A modo mio, di Mario Arceri – Arrivano i primi punti (bene o male…)

A modo mio, di Mario Arceri – Arrivano i primi punti (bene o male…)

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Se non altro s’è vinto spezzando il ghiaccio in quest’Eurobasket, maledetto per gli azzurri che ancora non hanno capito quale sia il verso giusto per prenderlo. Seconda giornata di gare, prima vittoria: questo è il fatto positivo, insieme all’atteggiamento di Alessandro Gentile che stavolta ha indossato i panni del match winner. Di fatti negativi ce ne stanno purtroppo parecchi: l’Islanda che ci ha fatto dannare l’anima, obbligandoci ad aspettare il 37′ per recuperare i tre punti di svantaggio e, con un parziale di 10-0 (Belinelli, Gentile e finalmente Aradori) lasciarsi defintivamente alle spalle i tignosissimi avversari guidati dall’ancora validissimo Ion Sefansson. E poi ancora:…

s’è giocato nuovamente male; la Germania ha dato del filo da torcere alla Serbia che ha vinto di soli due punti negli ultimi secondi; la Spagna ha rifilato un trentello alla Turchia confermando l’assoluta modestia, Ilyasova a parte, della squadra di Ataman; infine, per quanto riguarda più strettamente la nostra squadra, si è nuovamente fermato Datome per il riacutizzarsi del risentimento muscolare che lo aveva obbligato a interrompere la preparazione dopo il torneo di Capodistria.

Insomma, piove sul bagnato. Ricopriamo appena il fondo del bicchiere – tanto per non mostrarlo del tutto vuoto – perché i due punti sono comunque importanti e fanno morale, con la speranza che la stessa foga e la stessa qualità mostrata contro Germania e Italia, gli islandesi, accompagnati a Berlino da un mezzo migliaio di coloriti e rumorosi supporter, la mostrino contro la Turchia, anche se quella sarà la partita che chiuderà giovedì sera il girone nella splendida Mercedes Benz Arena, e potrebbe risultare decisiva per la qualificazione alla fase successiva di Lilla.

Purtroppo sono molti, come si è detto, gli aspetti negativi che è opportuno illustrare subito prima di passare a quanto ci ha mostrato la partita con l’Islanda. La Germania che rischia di battere la Serbia, venendo punita da Bjelica a pochi secondi dal termine, sarà evidentemente una pessima cliente per l’Italia mercoledì sera, così come domani, dopo il turno di riposo, lo sarà la Spagna che contro la Turchia ha ritrovato i meccanismi, la fluidità, la spettacolarità dei suoi giorni migliori. Ed ha soprattutto sottolineato l’occasione perduta dall’Italia nel non farcela a superare un’avversaria davvero modesta.

E’ probabile che la sconfitta di sabato sera, per due soli punti ma al termine di una partita condotta sempre all’inseguimento, costerà molto cara alla Nazionale. Vincendola, avremmo avuto praticamente in tasca, dopo due sole giornate, la qualificazione potendo così affrontare con maggiore serenità le avversarie considerate più forti. Così invece bisognerà confidare in un “miracolo” che, in queste condizioni, è davvero difficile ipotizzare, In primo luogo perché ieri si è fatto nuovamente male Datome: niente di serio, ma dovrebbe saltare l’incontro con la Spagna; in secondo luogo perché l’assenza si andrà a sommare alla situazione tecnica già deficitaria dell’avventura azzurra.

Contro l’Islanda è stato un incredibile calvario. Ha cominciato con cinque triple consecutive e ha continuato alternando soluzioni vicino al canestro al martellamento dalla distanza: finchè la mira l’ha aiutata, ci è stata a volte anche davanti, poi, nel finire, aumentando l’imprecisione, è venuta meno anche la pericolosità di una squadra di normotipi (l’unica torre, il 2.18 Nathanaelsson, ha visto il campo per appena… due secondi) tra i quali il più alto, Pavel Ermolinskij, ucraino naturalizzato, è il… playmaker, consentendoci di portare a casa i primi due punti, grazie anche ai primi canestri di questo europeo segnati da Aradori.

Poteva e doveva andare meglio, soffrire molto di meno contro un’avversaria che non è nel ranking della Fiba per mancanza assoluta finora di risultati ancorché minimi, ma l’Italia inizialmente non è riuscita a porre un argine alla valanga di tiri di Stefansson, Palsson e Baeringsson, anche perché Gallinari non è mai entrato in partita (4 punti e cinque falli, ma anche dieci rimbalzi, in 17′), perché Bargnani appare un pesce fuor d’acqua e sembra non nascondere le perplessità per il suo ruolo e il suo momento nelle rotazioni del coach che con l’Islanda gli ha dato solo nove minuti, affidandone 16′ a Melli e 14′ a Cusin, perché Belinelli alterna cose eccellenti ai suoi difetti di sempre (2/10 al tiro, ma 8 rimbalzi e comunque 12 punti preziosi), perché le altre guardie transitano da momenti di buona lucidità ad avventurose scelte al buio.

Per fortuna ieri c’è stato Alessandro Gentile che ha attaccato con continuità e con fortuna il canestro avversario, che ha difeso con ordine, che, insomma. alla fine si è dimostrato leader ed uomo squadra di un gruppo che oggi si leccherà le ferite e tenterà di fare mente locale su tutte le cose imparate in estate e dimenticate in questa prima fase dell’esame di settembre. C’è tempo per recuperare, molto poco, ma c’è. La speranza è che venga messo adeguatamente a frutto per salvare un Eurobasket che continua a dare realmente i numeri: seconda sconfitta della Russia e seri dubbi per il suo futuro, a zero punti anche la Finlandia, mentre sono Israele e Polonia, inaspettatamente, ad essere imbattute insieme alla Francia.

La sorpresa grossa viene però da Zagabria dove la Grecia ha battuto la Croazia 72-70 e dopo un supplementare, recuperando negli ultimi minuti un passivo che superava i dieci punti. Riscatto macedone ridimensionando l’Olanda e facile successo della Slovenia, mentre nel girone baltico si sveglia la Lituania travolgente sulle Lettonia (68-49) così come il Belgio sull’Estonia.

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