“Tacchi a Spicchi”, di Simona Nazzaro: a tu per tu con Stefano Sardara

“Tacchi a Spicchi”, di Simona Nazzaro: a tu per tu con Stefano Sardara

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Tacchi a spicchi. Una rubrica diversa, che va oltre il tradizionale per abbracciare quel lato privato e nascosto dei giocatori e dei dirigenti della pallacanestro italiana. Tacchi a spicchi. Con un velo di rosa, perché chi vi scrive è una donna innamorata di questo mondo. In questo appuntamento di Tacchi a Spicchi ci spostiamo nuovamente nel mondo del basket maschile, rimanendo però in terra sarda. Protagonista è Stefano Sardara, presidente della Dinamo Sassari.

  1. Iniziamo con una domanda facile: cosa preferisce guardare in tv?

Guardo un po’ di tutto, prediligo lo sport di ogni genere ed i telefilm polizieschi.

  1. Arriva Lei, la Dinamo conquista l’Europa. Alla luce di questo, Lei pensa che siano meglio le sarde o il “resto del mondo”?

Tutta la vita le sarde. Insomma, le avete viste le nostre madrine? Melissa Satta e Elisabetta Canalis parlano da sole.

  1. Quanto la fa rimorchiare questo sport?

Non sono la persona giusta a cui fare questa domanda, bisogna farla ai giocatori…

  1. E’ fidanzato? Sposato? In cerca?

Felicemente sposato da quasi vent’anni.

  1. Sa cucinare o preferisce che la “cucinino”?

Mi arrangio abbastanza ai fornelli ma preferisco essere “cucinato”.

  1. Prima di ogni partita tira da tre: voleva fare il giocatore?

No, non ho mai avuto le capacità e sono sufficientemente realista. Però mi aiuta a distendere i nervi a me ed all’ambiente.

  1. Io da grande vorrei fare il Presidente di una squadra di serie A: mi dice cosa devo fare?

Semplice, amare lo sport per cui lo dovrà fare.

  1. Il giocatore a cui Lei è più legato?

I 13 giocatori della stagione in corso.

  1. Ci racconti un aneddoto che non si può raccontare…

Quando abbiamo vinto la coppa Italia a Desio… No dai, non si può raccontare!

  1. Il suo idolo sportivo di sempre?

Roger Federer, classe e talento puro.

  1. Una cosa che non Le piace del basket?

La scarsa considerazione che l’ambiente ha di se stesso.

  1. Lei è noioso da intervistare: stesso allenatore, stesso GM … Noia uguale vittorie?

La stabilità da indubbi vantaggi e fa lavorare sereni, per poterla fare però devi avere attorno a te persone intelligenti. Stabilità e continuità non vogliono dire per forza noia, altrimenti non esisterebbero i matrimoni.

  1. Su una torre butta di sotto Datome o la Canalis?

Li tengo entrambi, due simboli della Sardegna.

  1. Lei è una sorta di Re Mida: tutto quello che tocca diventa oro… Può provare con il PIL italiano?

Per i miracoli ci stiamo organizzando…….

  1. Seriamente: affari o basket?

Se potessi scegliere con il cuore, basket tutta la vita.

  1. Ci racconta la vicenda dell’addio di Diener…

Travis ha avuto una grande occasione, tornare da allenatore nel suo college. A 32 anni, di cui 28 passati in un campo di basket a portare il tuo fisico ai limiti per competere con i migliori, come fai a dire di no? E ad un amico che si trova di fronte ad una scelta così importante gli stai accanto come puoi.

  1. Quella volta che si è sentito davvero un grande…

Quando sono diventato padre.

  1. E’ stato più bello vincere la prima o la seconda Coppa Italia?

La seconda perché ripetersi non è mai facile ed ancora meno se hai cambiato quasi tutta la squadra e nella stessa stagione hai già vinto anche la Supercoppa.

  1. Dopo una vittoria importante come festeggia …

Birra ed amici.

  1. Una Società alla quale vorrebbe somigliare? E quella che “detesta”?

La società modello per me resta il Barcellona, perché opera in un ambiente sociale che ci assomiglia molto ed ha una grandissima vision ed organizzazione. Ancora non ne detesto nessuna.

  1. Sassari vince lo scudetto quest’anno?

Chi lo sa….. Scaramanzia…

  1. C’è una cosa per cui rischierebbe l’inferno?

Direi di no.

  1. Per chiudere: “mi dà un cinque”?

Eccolo!!

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