donna innamorata del mondo della pallacanestro. Tacchi a Spicchi, va oltre il “tradizionale” per abbracciare quel lato privato e nascosto dei protagonisti del mondo del basket.

Il primo protagonista di questo 2016 è Francesco Riccò, 34 anni, di Reggio Emilia. A due giorni dall’All Star Game abbiamo voluto parlare con un protagonista silenzioso che da 9 anni lavora in Legabasket come responsabile Sports Department, Marketing & Events.
Un personaggio che spesso sta dietro le quinte, ma che tutti nell’ambiente conoscono, sempre disponibile, riservato, professionale. Dice di sé “amo la mia famiglia, lo snowboard, il vino e Formentera”. Ha giocato nel settore giovanile della Pallacanestro Reggiana che definisce una “scuola di vita”

  1. Iniziamo con una domanda facile: cosa preferisci guardare in tv?

Partite di basket, Criminal Minds e Masha e Orso.

  1. Facciamo sul serio … Reggiano doc, lavori per la Legabasket (quindi dovresti essere neutrale) ma per quale squadra tifi in realtà?

Sinceramente non tifo per alcuna squadra se non per la Polisportiva Bibbianese, squadra per la quale gioco nel campionato di promozione. Delle gare della Serie A mi piace godere dello spettacolo e delle giocate dei nostri atleti a prescindere dalla squadra in cui militano. Ammiro lo spettacolo in maniera distaccata e ti dirò mi piace anche molto vederla così in quanto aiuta a valutare le partite correttamente.

  1. Sei fidanzato? Sposato? In cerca?

Sono sposato con Francesca dal 2009 e ho due meravigliose principesse di nome Carolina di 4 anni e Beatrice di quasi 3 anni.

  1. Quanto ti farebbe o ti ha fatto rimorchiare questo sport se non fossi sposato?

Il momento in cui sono riuscito a sfruttare meglio il basket in tal senso fu durante il periodo delle scuole superiori, dove, giocare nelle giovanili della pallacanestro reggiana era considerato “figo”. Adesso non ti saprei rispondere.

  1. Sai cucinare o preferisci che ti “cucinino”?

Mia moglie sa perfettamente che per tirarmi su il morale deve presentare un menu ricercato e speciale per cena ed io troverò la giusta bottiglia di vino in cantina che lo potrà accompagnare.  Però mi piace aiutare in casa e preparare la cena all’occorrenza se lei torna tardi e ti dirò mi arrangio bene. Ma la cena che sinceramente mi rilassa di più è quella nei pressi del castello di Canossa, luogo nel quale ci trasferiamo durante il periodo estivo, dove mi piace dilettarmi in grigliate o ottime pizze al forno a legna, con giuste chiacchiere in compagnia e panorami mozzafiato immersi nelle colline reggiane.

  1. Perché non hai un account Twitter?

Aahahah Sono troppo antico per un account Twitter ed inoltre non credo che alle gente interessi molto quello che faccio. Pazienza dai………

  1. Nove anni di Legabasket: quale è il segreto per durare più dei Presidenti? E quale è stata la migliore Presidenza da quando lavori in Viale Aldo Moro?

Credo non ci siano segreti. Senza attribuirsi particolari meriti a livello di competenze lavorative credo di essere molto riservato, equilibrato ed equidistante dalle società. A primo impatto posso risultare un po’ freddo e distaccato ma poi credo che questo atteggiamento possa pagare e dare garanzie di serietà e professionalità anche per potersi confidare nel caso di necessità.
Ho vissuto le presidenze Prandi, Pieraccioni, Corrado, Renzi e Marino;  posso dire che ognuno ha dato il suo grande contributo secondo le sue visioni e competenze, considerando i diversi momenti storici che la lega stava affrontando.

  1. Lavori con tutte le società di serie A, sempre nell’ombra, e in giro si dice che tutti hanno molta stima di te, ci dici quale è la società meglio organizzata e perché?

Ringrazio per il complimento. Non credo sia importante nella mia posizione stare necessariamente in prima fila ma credo sia importante che funzioni alla perfezione la macchina organizzativa che c’e’ dietro e che ci sia stima e fiducia tra la lega e le società. Negli anni le società organizzate meglio sono state quelle che hanno pensato prima ad investire nelle persone che lavoravano nei club piuttosto che nella squadra. La crescita in quel modo e’ avvenuta gradualmente e secondo i programmi. Un dirigente, un responsabile commerciale, un ticketing manager piuttosto che un giocatore.

  1. Raccontaci un aneddoto che non si può raccontare …

Tutti gli aneddoti più belli riguardano gli eventi dove, per fare filare tutto liscio si fanno numeri da cinema. In collegamento telefonico con i tecnici tagliando e collegando fili delle centraline al tavolo stile Mac Gyver; in campo rimediando agli imprevisti di vario tipo che si possono verificare nelle gare, o in biglietteria gestendo le richieste di persone di rilievo che magari non avevano dato preventiva conferma della loro presenza, oppure gestendo i cambi di nominativi dell’ultimo secondo giocando a Tetris sulla piantina dei posti per sistemare tutti al meglio…

  1. Il giocatore che hai nel cuore..

Mike Mitchell

  1. Quale è il tuo idolo sportivo di sempre?

Idolo non saprei. Ti elenco invece personaggi di vari sport che mi hanno affascinato: Roberto Baggio, Miguel Indurain, Michael Jordan, Ronnie O ‘Sullivan (Snooker), Alberto Tomba, Jona Lomu.

  1. Una cosa che non ti piace del basket.

Non mi piacciono gli impianti nei quali siamo costretti a giocare. Purtroppo non si garantisce il giusto palcoscenico ad uno spettacolo meraviglioso.

  1. Hai giocato nel settore giovanile della pallacanestro reggiana, come mai non hai continuato? Eri scarso?

Ho iniziato a giocare nel settore giovanile della Pallacanestro Reggiana quando avevo 6 anni allenato da Max Menetti, il quale ci ha portato con lo stesso gruppo fino ai 14 anni per poi proseguire con Andrea Menozzi. Arrivato a 18 anni la società ha puntato giustamente sui giocatori di più ampia prospettiva ed io ho proseguito con Serie C e D. Questa stagione, dopo 4 anni di inattività, ho deciso di ricominciare a giocare in promozione. Però venendo al settore giovanile della Pallacanestro Reggiana mi ritengo molto fortunato di avere vissuto quella esperienza formativa che ha rappresentato per me una palestra di vita clamorosa dove mi hanno insegnato durezza mentale, rispetto delle regole e gioco di squadra… non poco diciamo.

  1. Su una torre butti di sotto Maurizio Bezzecchi (già nostro ospite) o Fernando Marino?

Bezzecchi o Marino…….. non ho nessun motivo per buttare giù uno dei due ma sono aziendalista e butto giù Bezzecchi. Facciamo almeno in modo che la torre sia in mezzo al mare così che Maurizio, grande nuotatore, possa riuscire a salvarsi comunque.

  1. Oltre ad Anna Cremascoli e Maria Licia Ferrarini, non vedresti bene un po’ più di quote rosa ai vertici del movimento?

Le vedrei bene certamente. In generale ritengo che le donne siano più organizzate rispetto agli uomini: la casa, i figli, la spesa, il lavoro… la giornata delle donne è piena di impegni che, spesso, si sovrappongono e si alternano con una rapidità incontrollabile. Eppure loro riescono a districarsi bene, passando da un’attività all’altra senza troppa ansia perché, per natura, sono più multitasking degli uomini. Credo anche che Anna abbia fatto un ottimo lavoro sia come Presidente di club che come rappresentante dei club di Serie A in seno al consiglio federale. Penso sia solo una questione di tempo e opportunità.

  1. Nell’organigramma testualmente c’è scritto “Sports Department, Marketing & Events”, ci spieghi nel dettaglio cosa fai?

La lettura dell’organigramma lascia il tempo che trova. Credo di avere maturato una visione a 360° della Lega e di quelli che sono i lavori da svolgere nei vari settori. Sono entrato in stage dopo il master sbs nel settore marketing ed eventi per poi spostarmi nel tempo verso temi sportivi. Sono il segretario delle nostre Assemblee di Lega, mi occupo del settore sportivo quindi della gestione dei contratti e della consulenza alle società in termini di regolamenti. Grazie a quello che mi hanno insegnato ed ho imparato negli uffici, credo di essere un po’ un Jolly. Ho avuto la fortuna fin da subito di partecipare alle assemblee con i Presidenti e questo mi ha permesso di crescere moltissimo.

  1. Messina o Pianigiani?

Messina per le esperienze che ha fatto all’estero e per i risultati con la Nazionale che speriamo possa ottenere anche la prossima estate. Pianigiani per quanto dimostrato negli anni di Siena.

  1. Chi vince lo scudetto quest’anno?

Secondo logica dico Milano ma non mi stupirei se, come la passata stagione, vincesse lo scudetto una squadra che non lo aveva mai vinto prima.

  1. La partita di basket alla quale hai assistito dal vivo che ricordi con più emozione?

Tralasciando il fatto che sicuramente alcune partite che ho disputato in serie C2 o D mi hanno dato più emozioni di qualsiasi altra partita vista dagli spalti, scelgo Virtus Bologna –  Tau Vitoria Gara 5 di Finale di Eurolega 2000 – 2001.

  1. L’allenatore più bravo di tutti …

Zelimir Obradovic. Dei nostri scelgo i 2 allenatori emergenti Menetti e Buscaglia.

  1. Domenica si terrà a Trento l’All Star Game. Si è passati da un format in cui la nazionale italiana sfidava i migliori stranieri. Ora invece si è scelto di mischiare le due selezioni, da cosa nasce questo cambio?

Sinceramente la nazionale rappresentava un buon traino per il pubblico ma rischiava di diventare una partita troppo seria da parte loro, e senza i giocatori migliori impegnati in NBA e con formazioni europee. Il nuovo format garantisce una partita più spettacolare.
Speriamo che rispetto allo scorso anno i nostri atleti decidano di difendere almeno gli ultimi 5 minuti della gara…  Ahahaha…

  1. Ultima domanda: c’è qualcosa per cui rischieresti l’inferno …

…………………….. abbiamo appena festeggiato il Natale siate buoni ……

Salutiamo Francesco e diamo appuntamento a tutti fra due settimane! Sarà nostro ospite un giocatore della Sidigas Avellino…

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